WeRead Powered by ReaderPub
Romanticismo: dramma in 4 atti cover

Romanticismo: dramma in 4 atti

Chapter 22: ATTO TERZO.
Open in WeRead

Explore more books like this:

About This Book

A four-act drama portrays members of a community divided by political loyalties during a period of national unrest, interweaving public conspiracies and intimate domestic life. The plot moves between clandestine border episodes and household scenes, following characters who confront arrests, secret rescues, betrayals, and self-sacrifice; a pivotal domestic revelation reorients a young man's conscience toward patriotic commitment. The author balances tragic and comic tones, rendering opponents with restrained nuance while emphasizing themes of duty, loyalty, and the collision of private affections with public causes. Language and stagecraft aim for realistic dialogue and historical atmosphere, often treating pivotal events offstage to heighten emotional effect.

ATTO TERZO.

Salotto nell'appartamento della contessa Teresa: da un uscio a sinistra si entra nella sua camera da letto. — Nella parete di fondo, a destra, dall'uscio sempre aperto si vedrà una cappelletta con un ricco altarino e un inginocchiatoio. Un grande ritratto dell'imperatore Francesco Giuseppe. In faccia all'uscio della camera da letto, un altro uscio che mette nella biblioteca.

SCENA PRIMA.

Carolina — la voce di Teresa, poi il Rienz.

Carolina entra e va a battere all'uscio della camera di Teresa.

Teresa di dentro.

Chi è?

Carolina.

Sua Eccellenza!

Teresa.

Il Conte Stefano?

Carolina.

Sì! Faccia presto!

Rienz entra in fretta, ancora con il cappello il pastrano e il frustino.

Teresa sempre di dentro: a Carolina.

Vengo subito! Apri le finestre!

Carolina si volta, vede il Rienz e fa per aiutarlo a levarsi il pastrano.

Rienz.

Andate, andate dalla contessa.

Carolina entra da Teresa.

Rienz si leva da sè il pastrano, depone il cappello, tiene in mano il frustino che agita nervosamente camminando su e giù per il salotto.

Teresa ancora di dentro.

Che c'è?... Una brutta notizia?

Rienz.

Forse!

Teresa.

Vitaliano?... Qualche nuova sciocchezza di Vitaliano?

Rienz.

Vi dirò... Fate presto!

Teresa.

Un momento!... sono pronta!

entra allacciandosi un nastro della veste da camera.

— Eccomi!

SCENA II.

Rienz e Teresa — poi di nuovo la Carolina.

Rienz bacia la mano alla contessa.

Teresa.

Mio Dio! Stefano?

Rienz.

Una lettera anonima! Una denuncia.

Teresa.

Una denuncia contro chi?

Rienz.

Contro Vitaliano; contro vostro figlio! Lo si accusa di cospirazione; di essere in rapporti con Mazzini e con quel... Garibaldi, quell'altro romantico filibustiere!

Teresa.

Datemi questa lettera!

Rienz.

Non fu mandata a me! Fu mandata...

Teresa con un grido represso.

Alla polizia?

Rienz.

Tranquillatevi. Fu aperta dal barone Wolf, — un buon austriaco, mio amico. — Per fortuna! — Se capitava fra le mani dell'altro commissario, l'italiano, a quest'ora sarebbero qui i gendarmi!

Teresa vivamente, giungendo le palme verso la cappelletta.

Grazie! Grazie! Vi ringrazio!

coprendosi il viso con le mani.

Mio figlio? Il mio sangue? Un conte Lamberti?

Rienz.

C'è questo di più grave ancora:: la lettera anonima, la denunzia è partita da questa casa.

Teresa.

Come lo sapete?

Rienz.

Per un miracolo! Ai furfanti, manca sempre qualche cosa: quando sono perfetti, diventano... brava gente! A costui, manca il sangue freddo. Mentre compie la canagliata, gli tremano le mani e gli si oscura la vista.

Teresa vivamente.

Chi è?

Rienz.

Cézky.

Teresa.

Quel polacco girovago, pitocco?

Rienz.

È innamorato di Anna.

Teresa fissando Rienz.

Anna abbassarsi a... Non lo credo...

risoluta.

No!

Rienz.

Precisamente! Respinto, per vendicarsi!

Teresa con alzata di spalle.

Uno strimpellatore di versi! Un Werther, un Ortis, inconcludente!

Rienz.

Più concludente degli altri! Invece di ammazzarsi, costui, fa impiccare il marito!

Teresa impallidendo: con voce rauca.

In qual modo avete scoperto?

