WeRead Powered by ReaderPub
Saper vivere: Norme di buona creanza cover

Saper vivere: Norme di buona creanza

Chapter 101: III. A SEDICI ANNI.
Open in WeRead

Explore more books like this:

About This Book

La raccolta propone consigli pratici e utili sulla buona creanza e sul comportamento in società, inteso come una seconda educazione oltre le regole familiari. Affronta situazioni concrete — fidanzamenti, richieste di nozze, udienze, pranzi di mezza cerimonia, abbigliamento e galateo in vari contesti — e spiega come adattare il comportamento ai costumi locali e alle circostanze. Lo stile è colloquiale e aneddotico, fondato su osservazioni personali e viaggi, e mira a offrire regole misurate e suggerimenti pratici per gestire con equilibrio le piccole difficoltà della vita sociale.

III. A SEDICI ANNI.

A questa età, si è già signorina e se la educazione, in generale, è finita, bisogna continuare a occuparsi di musica, di disegno, di lingue straniere, di bei lavori donneschi; tutte cose che rendono piacevole, piacevolissima, anche una signorina non bella e non ricca. A sedici anni, è inteso che non si va ancora nel mondo, ufficialmente: ma si possono già frequentare molto concerti, teatri di musica, qualche serata bianca al teatro di prosa, qualche piccola soirée intima. Di sera, la signorina di sedici anni deve preferire sempre il bianco, vestito rotondo, senza strascico, aperto, un poco, intorno al collo e con guanti molto lunghi, che raggiungono le maniche corte; molta semplicità e molta grazia, in questa toilette: le altre tinte, rosa, azzurro, crema, debbono essere sempre pallide e non guarnite vistosamente. Di mattina la signorina veste di lana nera, di lana grigia, di lana azzurro cupo, mai di colori vistosi, come si usa fra noi: porta sempre una mantellina o, preferibilmente, una giacchetta dal bel taglio, e non va in vitino, come si usa da noi. Di gioielli ne può portare qualche po' di più della giovanetta quattordicenne: qualche bella collana, una bella broche, una bella châtelaine, non ricche, ma eleganti, le sono permesse. La signorina a sedici anni può portare la veletta; preferibilmente bianca. Nel salone di sua madre, in visita, altrove, la signorina serba un contegno semplice, nè malinconico, perchè sarebbe ridicolo, nè altiero, perchè sarebbe odioso, nè troppo allegro, perchè sarebbe sconveniente. Sia naturale! Presentata alle signore, deve fare una riverenza e aspettare che le diano la mano, per dare la sua: se le presentano un signore o un giovanotto, un bel saluto col capo, la mano, mai. In generale, la signorina non dà mai la mano ai giovanotti, salvo stretta parentela, antica familiarità, antica conoscenza. Non balla mai, nelle soirées intime, con chi non le è stato presentato: se la padrona di casa le presenta qualcuno, ella balla con lui, ma, dopo, deve immediatamente presentare questo giovane ai suoi genitori o a chi l'accompagna: trattandosi di serate intime, grandi inconvenienti, in queste presentazioni, non possono accadere. La signorina bacia sempre la mano ai nonni, alle zie, alle cugine di maggiore età, alla madrina, ai sacerdoti: agli zii, non è necessario. Non bacia mai le amiche nella strada; mai, in casa, se vi sono estranei e specialmente uomini, presenti. Dà sempre del lei agli uomini, vecchi e giovani: alle signore di grande rispetto, anche il lei. Del tu solo, come uomini, ai fratelli e nipoti. Infine, il riserbo unito all'amabilità e alla buona grazia, ecco quello che deve essere il contegno di una signorina, a sedici anni, in pubblico e in privato.