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Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 1 cover

Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 1

Chapter 7: LIBRO TERZO
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About This Book

This work provides a detailed account of the American War of Independence, exploring the political and social dynamics between the American colonies and Great Britain. It discusses the initial contentment of the colonists under British rule, the growing discontent due to taxation and governance issues, and the escalating tensions that led to protests and violence, including the Boston Tea Party. The narrative covers the formation of alliances among the colonies, the establishment of a general congress, and the eventual decision to take up arms, culminating in the battles of Lexington and the siege of Boston.

LIBRO TERZO

1766

Generalmente essendo gli Americani chi nojato dai presenti disordini, chi offeso dall'interrompimento del commercio, e chi spaventato dall'apparenza delle future cose, che già parevano a manifesta discordia risguardare, ricevettero con grandissima esultanza la nuova, che fosse la legge della marca stata dal Parlamento annullata. Eglino si vedevano con infinita allegrezza sottratti dalla necessità o di venire agli estremi danni, ed al sangue civile, la qual cosa si appresentava loro come in sè stessa abbominevole, e piena di grandissimi pericoli, di piegare il collo ad un giogo, che detestavano del pari, ed al quale già più ripugnavano, poichè erano tant'oltre nella resistenza proceduti. Perciò se siano stati grandi i segni in ogni luogo dell'allegrezza pubblica, ognuno il può immaginare. L'assemblea stessa di Massacciusset, o perchè avesse l'animo grato, o forse per viemaggiormente nell'opposizione confermarsi; perciocchè già erano in quella entrati i Capi principali del popolo massacciuttese, che probabilmente a tutt'altra cosa pensavano meno, che a questa di volere la dependenza dell'America verso l'Inghilterra mantenere, unitamente decretò, si dovessero render grazie al Duca di Grafton, e ad altri nobili uomini, a Guglielmo Pitt, e ad altri gentiluomini, i quali nella Camera dei Pari, ed in quella dei Comuni avevano la difesa dei diritti delle colonie intrapresa, e fatta l'abborrita legge abrogare. Medesimamente l'assemblea dei borghesi della Virginia determinò, dovessesi rizzare una statua al Re in riconoscimento e memoria della rivocazione dell'atto della marca, ed un obelisco in onore e commemorazione di quegli uomini degnissimi, i quali si erano con tanta efficacia in favor loro adoperati. Guglielmo Pitt sopra tutti era diventato l'anima loro, ed il suo nome con grandissime lodi esaltato fino alle stelle, per aver egli detto, che gli Americani bene avevan fatto a resistere; poco badando, ch'egli avesse con sì gravi e forti parole voluto l'autorità parlamentare sopra le colonie in ogni caso di legge, e di esterna tassazione stabilire. Ma le minacce guardavan come cose remote, le asseverazioni di certi diritti nel Parlamento, e come cose speculative, solo messe avanti per salvar l'onore, per lusingar l'orgoglio britannico, e per far isgozzare quell'amaro boccone. Dall'altra parte volevano per la coperta delle passate cose, e fors'anche pei disegni a venire, farsi scudo di un tanto nome. Coll'istesso animo ricevettero l'atto declaratorio, il quale nel medesimo tempo venne dal segretario di Stato trasmesso in America, che quello della rivocazione della marca.

Ciò nonostante, e sotto di questa specie d'allegrezza universale non quietarono del tutto gli animi; che anzi vi covavano ancora molti mali umori, e vi passavano segrete ruggini. Le restrizioni poste nuovamente sul commercio erano state causa di altrettanto disgusto, di quanto l'atto stesso della marca, principalmente nelle città commercianti delle province più settentrionali, ed il buon successo della prima resistenza dava luogo ad ulteriori speranze. Duranti le passate turbolenze si erano grandemente avvezzati gli uomini alle disquisizioni politiche; si andava sottilmente ricercando ogni carta, ogni diritto; e raro era, non mai, che gli Americani dessero il torto a sè stessi. In tali investigazioni e disputazioni erano sopra di molte cose nate opinioni nuove, e qualche volta strane ed esagerate sui diritti americani, e sulla natura della congiunzion loro coll'Inghilterra. Di pari grado s'erano gli animi inritrositi ed inacerbiti. Tutti stavan molto sollevati, e non avrebbon lasciato passare un bruscolo in fatto della libertà politica e civile; dimodochè pareva, a chi molto bene dentro guardava, che la riconciliazione tra le colonie e la metropoli fosse più apparente, che vera, e che si sarebbero le prime occasioni pigliate per prorompere di nuovo nei rivolgimenti e nella discordia.

L'esca al nuovo fuoco, e la cagione di nuove alterazioni fu data dalle province di Massacciusset e della Nuova-Jork. L'assemblea della prima stava in mala volontà col governatore Francesco Bernardo, per esser questi avverso, come credevano, alle prerogative americane; ed avendo per suo oratore eletto l'Otis, uno de' libertini più svegliati, che si trovassero a quei tempi in America, il governatore gli diè divieto; la qual cosa fece grandemente inselvatichire i deputati. Intanto Otis per far le sue vendette operò tanto, che furono esclusi dall'assemblea gli uffiziali della Corona, ed i membri della Corte superiore di giustizia, ch'erano l'Hutchinson, e l'Oliver. Il governatore aspreggiato diè dal canto suo l'esclusiva a sei fra gli scambj proposti. Così il mal animo cresceva da una parte e dall'altra. Ma i libertini, che così chiameremo con vocabolo antico coloro che amano, o fanno professione di amar la libertà, procedettero più oltre, e fecero sì, che l'assemblea decretò, che i dibattimenti fossero pubblici, e si construisse un ballatojo per comodo di coloro, i quali desiderassero intervenirvi. La qual cosa non fu sì tosto detta, che fatta. La pubblicità delle tornate diè animo ai libertini, e sgomentò i fautori del governo; quelli eran sicuri di guadagnar più seguito, quanto più efficacemente delle libertà americane favellavano; e questi più erano disgraziati, e più venivano in odio dell'universale, quanto più si sforzavano le parti del governo mantenere. Onde molti per lo migliore deliberarono di ristarsi. I primi vantaggiavano d'assai i secondi, perchè, per metter gli avversarj in voce di popolo, bastava, dicessero, aver eglino, vero, o falso, che ciò fosse, alla provvisione della marca dato favore.

Il segretario di Stato Conway, coll'atto della rivocazione della legge della marca, aveva anche inviato ai governatori delle province un'altra risoluzione della Camera dei Comuni, la quale ordinava, che tutte quelle persone, le quali per conto del desiderio, che dimostrato avevano di eseguire esse stesse, o di fare ad altri eseguire un qualche atto del Parlamento, ricevuto avessero ingiuria o danno, ne fossero ristorate dalle colonie, nelle quali esse ingiurie o danni fossero state commesse. Di più il segretario aveva raccomandato ai governatori, dovessero adoperarsi in modo, che quelle persone fossero per l'avvenire da ogni altro insulto o disgusto difese, e fosse loro quel rispetto avuto, e quella giustizia usata, che ed i meriti loro verso la Corona, e le passate disgrazie richiedevano.

I danni e l'ingiurie erano principalmente stati fatti, ed usate nella provincia di Massacciusset, ed il governatore Bernardo comunicò tosto all'assemblea la risoluzione della Camera dei Comuni; ma ciò fece con sì aspre parole, che quella se ne risentì gravemente, e gli animi di già male inclinati s'ingrossaron di vantaggio da ambe le parti. Nacquero quindi varj bisticci, e l'assemblea iva schermendosi ora con una scusa, ora con un'altra per non far i compensi. Finalmente, venuta la cosa in nuova deliberazione, considerato dall'un canto, che ad ogni modo avrebbe il Parlamento potuto, per mezzo di qualche nuovo dazio sui porti di mare, la pecunia necessaria alle compensazioni raccogliere, e dall'altro in quanta detestazione sarebber venuti appresso gli uomini prudenti per questa nuova resistenza, giacchè tante cose già si dicevano della ritrosia massacciuttese, deliberarono di far le compensazioni a spese della provincia; e perciò vinsero una provvisione di perdono verso gli offenditori e di compensazione verso gli offesi. Alla quale il Re pose poscia il suo divieto; perciocchè l'assemblea colonaria non avesse autorità di far provvisioni d'indulti e di perdonanza. Tuttavia gli offesi furon rifatti, e gli offenditori non furono ricerchi. L'assemblea della Nuova-Jork parve ricevere con miglior animo l'atto di compensazione, ed i danni furono ristorati alla maggior parte degli offesi. Solo il vice-governatore Colden non potè la sua ottenere, allegando l'assemblea, che se la plebe era corsa a suoi danni, ei se l'aveva molto ben meritato.

Ma nacque in questa medesima provincia un'altra gara, la quale dimostrò, che non erano ancora posate affatto le alterazioni. Si aspettava nella Nuova-Jork il generale Gage con una buona mano di soldati, e perciò il governatore ebbe mandato un messaggio all'assemblea ricercandola, eseguissero la provvisione del Parlamento ch'essi chiamano atto dell'ammotinamento, il quale ordina, che in quelle colonie, nelle quali le genti del Re avessero le stanze, siano provviste di baracche e d'altre cose di cui hanno bisogno. Per mala forza, ed in parte acconsentirono, avendo deliberato, fossero somministrate le baracche, il fuoco, il lume, i letti, ed alcuni altri utensigli, siccome n'erano stati ricerchi; ma il sale, l'aceto, il melichino e la cervogia non vollero fornire, dicendo che queste ultime cose non eran solite a somministrarsi ai soldati quando sono attrabaccati, ma solamente quando sono sulle mosse. La qual deliberazione accettò il governatore per lo men reo partito. E qui si vide un manifesto esempio della mansuetudine dei ministri inglesi in quel tempo; imperciocchè in vece di risentirsi e gastigare questa nuova disubbidienza, siccome alcuni consigliavano, si contentarono di promuovere una legge, per la quale si venne ad ordinare, che l'assemblea della Nuova-Jork fosse proibita dal fare alcuna provvisione, sino a che non avessero soddisfatto in ogni parte alla requisizione del Parlamento. Obbedirono poscia gli Jorchesi, e le cose furono ai primitivi ordini ritornate.