Rienz si avvicina alla scrivania di Teresa e prende un foglio di carta.

Questa è la lettera. — Va bene? — Qui, in prima pagina, la sua brava denunzia.

volta il foglio.

E in fondo da quest'altra parte, una parola, in lapis, sbiadita, — una sola parola — «promemoria». — Una nota si vede incominciata e subito interrotta.

Teresa.

Era il carattere del Cézky?

Rienz affermando col capo.

Indubbiamente! Non vi ricordate, Teresa? Per quindici giorni, quando ho avuto ammalato il mio cancelliere? Chi lo ha sostituito? Il Cézky.

Teresa si lascia cadere sopra una sedia.

Ma... e allora?

Rienz.

Volete un'altra prova?... Schiacciante? Prima di parlare con voi, volevo parlare col Cézky

con piglio minaccioso.

a quattr'occhi, io e lui... A villa Lamberta non c'è più. — Il letto... intatto. Fatto il colpo ha preso il largo.

Teresa.

Allora?... E allora?...

Rienz.

Chiamate vostro figlio.

Teresa esitante.

Qui?... Con voi?

Rienz con un atto stizzoso.

Puntigli, riguardi, risentimenti... Non è l'ora! — Adesso bisogna tutto sapere, — la lista dei compagni, dei fratelli prima, — poi, se si tratta solo di sciocchezza, d'imprudenze, tutto in tacere, per quanto riguarda la vostra casa. — Ma vostro figlio, — il pazzo! — reso da noi impotente a nuocere e a nuocersi!

Teresa con gratitudine, stringendogli la mano.

Oh! Stefano!

Rienz.

Di simili scandali è piena Milano; è pieno il Lombardo-Veneto! Ci mancherebbe altro che ne scoppiasse uno anche nella casa... che... frequento io! — È necessario per tutti, per l'autorità stessa dell'Arciduca, che qui... e a Vienna, non si facciano confusioni fra il vostro nome e quello dei d'Adda, dei Durini, degli Arese... Fra la vostra, — la vera, — e tutta questa aristocrazia turbolenta, irrequieta, imborghesita dalle inframmettenze donnesche e dalle velleità demagogiche! — Chiamate vostro figlio!

Teresa suona il campanello sopra il tavolino: pausa.

Carolina entra: rimane presso l'uscio.

Teresa.

Mandate Francesco dal signor conte. A mio nome! Venga qui, subito.

Carolina via.

Rienz.

Calma mi raccomando; calma.

Teresa.

È un gran dolore!... La mia devozione il mio affetto all'imperatore! I miei principî! Tutto l'orgoglio del mio nome...

Rienz le impone di tacere e le fa segno che qualcuno si avvicina.

SCENA III.

Francesco e detti.

Francesco sta sulla soglia dell'uscio.

Il signor conte non c'è. Non è a villa Lamberta. È andato a Milano.

Rienz vivamente.

A Milano?

Teresa.

Quando?

Francesco.

Questa notte, tardi. Saranno state le tre, le quattro. Non potrei dire l'ora, precisamente perchè il signor conte si è alzato e si è vestito da solo: non mi ha fatto chiamare.

Teresa con esitazione.

Ed è... anche partito solo? In calessino?

Francesco.

No, no; con Giovanni, in carrozza chiusa. Ha fatto attaccare i due sauri.

Rienz interrompendolo.

La contessa Anna...

rivolgendosi a Teresa.

Fate pregare la contessa Anna di venir qui subito.

Teresa a Francesco.

Avete sentito?... Andate.

Francesco s'inchina ed esce.

SCENA IV.

Teresa e Rienz.

Teresa.

Questa notte?... Saranno state le tre, le quattro?

al Rienz: cercando di tranquillarsi.

E d'altra parte in carrozza... a due cavalli... con Giovanni, il nostro primo cocchiere?...

Rienz riprendendo il foglio di carta, che gli è caduto di mano.

E per ciò? A commettere delle... bestialità, non si va soltanto a piedi o in diligenza.

SCENA V.

Anna e detti.

Anna.

Eccomi mamma.

Teresa colpita: al Rienz sottovoce.

Mamma?... È la prima volta!

Rienz chiude tutti gli usci, — non a chiave — guardando prima se vi è qualcuno che possa ascoltare.

Anna lo osserva attentamente, corrugando gli occhi.

Teresa.

Siedi, cara, siedi.

Rienz con squisita, amabile galanteria.

