WeRead Powered by ReaderPub
Tempeste cover

Tempeste

Chapter 50: SULLA FOSSA DI GIUSEPPE GRANDI
Open in WeRead

Explore more books like this:

About This Book

The collection gathers intense lyric poems that confront poverty, labor disasters, and private suffering, alternating public protest and intimate devotion. Many pieces depict expulsions, mine explosions, strikes, funerals and the daily humiliation of the poor, while others meditate on maternal love, personal strength, memory and spiritual renewal. Natural and urban images—storms, flames, roads, and silent rooms—underscore the urgency of social solidarity and moral resilience, producing a voice that blends social denunciation with intimate tenderness and austere moral passion.

SULLA FOSSA DI GIUSEPPE GRANDI

in Val Ganna

Senza gloria di marmi e senza croce,
Qui ove giunge al tuo cor, lieve su i venti,
De l'alpine freschissime sorgenti
L'eterna voce;
 
Qui fra i macigni ruïnosi e foschi
Guatanti dal silenzio de le alture
I vellutati pascoli e le oscure
Linee de' boschi;
 
Qui, solingo, sdegnoso, abbandonato,
Dormi in eccelso oblìo presso le stelle,
Ferreo Titano de l'idea, ribelle
Come sei nato!...
 
Errar ti vider queste vette e queste
Boscaglie, un giorno: quando a le tue nude
Tempie battea lo spirto audace e rude
De le tempeste;
 
E il sangue acceso fumido ondeggiante
In larghe ondate al cerebro fluiva,
Pòlline sacro a fecondar la diva
Idea balzante.
 
A l'opra, in lotta con l'informe creta,
Ti vider questi cieli e queste valli,
Del marmo e degli ignivomi metalli
Sire e poeta;
 
E gli aquiloni che da l'erme creste
E dai vergini ghiacci immoti e soli
Piomban, rotando in procellosi voli
Per le foreste,
 
Mugghiando a fascio ne la valle e intorno
A la povera casa orribilmente,
Salutarono, o Grande, il tuo fuggente
Ultimo giorno.
 
Qui dunque resta, o Grande, ora e per sempre
Lungi da i molli rètori bugiardi.
Larvàti in fronte e nel ferir codardi!...
Ora e per sempre
 
Sotto i baci dell'èriche il profondo
Tumulo giaccia senza cippo o nome!...
Tutta Val Ganna il glorïoso nome
Singhiozza al mondo.
 
Passino sul tuo capo albe e tramonti,
I sogni e gli astri de le calme sere,
E le battaglie de le nubi nere
In groppa ai monti;
 
Passin gli spirti de le rocce, i canti
De la luce, i letarghi de le nevi,
I rimbombi de l'alte acque e de' grevi
Massi frananti:
 
Assorba, assorba il tuo vigor d'Iddio,
E in raggio lo trasmuti, in tronco e in fiore
Questa che t'arse d'indomato amore
Terra d'oblìo.
—— Val Ganna, settembre 1893.

[pg!267]