L'istesse querele si rinnovarono in Massacciusset. Sul finir dell'anno alcune compagnie di artiglieri furon gettate da una fortuna di mare nel porto di Boston. Il governatore fu ricerco, alloggiassele e fornissele di ogni oggetto necessario alle stanze. Il Consiglio fu di parere, si fornissero. La moneta necessaria fu tratta dal Tesoro sul mandato del governatore. Intanto fu convocata l'assemblea, e volendo eglino la gara, scrissero al governatore, informassegli se qualche provvisione fosse stata fatta per le genti del Re; e se altre dovessero arrivare da dover ivi avere gli alloggiamenti loro. Rescrisse il governatore, mandando il diario del Consiglio col conto della spesa, aggiugnendo, non aspettar l'arrivo di nuove genti. Or qui vi fu che fare e che dire. Esclamavano che il governatore, coll'avere ordinato col solo parere del suo Consiglio si facesse il fornimento, aveva in punto essenziale operato contro gli statuti della provincia. Aggiunsero alcune protestazioni sulla prontezza loro nell'obbedire ai comandamenti del Re, quando secondo gli ordini pubblici, richiesti ne fossero.

Da questa ostinazione delle due principali province dell'America, e da questa inclinazione loro a cercare nuove cagioni di contesa, siccome sentirono in Inghilterra molestia grande coloro, che alle prerogative americane si erano favorevoli dimostrati, così fu causa, che gli avversarj loro garrissero per ogni canto, questi essere i frutti delle ministeriali condiscendenze; questa essere la lealtà, la gratitudine dei coloni verso la comune madre; quest'esser le prove dell'amore loro verso la pubblica quiete; questa l'osservanza e l'ossequio verso il governo britannico; ora essersi levata la maschera dal viso, ora senza alcun ritegno correre allo scopo della disgiunzione e della independenza; doversi per tempo imporre un freno a questi spiriti baldanzosi; mostrar loro, quanto sia pericolosa cosa il contendere coi possenti padri loro, il resistere alla volontà della Gran-Brettagna; e giacchè così male corrispondevano alla mansuetudine e bontà sua, nell'avere la tassa della marca rivocata, un'altra doversi loro imporre, e per mantenere il diritto, e per fargli direttamente contribuire alla difesa comune del regno. Questi romori erano assai fomentati dai possessori delle terre nell'isole britanniche, i quali si davano a credere, che di quanto si traesse da una tassa posta sull'America, di tanto s'avesse a diminuire quella, alla quale essi medesimi eran sottoposti. Le quali opinioni lusingavano grandemente l'orgoglio britannico, ch'era stato tocco in fino sul vivo dalla rivocazione della tassa della marca, ed ora la ferita penetrava ancora più addentro per le nuove ritrosità americane. Il Re stesso, essendochè molto suo malgrado s'era indotto ad acconsentire a quella rivocazione, si mostrava sommamente alterato, ed essendo lord Bute tuttavia il suo più intimo consigliere, il quale si credeva generalmente fosse l'autor principale stato dei consiglj rigorosi, pareva di nuovo molto inclinato ad aggravar la mano sui sudditi americani. Perciò, nell'uscir di luglio, un improvviso scambio ebbe luogo nei ministri, essendo stato il duca di Grafton eletto primo segretario del Tesoro invece del marchese di Rockingam, il conte di Shelburne segretario di Stato invece del duca di Richmond, Carlo Townshend, uomo di natura molto versatile, ma di chiaro ingegno, camerlingo, ch'essi chiamano cancelliere dello scacchiere, invece di Guglielmo Dowdeswel; e finalmente Guglielmo Pitt, il quale era testè stato eletto visconte di Pinsent e conte di Chatam, ebbe il carico di guardasigillo.

1767

I nuovi ministri, eccettuato però il conte di Chatam, il quale, dalle sue infermità impedito, non interveniva nelle consultazioni, determinarono d'imporre certe gabelle sul tè, i vetri, la carta ed i colori che servono all'uso della pittura, che fossero nelle colonie dell'America introdotti. La provvisione si tenne in pronto per proporla avanti il Parlamento. Il quale convocato, Carlo Townshend andava vociferando e vantandosi nella Camera dei Comuni, che conosceva bene egli un modo di ritrarre una rendita dalle colonie, senza offendere i diritti ed opinioni loro. Grenville ricolse le parole, e fece una gran calca al ministro, perchè dichiarasse qual fosse questo modo, e promettesse, fosse senza indugio innanzi il Parlamento posto. Infatti poco appresso il camerlingo mosse nella Camera dei Comuni, si dovessero imporre gabelle sopra il tè, la carta, i vetri ed i colori, che fossero dall'Inghilterra nelle colonie americane introdotti; si togliessero le gabelle imposte sui tè, che dall'Inghilterra si trasportassero per alla volta dell'America, e si ponesse una gabella di tre pensi la libbra su quelli, i quali sarebbero nei porti americani introdotti. Queste due provvisioni furono vinte senza molta contraddizione, ed approvate dal Re. Nel preambolo era stabilito, che il ritratto dovesse servire per meglio sostentare il governo e l'amministrazione delle colonie; ed inoltre un articolo ordinava, si formasse in ciascuna provincia dell'America settentrionale una general lista civile, e ciò senza verun limite fissare, ch'è quanto a dire, che dal ritratto di queste nuove gabelle venisse a comporsi una somma di pecunia pubblica, della quale il governo inglese potesse immediatamente e sino all'ultimo denaro, disporre per salarj, pensioni e stipendj nell'America, e che questa pecunia si dovesse e potesse dall'erario estrarre ed adoperarsi in sui mandati dei ministri; e che quello, che logorati tutti essi mandati, sopravanzasse, si trattenesse nelle casse all'ordine e disposizione del Parlamento. Si statuiva eziandio, che il governo potesse colla medesima pecunia concedere stipendj e salarj ai governatori ed ai giudici nelle colonie, ed il montare di essi stipendj e salarj determinare. Le quali ultime risoluzioni erano di troppo maggiore importanza, che le nuove gabelle stesse non erano, ed affatto pervertivano gli ordini consueti della costituzione britannica. Imperciocchè, fin dai tempi di Carlo secondo, questo voler istabilire una lista civile, o sia Camera reale in America, independente dalle assemblee colonarie, era stato tentato più volte dai ministri, ma non l'avevano mai potuto ottenere. Ora Carlo Townshend con quel suo ingegno vivo e svegliato, quasi ridendo, ottenne con somma facilità quel punto, e ciò ottenne quando era ancora fresca la memoria dell'opposizione americana in una cosa di minor momento, che questa, e non erano ancora ben raffreddi quegli umori, ch'erano stati a tanto incendio concitati. L'altro cambiamento pure di grandissimo rilievo da queste nuove risoluzioni cagionato si fu, che potendo i giudici ed i governatori aver salarj o stipendj dai ministri con una pecunia ritratta per un atto del Parlamento senza l'intervento, e forse contro la volontà, delle assemblee provinciali, quelli diventavano al tutto, e dai popoli americani e dalle loro assemblee independenti, e solo al governo generale, o sia ai ministri britannici obbligati. Le nuove gabelle dovevan pagarsi facendo tempo dai venti di novembre. E come se si temesse in Inghilterra, che fosse nelle colonie di troppo buon grado ricevuta la nuova tassa, e si volesse coll'immagine viva posta sotto gli occhj degli Americani di quei gabellieri, i quali la riscossione di quella sopravvedere dovevano, gli animi loro provocare, si vinse un'altra provvisione che statuiva, si creasse un maestrato di dogana, che dovesse nell'America risiedere. E per soprammercato a tal deliberazione fu trascelta per capo la città di Boston, meno di tutte le altre ad un tal uopo appropriata; perciocchè ivi, più che in altro luogo, erano gli abitanti fisicosi, ed in sulle proprie libertà gelosi, e sempre la guardavan molto nel sottile. Erano oltre a ciò poco avvezzi a veder tra di loro i gabellieri sfoggiarla con grosse paghe, da ricavarsi dal denaro delle colonie, mentrechè eglino in una molto stretta mediocrità se ne vivevano.

