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Saper vivere: Norme di buona creanza cover

Saper vivere: Norme di buona creanza

Chapter 86: VII. CHRISTMAS CARD (BIGLIETTO DI AUGURIO).
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About This Book

La raccolta propone consigli pratici e utili sulla buona creanza e sul comportamento in società, inteso come una seconda educazione oltre le regole familiari. Affronta situazioni concrete — fidanzamenti, richieste di nozze, udienze, pranzi di mezza cerimonia, abbigliamento e galateo in vari contesti — e spiega come adattare il comportamento ai costumi locali e alle circostanze. Lo stile è colloquiale e aneddotico, fondato su osservazioni personali e viaggi, e mira a offrire regole misurate e suggerimenti pratici per gestire con equilibrio le piccole difficoltà della vita sociale.

VII. CHRISTMAS CARD (BIGLIETTO DI AUGURIO).

Voi, mia elegante lettrice, direte, con un moto sprezzante del vostro bel labbro sdegnosetto: Biglietti di augurio? Li mandano i soldati alle serve. Certo, è meglio fare un ricco e squisito dono, per questa festa; è meglio dare dei cioccolatini, idealmente gustosi; è meglio dare dei fiori freschi; è perfino meglio fare un telegramma di augurio, non costa molto, anche con le nuove tariffe. Ma, pensateci, elegante lettrice, che questo biglietto d'augurio, di cartoncino lucido e carta ricamata, con una fantastica decalcomania sopra, questo biglietto che porta dei fiori impressi, o un cuore, o le colombelle, o un ramoscello di biancospino, o una bamboletta bionda, incappucciata di bianco, questo biglietto di augurio, di mille forme, ingenuamente sentimentali e talvolta anche comiche, è una gran risorsa, in questi giorni. Anzi tutto, non costa troppo ed ha l'aria graziosa; poi, porta un motto, sempre, e ciò risparmia degli sforzi d'immaginazione, a chi sente qualche cosa e non la sa esprimere; poi, per quanto banale possa essere, dice sempre che qualcuno ha pensato a voi, con tenerezza. Povero biglietto di augurio, è vero che se ne servono i nostri cari soldatini, per mandare i loro teneri pensieri alle loro belle: ed è per questo che noi non possiamo guardarli senza una certa emozione, nelle vetrine dei cartolai, questi messaggi di affetto! Ed è vero, anche, che il biglietto di augurio, con le sue figurine, coi suoi fiorellini, coi suoi cuoricini, con le sue bambolette, coi suoi mottetti, con le sue lucidità e i suoi colori gentili, è il messaggio della gente semplice e amorosa, della gente piena di cuore e scevra di rettorica, della gente che ama e che non trova parole per dire il suo amore, della gente che soffoca di tenerezza, ma non sa scrivere una lettera tenera. E poi, e poi, lettrice elegante mia, questo costume del biglietto di augurio, viene dall'Inghilterra: sì, sì: dalla elegantissima, dalla squisitissima Inghilterra, dal paese di tutte le supreme eleganze. Il biglietto d'augurio inglese è più carino, è più bello, è più gentile, che importa? In fondo, il sentimento è sempre il medesimo, tenero e forte, anche se è muto, tenero e forte come la morte, specialmente se è muto!