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Teatro Futurista Sintetico

Chapter 36: DI TUTTI I COLORI CLICHÉS DI SINTESI
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About This Book

The text presents a manifesto and brief dramatic pieces advocating a radical, synthetic theatre based on extreme brevity, energetic gestures, and anti-technical methods. It denounces contemporary theatrical prolixity and psychological analysis, proposes acts reduced to moments or seconds, and encourages theatrical language to compete with cinema through rapid montage, concise wording, abrupt scene variety, and striking sensory effects. The authors offer practical prescriptions to dismantle conventional technique: condense character and plot into minimal signs, reject strict verisimilitude and lengthy explanation, and prioritize speed, shock, and concentrated symbolic expression over prolonged dramatic development.

FRANCESCO CANGIULLO

DI TUTTI I COLORI CLICHÉS DI SINTESI

  • CLARA
  •  | Edmondo
  • SUO FIGLIO  | Osvaldo
  •  | Anacreonte
  •  | Vespasiano
  • PADRE NERO
  • PADRE BIANCO
  • PADRE ROSSO
  • PADRE VERDE
  • Ecc.

Scena neutra.

La Signora Clara sarà sempre nell'istessa posa: testa bassa, umiliazione, immobilità. — Elegante. — 40 anni.

Padre nero. Buon giorno, signora. Si tratta di mio figlio, non è vero? Un fallo? Cosa occorre? mille franchi? — Ecco.

Clara (avrà appena la forza di pigliare il danaro e depositarlo fra i seni).

Padre nero. Vi prego di chiamarlo.

Clara (un fil di voce commossa). Edmondo.

Un ragazzone sui diciott'anni si presenta umiliato come Clara, a testa bassa, andando a porre bene sotto il naso di Padre nero i suoi capelli dell'identico colore.

Padre nero. Mi raccomando. Pensate che avete il mio nome, i miei capelli! (Esce)

Clara e Edmondo (con scatto s'abbracciano e si baciano contentissimi. Subito il ragazzo rientra e Clara torna al suo posto come prima).

Padre bianco. Buon giorno, signora. Si tratta di mio figlio, non è vero? Un fallo? Cosa occorre? mille franchi? — Ecco.

Clara (avrà appena la forza, ecc. ecc.).

Padre bianco. Vi prego di chiamarlo.

Clara (con filo dì voce commossa). Osvaldo.

Si presenta lo stesso ragazzone umiliato come Clara, a testa bassa, andando a porre bene sotto il naso di Padre bianco i suoi capelli dell'identico colore.

Padre bianco. Mi raccomando. Pensate che avete il mio nome, i miei capelli! (Esce).

Clara e Osvaldo (con scatto s'abbracciano e si baciano contentissimi. Subito il ragazzone rientra di nuovo e Clara torna come prima).

Padre rosso. Buon giorno, signora. Si tratta di mio figlio, non è vero? Un fallo? Cosa occorre? mille franchi? — Ecco.

Clara (avrà appena la forza, ecc. ecc.).

Padre rosso. Vi prego di chiamarlo.

Clara (filo di voce, ecc.). Anacreonte.

Lo stesso ragazzone ecc. ecc., andando a porre bene sotto il naso di Padre rosso i suoi capelli dell'identico colore.

Padre rosso. Mi raccomando. Pensate che avete il mio nome, i miei capelli! (Esce).

Clara e Anacreonte (con scatto s'abbracciano e si baciano contentissimi. Subito il ragazzone rientra ancora una volta e Clara torna come prima).

Padre verde. Buon giorno, signora. Si tratta di mio figlio, non è vero? Un fallo? Cosa occorre? mille franchi? — Ecco.

Clara (avrà appena la forza, ecc. ecc.).

Padre verde. Vi prego di chiamarlo.

Clara (filo di voce, ecc.) Vespasiano.

Lo stesso ragazzone ecc. ecc., andando a porre bene sotto il naso di Padre verde i suoi capelli dell'identico colore.

Padre verde. Mi raccomando. Pensate che avete il mio nome, i miei capelli! RARI, aggiungerò. (Esce).

Clara e Vespasiano con scatto identico s'abbracciano e si baciano contentissimi. Il ragazzone rientra, Clara torna come prima.

5 secondi di pausa.

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