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Chapter 59: I GRANDI
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About This Book

The collection gathers intense lyric poems that confront poverty, labor disasters, and private suffering, alternating public protest and intimate devotion. Many pieces depict expulsions, mine explosions, strikes, funerals and the daily humiliation of the poor, while others meditate on maternal love, personal strength, memory and spiritual renewal. Natural and urban images—storms, flames, roads, and silent rooms—underscore the urgency of social solidarity and moral resilience, producing a voice that blends social denunciation with intimate tenderness and austere moral passion.

I GRANDI

Ammiro i Forti che, baciati in fronte
Da bocca sovrumana,
Anelanti a più fulgido orizzonte,
A un'altezza sovrana,
 
I sorrisi del genio, i lampi, i canti
Ebbero e le follìe,
E sepper tutti i voli e tutti i pianti
E tutte le armonie;
 
E lanciaron dal culmine a l'intento
Mondo sacre parole;
E moriron fra un sogno ed un concento
Circonfusi di sole.
 
Amo i Ribelli che, morsi nel cuore
Da un'angoscia suprema,
Avvinti da un divin laccio d'amore
A chi piange, a chi trema,
 
Ai maledetti che Gesù redense
E i fratelli han tradito,
Per terra e mare fra le turbe immense
Nova legge han bandito;
 
E disser l'inno delle età venture,
Sublimi nel delirio
De l'ideale; e, ceppi o corda o scure,
Sorrisero al martirio....
 
... Ma piango il sangue del mio cor sui Grandi
De la tenèbra.—Sono
Gli Affamati, gli Oppressi, i Venerandi,
Che tregua nè perdono
 
Ebber da la natura empia e nemica,
E pur non hanno odiato:
Che per altri fiorir vider la spica,
E non hanno rubato:
 
Che bevver fiele e lacrime, vilmente
Frustati in pieno viso
Da l'ingiustizia cieca e prepotente,
E pur non hanno ucciso:
 
Che passaron fra i geli e le tempeste,
In basso, ne l'oblìo,
Senza sol, senza pane, senza veste,
Ed han creduto in Dio:
 
Che uno strato di paglia per dormire
Infetto e miserando
Ebbero, e un ospedale ove morire,
E sono morti amando.—

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