Da tutte queste cose ne nacque, che di bel nuovo si eccitarono molte commozioni fra gli Americani; imperciocchè le discordie passate avevano maggiore inclinazione prodotta verso la resistenza, e le ricerche che s'eran fatte intorno gli affari politici, avevano le pretensioni dei diritti, e le voglie di una più larga libertà accresciute. Come questa era una tassa esterna, vi si sarebbero forse i popoli accomodati, se in tempi più tranquilli, e senza l'accompagnamento di tante altre circostanze, che andavan a ferire ciò, ch'essi tenevano più caro, fosse stata mandata ad effetto. Ma in sì fatto stato di cose non poteva non avere un cattivo incontro, e molto più, in quanto che il ritratto di essa era all'oggetto di una rendita pubblica destinato, ed oltre i limiti di una regola di commercio si estendeva; il che era stato appunto il soggetto di tante controversie. Ei si vedeva chiaro, che le antiche pretensioni del governo britannico con tanta contenzione cimentate, di creare una rendita pubblica nelle colonie per mezzo dell'autorità del Parlamento, erano di nuovo messe in campo. Perciò si risolvettero in ogni parte alla resistenza; e siccome quando si riscaldano tra gli uomini le cose, eglino negli antichi limiti non si contengono, ma procedono per l'ordinario più oltre, così nei diarj pubblici di Boston s'incominciaron a metter fuori nuove ed insolite dottrine intorno l'autorità del Parlamento. Già si gettavan motti verso l'independenza, e si diceva, che i liberi uomini non debbono più venir tassati, che governati senza il consentimento loro, il quale dato sia da una rappresentazione o reale o virtuale. La potestà legislativa del Parlamento britannico sull'America era, non che recata in dubbio, negata; ed ora abbracciando le massime di coloro, i quali all'atto della marca nelle due Camere contraddetto avevano, affermarono, esser vana la distinzione tra la tassazione esterna ed interna; che nè l'una, nè l'altra stavano in facoltà del Parlamento; che questo non aveva niuna autorità di far leggi, che obbligare gli potessero; e, brevemente, tant'oltre procedettero, che mantennero, che il non avere rappresentanti in Parlamento, da ogni qualunque soggezione al medesimo gli esentasse. I diritti, che pretendevano i coloni godere, furono con molta chiarezza e con una certa eleganza di stile esposti in un libretto, che aveva in titolo: Lettere di un coltivatore in Pensilvania agli abitanti delle colonie inglesi. L'autore era Giovanni Dickinson, e furon ricevute con allegro animo da tutti. La concitazione divenne tosto generale. Di nuovo si ebbe ricorso alle leghe contro l'introduzione dei lavorii inglesi, ed in favor dei proprj; ed a questo effetto in Boston si portò attorno una carta, in cui quei che volevano entrar nella lega, dovevano sottoscriversi, obbligandosi a non fare acquisto di certi oggetti di commercio dopo l'ultimo giorno di dicembre. Per altro Jacopo Otis, la cagione non si sa, o perch'ei fosse sventato, o forse perchè ordinariamente gli uomini più ardenti nelle opinioni sono anche i meno costanti, o perchè veramente sospettasse, la colonia di Massacciusset dovesse restar sola nella presente bisogna, rimutatosi, orò con una lunga dicerìa in favor del governo. Con tutto ciò la lega fu approvata alla Provvidenza, a Nuovo-Porto, e nelle Terre del Connecticut. Ma però il negozio di queste leghe andò questa volta molto rimessamente, malgrado tutti gli sforzi degli adirati.

1768

Sedeva nel principio dell'anno 1768 l'assemblea di Massacciusset, la quale tosto entrò nella considerazione delle nuove tasse. Scrisse ella lungamente a Dionigi de Berdt, agente suo in Londra, acciò facesse le rimostranze. Protestarono dell'amore loro verso la Gran-Brettagna, e condannarono ogni pensiero d'independenza; si gloriarono del nome inglese, e di essere della costituzione britannica partecipi; osservarono, che è manifesto il disegno di trarre una entrata pubblica dalle colonie senza il consenso loro, cosa affatto contraria agli ordini pubblici ed ai diritti loro; e che se qualche volta gli uomini digradano la propria vita, od hanno la libertà in dispregio, eglino sono però sempre, ed inviolabilmente attaccati alla roba loro; e quelli stessi, che disprezzano tutti i dettami del diritto e dell'onesto, e la fede, e la verità, ed ogni legge divina ed umana hanno a vile, non è però, che non tengano in gran conto il denaro; i Barbari stessi, che abitano le selve, conoscere ed osservare il diritto di proprietà, ed avere altrettanto cari l'arca, le frecce e le reti da pescare e da uccellare, quanto gli altri popoli l'oro e l'argento, e le cose più preziose. I progetti dei livellatori, e la comunanza dei beni essere altrettanto vani ed impraticabili, quanto sono arbitrarj e dispotici i disegni di coloro, i quali vorrebbero della proprietà di tutti la Corona investire. E qual proprietà poter rimanere ai coloni, se, senza il consenso loro, può loro tolta essere? Favellaron poscia lungamente dei diritti loro, e dei benefizj commerciali, che dalle colonie ritrae l'Inghilterra; affermarono gli stipendj ed i salarj dati dalla Corona ai governatori ed ai giudici esser cose da dover isgomentare gli uomini liberi dell'America; niuno più efficace fondamento esistere alla tirannide, che questo, massimamente in America, dove, altrimenti che in Inghilterra, i giudici tengono il magistrato per sempre, e non durante la buona condotta; essere pronti i coloni a far le spese necessarie per lo Stato senza l'intervento dell'autorità parlamentare; niuna necessità aversi degli eserciti stanziali in America; abborrire essi gli eserciti stanziali, come pericolosi alla pubblica libertà, e dover temere l'Inghilterra, coll'esempio degli antichi tempi, che il tener grosso esercito di soldati mercenarj in un paese così lontano, faccia sorgere una volta un altro Cesare, che usurpi infine l'autorità del suo Signore. Si dolsero ancora del nuovo maestrato della dogana, siccome quello, che tende a far pullulare un mondo di pubblicani, gente nojosa al popolo, ed al buono e retto costume dannosa. Si querelavano anche gravemente della sospensione cotanto insolita dell'assemblea della Nuova-Jork, ed asserirono, non esistervi più alcuna libertà, ed essere le assemblee inutili, se, vogliano, o non vogliano, hanno esse a far la volontà del Parlamento. E posto anche quello, che non è, che le nuove provvisioni siano al diritto conformi, soggiungevano, che certo era, ch'elleno riescono molestissime ai popoli, che la fede e l'amore tra le due nazioni ne proveranno una notabile diminuzione. Le quali cose un buon governo deve pur ben considerare. Sapere i coloni, che era nato il costume in Inghilterra di sparlare delle assemblee colonarie, e di essere tenuta in poco conto; del che aversi gl'Inglesi a guardar molto bene, e più che gli Americani stessi; perciocchè nei passati regni vi fosse anche l'annuale di sparlare del Parlamento; ed il Re Jacopo primo era solito di dire, che i Lordi ed i Comuni erano cattivi compagni della monarchia, alludendo in ciò a quell'antico proverbio, che signoria non vuol compagnia; e se ora, concludevano, si incomincia dalle assemblee colonarie, si procederà un dì al Parlamento. Raccomandarono finalmente all'agente loro di fare ogni sforzo per isventare i disegni di coloro, i quali ostinati erano nel seminar la zizzania tra le due parti del regno, e nel mantener vivi i mali umori, che, se rattenuti non fossero, era da temersi, avessero a prorompere in qualche gran rovina.

L'assemblea di Massacciusset scrisse nei medesimi termini al conte di Shelburne, ed al generale Conway, segretarj di Stato, al marchese di Rockingam, al lord Camden, al conte di Chatam, ed ai commissarj del Tesoro. Queste lettere parlavano, secondo il solito, dei diritti dei coloni, e delle querele loro, chiamandogli tutti, ma specialmente il marchese di Rockingam, patroni delle colonie, amici e difensori della costituzione britannica e dei diritti del genere umano. Ordinò che si presentasse una petizione al Re con molte protestazioni di lealtà, e molte affermazioni contro i gravami, dei quali si dolevano. Ma la medesima non contenta a queste cose, volendo far convenire in un animo solo tutte le province, prese una molto animosa deliberazione, scrivendo a tutte le assemblee, ch'era ormai tempo, che tutte pigliassero il medesimo indirizzo, e con concordia di animi allo stesso fine s'incamminassero. La qual cosa riuscì di non poco disgusto al governo, ed i ministri nelle lettere loro ai governatori delle province aspramente la condannarono.

Il governatore, sapendogli quest'assemblea di cattivo, la disciolse. Non si deve passar sotto silenzio, che da molto tempo vi erano di molti corrucci tra questo e quella, non ch'ei non fosse uomo d'ingegno e di esperienza nelle cose; che anzi era peritissimo ed intendentissimo, ma era riputato nemico occulto alle prerogative americane, e si credeva, che nelle sue lettere scritte al conte di Hillsborough avesse ed esortato il governo ai consiglj rigorosi, e le perturbazioni colonarie magnificate. Da un'altra parte erano i rappresentanti di spiriti alti, e molto infatuati delle libertà loro. Perciò si stava dall'un canto, e dall'altro in sul ritroso; e spesso, ad un minimo che, si bisticciavano, e poche eran le cose, che andasser di quieto. Ella è cosa certa, che questi sdegni, che correvano tra l'assemblea di una provincia tanto principale ed il governatore Bernardo, sono una delle più efficaci cagioni state delle prime turbazioni, ed in ultimo dell'americana rivoluzione.

Il governo della Gran-Brettagna stimolato continuamente dalle istanze del governatore, e mal soddisfatto dei Bostoniani, e generalmente dei popoli di tutta la provincia di Massacciusset, temendo nuovi tumulti, e volendo l'osservanza delle leggi efficacemente procurare, aveva scritto al generale Gage, il quale aveva gli alloggiamenti nella città della Nuova-Jork, ordinandogli, mandasse un colonnello, ed anche maggior numero di soldati, se giudicasse necessario, perchè quivi avessero a rimaner di presidio. Deliberò ancora, che una fregata, due brigantini, e due fuste stanziassero nelle acque di Boston, perchè dessero favore ai grascini nelle bisogne loro. In questo mentre successe nella città un grave tumulto, essendo i Bostoniani corsi a calca contro i grascini, perchè volevano assicurare una nave sospetta di frodo.

