WeRead Powered by ReaderPub
Studi sulla letteratura contemporanea cover

Studi sulla letteratura contemporanea

Chapter 2: PREFAZIONE.
Open in WeRead

Explore more books like this:

About This Book

A collection of critical essays offers concise portraits and analyses of contemporary writers, blending biographical detail, close readings, and reflections on aesthetic theory. The prefatory remarks argue that form emerges from content rather than existing a priori, and successive pieces apply that credo to figures and texts, noting stylistic qualities, creative habits, and psychological tendencies. The volume alternates theoretical statements with literary sketches that weigh strengths and weaknesses, traces developmental notes from notebooks and journals, and situates individual works within broader artistic tendencies.

PREFAZIONE.

«La forma non è a priori, non è qualcosa che stia da sè e diversa dal contenuto, quasi ornamento o veste, o apparenza o aggiunta di esso: anzi è essa generata dal contenuto, attivo nella mente dell’artista: tal contenuto, tal forma.

················

«Ma se il contenuto, bello, importante, è rimasto inoperoso o fiacco o guasto nella mento dell’artista, se non ha avuto sufficiente virtù generativa e si rivela debole o falso o viziato nella forma, a che vale cantarmi le sue lodi?

«In questo caso il contenuto può essere importante in sè stesso: ma come letteratura o come arte non ha valore.

«E per contrario il contenuto può essere immorale o assurdo o falso o frivolo: ma se in certi tempi e in certe circostanze ha operato potentemente nel cervello dell’artista ed è diventato una forma, quel contenuto è immortale.»

De Sanctis.

«L’arte è una serie di forme estetiche l’una men perfetta dell’altra, come quelle che sempre meno adempiono alle assolute condizioni dell’arte; e sono sempre meno naturali e spontanee, meno epiche e fantastiche, sempre più spirituali, liriche, filosofiche e vie più reali; e sì l’intuizione dell’arte è sempre men lieta e bella e vie più trasparente e immediata all’ideale. Ella è sempre una serie regressiva e discendente.»

De Meis.

Il mio credo critico è tutto in queste parole di così grandi maestri.

Milano, 5 Novembre 1879.

L. Capuana.