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Chapter 34: AMOR NOVO
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About This Book

The collection gathers intense lyric poems that confront poverty, labor disasters, and private suffering, alternating public protest and intimate devotion. Many pieces depict expulsions, mine explosions, strikes, funerals and the daily humiliation of the poor, while others meditate on maternal love, personal strength, memory and spiritual renewal. Natural and urban images—storms, flames, roads, and silent rooms—underscore the urgency of social solidarity and moral resilience, producing a voice that blends social denunciation with intimate tenderness and austere moral passion.

AMOR NOVO

Se m'ami, guarda: mi balena in fronte
L'intima vïolenza del pensiero.
Giunsi in alto per ripido sentiero,
E grigio ancor sul capo ho l'orizzonte.
 
So dei roveti le mordenti spine,
So l'arida tristezza dai deserti:
Non rispecchio il seren dei cieli aperti,
Ma porto il lutto nel guardo e nel crine.
 
Linatori sbucanti da la terra,
Vittime scarne e intrepidi ribelli
Dal labbro audace e dai grand'occhi belli
Ove raggia un desìo di santa guerra,
 
Come a quest'ora tu mi gridi: Io t'amo,
Dissero un giorno a me: Pietà di noi!
Dissero tutti, martiri ed eroi:
—«O fanciulla, sei nostra e ti vogliamo
 
Ne le viscere tue passi e riviva
Ogni duolo, ogni spasmo, ogni singulto
Tutto il dolor che ci dilania occulto
Trabocchi in te, perchè di noi tu viva:
 
Perchè da l'alma tua scossa e sconvolta
Prorompa il canto che sia noi!... Cammina
Per sassosa e dirupata china
De la giustizia, o solitaria scôlta:
 
Inciampa, cadi e ti raddrizza ancora
Sovra il corpo d'un morto o d'un morente,
Con infinite lacrime piangente
Per l'ansia e la pietà che ti divora:
 
E quando, arse le vene e stanche l'ossa,
La tua vita ai fratelli avrai donato,
E su tutte le piaghe avrà tuonato
La profetica tua voce commossa,
 
Fra noi, per noi ne l'ultima tempesta,
Musa del novo amor, cadrai!...»—L'immensa
Turba così parlò.—Guardami e pensa!...
Fino a la tomba la mia strada è questa.

*

Per ciò forse tu m'ami?... Oh, vieni allora,
Vieni con me nel nome del dolore,
Serbo per te voluttüoso un fiore
Sorto di notte da selvaggia flora.
 
Vieni, vieni con me!... La nostra eletta
Casa sarà dovunque un vinto gema:
Ove l'infanzia abbandonata trema,
Ove fermenta la miseria infetta.
 
De gl'infelici i miseri giacigli
Saranno il nostro letto nuziale;
Gl'innominati e gli orfani, cui l'ale
Tarpò il dolor, saranno i nostri figli.
 
La mia bocca di vergine ti serba
Teneri baci, noti a lei soltanto.
Sono i baci che sbocciano dal pianto
Come anèmoni tristi in mezzo a l'erba;
 
Baci che sanno il torbido mistero
Aleggiante sul capo ai moribondi,
Baci che sanno i palpiti fecondi
De gl'istanti di lotta e di pensiero;
 
Del precipizio la vertigin muta,
Del sacrificio l'agonia sublime,
Il desìo degli abissi e de le cime,
La dolcezza del cor che non si muta.
 
Vieni, vieni con me!... Ti benedico
Perciò che in nome del mio amor farai,
Pel sangue tuo che non per me darai
Fratello d'ideal, ti benedico.
 
Vieni, vieni con me!... Soccomberemo,
Forse, prima d'aver tutto compito.
Che importa?... nel fulgor de l'infinito
In un raggio di sol risorgeremo:
 
E il nostro amplesso arriderà sovrano
Su le gioie de 'l mondo rinnovato:
Fiorirà sotto a noi, giglio invocato,
Quell'avvenir che non sognammo invano.

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