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Teatro Futurista Sintetico

Chapter 25: LA FITTA
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About This Book

The text presents a manifesto and brief dramatic pieces advocating a radical, synthetic theatre based on extreme brevity, energetic gestures, and anti-technical methods. It denounces contemporary theatrical prolixity and psychological analysis, proposes acts reduced to moments or seconds, and encourages theatrical language to compete with cinema through rapid montage, concise wording, abrupt scene variety, and striking sensory effects. The authors offer practical prescriptions to dismantle conventional technique: condense character and plot into minimal signs, reject strict verisimilitude and lengthy explanation, and prioritize speed, shock, and concentrated symbolic expression over prolonged dramatic development.

PAOLO BUZZI

LA FITTA

(L'halle d'un albergo di riviera. Mare oltre le vetriate. Tavolini e poltrone di vimini. Palme. Gente seduta).

Voci d'un tavolino — Poca gente, quest'anno. La guerra, l'economia.

Voci d'altro tavolino — In compenso, brava gente. Gente che tira a far presto sera e a coricarsi. Gente che si vuol bene.

Tra signorine — Non un giovanotto interessante. Automobili che passano e non si fermano. Troppi ufficiali di complemento.

Sergio (cinquant'anni, elegante e ben conservato) — Ahi! la mia fitta!

Argia (quarant'anni, elegante e ben conservata) — Effetto del maltempo, caro. Il mare è mosso. Stanotte sarà il finimondo.

Sergio — Ahi! Ahi! Ti dico, mi massacra! Ahi! (fortissimo. Svenimento).

Tutti (accorrendo) — Poverino!

Argia — Sergio, amore! Verrà la tempesta, il male passerà, vedrai! Dio! non rinviene! Sergio! Sergio! (Agli altri) Sapessero, se ci adoriamo!

Sergio (rinvenendo) — Sì, ci adoriamo.

Un medico (fra gli altri) — Vediamo questa fitta.

Argia — Grazie. È passata.

Il medico — Mi pare non sia lei precisamente quella che possa dirlo.

Sergio — Sì, è passata. (Alla moglie) Andiamo, amore. Andiamo a veder la burrasca.

(Si alza e si avvinghia al braccio della donna. Si staccano dal gruppo dei curiosi).

Uno — È il perfetto idillio. Sposini maturi, ma invidiabili.

Un altro — Prima di sposarsi furono amanti per vent'anni. Almeno io l'ho sentito dire.

Signorina — Oh, amarsi così tutta la vita!

Il medico — Peccato lui, con quella gotta!

Sergio (che lo ha udito) — Che asino! E non poterne trovare uno di questi beccai che mi sappia estrarre il proiettile dall'osso!

Argia (singhiozzando) — Ma tiramela, dunque, una buona volta, anche tu questa revolverata!... Son vent'anni che te ne supplico, da quella notte atroce! Sarebbe pace fatta, finalmente!

Sergio — Ma allora fu perchè io ti volevo piantare! Piantami adesso tu, se sei capace! (partono teneramente abbracciati).

(Sipario)