La qual cosa risaputasi da Gage, comandò, che in vece di un solo, due fossero i colonnelli, che andassero a pigliare gli alloggiamenti in Boston. Il che divulgatosi in città, i cittadini fecero l'adunanza, e mandarono al governatore, pregandolo, fosse contento di informargli, se i sospetti, che correvano dell'insolito presidio a venire, fossero fondati, e di convocare una altra assemblea. Rispose, che per verità qualche privato avviso aveva ricevuto intorno l'arrivo delle soldatesche; pubblico nissuno; che in quanto alla convocazione, non poteva far altro, che aspettare gli ordini del Re. Sperava, che i popoli sarebbero stati all'obbedienza più pronti, se, abbandonati a sè stessi, non avessero quel Capo pubblico dell'assemblea colonaria, che nodrisse la sedizione, avuto. E perciò iva dando tempo al tempo, e frapponendo ogni dì nuovi indugi per non convocarla. Ma questo consiglio ebbe un effetto tutto contrario a quello, ch'ei si era proposto; poichè il popolo bostoniano, ricevuta la risposta del governatore, unitamente determinò, e questo chiarì maggiormente qual fosse in fatto l'animo loro, che siccome vi era qualche sospetto di vicina guerra colla Francia, tutti gli abitanti avessero a provvedersi di un assortimento compiuto d'armi a norma della legge; e che siccome il governatore non aveva giudicato opportuno di convocare l'assemblea generale, così si facesse un convento di tutta la provincia. Le risoluzioni furono inviate per lettera circolare in tutte le parti di Massacciusset. Tale era il consenso degli animi, che al numero di novanzette Terre, novanzei mandarono i deputati loro al convento bostoniano. Si assembrarono addì 21 di settembre. Tosto, modestamente procedendo, mandarono al governatore protestando, ch'essi erano, e sè stessi consideravano come persone private, leali, avverse, siccome agli eserciti stanziali, così anche ai tumulti ed alle sedizioni. Si dolsero, ma però modestamente, delle nuove leggi e delle imputazioni d'infedeltà, ch'eran loro fatte in Inghilterra; finalmente pregavanlo, volesse convocare la generale assemblea, come il solo rimedio conforme agli ordini pubblici, che nelle calamità presenti si potesse adoperare. Il governatore rispose superbamente, essendo già vicine le truppe. Il convento, dopo di avere scritto ciò che occorreva all'agente de Berdt in Londra, si risolvette.

Il giorno che precedette la risoluzione, i soldati del presidio erano sopra molte navi nella cala di Nantasket, non molto lungi da Boston, arrivati. Il governatore ricercò il Consiglio, somministrasse i quartieri nella città. Il Consiglio ricusò; affermando, che nel castello Guglielmo, posto sopra di una isoletta poco lontana, vi era spazio capace a ricoverargli. Ma le soldatesche avevano ordine di pigliar le stanze nella città.

Si vociferava intanto, che i Bostoniani non avrebbero lasciato sbarcar i soldati. La qual cosa, e massimamente quella risoluzione dei Bostoniani, che tutti gli abitatori della provincia dovessero delle opportune armi fornirsi, diede molto sospetto al comandanti delle genti regie. Perciò il generale Gage, il quale pare, da principio avesse animo di fare sbarcare soltanto un reggimento, mandò al colonnello Dalrymple, gli mettesse a terra tutti due, e tenesse buona guardia nella città. Adunque il primo ottobre, ogni cosa essendo preparata, l'armata incominciò a muoversi (erano circa quattordici navi da guerra), e fu messa in tale ordinanza, che signoreggiava tutta la città. Guardavanla le navi coi fianchi loro, ed erano le artiglierie pronte ad allumarsi, ove mai nascesse qualche opposizione. I soldati incominciarono a scendere in terra alla prima ora dopo mezzodì, senza ricevere molestia veruna; e tosto andarono dentro la città cogli archibusi carichi, con un traino conveniente d'artiglierie, e tutto l'apparato militare solito ad usarsi in simili circostanze. Gli uomini eletti di Boston ricerchi la sera, somministrassero i quartieri ai soldati, ricusarono. Il governatore ordinava, i soldati entrassero, ed il palazzo pubblico occupassero. Prese in tal modo le stanze, la posta principale fu collocata a dirimpetto del palazzo con due bocche di artiglieria volte a quello. Le quali cose non si potettero fare, senza che gravissimamente non se ne commuovessero i Bostoniani, non potendo essi vedere senza grandissimo sdegno, il palazzo pubblico, dov'eran solite a sedere la Camera dei rappresentanti e la Corte di giustizia, essere da tanti soldati occupato, e da tante armi cinto. Eran le contrade piene di trabacche e di soldati, i quali andavano e venivano di continuo per cambiar le poste, e ad ogni tratto facevan la chiamata ai cittadini che trapassavano. I divini uffizj erano interrotti dal batter delle casse, dal suono dei pifferi, e tutto offriva l'immagine di una città da guerra. La qual cosa riusciva molestissima ai cittadini, siccome quella, ch'era non solamente insolita, ma eziandio non mai veduta nella provincia di Massacciusset. Da ogni parte risuonavano lamenti contro questi novelli ordini del governatore. I soldati guardavano di mal occhio i cittadini, siccome quelli, che gli credevan ribelli; i cittadini detestavano i soldati, riputandogli istrumenti mandati a bello studio per i diritti loro spegnere, e del tutto una inudita tirannide porre in sul collo loro. Perlocchè nascevan spesso tra gli uni e gli altri male parole, e gli animi più si accanivano. Tuttavia quest'apparato militare contenne la moltitudine, sicchè per assai tempo non successero turbazioni.

1769

Ma in Inghilterra, conosciuta la ostinazione degli Americani a non volere alle nuove leggi del Parlamento obbedire, essendo questo stato convocato sul finire dell'anno 1768, si venne dal governo a rigorose determinazioni contro i coloni, e specialmente contro la provincia di Massacciusset, nella quale la sedizione aveva più gran barbe messe. Condannò il Parlamento con parole gravissime tutte le risoluzioni dei Massacciuttesi; approvò, che il Re usasse le armi per frenargli, e statuì ch'ei potesse far tradurre in Inghilterra i principali commettitori di scandali, perchè ivi fossero, secondo lo statuto dell'anno trigesimo quinto del regno di Enrico ottavo, processati.

Ma questi nuovi consiglj inglesi ebbero cattivo incontro nelle colonie. L'assemblea di Virginia pigliò tosto le risoluzioni che credeva del caso, asseverando nel miglior modo e ne' più forti termini, che seppe, i suoi diritti. Compose anche una supplicazione da presentarsi al Re per ricercarlo e pregarlo, avesse compassione di quei popoli, si movesse a pietà di quella sfortunata patria; degnassesi interporre, come vero padre loro ed ottimo Re, la sua reale intercessione per distornare quei mali che la minacciavano e già l'opprimevano; specialmente non sofferisse, quegli Americani, che non avevan la grazia dei potenti, potessero venire alle case loro tolti, involati alla domestica felicità, cacciati in prigione in mezzo a' ladri e mariuoli, a tremila miglia lungi dalla patria loro, per aspettare che quei giudici, i quali non gli conoscevano, gli avessero a giudicare; condizione, in cui altro non potrebber desiderare, altro pregare, se non che una soccorrevole morte venisse tosto a tante miserie loro por fine. Per la qual cosa il governatore con parole severe gli accommiatò. Ma essi, come persone private si raunarono altrove, ed avendo a lor moderatore eletto Randolfo Peiton, uomo di grande autorità, e seguito nella provincia, abbracciarono più efficacemente che prima il solito rimedio delle leghe contro l'introduzione delle mercanzie inglesi, e mandati attorno gli articoli della lega tutti gli sottoscrissero, non solamente nell'adunanza, ma eziandio in tutta la provincia. Le altre colonie seguirono l'esempio, e giurarono solennemente la lega. Anzi gli abitanti di Charlestown, città capitale della Carolina Meridionale, cessarono ogni specie di commercio con quei dell'isola di Rodi e della Giorgia, perchè e non avessero questi voluto le passate e la presente lega accettare, ed avessero un frequente traffico di scarriera esercitato. Ma finalmente anche queste convennero colle altre, la Giorgia in settembre, la Provvidenza e l'isola di Rodi nel seguente ottobre. E perchè gli uomini o avversi, o avari non facessero sdruscito a queste leghe, crearono congregazioni d'uomini a posta, acciocchè esaminassero i carichi di tutte le navi, che d'Inghilterra arrivavano, e nelle loro adunate decretassero, secondo gli ordini tra di loro stabiliti, la censura contro di quelli, che rompessero la lega, i nomi loro pubblicassero nelle gazzette, e chiarissergli inimici della patria. E siccome la plebe era sempre pronta a prorompere contro coloro, che fossero notati, questi decreti delle congregazioni erano con tanta obbedienza ricevuti, come se fossero dall'autorità del governo proceduti. Ognuno poi s'ingegnava di far uso delle robe del paese; le donne istesse, prima tanto avide delle cose inglesi, non solo a queste rinunziarono, ma gloriavansi di andare adorne coi proventi del paese.

Non è però da credersi, che in mezzo a questa universale ardenza e concitamento non vi fossero di quelli, i quali, essendo l'interesse e l'amor del guadagno così potenti motivi del cuore umano, non cercassero di farne il loro prò; ed esaltando in palese la grandezza d'animo del popolo americano, ma ridendosene dentro del loro, non si sforzassero di far traffico secreto di simil sorta di mercatanzie. Parecchj tra coloro stessi che professavano la libertà, e col suo nome si facevan chiamare, ed alcuni fra quelli stessi, i quali avevano le leghe con più prontezza abbracciate, andavano tuttavia nascostamente procacciandone e vendendone. I figliuoli della libertà avevan ben levato tanto romore contro l'uso del tè, che in parecchie province quasi tutti se ne astenevano; ma, raffreddatosi col tempo quel primo impeto, non era che alcuni fra di essi non ne centellassero, o in segreto od anche in palese, dandogli un altro nome. Gli uffiziali inglesi medesimi, essendo per l'ordinario i soldati disprezzatori delle leggi civili, ed al proprio guadagno non meno degli altri intenti, facevano venire ai nomi loro le mercanzie dall'Inghilterra, come se fossero all'uso delle genti loro destinate, e nella contrada sottovia le tramandavano. Ciò nonostante, malgrado questi rompimenti dell'accordo generale, i buoni uomini, siccome suol sempre avvenire, andando presi alle grida, tiravano avanti nell'astinenza, sicchè il commercio inglese ne venne a ricevere un danno inestimabile.

