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Tempeste

Chapter 42: SORRISI
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About This Book

The collection gathers intense lyric poems that confront poverty, labor disasters, and private suffering, alternating public protest and intimate devotion. Many pieces depict expulsions, mine explosions, strikes, funerals and the daily humiliation of the poor, while others meditate on maternal love, personal strength, memory and spiritual renewal. Natural and urban images—storms, flames, roads, and silent rooms—underscore the urgency of social solidarity and moral resilience, producing a voice that blends social denunciation with intimate tenderness and austere moral passion.

SORRISI

Te divina di forme, un dì vedea
Bianca qual giglio e bionda come Dea
Egli, la prima volta:
Avevi un fior di prato a la cintura,
E parevi, così ridente e pura,
Tutta di sole avvolta.
 
E s'accese ne l'alma il sognatore,
E ti serrò nel laccio d'un amore
Geloso e vïolento:
Tu lietamente lo seguisti sposa,
Come la nube va tinta di rosa
Ove la porta il vento.
 
E poi ti nacque un bimbo.—Oh, la profonda
Gioia d'accarezzar la testa bionda
D'un bimbo tuo; la sola
Gioia che al mondo sia senza rimpianti;
Viver de' baci suoi, dei dolci canti,
De l'incerta parola!...
 
Ride tra il verde la tua giovin casa
Da gaie torme di trastulli invasa
Dispersi sui tappeti:
I tuoi balconi sono aperti al sole,
E vi penètran sogni di vïole,
Effluvii di roseti:
 
Il bimbo corre per le chiare stanze,
Tu il miri e tessi de le tue speranze
Gli azzurri e tenui fili:
L'anima esulta, si dilata e sale
Come salgon danzanti atomi ed ale
Nel ciel dei freschi aprili.
 
Ridi....—sei così semplice e secura!...
Un inganno, uno schianto, una sciagura
Ti spezzerebbe.—Oh, ridi.—
Son così pochi al mondo i fortunati!...
Io, te guardando, penso ai baci alati
De le allodole, ai nidi;
 
Ai nidi fatti di musco e di amore,
Palpitanti tra i folti alberi in fiore,
Pieni di trilli, pieni
D'infanzia e d'innocenza;—a le scorrenti
Acque dei fiumi; a l'albe trasparenti,
Ai meriggi sereni;
 
A le pianure fertili di grano
Sacro e dorato; al verdeggiar lontano
Dei pascoli in pendìo,
Ove l'alma a sorsate ampie respira
Con l'acre essenza che da l'erbe spira
L'ebbrezza de l'oblìo.

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