E oggi vogliate essere buona anche con me, contessa Anna. Guardatemi, — se vi è possibile, — senza diffidenza, e sopratutto senza cattive prevenzioni. Lo dicevo, adesso, alla contessa Teresa: — è con dolore, è con vero dolore, che io sono costretto a notare la vostra freddezza. Certe volte dovrei dire, persino... antipatia.

Anna, maravigliata, interroga Teresa con uno sguardo.

Teresa.

Sì, cara. Proprio così.

Rienz.

Oggi, specialmente oggi, io ho bisogno, invece, di tutta la confidenza, di tutta la fiducia vostra e del conte Vitaliano.

Anna trasalisce, ma poi si domina subito, simulando una grande indifferenza e molta sicurezza.

Mio marito?

Teresa con impeto indicandole il Rienz.

Per lui! Per il nostro interesse! Per il nostro onore!

Rienz sorridendo, fa cenno a Teresa di contenersi: ad Anna.

Rassicuratevi! Non c'è finora da spaventarsi! La contessa Teresa è madre: si lascia vincere, forse, troppo presto dalle apprensioni.

Anna.

Spaventarmi? Di che?

rivolgendosi a Teresa.

Soltanto io non so spiegarmi le tue parole...

al Rienz con più forza.

e tanto meno le vostre!

Teresa.

Anna, Anna, cerca di frenarti! Non è questo il momento di essere fiera, orgogliosa!

Anna.

Non lo sono mai stata, — con te, — mamma.

Rienz resta attentissimo, seguendo con ansia il dialogo fra Anna e Teresa.

Teresa con irritazione.

E sopratutto, figliola mia, ricordati nella scelta degli amici non bisogna lasciarsi guidare da antipatie e, peggio, da simpatie strane, ridicole. Gli amici veri, leali, si conoscono e si trovano vicini a noi nel momento del bisogno, del pericolo!

Anna trasalisce, ma è un lampo. Con molta calma:

Nel momento del pericolo? Quale pericolo?

Rienz fa un cenno di approvazione a Teresa, incitandola ad andare avanti.

Teresa.

Si tratta di Vitaliano, ti ripeto: di tuo marito!

Anna.

Vitaliano? Egli non ha nessun pericolo da temere.

Teresa.

Questo intanto, — tu, — come lo sai? Come lo puoi assicurare?

Rienz approva sempre coi cenni del capo le domande di Teresa.

Anna sforzandosi per sorridere.

Come lo so? Forse... non sono sua moglie?

appassionatamente.

Conosco la sua vita, il suo cuore, conosco i suoi pensieri...

Teresa.

Non tutto conosci! Voglio crederlo, almeno non tutto!

lentamente, sempre spinta dalle approvazioni del Rienz.

Ci sono azioni, intrighi, che un uomo nasconde anche alla propria moglie, anche alla donna più amata, più adorata...

Anna.

Ma non a me! Vitaliano non ha segreti per me!

Teresa osservandola con l'occhialino: ironica.

Sì?... Benissimo. Me ne compiaccio assai! Tanto più che non è sempre stato così. Oh, no! Anzi, è recente — recentissima, crederei, — questa unione così stetta, delle vostre anime?

Anna risentita.

Ciò, scusa, mamma, non ti riguarda! — Io ho da dirti questo soltanto

ironica a sua volta.

per tranquillarti. — Tuo figlio Vitaliano non ha proprio nulla da temere!

Rienz non veduto da Anna, mostra a Teresa il foglio di carta che tiene ancora fra le mani.

Teresa.

Nemmeno... da un qualche suo... nemico?

Anna.

È buono, non ha nemici.

Teresa.

Da un amico, allora; — da un suo fratello di fede, da un traditore, da un rivale, da una spia?...

Anna con un grido di spavento, alzandosi di scatto.

Cézky?! Ha fatto la spia?!

Rienz avanzandosi: vivamente.

Sì, Cézky! Ha denunziato il conte Lamberti! Ma voi come avete indovinato?

Anna smarrita, tremante.

Io?... Io no!... Io non ho detto niente non so niente!

Teresa ad Anna, che ad ogni parola si smarrisce e trema sempre più.

Cézky! Cézky! Con un'anonima alla polizia! Lo ha denunziato alla polizia!

indicando a Rienz.

Lui ha scoperto tutto per fortuna nostra! E lui solo può ancora salvare Vitaliano dall'infamia, dalla morte!

Anna disperata, si volta verso Rienz con gli occhi pieni di lacrime, tendendo verso di lui le mani giunte, supplichevoli.

Dio, Dio, Dio, Dio!

Rienz.

Lo salverò; a un patto: — la verità! voglio la verità!

