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Tempeste

Chapter 5: LETTERA
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About This Book

The collection gathers intense lyric poems that confront poverty, labor disasters, and private suffering, alternating public protest and intimate devotion. Many pieces depict expulsions, mine explosions, strikes, funerals and the daily humiliation of the poor, while others meditate on maternal love, personal strength, memory and spiritual renewal. Natural and urban images—storms, flames, roads, and silent rooms—underscore the urgency of social solidarity and moral resilience, producing a voice that blends social denunciation with intimate tenderness and austere moral passion.

LETTERA

Lettera bianca con suggello nero
Venuta da lontano,
Le cittadi attraversa e l'Oceàno.
Fatta d'ali così, come il pensiero.
 
Le bisbigliano i flutti ampii del mare
«Forse a un amor distrutto
È velo e tomba il tuo suggel di lutto?»
.... Ella tace e prosegue il muto errare.
 
Le ripeton le voci alte dei venti:
«Rechi gioia o sconforto,
Bacio di vivo o tetro odor di morto?...»
Ella risa non ha, non ha lamenti.
 
E via e via, per monte e per pianura,
Vïaggia notte e giorno,
Fatato augel che non avrà ritorno,
Brano d'alma lanciato a la ventura:
 
Ma niun le invola il suo mister profondo.
Chi sa?... forse è l'orrore
D'un addio: l'affannoso urlo d'un core,
Il soave pallor d'un riccio biondo:
 
Goccia di sangue giovane, stillato
Da una ferita aperta:
Pianto o preghiera d'anima diserta
Che soffre e sconta senza aver peccato.
 
.... E va, e va, e giunge.—Ne la bruma,
Col freddo, su la sera,
Giunge in silenzio a la stanzetta austera
D'una donna che amor tutta consuma.
 
Brilla il guardo: un rossor la fronte accende:
Batte a schiantarsi il core:
La cerea mano convulsa d'amore
Esitando a la busta, ecco, si stende....
 
.... No.—Cerea mano piccola e tremante.
E minacciosa l'ora.
Un sol minuto, un sol minuto ancora,
Avida mano piccola e tremante.

[pg!27]