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Tempeste

Chapter 29: EGO SUM
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About This Book

The collection gathers intense lyric poems that confront poverty, labor disasters, and private suffering, alternating public protest and intimate devotion. Many pieces depict expulsions, mine explosions, strikes, funerals and the daily humiliation of the poor, while others meditate on maternal love, personal strength, memory and spiritual renewal. Natural and urban images—storms, flames, roads, and silent rooms—underscore the urgency of social solidarity and moral resilience, producing a voice that blends social denunciation with intimate tenderness and austere moral passion.

EGO SUM

Perduta?... no.—Sorgendo come Iddia
Su la gioia sepolta,
La mia superbia e la potenza mia
Io voglio dirti.—Ascolta:
 
Io voglio dirti come s'abbandoni
L'alma al santo peccato,
E pianga, invochi, spasimi, perdoni,
E in crollo disperato
 
Si sfasci, così, guarda, a brano a brano,
Miserabile, vinta:
E poi risorga, da un desìo sovrano
Di luce ancor sospinta.
 
Io voglio dirti che nel cor giammai
Havvi sconfitta intera;
Che, pur gridando al bacio e al Sol: più mai,—
Inconsci, ancor si spera;
 
Che, quando tutto fugge e si disperde,
Pur resta in noi qualcosa
Di fido e vivo, un sogno, un filo verde,
Una foglia di rosa,
 
Un germe che s'allarga e si feconda
Entro l'anima oscura,
Nova promessa de la gloria bionda
D'una messe futura.
 
Io voglio dirti che si può cadere
Con la mota alla gola,
E non aver più amici, e non avere
Più una sola, una sola
 
Creatura che in noi creda, o qualcuno
Che ci aiuti la croce
A portare: esser nudo, ed esser uno
Davanti a la feroce
 
Ignoranza dei tempi e de le genti,
A lo scherno dei vili,
A lo spietato insulto dei potenti,
Degl'invidi agli stili
 
Avvelenati: e pur sentirci in core,
Sentirci nel profondo
Cerebro lo splendor di mille aurore,
L'idea che muta un mondo,
 
La fede che trasporta e che rischiara;
E vivere; e qual tuono
Ruggire al gregge de la folla ignara
O scellerata: Io sono.—

[pg!149]