Anna.

Ma io...

Rienz.

La verità! O vostro marito è arrestato e perduto!

Anna balbettando.

Sì!... Sì!... Ieri...

si arresta, esita impaurita davanti alla rivelazione che sta per fare.

Io... non... non so...

Rienz.

Dovete parlare e bisogna parlare!

Anna.

Io... non...

scoppia in un pianto dirotto.

Non so niente! Io non so niente, niente, niente!

Rienz.

Le lacrime! Sempre! Maledette le lacrime!

cammina su e giù furibondo.

Teresa al Rienz, sottovoce.

Non così! La spaventate troppo!

Rienz.

L'ho osservata bene! Sa molte cose. Bisogna approfittare della paura!

Teresa mettendosi una mano sul petto.

Io; io.

Rienz a Teresa: sempre sottovoce.

Nomi, — sopratutto! — Nomi! I compagni!

Teresa avvicinandosi ad Anna dolcemente.

Coraggio! Coraggio, Anna!

l'accarezza, la bacia sui capelli.

Sono io stessa, che ti fo coraggio: sua madre. La mia presenza qui, la mia calma ti devono rassicurare. Mio figlio non mi ha mai amata. Ha torti gravi verso di me: ha commesso errori gravissimi, ma è sempre mio figlio, porta sempre il mio nome!

Anna continua a singhiozzare.

Teresa.

Ora si tratta di salvarlo; poi, tutti insieme, — noi tre, — cercheremo, di poter rimediare per il momento, e sapremo costringerlo anche ad aprire gli occhi davanti al precipizio. Non è vero?

Rienz.

Certamente!

Anna ancora in lacrime, guarda ora l'uno ora l'altra, come trasognata.

Teresa.

Quel Cézky!

Anna ha un brivido.

Teresa.

Che canaglia!... Tuo marito ti trascurava un po'; ti lasciava sola. Poi...

accarezzandola.

la testolina è poetica... I versi... la luna. — Romanticismo! — Non è vero, conte Stefano? — Ha sperato: — si è innamorato.

Anna fa un atto di protesta.

Teresa.

Non giustificarti! Non negare! — Sono donna... un istante di sconforto... la malinconia. È la sua stessa infamia che ti difende, che prova la tua innocenza! Tu lo hai respinto e lui si è vendicato! Tutta la colpa è di tuo marito.

Anna fissa Teresa attentamente.

Teresa.

Il primo venuto diventa subito suo amico, basta che sia un affamato e un declamatore! E così, come questo Cézky, tutti gli altri, i tristi, i settarî che gli hanno avvelenato il sangue!

Anna.

I settarî?... I tristi?...

Teresa.

Tu li conosci?... — Unisciti a noi per allontanarlo da costoro! Per salvarlo da costoro!

Anna cominciando a capire.

Io non... conosco nessuno...

Rienz quasi brutalmente.

Con chi si trova vostro marito? Chi gli scrive? Chi ha rapporti palesi o segreti con lui?

Anna alzandosi, fissando prima Teresa, poi il Rienz.

E vorreste che io?... È questo che... — Ditemi, — ben chiaro, — ben chiaro, — che cosa volete, che cosa pretendete da me?

Rienz.

Contessa, vi prego. Nè... strepito... nè false sentimentalità!

Anna.

E nemmeno sottintesi!

Rienz.

E nemmeno sottintesi. Io qui, rappresento l'arciduca, — più ancora — il mio imperatore. Io sono stato un soldato e ora sono un servitore fedele di casa d'Austria, di questa vecchia e grande casa che ha profuso nel vostro paese, — paese di conquista, — sangue e milioni! — Io posso salvare vostro marito, ma lui solo! Tutti i nostri nemici no! — Voglio, devo sapere se si sta macchinando un altro sei febbraio, se — nell'ombra, — si stanno affilando nuovi pugnali! Questi emissarî, questi adepti, questi sicarî, voglio averli nelle mani, perchè io voglio, devo definire l'ordine e lo Stato. — Che cosa mi credete voi, un traditore o, — peggio, — un imbecille?!

Anna.

E voi signore?

a Teresa.

E tu? Che cosa mi credete?... Anch'io... la spia? Anch'io... una spia?

Teresa.

Il tuo sangue t'impone di parlare! I tuoi interessi! I tuoi diritti!

Anna con orrore crescente.

Io la spia?... La spia?... Una spia?...

Teresa.

Vitaliano...

Rienz.

Col silenzio accusate lui solo!

Anna.

No! No! No! No!

Rienz.

Lo perderete!

