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Tempeste

Chapter 37: GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI
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About This Book

The collection gathers intense lyric poems that confront poverty, labor disasters, and private suffering, alternating public protest and intimate devotion. Many pieces depict expulsions, mine explosions, strikes, funerals and the daily humiliation of the poor, while others meditate on maternal love, personal strength, memory and spiritual renewal. Natural and urban images—storms, flames, roads, and silent rooms—underscore the urgency of social solidarity and moral resilience, producing a voice that blends social denunciation with intimate tenderness and austere moral passion.

GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI

Egli lo disse.—Giù verso ponente
Il magnifico ciel di Palestina
In sangue si tingea:
Corruscava di faccia al sol morente
Un ammasso di nubi—e la ruina
Di turrite cittadi arse parea.
 
Nel solenne tramonto anche la veste
E il peplo candidissimo del Dio
Parean di fiamme cinti:
Sul deserto, sul mar, su le foreste,
Sui pargoli curvati in atto pio,
Sui ceppi e sulle lacrime dei vinti,
 
La Sua voce tuonò. (Silenzio intorno,
Vasto silenzio) «Chi ne l'ombra visse
Luce domani avrà:
Schiuderà il cieco le pupille al giorno;
Chi fu solo, chi pianse e maledisse
Domani esulterà!...
 
Chi di freddo tremò nè fu scaldato,
Chi di fame languì nè fu soccorso,
Chi ebbe sete d'amor,
E d'amor si consunse e non fu amato,
Chi, vergine di colpe, al crudo morso
Giacque del disonor,
 
Domani coglierà mirti e vïole
Per le boscose vie piene d'incanti,
Ove messe è il desir:
Ebbro di libertade, ebbro di sole,
Tra gli ulivi movendo a le raggianti
Porte de l'avvenir!...
 
In alto, in alto i miseri, gli schiavi:
In alto, in alto gli umili, i reietti:
L'ora sacrata è là.
Sorgi in nome di Dio, popol d'ignavi,
Fa del nome di Dio scudo a' tuoi petti,
Vinci, perdona, e va!...»—

*

Questo Egli disse.—I popoli ed i cieli
E le immobili palme e i campi e l'onde
Ascoltavan.—Le meste
Donne ravvolte in fluttüanti veli
Seguian con le pupille umide e fonde
Il sogno d'un doman senza tempeste.
 
Sotto la terra, in grembo al mar sonante,
Trasalivan dei secoli futuri
I germi, a quella voce.
Sciogliendo a l'aure il divo inno squillante
L'universo abbracciava Egli coi puri
Sguardi....—e, ne l'ombra, l'attendea la Croce.

[pg!193]