L'assemblea di Massacciusset, essendo stata convocata sul finire di maggio, riprese tosto le antiche querele, e mandò dicendo al governatore, che siccome la città capitale della provincia era per terra e per mare investita da genti armate, e che una guardia militare stava colle bocche delle artiglierie volte alla porta del palazzo di Stato, l'assemblea non poteva con quella libertà e dignità che si convenivano deliberare; e che speravano, volesse, quelle armi allontanare dalle porte e dal porto della città. Al che il governatore rispose brevemente, ch'ei non aveva niuna autorità nè sopra le navi del Re, ch'erano sorte nel porto, nè sulle genti armate, che la città occupavano. L'assemblea rescrisse, che quest'apparato d'armati era contrario alla legge; e siccome alla forza delle armi niuna potenza è superiore, così qual privilegio, qual sicurezza esser ancora alla Camera lasciati? Tacer le leggi civili, dove regnano le armi; che perciò erasi l'assemblea risoluta ad astenersi da ogni qualunque deliberazione, finchè non fosse in sua facoltà restituita. Il governatore l'aggiornò a Cambridge, Terra poco lontana da Boston, e le mandò chiedendo pecunia pei soldati. L'assemblea, posta in non cale la domanda del governatore, rispose con nuove risoluzioni, le quali dimostrarono, quanto fossero gli animi pieni di sdegno; che il mal talento, che regnava nella provincia a motivo delle leggi della tassazione, l'aspettarsi nuovi uomini d'armi, il timore che abbiano i quartieri loro a pigliare nelle case dei cittadini, ed il popolo ridotto alla disperazione erano cose, che dimostravano la necessità di nuovi conventi; che la presenza di un esercito stanziale nella provincia, in tempo di pace, era una violazione dei diritti naturali, e di sommo pericolo per la pubblica libertà; che il governatore Bernardo nelle lettere sue indiritte al conte di Hillsborough aveva persuaso nuovi modi di tirannide; che il generale Gage coll'avere scritto, che non v'era più governo in Boston, aveva scritto il vero; ma che ciò non era da imputarsi a quell'innocente e leale popolo, ma sibbene a coloro, che avevano violate le leggi, e distrutti gli ordini della costituzione. Finalmente il governatore essendo tornato in sulle provvisioni pei soldati, l'assemblea rispose, che e per l'onor loro, e per l'interesse della provincia non le volevan fare. La Carolina Meridionale, la Marilandia, le contee della Delawara, e la Nuova-Jork, seguendo l'esempio delle province di Massacciusset e di Virginia, e le medesime risoluzioni fecero, e la obbedienza all'atto dell'ammottinamento ricusarono.

In questo tempo il governo inglese, volendo pur dare qualche segno di miglior animo verso le sue colonie, determinò di annunziare loro, esser suo intendimento di proporre nella prossima tornata del Parlamento la rivocazione delle gabelle poste sui vetri, la carta ed i colori, mantenendo sola quella sul tè.

Questa mansuetudine nuova non contentò gli Americani. Quell'esser eccettuata dalla rivocazione la tassa del tè, e l'aver dichiarato, che si sarebbe abrogata la legge per esser contraria alle regole del commercio, aveva loro persuaso, che si voleva mantenere vivo il diritto, la qual cosa era verissima. Temevano, che si sarebbe rimessa la cosa in campo, allorchè, raffreddi i presenti calori, e governata la bisogna con più arte e forza, il governo avrebbe creduto il momento buono per insorger di nuovo, e tentar di stabilire per sempre l'autorità delle tasse. L'assemblea di Virginia protestò piucchè prima, ed un'altra volta si ricorse alle leghe, tanto in questa provincia, quanto in Massacciusset, e nella maggior parte delle altre. Ma questa volta furon esse sul punto di risolversi per la secessione della Nuova-Jork, la quale determinò, si facessero le introduzioni di ogni cosa dall'Inghilterra, eccettuate però quelle, ch'erano gravate dalle gabelle.

Finalmente il governatore Bernardo ebbe lo scambio. Partì, non lasciando di sè desiderio in alcuno. Il che ai tempi si deve attribuire. Poichè egli era di ottimo giudizio, ed amante del ben essere della provincia, e d'integerrima vita, ma difenditore delle prerogative della Corona, e per nulla pieghevole alle circostanze dei tempi; e siccome quegli, ch'era vivo, e niente soppiattone, così non si poteva temperare dal manifestare i sensi suoi. Delle quali doti nissuna, quantunque ella lodevolissima sia, è meno profittevole, anzi per meglio dire più dannosa per sè, e per gli altri nei rivolgimenti politici degli Stati; imperciocchè all'universale o si compiace senza frutto, o si dispiace con danno.

1770

Intanto le cose in Boston inclinavano ad un avvenimento sanguinoso. I Bostoniani sopportavano molto mal volentieri la presenza dei soldati, e questi detestavano i Bostoniani. Seguivano fra gli uni e gli altri frequenti baruffe. Finalmente la mattina dei due marzo un soldato passando dal canto di Giovanni Gray, funajuolo, fu e insultato con male parole, e malconcio con peggiori fatti. Andato a chiamare alcuni de' suoi ritornò. Ne avvenne una mischia tra i soldati ed i funajuoli colla peggio degli ultimi. Il popolo s'infiammò grandemente, sicchè tra le sette e le otto della sera dei cinque dello stesso mese la moltitudine si sollevò, e corse armata di bastoni verso via reale. Gridavano: andiamo a cacciar di qua quei ribaldi; e' non hann'a far più che nulla qui. I soldati, che avevano le stanze loro nelle baracche di Muray, provocati volevano far impeto; ma erano a gran fatica rattenuti dagli uffiziali. Gridossi intanto, il fuoco essere appiccato alla città; le campane suonavano a stormo, la gente traeva da ogni parte. Correvano a furia alla magione della dogana. S'avventavano alla sentinella, gridando: ammazzalo, ammazzalo. L'assalivano con pallottole di neve, e con pezzi di ghiaccio, e tutto ciò che ebbero alla mano. In tale occorrenza faceva questi la chiamata alla gran guardia, ed il capitano Preston mandò un caporale con pochi soldati per proteggere dal furor popolare la sentinella e la cassa delle dogane. Marciavano cogli archibusi carichi, ed il capitano stesso seguitava. S'incontrarono in una mano di plebe condotta da un Attucks, Mulo di natura, ed erano da quella coi bastoni e colle pallottole di neve malconci. Le maledizioni, le imprecazioni, le esecrazioni della moltitudine non furon poche. Si udivano in ogni canto queste voci: Via canaglia, via lordi, via tristi, mariuoli scapestrati, geldra di codardi, che portate le armi contro la gente disarmata: traete, se avete cuore; traete, e che il diavol vi abbia, ma non siete da tanto. Cresceva la calca attorno i soldati, e la genìa s'avanzava sino alle punte delle bajonette. I soldati non fiatavano. Le grida, le urla, le minacce, ed i frequenti tocchi delle campane, che continuavano a suonare a stormo, accrescevano confusione e terrore alla cosa. Finalmente il Mulo, e dodici de' suoi compagni fattisi avanti circondarono i soldati, e coi bastoni percuotevano gli archibusi, gridando agli altri: non abbiate paura; ei non s'ardiscon trarre; che state voi a fare, che non gli ammazzate? mettetegli giù una volta. Il Mulo avventato accennava un colpo al capitano Preston, e scostato uno degli archibusi, afferrava la bajonetta colla sinistra, facendo le viste di volerne venire dalle minacce alle offese. In questo punto si sentirono grida confuse: Maledetti, e' non osan trarre. Succedono i tiri. Attucks è morto. Seguono due altre scariche. Tre furono uccisi, cinque feriti gravemente; alcuni leggiermente; la più parte gente, che per caso passava, o che stava quietamente a riguardare la cosa. Otto soli soldati trassero, niuno due volte. La bordaglia spulezzò. Ma poco poi ritornò per raccorre i morti ed i feriti.

Intanto tutta la città era entrata in un trambusto incredibile. S'udiva un accorruomo, un dar ne' tamburi, ed un gridar all'armi in ogni parte. I cittadini s'assembravano a migliaja. Il vice-governatore Hutchinson arrivato in sul luogo con un mal piglio disse a Preston: perchè avete tratto senza l'ordine del civil magistrato? l'altro rispondeva; siamo stati insultati. Ma si ristettero l'uno e l'altro: non essendo quello luogo, nè tempo opportuno a quistionare. Corse Hutchinson in mezzo alla folla, e tanto fe', e tanto disse, che persuase loro di andarsene alle case. La domane per tempissimo si ricominciò. Gli abitanti fecero un'adunanza, e mandaron dicendo al vice-governatore, che si credeva da tutti, non potere acquetarsi i romori della città e prevenir il sangue, se non si allontanavano immediatamente i soldati. Dopo molte minacce da un canto, e molte tergiversazioni dall'altro, le soldatesche furono allontanate, e nel castello Guglielmo alloggiate; il capitano Preston, e tutta quella mano di soldati, che eran con lui, posti in prigione.