Teresa.

Sarà arrestato!

Anna.

E allora uccidetemelo anche! Io morirò con lui! Ma la spia no! La spia mai!

Teresa spaventata.

Ssst. Sottovoce!

Rienz irritato, irrequieto.

Diventate pazza! Siete pazza!

Anna.

Pazza! Pazza! Ma anch'io della stessa pazzia di mio marito!

a Teresa.

Lo amo! Adesso lo amo!... Lo amo!... Oh, se lo amo!

a Rienz.

E con lui, amo, adoro ciò che egli adora! Questa sua patria, questa nostra patria, più grande della vostra, più bella della vostra e, per colpa vostra, tanto infelice!

a Teresa.

Volete dei nomi?

a Rienz.

I nomi? Prendetevi il suo e prendetevi il mio!

Teresa.

Il tuo?

Anna.

Sì; anche il mio! — È per lui! Per Vitaliano! È stato in questa forte e nuova poesia della sua vita, che io finalmente ho cominciato ad esser sua, sua! Che ho cominciato a conoscerlo a comprenderlo...

Rienz sente venir gente.

Ssst!...

Teresa.

Taci!

Anna continuando.

A stimarlo!

Teresa afferrandole una mano; cercando di chiuderle la bocca, e ascoltando verso l'uscio.

Taci! Taci!

Anna.

Ad ammirarlo!...

SCENA VI.

Francesco e detti — poi il Lamberti.

Francesco aprendo l'uscio di mezzo.

Il signor conte...

Anna con un grido di gioia.

Vitaliano!

Francesco.

Torna adesso!

Rienz a Francesco spingendolo fuori e richiudendo l'uscio.

Va bene! Andate!

ad Anna.

E voi ricordatevi...

Anna mentre Teresa vorrebbe allontanarla chiamando, con voce ancora soffocata

Vitaliano!

Teresa.

Che cosa gli dirai?

Anna.

Ciò che volete da me! Che pretendete da me!

Teresa.

Rifletti prima!

Rienz.

Per voi e per lui!

Anna forte.

Vitaliano! Vitaliano!

Lamberti di dentro.

Anna!

presentandosi sull'uscio.

Anna!

Anna corre a gettarsi fra le braccia di Vitaliano.

Tu! Tu! Qui! Sei qui! Sei qui!

SCENA VII.

Lamberti, Anna, Teresa, il Rienz.

Lamberti ad Anna.

Che cosa ti hanno fatto?...

fissando Teresa e il Rienz.

Che cosa le avete fatto?...

Teresa.

Sei stato tradito!

Lamberti trasalisce corrugando le ciglia.

Teresa.

Denunziato alla polizia!

Anna.

E vogliono i nomi! Tutti i nomi!

Teresa.

Per salvarti! Perchè vogliamo salvarti!

Lamberti ad Anna, ansiosamente.

E tu?... Tu?...

Anna.

No! No! No! — Io e te! Noi due! Noi due! Ho detto soltanto noi due!

Lamberti stringendosi Anna sul petto.

Soltanto noi due? — Perchè non dire la verità? — Sempre la verità!

al Rienz ironico.

I nomi?

Rienz rimane rigido, impassibile.

Lamberti a Teresa.

E anche tu sei qui con lui per avere dei nomi?

Teresa raggrotta la fronte, fiera, sdegnosa.

Lamberti prorompendo.

Ve li dirò! E ricordateli bene! — È il nome di quanti hanno cuore e intelligenza, di quanti ricordano e odiano!... Uscite nelle vie! Nelle piazze! Entrate nei teatri, nelle chiese, dovunque si finge di godere o di pregare, dovunque si soffre e si nasconde il tormento! Il nome? I nomi...

ridendo.

Ah! Ah! Prima allargate le vostre prigioni! Fatele grandi come le nostre città e prendetevi... il nome di tutti! È l'ora! È venuta l'ora! Siamo tutti congiurati e ribelli!

Rienz scrollando il capo con fierezza ironica.

Tutti!

Teresa rivoltandosi sdegnata.

Tutti, no!

Lamberti.

Tutti! Tutti!... Anche in casa tua! Anche la parte più cara del tuo sangue, della tua anima...

Anna con un grido di angoscia.

Giacomino?... Giacomino?...

Teresa guarda Anna, attonita, poi fa un passo verso Vitaliano.

Lamberti continuando.

Sì, lui, la creatura tua allevata da te, con le tue passioni, i tuoi pregiudizi! Anche lui! Anche lui, ha sentito il nostro fremito d'odio e di rivolta!