WeRead Powered by ReaderPub
Tempeste cover

Tempeste

Chapter 27: TI VIDI IN SOGNO
Open in WeRead

Explore more books like this:

About This Book

The collection gathers intense lyric poems that confront poverty, labor disasters, and private suffering, alternating public protest and intimate devotion. Many pieces depict expulsions, mine explosions, strikes, funerals and the daily humiliation of the poor, while others meditate on maternal love, personal strength, memory and spiritual renewal. Natural and urban images—storms, flames, roads, and silent rooms—underscore the urgency of social solidarity and moral resilience, producing a voice that blends social denunciation with intimate tenderness and austere moral passion.

TI VIDI IN SOGNO

In sogno ti vidi.—La plaga
Ov'io t'incontrai m'era ignota:
Gravavan su l'aria silente ed immota
Le nubi d'un rosso di piaga.
 
Un'ansia mortale, un mortale
Dolore pei cieli passava.
Un'eco di squilla lontana oscillava,
Qual fioco lamento spettrale.
 
A me tu venivi.—Volea
Io moverti incontro, ma invano:
Un peso insoffribile, un incubo strano
Avvincermi al suolo parea.
 
E dirti io voleva: Tornato
Qui presso il mio cor, finalmente,
Sei tu dal solingo vïaggio dolente?...—
Ma il labbro rimase serrato.
 
Tu m'eri lontano e vicino
A un tempo.—Te quasi toccavo;
E pure, stendendo le braccia, tremavo
Di stringere un'ombra.—Il divino,
Dolcissimo sogno nudrito
Tant'anni, tant'anni nel core,
Svaniva in un senso di vago terrore,
Svania ne l'affanno infinito.
 
E tu di baciarmi tentasti;
Ma sopra la squallida plaga
Le nubi d'un rosso di labbro e di piaga
S'avvolsero in nembi nefasti:
 
Parea che un divieto solenne
Partisse dai campi infecondi,
Da l'algida angoscia dei cieli e dei mondi....
E il bacio, il tuo bacio, ah!...—non venne.—

[pg!139]