Si vollero far l'esequie pubbliche e solenni agli uccisi, non che fossero gente di conto, ma per mostrare ed eccitar cordoglio e compassione verso coloro, che dalla soldatesca britannica erano stati a miserabil morte condotti con una manifesta violazione delle loro civili libertà. La mattina degli otto si serrarono le botteghe, tutte le campane dì Boston, di Charlestown, e di Roxbury, Terre vicine, suonavano a lutto. Le accompagnature di ciascun cadavere furono a riunirsi in via reale in quel luogo istesso, in cui tre giorni prima avevan quelli, la cui memoria con tanta onoranza proseguivano, la morte ricevuta. Quindi con ordinata processione s'incamminarono verso via grande, seguendo un'infinita moltitudine di popolo, con alla coda una lunga fila di carrozze dei principali gentiluomini della città. In tal modo con incredibile silenzio, ed evidenti segni di rammarico e di sdegno accompagnarono i morti sino al luogo della sepoltura, dove essi furono in una sola tomba a grande onore interriati.

Intrapresosi quindi il processo del capitano Preston e degli altri soldati, Josia Quincy e Giovanni Adams, due dei Capi principali dell'opposizione nel Massacciusset, e legisti celebratissimi, ne fecero le difese con molto calore ed acume d'ingegno. Preston, e sei fra gli otto soldati, ch'erano in processo, furono assoluti, e due, non per omicidio premeditato, ma per semplice condannati. Caso invero notabile, che in mezzo a tanta sommozione, ed allor quando erano i sangui sì grandemente riscaldati, si sia di questo fatto quel giudizio dato, che meno era di grado alla moltitudine. Tanto erano perfetti gli ordini giudiziali in quelle contrade, e di tanto amaron meglio i giudici obbedire alla legge, che servire ai desiderj altrui. Quincy e Adams ne scemarono di riputazione nel popolo. Malgrado il decreto favorevole della Corte si persistette a credere dai più, che il torto fosse dal canto dei soldati, ed il caso altrettanto barbaro, quanto non provocato. Così importava ai caporioni, che si credesse. La qual opinione contribuì non poco a mantenere vivi, ed accrescere vieppiù gli odj e le animosità, che già erano sì grandi in tutte le parti dell'America inglese.

Mentre nel modo raccontato si concitavano in America le menti a maggior consenso, ed i cuori a maggior rabbia, si facevano in Inghilterra quelle mezzane risoluzioni, le quali furono dal canto suo la causa manifesta della perdita di tutta l'impresa. Al qual effetto contribuirono ad un tratto le invasazioni e dappocaggine dei ministri, le relazioni infedeli degli agenti dello Stato in America, e forse non meno l'opera di Beniamino Franklin, il quale, trovandosi tuttavia in Londra agente delle colonie, ingannò i ministri, siccome ei soleva dire, con dir loro la verità. Essendo che, come aggiugneva egli stesso, gli uomini di Stato erano tanto corrotti, che riputavano la sua sincerità astuzia, e la verità bugìa. Quindi nacque, che operarono essi alla cieca, o seguendo quei bagliori, che facevan loro apparir le cose diverse da quello ch'elle erano veramente. Questo gli fece aombrare ed incespare.

Adunque addì cinque marzo lord North, il quale era stato chiamato dal Re primo ministro, orando nella Camera dei Comuni, pose il partito, si dovessero rivocare le tasse, eccettuata però quella del tè. La quale proposta contraddicendo molti, i quali affermavano, che gli Americani non sarebbero stati contenti alla parziale rivocazione, fu finalmente con grande favore approvata.

Le predizioni degli opponenti ebbero un verissimo riscontro in America; poichè vi si mantenne il mal umore per causa della conservazione della tassa del tè. Ciò nondimeno le leghe si risolvettero, per quanto riguarda alla introduzione delle merci non gabellate; solo si continuarono per impedire la introduzione del tè. Il mal umore si mantenne principalmente nella provincia di Massacciusset, ed i maestrati vi stavano continuamente in sul bisticcio con gli uffiziali della Corona. Così, dall'un canto la caparbietà propria all'uomo, accresciuta ancora dagli ostacoli e dal sangue cittadino già sparso, ovvero anche l'amor della libertà; dall'altro l'aver ottenuto in gran parte colla perseveranza l'intento loro, e l'opinion nata da ciò, che non per bontà sua, ma per maledetta forza avesse il governo alle rivocazioni acconsentito, ed anche i romori di guerra colla Francia, che tuttavia crescevano, e dovevano nei Consiglj inglesi indurre la necessità di acquetare, contentandogli del tutto, gli Americani; e finalmente il sapere aver essi potenti protettori tanto dentro, quanto fuori del Parlamento, generarono in America una costanza maravigliosa contro i disegni del governo.

1771

Tali furono le occorrenze pubbliche in America nell'anno 1770. Nel seguente poche cose accaddero, che siano degne di memoria. Solo continuarono le solite altercazioni tra l'assemblea di Massacciusset, e l'Hutchinson, il quale era stato eletto governatore. Si continuava intanto un'aperta resistenza in tutte le province alle leggi di gabella e di commercio, e il contrabbando non più di nascosto, ma palesemente si esercitava. Gli uffiziali di dogana erano in grandissimo dispregio venuti. In Boston un grascino avendo voluto arrestare una nave, che si trovava in contravvenzione delle leggi di commercio, fu intrapreso dalla plebe, spogliato nudo, impeciato, impennato, ed in tal condizione sopra di una carretta condotto attorno per tutta la città. I maestrati essendo tutti a quelle leggi contrarj passaron la cosa sotto silenzio. Anche a Provvidenza vi fu qualche romore, avendo i terrazzani predato ed arso la nave regia il Gaspee.

1772

Il governo avendo fatto considerazione, che in tanto stemperamento d'animi non si poteva sperare, che si troncasse il tanto ardire degli Americani, e si assicurasse l'osservanza delle leggi, se per questo fine non si mettesse in uso qualche metodo più efficace, e tra le altre cose non si sottraessero affatto dalla dependenza verso le assemblee colonarie gli uffiziali della Corona, determinò, che gli stipendj e salarj dei governatori, giudici ed altri uffiziali principali nelle colonie sarebbero per l'avvenire stabiliti dalla Corona, e senza l'intervento delle assemblee colonarie pagati. Il che suscitò nuove commozioni in America, e principalmente nel Massacciusset, dove si dichiarò, che coloro, i quali all'esser pagati dalla Corona, independentemente dalla generale assemblea, consentissero, fossero nemici della costituzione, e fautori del governo arbitrario riputati. Così tutte quelle cose, che in Inghilterra si ordinavano per superar la resistenza, e ristorar l'antica obbedienza in America, non essendovi un numero di genti armate sufficiente a costringere, tendevano ad un fine tutto contrario.

E se dall'un canto pareva il governo voler insorgere, e nuove forze procurar a sè stesso, dall'altro gli Americani facevano gli stessi pensieri. E siccome nelle commozioni popolari l'aver i Capi, che possan dar le mosse, il conoscere l'opinioni di tutti i membri della lega, e l'operar d'accordo gli uni con gli altri son tutte cose che possono al desiderato fine efficacemente condurre, così i Massacciuttesi, seguendo il consiglio di Samuele Adams, e di Jacopo Warren di Plymouth, fecero una intelligenza di cittadini disiosi di cose nuove, e formarono una specie di gerarchia politica, instituendo commissioni di corrispondenza in tutte le città e Terre della provincia, le quali da una commissione principale in Boston dependessero. I caporioni o caporali erano sei, ciascuno dei quali era in cima, e guidava una divisione; ed i caporali di questa similmente erano in cima, e guidavano una suddivisione; dimodochè, data la mossa da quei primi, ad un tratto essa si comunicava alle divisioni, da queste alle suddivisioni, e così largamente e subitamente per tutta la provincia si propagava. Entrarono in queste commissioni o leghe persone di diversa indole e natura. Alcuni, gente meccanica, che andavan là, dove gli altri andavano; alcuni con buon animo verso la Repubblica; altri per acquistare autorità, per soddisfare l'ambizione o l'avarizia loro; e molti ancora di quelli, i quali credevano, che nelle materie politiche la suprema legge sia il bene universale, e che tutte le regole del morale privato siano da aversi in poco o in nissun conto, quando con quella vengano a competenza. Tutti volevano, o dicevano volere, o la libertà della patria loro assicurare, o nell'impresa lasciarvi la vita. Il governatore affermava, fossero la più parte atei e disprezzatori di ogni religione; e quello che più, siccome diceva, gli faceva far le maraviglie, si era, che a costoro si fossero accozzati diaconi ed altra gente di chiesa, i quali facevan professione di scrupolosità e di divozione. Questo nuovo ordine politico, e quasi principato di pochi, fu da tutta la provincia abbracciato, ed ogni città, borgo, o Terra aveva la sua congregazione, la qual teneva carteggio colle altre; e le deliberazioni e dichiarazioni loro eran considerate come la volontà e la voce del popolo. Dal che s'infiammavano grandemente gli animi, e ad una unanime conspirazione si disponevano. Le altre province imitarono l'esempio.

La prima opportunità di operare venne offerta alla congregazione di Boston dalla determinazione del governo di salariar esso stesso i giudici. Fecero risoluzioni molto vive, e largamente le distribuirono per le province. Le accompagnarono con una lettera patetica, per cui si esortavano gli abitanti a risvegliarsi dal lungo sonno, a rizzarsi in piè, a mettere giù l'indolenza, ora che, per servirmi delle stesse parole loro gonfie com'esse furono, e proprie di quei tempi, la mano ferrea della oppressione invola ogni dì dal bell'albero della libertà i più cari frutti, ch'ei si abbia. La concitazione degli animi divenne somma ed universale.

