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Teatro Futurista Sintetico

Chapter 15: IL SUPERUOMO
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About This Book

The text presents a manifesto and brief dramatic pieces advocating a radical, synthetic theatre based on extreme brevity, energetic gestures, and anti-technical methods. It denounces contemporary theatrical prolixity and psychological analysis, proposes acts reduced to moments or seconds, and encourages theatrical language to compete with cinema through rapid montage, concise wording, abrupt scene variety, and striking sensory effects. The authors offer practical prescriptions to dismantle conventional technique: condense character and plot into minimal signs, reject strict verisimilitude and lengthy explanation, and prioritize speed, shock, and concentrated symbolic expression over prolonged dramatic development.

EMILIO SETTIMELLI

IL SUPERUOMO

Salotto. In fondo, un balcone, ampio. È sera. Estate.

Il superuomo. Sì... ogni battaglia è finita! la legge è passata!... ormai non ho che da raccogliere i frutti delle mie fatiche.

L'amica. E ti dedicherai di più a me, non è vero? Confessa che mi trascuravi molto in questi giorni...

Il sup. Lo confesso!... ma cosa vuoi! si è presi, si è avviluppati... non si può fare a meno! La politica non è poi così facile come ti sembra...

L'am. A me pare una cosa tanto buffa!...

(Dalla strada, grande rumore di folla, repentino, assordante).

Il sup. Che c'è?... cos'è questo rumore?...

L'am. Della gente... (Andando al balcone) una dimostrazione.

Il sup. Già: una dimostrazione...

La folla. Viva Sergio Walescki!... Viva Sergio Walescki!... Viva l'imposta progressiva! fuori!... fuori!... parli Walescki!... parli!...

L'am. Vogliono te... è per te!... Vogliono che tu parli...

Il sup. Quanta gente!... si riempie tutta la piazza; ci saranno diecimila persone!...

Il segretario. Onorevole! La folla è imponente: si vuole che parliate... per evitare incidenti, sarebbe bene che parlaste!...

L'am. Parla!... parla!...

Il sup. Parlerò... Fate portare le lumiere...

Il segr. Subito. (Esce).

La folla, sempre più distintamente. Fuori!... Fuori Sergio Walescki!... Parli! parli!... Viva l'imposta progressiva!...

L'am. Parla, Sergio!... parla...

Il sup. Parlerò... te l'ho detto...

Servi, portano le lumiere.

L'am. Che bel mostro, la folla!... È l'avanguardia di tutta la generazione che il tuo genio porta in marcia verso l'avvenire. Bella!..... bella!...

Il sup., nervoso. Ti prego, ritirati!... (Va sulla terrazza. Enorme ovazione; grida di evviva. Sergio s'inchina, poi fa cenno di voler parlare. Silenzio completo). Grazie del vostro affettuoso invito!... Godo maggiormente di parlare ad una libera folla che ad un assieme di deputati... (Applausi enormi). L'imposta progressiva non è che un piccolo passo verso quella giustizia che finirà col trionfare!.... (Ovazione). Vi giuro solennemente che mi avrete sempre con voi! che non vi ho posti in marcia per dirvi un giorno: arrestiamoci! Noi andremo sempre avanti!... Ormai l'intiera nazione è con noi... per noi essa si muove e ingigantisce!... (Ovazione). Continuate la vostra dimostrazione!... godete la vostra gioia!... Che la capitale sappia il trionfo della nazione!... (Ovazione prolungata. Sergio s'inchina e si ritira. Applausi e voci di Fuori! Fuori! Sergio si presenta a salutare e rientra).

L'am. Com'è bella! com'è bella la folla!... (Sergio è di nuovo chiamato fuori). Ancora ti vogliono, ancora!...

Il sup., torna a salutare, poi chiama il servo. Togliete le lumiere...

L'am. Stasera ho sentito che sei tu il padrone del nostro paese!... ho sentito la tua forza!... Tutti ti seguono... Io ti idolatro, Sergio.... (Lo abbraccia).

Il sup. Sì, Elena!... sono finalmente l'arbitro: nessuno può resistermi!... è un popolo in marcia che io conduco!...

L'am. Mi è venuta un'idea, Sergio... dovremmo uscire... subito: voglio godere più davvicino questa città inebbriata. Vado a vestirmi... Vuoi?

Il sup. Sì... Vai... usciremo. (Stanco, si abbandona su di una poltrona. Pausa. Si rialza, va verso il balcone. A un tratto, da un uscio sbuca un uomo forte e rude, attraversa la stanza, afferra Sergio alla gola, e lo scaraventa giù dal balcone. Poi, cauto e frettoloso, scappa di dove è venuto).