L'ORA
Cala qual nembo sul mio cor di vergineL'ora sacrata de la passïone:È notte e ne la tenebraCova un incanto di perdizione:È notte e tu non sai,Tu che dormi da me così lontano,Ch'io, bianca in volto e con le mani in croce,Chiedo il tuo bacio in vano.Mai più, mai più ne' miei grand'occhi il raggioDi questa prorompente giovinezzaSorriderà sì fulgido,E le mie labbra avran questa dolcezza:Mai più l'acceso spirtoA te verrà con vïolento grido,Come augel che trillando ai boschi, ai cieli,Ebbro si slancia al nido.Il desiderio mio ne l'ombre tacite,Rogo e martirio, lampeggiando avvampa:Ma l'ora passa—e spegnesi,A poco a poco, la solinga vampa.L'alba, triste nei veli,In un pallore di sudario spunta:Perduta è l'ora de la nostra ebbrezza:Essa morì consunta.
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