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Teatro Futurista Sintetico

Chapter 22: NOTTURNO STATO D'ANIMO DRAMMATIZZATO
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About This Book

The text presents a manifesto and brief dramatic pieces advocating a radical, synthetic theatre based on extreme brevity, energetic gestures, and anti-technical methods. It denounces contemporary theatrical prolixity and psychological analysis, proposes acts reduced to moments or seconds, and encourages theatrical language to compete with cinema through rapid montage, concise wording, abrupt scene variety, and striking sensory effects. The authors offer practical prescriptions to dismantle conventional technique: condense character and plot into minimal signs, reject strict verisimilitude and lengthy explanation, and prioritize speed, shock, and concentrated symbolic expression over prolonged dramatic development.

BALILLA PRATELLA

NOTTURNO STATO D'ANIMO DRAMMATIZZATO

In una soffitta, di notte.La Moglie, seduta, coi gomiti sulla tavola e la testa fra le mani. In mezzo alla tavola, un moccolo acceso. Intorno, letto, sedie, mobili vecchi, ma pulitissimi.Miseria.A sinistra, un usciaccio con saliscendi. Nel fondo, un finestrone. Il Marito, silenzioso, guarda fuori nel buio, dai vetri sconnessi.

Moglie — A guardar le stelle non si riempie la pancia. (Il Marito non risponde, forse non ode). Ah! che vita disgraziata! Io non ne posso più, proprio più!

(La Moglie piange. Il Marito, come trasognato, si distacca dalla finestra, si accosta alla tavola e soffia sul moccolo, spegnendolo. Poi ritorna a guardare nell'oscurità).

Anche al buio! (Continua a piangere. Il Marito spalanca adagio il finestrone. Nessun rumore. Cielo meravigliosamente sereno e fiorito di stelle, sopra una distesa grigiastra di tetti nevicati). Buio, freddo! Tu vuoi farmi morire. Ah! me ne andrò; ti lascerò qui solo. E allora buttati anche dalla finestra, se così ti piace. (Pausa. La Moglie balza in piedi furiosa e si attacca alle vesti del marito, tirandole e scuotendole con violenza). Ma sei di ghiaccio tu? Dormi il sonno dei morti?

Marito (voltandosi lento) — Ho conosciuto dieci milioni di stelle... Le rosse, le gialle, le verdi...

Moglie (trasalendo ad un rumore misterioso) — Ah! Che cos'è?

Marito — Quanti milioni di stelle!...

Moglie (tremando) — Sono attorno all'uscio!.. Chi è?

Marito (ritornando nella posizione di prima) — Conoscerle tutte... tutte...

(L'uscio si spalanca ed entrano tre ladri notturni; l'ultimo richiude l'uscio. Un Ladro accende un fiammifero e con quello il moccolo; gli altri due si pongono di fronte alla Moglie).

Moglie (atterrita) — Che cosa volete?

Primo Ladro — Siamo ladri.

Moglie (alzando le braccia) — Fame, freddo, miseria...

Secondo Ladro (afferrandola) — Rubiamo le donne. Vieni con noi.

Moglie (più tranquilla) — Verrò con voi...

Primo Ladro (minacciandola) — E se gridi...

Moglie (sorridendo) — No, non griderò.

Terzo Ladro (scorgendo il Marito) — C'è un uomo...

(Tutti addosso al Marito. Lo trascinano fino a metà della scena; egli impassibile non sente e non vede).

Moglie (allegra) — Mio marito. Lasciatelo stare, conta le stelle...

Primo Ladro — Ah! Conti le stelle? Guarda, bacio tua moglie...

Secondo Ladro — Guarda, abbraccio tua moglie...

Terzo Ladro — Imbecille, crepa...

(Pugno poderoso; il Marito traballa, incespica e cade senza un moto nè un grido).

Tre Ladri e Moglie (ridendo fragorosamente) — Ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah!

(Fuggono abbracciati. Pausa di silenzio. Il Marito rinviene, si alza piano piano, va a richiudere la porta e la barrica. Spegne il moccolo e poi torna di nuovo presso il finestrone a contemplare estatico le stelle).

(Tela lenta).