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The Elizabethan Stage, Vol. 4 cover

The Elizabethan Stage, Vol. 4

Chapter 460: Della Scena Comica.
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About This Book

This volume gathers anonymous dramatic pieces, masque texts, and descriptions of court receptions and entertainments, accompanied by critical notes on authorship, performance, and stagecraft. It provides transcriptions, variant editions, and commentary on individual plays, alongside plates and analyses of set designs and stage mechanisms, drawing on Serlio and Inigo Jones. Extensive appendices reproduce court calendars, payment records, censorship documents, plague and venue records, and indexes of plays, persons, places, and subjects to support research into production, reception, and cultural context.

APPENDIX G
SERLIO’S TRATTATO SOPRA LE SCENE

[Extract from Sebastiano Serlio’s Architettura (1551), being the text of ff. 26v-31v of Il secondo libro di Perspettiva, which also contain five woodcuts, representing (A) the profilo or section of a stage (f. 26v), (B) the pianta or ground-plan of the same stage (f. 27v), (C), (D), (E) elevations of a scena comica (f. 28v), scena tragica (f. 29v), and scena satyrica (f. 30). An English translation, through the ‘Dutch’, of the five books of the Architettura was published in 1611, having been entered in the Stationers’ Register by Thomas Snodham on 14 Dec. 1611 (Arber, iii. 473). Each book has a separate imprint, London Printed for Robert Peake and are to be sold at his shop neere Holborne conduit, next to the Sunne Tauerne. Anno Dom. 1611. Each has also a colophon, with slight variants; that of the fifth book, which alone names the printer, is Here endeth the fift Booke: And this also is the end of the whole worke of Sebastian Serlius; Translated out of Italian into Dutch, and out of Dutch into English, at the charges of Robert Peake. Printed at London, by Simon Stafford. 1611. B. W. I do not know whether B. W. conceals the name of a translator. Robert Peake, who also signs an Epistle to Prince Henry, prefixed to the first book, was not a stationer, but a serjeant painter to James. In this translation the Treatise of Scenes occupies ff. 23v-27 of Bk. ii, ch. 3. The title of this book is The second Booke of Architecture, made by Sebastian Serly, entreating of Perspectiue, which is, Inspection, or looking into, by shortening of the sight. The woodcuts are reproduced, with some modifications, especially in details of heraldic decoration.]

(A)

THE PROFILO OR SECTION OF A STAGE

[f. 26v] Per che ne la seguente carta io trattaro delle Scene e de Theatri che a nostri tempi si costumano, onde sara difficile a comprendere doue et come si debbia porre l’ orizonte delle scene, per essere diuerso modo dalle regole passate, ho voluto far prima questo profilo, accio che la pianta in sieme col profilo l’ un per l’ altro si possino intendere; ma sara perho bene a studiare prima su la pianta, et se quelle cose non si intenderanno ne la pianta, recorrere al profilo doue meglio s’ intendera. Primieramente donque io cominciaro dal suolo dauanti: loquale sara a l’ altezza de l’ occhio et voglio que sia piano et e segnato C, et da B fin a l’ A sara lo suolo leuato dalla parte de A la nona parte; et quel diritto piu grosso sopra del qual e M dinota lo muro nel capo della sala. Quel diritto piu sottile doue e P sara lo pariete della scena cioe l’ ultimo. Il termine doue e l’ O e l’ orizonte. La linea di punti che viene ad essere aliuello da L a O doue essa finira nel pariete vltimo della scena, iui sara l’ orizonte, loqual pero seruira solamente per quel pariete, et questa linea sara quella che sara sempre orizonte, alle faccie de i casamenti che saranno in maiesta. Ma quelle parti de i casamenti che scurtiano lo suo orizonte sara quel piu lontano segnato O. Et e ben ragione se i casamenti in effetto han dua facie, lequai spettino a dua lati, che anchora habbino dua orizonti; et questo e quanto al profilo della scena. Ma lo proscenio si e quella segnata D: la parte E rappresenta l’ horchestra leuata da terra mezzo piede. Doue si vede F sonno le sedie de piu nobili. Li primi gradi segnati G saran per le donne piu nobili, et salendo piu ad alto le men nobili vi si metterano. Quel luoco piu spacioso doue e H e vna strada, et cosi la parte I vn altra strada onde fra l’ una e l’ altra quei gradi saranno per la nobilita de gli huomini. Dal I in su li gradi che vi sonno, li men nobili si metteranno. Quel gran spacio segnato K sara per la plebe, et sara magiore et minore secondo la grandezza del luoco; et lo Theatro, et la scena ch’ io feci in Vicenza, furono circa a questo modo, et de l’ un corno a l’ altro del Theatro era da piedi ottanta, per essere questo fatto in vn gran cortile, doue trouai magior spacio, che doue era la scena per essere quella appoggiata ad vna loggia. Li armamenti et ligature de i legnami furono nel modo dimostrato qui auanti, et per esser questo Theatro senza appoggio alcuno, io volsi (per magior fortezza) farlo ascarpa nella circonferentia di fori.

