EGO SUM
Perduta?... no.—Sorgendo come IddiaSu la gioia sepolta,La mia superbia e la potenza miaIo voglio dirti.—Ascolta:Io voglio dirti come s'abbandoniL'alma al santo peccato,E pianga, invochi, spasimi, perdoni,E in crollo disperatoSi sfasci, così, guarda, a brano a brano,Miserabile, vinta:E poi risorga, da un desìo sovranoDi luce ancor sospinta.Io voglio dirti che nel cor giammaiHavvi sconfitta intera;Che, pur gridando al bacio e al Sol: più mai,—Inconsci, ancor si spera;Che, quando tutto fugge e si disperde,Pur resta in noi qualcosaDi fido e vivo, un sogno, un filo verde,Una foglia di rosa,Un germe che s'allarga e si fecondaEntro l'anima oscura,Nova promessa de la gloria biondaD'una messe futura.Io voglio dirti che si può cadereCon la mota alla gola,E non aver più amici, e non averePiù una sola, una solaCreatura che in noi creda, o qualcunoChe ci aiuti la croceA portare: esser nudo, ed esser unoDavanti a la feroceIgnoranza dei tempi e de le genti,A lo scherno dei vili,A lo spietato insulto dei potenti,Degl'invidi agli stiliAvvelenati: e pur sentirci in core,Sentirci nel profondoCerebro lo splendor di mille aurore,L'idea che muta un mondo,La fede che trasporta e che rischiara;E vivere; e qual tuonoRuggire al gregge de la folla ignaraO scellerata: Io sono.—
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