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Tempeste

Chapter 25: L'ORA
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About This Book

The collection gathers intense lyric poems that confront poverty, labor disasters, and private suffering, alternating public protest and intimate devotion. Many pieces depict expulsions, mine explosions, strikes, funerals and the daily humiliation of the poor, while others meditate on maternal love, personal strength, memory and spiritual renewal. Natural and urban images—storms, flames, roads, and silent rooms—underscore the urgency of social solidarity and moral resilience, producing a voice that blends social denunciation with intimate tenderness and austere moral passion.

L'ORA

Cala qual nembo sul mio cor di vergine
L'ora sacrata de la passïone:
È notte e ne la tenebra
Cova un incanto di perdizione:
È notte e tu non sai,
Tu che dormi da me così lontano,
Ch'io, bianca in volto e con le mani in croce,
Chiedo il tuo bacio in vano.
 
Mai più, mai più ne' miei grand'occhi il raggio
Di questa prorompente giovinezza
Sorriderà sì fulgido,
E le mie labbra avran questa dolcezza:
Mai più l'acceso spirto
A te verrà con vïolento grido,
Come augel che trillando ai boschi, ai cieli,
Ebbro si slancia al nido.
 
Il desiderio mio ne l'ombre tacite,
Rogo e martirio, lampeggiando avvampa:
Ma l'ora passa—e spegnesi,
A poco a poco, la solinga vampa.
L'alba, triste nei veli,
In un pallore di sudario spunta:
Perduta è l'ora de la nostra ebbrezza:
Essa morì consunta.

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