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Tempeste

Chapter 46: INVANO
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About This Book

The collection gathers intense lyric poems that confront poverty, labor disasters, and private suffering, alternating public protest and intimate devotion. Many pieces depict expulsions, mine explosions, strikes, funerals and the daily humiliation of the poor, while others meditate on maternal love, personal strength, memory and spiritual renewal. Natural and urban images—storms, flames, roads, and silent rooms—underscore the urgency of social solidarity and moral resilience, producing a voice that blends social denunciation with intimate tenderness and austere moral passion.

INVANO

Ne l'abituro ove morì stanotte
Il vecchio pellagroso,
Veglia sul freddo, altissimo riposo
La vanga sola, viva ne la notte:
 
Guatando il letto che somiglia un trono,
In suo linguaggio prega.
E prece è questa che singhiozza e nega:
Che di fede non è—non di perdono.
 
E dice: Vecchio, hai lavorato indarno:
Indarno il sangue hai dato:
E piangesti e non fosti consolato,
E dolcezze non ebbe il corpo scarno.
 
E dice: L'implacabil malattia
Che infesta la risaia,
Che nei tugurî senza sol si sdraia,
Mista d'odio, di fame e di pazzia,
 
L'implacabile e scialba malattia
Ti prese, ebete, nudo,
Affranto; e nel rigor d'un verno crudo
Ti condusse a la morte.—Così sia.—
 
Spiran con te, dovunque, a mille a mille,
I tuoi compagni.—Intanto
Commove l'aria, da lontano, un canto
Di guerra, e squarcian l'ombre auree faville:
 
È un grido a l'avvenir d'appassionate
Coscïenze in tumulto,
È un affannoso accorrere, un singulto
Fierissimo d'elette alme inspirate:
 
A colpi d'ascia ogni menzogna è spenta:
Splenderà il Sol domane
Sovra le gioie e le grandezze umane,
Sovra la terra da l'amor redenta!...
 
.... Ma tu, vecchio, non odi.—È la tua salma
Rigida come pietra:
Fra i cenci e l'abbandono, ignuda, tetra,
S'agghiaccia in atto di sdegnosa calma.
 
Niun può ridar lo spento soffio a questa
Materia tua!... la bella
Di giustizia e d'amore opra novella
Che le infamie del secolo calpesta,
 
Che i brandi spezza e infrange le catene,
Del sangue tuo succhiato
Goccia a goccia dal solco derubato
Non renderà una stilla a le tue vene;
 
Non una sola ai venerandi e forti
Compagni tuoi, traditi
Da la terra e sotterra seppelliti.
Ora e in eterno.—Chi risveglia i morti?...

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