1773

In questo mezzo nacque un accidente, che apportò nuova esca ad un fuoco, che già minacciava di distendersi in manifesto incendio. Il Dottor Franklin, agente in Londra di parecchie colonie, e particolarmente di quella di Massacciusset aveva trovato modo, e non si sa come, di sottrarre dall'uffizio di Stato le lettere del governatore Hutchinson, del vice-governatore Oliver, e di alcuni altri, che in America seguitavano le parti del governo, colle quali eglino delle cose colonarie i ministri ragguagliavano; ed in ciò parlavano assai liberamente; essere gli opponenti americani in generale gente di poco conto, e sebbene audaci e turbolenti, pochi però in numero; non essere i medesimi in grazia dell'universale; la mollezza e sofferenza sole del governo esser dell'ardire loro causa state; facesse il governo gagliarde risoluzioni, e tutti rientrerebbero nel debito loro; soprattutto gli uffiziali principali in America pagassersi dalla Corona. Inviò Franklin queste lettere in Massacciusset. Furon fatte stampare, e spargere in gran copia in ogni parte della provincia, dove se vi fu che fare, e che dire, nissuno il domandi.

Mentre si trovavano in cotal modo impressionati i popoli delle colonie americane, che non che alle grandi cose, ma anche alle più piccole, che a ferire andassero ciò, ch'eglino riputavano i diritti loro, vivamente si risentivano, si abbracciò in Inghilterra un consiglio, il quale, se avesse la sua esecuzione avuta, avrebbe data la causa vinta al governo, e ridotti gli Americani a quella condizione, alla quale sì grandemente ripugnavano. Per l'ostinazione loro a non voler la tassa sul tè posta pagare, il che un frequente contrabbando generava, e per la risoluzione di non volere più farne uso, quantunque quest'ultima fosse da molti poco fedelmente osservata, l'introduzione di questa merce nelle colonie, era stata assai diminuita; ed una molto grande quantità se ne trovava in Inghilterra nei fondachi della Compagnia dell'Indie. Supplicò questa al Re, levasse i tre pensi per libbra sull'introduzion sua in America, e ritenesse i sei pensi sulla estrazione dai porti dell'Inghilterra. Nel che, e lo Stato avrebbe vantaggiato di tre pensi per libbra, e gli Americani sarebbero stati dall'odiosa legge sollevati. Il governo, che riguardava più al diritto, che all'entrata, non volle acconsentire. Perciò la Compagnia fu autorizzata a trasportare franco da ogni diritto dall'Inghilterra il tè per alla volta dell'America, ed in questa introdurlo, pagando i tre pensi di gabella. Qui non eran più piccole barchette di particolari mercatanti, i quali pel traffico loro privato andassero a portare il tè nei porti delle colonie; ma per lo contrario navi grosse, che ne arrecavano quantità smisurate, e dalle quali, avendo l'ajuto dell'autorità dello Stato, poteva agevolmente mettersi a terra, e negli opportuni fondachi ammassare. Perciò la Compagnia inviò ai suoi agenti in Boston, Nuova-Jork e Filadelfia secento casse di tè, ed un certo numero a Charlestown, ed altre città marittime del continente americano. Ora gli Americani eran tratti a quel passo, in cui avevano a gettare, o non gettare il dado, e doveva la causa loro in riguardo alla tassazione per l'autorità del Parlamento determinare. Perciocchè se si lasciava sbarcar il tè, sarebbesi venduto, e perciò pagata la gabella. Per la qual cosa si risolvettero a fare ogni opera per impedir lo sbarco. Nell'Inghilterra stessa non mancaron di quelli, che soffiarono su di questo fuoco, dei quali alcuni ciò facevano per l'ambizione di contrariare il governo, gli altri per proprio interesse, e per gelosia della opportunità offerta alla Compagnia dell'Indie di fare in pregiudizio loro grossi guadagni. Perlochè avevano scritto in America; resistessero coraggiosamente, pensassero essere questa l'estrema prova, la quale vinta, avrebbero la libertà loro conservata; perduta, sarebbero sotto il giogo della schiavitù entrati. La materia era troppo ben disposta, perchè non si accendesse. In Filadelfia coloro, ai quali i tè della Compagnia dovevan consegnarsi, furono sforzati, parte con esortazioni, parte con minacce, a promettere di non accettare in nissuna maniera il tè. Nella Nuova-Jork i capitani Sears, Macdougall, uomini audaci, ed arrisicati molto, riunirono in una sola volontà e contrabbandieri, e mercanti, e figliuoli della libertà. Libelli appropriati all'uopo andavano attorno ogni dì, e nulla d'intentato si lasciava dai caporali del popolo per ottenere il fine loro. Anche qui i faccendieri della Compagnia furono obbligati di rinunziare, e di ritornarsene in Inghilterra. In Boston si sentiva dir in ogni luogo, «esser questo il tempo di mostrar il viso; non doversi più tardare, giacchè tardi, o tosto s'aveva a venire colla Gran-Brettagna a contesa; centinaja d'anni dover trascorrere prima, che i ministri tante violazioni dei diritti loro abbian mandate ad effetto, come da pochi anni in qua; ora che l'opposizione era viva ed universale, doversene profittare; ora che il ferro era caldo, doversi battere; più si tardava, e più i ministri acquistavan forza. Non vedete voi, dicevano, quanti garzonetti impertinenti e' ci mandan qua a far l'uffizio di pubblicani, a sciuparsi i grossi stipendj, ed a portar tra di noi il lusso e la corruzione? E' piglieranno mogli americane, e diventeranno potenti stromenti della tirannide ministeriale. Ora si deve tentare qual cosa, mentre si era ancora nei principj; ora osare se non vogliamo presso i nostri fratelli delle altre colonie esser disgraziati, i quali, hanno gli occhi rivolti in noi, e saranno dell'assistenza loro liberali, se noi ci mostrerem fedeli e risoluti». Si fecero le instanze ai faccendieri, acciocchè rinunziassero, i quali ricusarono, e si ripararono nella fortezza. In questo mezzo arrivò in porto il capitano Hall colla sua nave, che portava più di cento casse di tè. Tosto si fece a furia un'adunata di popolo, e mandaron dicendo al signor Rotch, al quale il carico doveva essere consegnato, non istesse per quanto gli era cara la sicurezza e l'interesse suo, a ricevere il tè, ed al capitano Hall di non isbarcarlo. Mandarono anche una guardia al molo di Griffin, dove la nave era sorta. Determinarono, si facessero diligenti guardie; che se queste venissero in alcun modo ingiuriate la notte, si suonasse la campana a martello; che alcune persone fossero sempre in pronto a portar gli avvisi alle Terre circonvicine di ciò, che potrebbe occorrere, e si chiamasse in ajuto la gente del contado. Le congregazioni di corrispondenza facevano diligentemente l'opera loro. Arrivarono i capitani Bruce e Coffin con altri carichi di tè, e si ordinò loro, andassero a mettere l'ancora vicino allo Hall. Concorreva il popolo in gran numero dal contado, e si fece una frequentissima adunata. Si mandava a dire al Rotch, domandasse una bolletta d'uscita, acciò il capitano Hall colla sua nave se ne potesse andar con Dio. L'esattore non la voleva concedere, se prima non erano pagate le gabelle. Le cose s'avvicinavano ad un esito fortunoso. In tal congiuntura Giosia Quincy, uomo di gran caldo nella colonia, d'ingegno colto e svegliato, ed alle intraprese ministeriali avversissimo, volendo i suoi concittadini avvertire dell'importanza del frangente, perchè avessero cura all'infornare, fatto far silenzio, ed alzatosi disse. «Quell'ardenza, e quell'impeto, che in mezzo a queste mura si manifestano, quelli non sono, che ci abbiano alla proposta meta a condurre. E' possono raffreddarsi; e' possono quetarsi; e' posson come un'ombra leggiera svanire. Ben altri spiriti, ben altri conati ci abbisognano per ridurci a salvazione. S'ingannerebbe a gran partito colui, che credesse colle grida, colle esclamazioni, colle risoluzioni popolari potersi vincer la pruova, potersi i nemici nostri superare. La malizia loro è inveterata; il desiderio di vendetta insaziabile. Eglino hanno gli alleati, i complici loro perfino fra di noi, perfin nel seno più interno di questa innocente patria; e chi non conosce la potenza di coloro, che a nostri danni congiurati sono? Le arti loro a chi non son note? Perciò non crediate poter da questa controversia a buon esito riuscire senza il più duro, il più aspro, il più terribil conflitto. Considerate molto bene la difficoltà dell'impresa, l'incertezza del fine. Riflettete e ponderate assai, prima di abbracciar quei partiti, i quali questa patria trarranno al più pericoloso cimento, che si sia veduto mai».

Posto il partito, se si dovesse proibire ad ogni modo lo sbarco del tè, si vinse con tutti i voti favorevoli. Si ricercò Rotch, domandasse licenza d'uscita dal governatore. Ostinatosi questi, rispose, per onor delle leggi, per debito verso il Re, non poter la licenza concedere, se prima non si mostrava la bulletta della dogana. Or qui la concitazione ed il trambusto furono grandi. Una persona mascherata ad uso degl'Indiani, la quale stava nel ballatojo, diè in questo punto il fischio di guerra. Si risolvette in un batter d'occhio l'adunanza, e si corse a calca al molo di Griffin. Giugnevano in sul fatto intorno a venti persone, anch'esse mascherate all'indiana, tutte, o padroni di nave o legnajuoli o calafaj, e montarono ne' navilj del tè. In meno di due ore ruppero 342 casse di tè, e questo buttarono in mare. Furon lasciati fare. Una folla di popolo sulla riviera serviva come quasi di salvaguardia. La bisogna fu condotta con poco tumulto, e nissun danno fu fatto nè alle navi, nè ad altra roba qualunque. Ciò eseguito si ridusse ognuno alle case sue o in città o in contado.

