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Tempeste

Chapter 40: L'ULTIMO DUCA
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About This Book

The collection gathers intense lyric poems that confront poverty, labor disasters, and private suffering, alternating public protest and intimate devotion. Many pieces depict expulsions, mine explosions, strikes, funerals and the daily humiliation of the poor, while others meditate on maternal love, personal strength, memory and spiritual renewal. Natural and urban images—storms, flames, roads, and silent rooms—underscore the urgency of social solidarity and moral resilience, producing a voice that blends social denunciation with intimate tenderness and austere moral passion.

L'ULTIMO DUCA

Fra i veli nivei
De la sua culla
Il bimbo posa.
I sogni sfiorano
La delicata
Fronte di rosa.
 
Niuno lo vigila:
Sua madre è al ballo,
Suo padre al gioco.
Nessuno palpita
Al suo respiro
Soave e fioco.
 
Erran per l'aere
Lievi, invisibili
Battiti d'ale,
Soffii, bisbigli....
Passano larve
Presso il guanciale.
 
—Da un molle bacio
Dentro un'alcòva
Venuto al mondo,
Di', che t'aspetta,
Figlio di duca,
Pargolo biondo?...
 
Bollori ed impeti
Non ha il tuo sangue
Smorto e languente:
Ultima goccia
D'una superba
Razza morente.
 
Che avrai?... Le splendide
Feste e i conforti
Di laute cene:
Spumanti calici
Che gettan fiamme
Dentro le vene:
 
Tumulti d'orgie,
Notti di baci
Bassi e sapienti:
Lunghe ore d'ozio,
Corse di fieri
Cavalli ardenti:
 
Di fibra e d'anima
Il raffinato
Delirio intenso:
Labbra d'etèrie,
Larve d'amore,
Spasmo di senso.
 
Non tue le fervide
De la scïenza
Lotte severe:
Non per te i palpiti,
Non per te i sogni
Di fedi austere:
 
Non per te l'utili
Opre del braccio....
Ma, solo, fiacco,
Sfibrato, inutile,
Pel nulla nato,
Del nulla stracco,
 
L'ultimo soffio
De la tua vita
Sterile e vana
Darai a un gelido,
Venale amplesso
Di cortigiana.

[pg!207]