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Tempeste

Chapter 53: IL SOGNO
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About This Book

The collection gathers intense lyric poems that confront poverty, labor disasters, and private suffering, alternating public protest and intimate devotion. Many pieces depict expulsions, mine explosions, strikes, funerals and the daily humiliation of the poor, while others meditate on maternal love, personal strength, memory and spiritual renewal. Natural and urban images—storms, flames, roads, and silent rooms—underscore the urgency of social solidarity and moral resilience, producing a voice that blends social denunciation with intimate tenderness and austere moral passion.

IL SOGNO

E d'inseguirti io non mi stanco mai,
O sogno ammaliator de la mia vita:
Tutto già mi prendesti e tutto avrai,
La giovinezza ardita,
 
I tumulti del sangue e i desiderî,
L'ansie, le veglie, le preci, le lotte,
Il battagliar dei vividi pensieri
Che riddan ne la notte.
 
Tutto ciò che sorride e che non mente,
Tutto ciò che s'eleva e non dispera,
E de l'ingegno mio triste e fremente
La luce e la bufera.
 
E tu lasci ch'io levi a te la faccia,
Ma distogli i raggianti occhi fatali:
E tu lasci ch'io stenda a te le braccia,
Ma non raccogli l'ali:
 
E, attirandomi, fuggi.... e forse, quando,
Bellissima di gioia e di desìo,
T'afferrerò, da l'imo cor sclamando:
—Ho vinto e tu sei mio,—
 
Sazie le brame, tisica la fede,
Spenta l'illusïon, rotto l'incanto.
Cadrai, rovina inutile, al mio piede,
Come un balocco infranto.

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