Nella Nuova-Jork ed a Filadelfia trovandosi nissuno, che s'ardisse ricevere il tè, le navi della Compagnia, che erano arrivate in quell'acque, se ne tornarono cariche in Inghilterra. Solo nella prima città il capitano Chamber avendo per conto di un privato portate nella sua nave alcune casse di tè, queste furono gettate in mare. A Charlestown si lasciò sbarcare; ma essendo stato per lungo tempo in certe volte umide rinchiuso, si guastò.

1774

Giunte queste cose alle orecchie dei ministri dell'Inghilterra deliberarono di por mano a più risoluti consiglj; e stantechè la provincia di Massacciusset, e specialmente la città di Boston, s'erano, più di tutte le altre, vive dimostrate nella resistenza; ch'eran ai più grandi eccessi trascorse, e parevano la principal sede essere della sedizione, così si risolvettero di far loro portar le pene prima di tutte le altre. Speravano in questo modo, che, raffrenati i primi motori, gli altri si sarebbero nella quiete accomodati. Considerando poi, che la città di Boston era fioritissima, e tra le più trafficanti del continente annoverata, anzi la prima scala creduta di tutte le province della Nuova-Inghilterra, non è da far maraviglia, se siasi preso il consiglio di privarla affatto del suo commercio per via di un interdetto severissimo, e tutto volgerlo a qualche altra città marittima di quella costa. Si credette eziandio, che i civili magistrati, i quali secondo gli statuti della provincia erano eletti dal popolo, il dovesser essere per l'avvenire dal governo, acciocchè in balìa di questo posti intieramente, non solo non fossero più propensi a dar le mani ai tumulti popolari, ma ancora fossero, e per debito e per volontà, inclinati ad opporvisi, ed a far a tal uopo quelle requisizioni ai maestrati militari, le quali fossero del caso. Poichè si era veduto, che i passati tumulti erano, e nati, ed in sì fatta guisa cresciuti, perchè i maestrati militari, secondo le leggi consuete, non potettero senza le requisizioni dei maestrati civili operare, dalle quali questi eransi a bella posta astenuti. Si pensò anche di fare una legge, perchè i soldati, nell'esecuzione degli ordini per quetare i tumulti, potessero con ogni sicurezza e senz'alcun timore adoperarsi. In tal modo i ministri sperarono, che sarebbersi divisi gli animi, i maestrati civili posti affatto in facoltà del governo, ed i soldati restituiti a quella independenza, dalla quale deriva tutta, quanta ella possa essere, la forza ed efficacia dell'opera loro. Ma chiunque abbia fior d'ingegno, e sia delle cose di Stato intendente, potrà da per sè stesso agevolmente conoscere, quanto lontani dalla gravità del caso fossero questi nuovi provvedimenti del ministero britannico. Ei non potrà non maravigliarsi, che un governo, quale l'inglese si era, che in ogni tempo aveva dato segni di somma perizia, e di non poco ardire, avendo anche avanti gli occhi suoi gli esempj delle rivoluzioni della Svizzera e dell'Olanda, e conoscendo benissimo la caparbietà tanto naturale al popolo americano, e l'insolito consenso d'animi, che presso di quello si era in questi suoi moti manifestato, abbia potuto persuadersi, che col bloccare un porto, e col cambiare qualche vecchio statuto, cose tutte, che più ad irritare, che a costringere tendevano, si dovesse tanto impeto frenare, tanta ostinazione vincere, tanta unione dissolversi, e l'obbedienza ristorarsi là, dove già si correva con tanta pertinacia alla ribellione. Le armi sufficienti, e non le riforme degli statuti eran quelle, che sole potevan terminare prontamente la lite, tener fermo lo Stato, e l'antico ordine e quiete in America restituire. Le quali armi tanto più dovevano i Ministri apprestare, quanto che non doveva essere loro nascosto, che la Francia faceva, come si suol dire, fuoco nell'orcio, ed era in questa matassa. Le armi non che mancassero, abbondavano. Mancaron bene nei Consiglj britannici, o la debita preveggenza, od il necessario ardimento. Venti o trentamila soldati, mandati colà subito dopo nati i moti americani, avrebbero senz'alcun dubbio superata la resistenza e procurata la obbedienza, cose che invano potevansi dal ritoccarsi le scritture aspettare. Non conobbe bene l'Inghilterra in questo fatto quella trita regola, che le guerre, perchè riescano corte, hanno a farsi grosse. Nè si potrebbe dire, gli ordini della costituzione britannica non aver consentito, che si mandasse in una provincia inglese, ed in tempo di pace, un gagliardo esercito stanziale; imperciocchè, se il Parlamento pervertiva gli statuti fundamentali della provincia di Massacciusset, anzi vi distruggeva gli ordini primitivi e più essenziali della costituzione medesima, per mezzo delle provvisioni che era in procinto di fare, poteva eziandio la presenza di un esercito stanziale sufficiente autorizzarvi. Ma allora lord Bute, consigliere molto adoperato dal Re, ed autore per lo più delle deliberazioni segrete, era più appassionata persona, che sagace; e lord North, primo ministro, più laborioso ed accurato pubblicano, che uomo di Stato. Di più, quest'ultimo aveva presso di sè formata una consulta dei più celebrati legisti del regno, per averne il parer loro intorno gli affari che correvano; e si sa per molti esempj, che quando questi dottori si danno a volere con quei loro arzigogoli e sofisticherie governar gli Stati, ed indirigere le rivoluzioni dei popoli, fan mala pruova. Le buone armi, ed i larghi e generosi consiglj sono quelli, che soli possono tali effetti partorire; e ne' casi pericolosi si deve far capo agli uomini risoluti, non a coloro, che, peritosi essendo, giocolan di mezzo, e non sanno impresa veruna onorata accollarsi.

Adunque lord North nel giorno quattordici di marzo propose nella Camera dei Comuni una sì fatta provvisione, che facendo tempo dal primo giugno 1774 fosse proibito lo scaricare, sbarcare, levare e imbarcare alcuna grascia, derrata o mercanzia qualsivoglia a Boston, o dentro il suo porto; e che gli uffiziali della dogana fossero immediatamente rimossi, e nel porto di Salem trasferiti. Soggiunse il ministro, che questa provvisione non era meno necessaria, che giusta, poichè di quella città era uscito tutto il male che turbava le colonie, e tutto il veleno che infettava l'America; che là, già per tre volte, gli uffiziali della dogana erano dal fare il debito loro stati impediti; che ai tempi dei disordini gli abitanti non s'erano in nissuna maniera interposti per quietargli; che anzi avevan fatte le regolari guardie di dì e di notte, per impedire lo sbarco del tè e di altre mercatanzie inglesi; che di più, temendo quello fosse sbarcato, con inudito esempio d'insolenza popolare l'avevan gettato in mare; che la proposta provvisione era più in nome, che in essere severa, giacchè il farla cessare era del tutto in facoltà dei Bostoniani col prestar la debita obbedienza alle leggi; che poche fregate, che stanziassero alla bocca del porto, bastavano per metterla ad effetto senz'altro più grande apparato di forza militare; che era ormai tempo di rizzarsi in piè, e di pigliare quelle gagliarde risoluzioni, che potessero far accorgere gli Americani, che l'Inghilterra aveva colla forza anche la volontà di mantenergli nella obbedienza; e ch'ella s'era fortemente determinata a protegger le sue leggi, il suo commercio, i suoi maestrati, e la propria dignità. All'incontro si disputò dal signor Bollan, agente di Massacciusset, e da parecchj oratori della Camera, tra i quali si mostrarono più vivi Burke e Dowdeswel, dicendo, che questo era un condannare una parte, senza prima averla udita; che era un punire gli innocenti coi colpevoli; che questo avrebbe irrevocabilmente, e per sempre, allontanati gli animi degli Americani dalla comune madre; che prima di venirne ad una sì grave deliberazione, dovrebbe il parere richiedersi dei primi negozianti del regno; che la provvisione era ingiusta, perciocchè andava solo a ferire la città di Boston, mentre si sapeva, che tutta l'America ardeva, e che le città di Filadelfia, della Nuova-Jork, e tutte le Terre poste in sulla marina erano ai medesimi disordini trascorse; che i Bostoniani non si sarebbero perciò alle voglie dei ministri accomodati, anzi sarebbero in maggior disdegno ed ostinazione entrati; che nei tumulti di Boston, non la gentaglia sola aveva avuto parte, ma uomini liberali, e per autorità presso il popolo risplendenti; che una città proscritta, e le altre ribellate erano miserabili rimedj ad una generale commozione; si considerasse bene prima, se si avessero eserciti idonei, armate sufficienti per ridurre a divozione quei popoli; non essere stato debito della gente disarmata di quetare i tumulti, ma sibbene del governatore; e se questi non aveva i comandanti militari ricerchi per gli opportuni ajuti, come potersi punire gl'innocenti della colpa e della negligenza dei maestrati della Corona? Che certi potentati esterni aspettavan l'occasione per muoversi contro l'Inghilterra, e l'Inghilterra questa occasione voler ora somministrare; la resistenza essere universale in tutte le parti dell'America; doversi perciò, o dar loro vinta la causa, rinunziando alla tassazione, ovvero muover loro guerra con tutte le forze del regno; questi parziali consiglj buoni, essere ad irritare, non a soggiogare.