IL FIGLIO
I
E penso: Egli verrà.—Da le sorgentiDe la mia balda e vincitrice essenza,Dal fluttüar de le mie linfe ardenti,Egli i germi trarrà de l'esistenza.Tutto mi prenderà, l'ansie irrompenti,La sanguigna del cerebro potenza,Il pugnace desìo de' sommi eventi,De l'infinito amor la coscïenza.E sarà grande come io mi giuraiD'essere, e non divenni; e quelle eccelseVette soggiogherà, ch'io non toccai;E felice io vedrò lo spirto mio,Vedrò le forze ch'ei da me divelseRinnovellarsi in lui, come in un Dio.II
Ah!... troppo t'amerei.—Come un'immensaNube carca d'elettriche scintilleSarebbe l'amor mio; con mille e milleForme di vita impetüosa e densa.O tu che dormi ne la notte fondaDe l'increato e nel mister del sogno,Per questo ben che sovra gli altri agogno,Per questa mia di te sete profonda,Svèlati!—al bacio e al frutto anela il fioreQuando a la terra Primavera scende,In un'ansia di te l'alma s'accendeGridando ai fati: amore, amore, amore.
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