(B)

THE PIANTA OR GROUND-PLAN OF A STAGE

Trattato sopra le Scene.

[f. 27] Fra l’ altre cose fatte per mano de gli huomini che si possono mirare con gran contentezza d’ occhio et satisfationi d’ animo: e (al parer mio) il discoprirsi lo apparato di vna scena, doue si vede in picol spacio fatto da l’ arte della Perspettiua superbi palazzi, amplissimi tempij, diuersi casamenti, et da presso, e di lontano, spaciose piazze ornate di varii edificij, dritissime e longhe strade incrociate da altre vie, archi triomphali, altissime colonne, pyramide, obelischi, et mille altre cose belle, ornate d’ infiniti lumi, grandi, mezzani, et piccoli, secondo che l’ altre lo comporta, liquali sono cosi arteficiosamente ordinati, che rappresentano tante gioie lucidissime, come saria Diamanti, Rubini, Zafiri, Smeraldi, et cose simili. Quiui si vede la cornuta et lucida Luna leuarsi pian piano; et essersi inalzata, che gli occhi de i spettatori non l’ han veduta muouersi: in alcune altre si vede lo leuare del sole, et il suo girare, et nel finire della comedia tramontar poi con tale artificio che molti spettatori di tal cosa stupiscono; con l’ artificio a qualche bon proposito si vedera descendere alcun Dio dal cielo, correre qualche Pianeta per l’ aria, venir poi su la scena diuersi intermedij richissimamente ornati, liuree di varie sorti con habiti strani, si per moresche come per musiche. Tal’ hor si vede strani animali entro de i quali son huomini, et fanciulli, atteggiando, saltando, et correndo cosi bene, che non e senza merauiglia de riguardanti, le quai tutte cose dan tanto di contentezza a l’ hocchio, et a l’ animo, che cosa materiale, fatta da l’ arte, non si potria imaginare piu bella; et di quelle cose poi che siamo in proposito de l’ arte della perspettiua, io ne trattaro alquanto. Pure quantunque questo modo di perspettiua di ch’ io parlaro sia diuerso dalle regole passate, per essere quelle imaginate sopra li parieti piani: et questa per essere materiale et di rilieuo e ben ragione a tenere altra strada. Primieramente per il commune vso si fa vn suolo leuato da terra quanto l’ hocchio nostro; cioe dalla parte dauanti et di dietro si fa piu alto la nona parte, partendo in noue parti tutto il piano, et vna di quelle. Sia leuato il detto suolo dalla parte di drieto verso l’ orizonte, et sia ben piano et forte per causa delle moresche. Questa pendentia io l’ ho trouata commoda con la esperientia, perche in Vicenza (citta molto ricca et pomposissima fra l’ altre d’ Italia) io feci vno Theatro, et vna scena di legname, perauentura, anzi senza dubio, la magiore che a nostri tempi si sia fatta, doue per li merauigliosi intermedij che vi accadeuano, cioe carette, Elefanti, et diuerse moresche, io volsi che dauanti la scena pendente vi fosse vn suolo piano, la latitudine del quale fu piede xij, et in longitudine piedi lx, doue io trouai tal cosa ben commoda, et di grande aspetto. Questo primo suolo essendo piano, lo suo pauimento non vbidiua a l’ orizonte, ma li suoi quadri furono perfetti, et al cominciare dal piano pendente tutti quei quadri andauano a l’ orizonte ilche con la sua debita distantia sminui. Et perche alcuni han posto l’ orizonte a l’ ultimo pariete che termina la scena, il qual e necessario metterlo sul proprio suolo al nascimento di esso pariete, doue dimostra che tutti li casamenti se adunano, io mi sono imaginato di trapassare piu la con l’ orizonte, la qual cosa mi e cosi bene reuscita, che a fare tal cose ho sempre tenuto questa strada, et cosi consiglio coloro che di tal arte se diletterano, a tener questo camino, como nella seguente carta dimostraro, et come ne ho trattato qui adietro nel profilo del Theatro, et della Scena. Et perche gli apparati delle comedie sono di tre maniere, cioe la Comica, la Tragica, et la Satyrica, io trattaro al presente de la comica, i casamenti della quale voglion essere di personagi priuati, liquali apparati per la maggior parte si fanno al coperto in qualche sala, che nel capo di essa vi sia camere per la commodita de i dicitori, et iui si fa lo suolo come qui piu a dietro io dissi, e ne dimostrai lo suo profilo, et qui alianti dimostrero la pianta. Primieramente la parte C e quel suolo piano et poniam caso che vn quadro sia dua piedi, et medesimamente quegli del piano pendente son dua piedi per ogni lato, et e segnato B; e (come ho detto nel profilo) io non intendo di mettere l’ orizonte al pariete vltimo de la scena, ma quanto sara dal principio di esso piano B fin al muro sia trapassato altro tanto di la dal muro con l’ orizonte; et quelle dua linee di punti dinotano lo muro in capo di essa sala, e cosi tutti li casamenti et altre cose haueranno piu dolcezza ne i scurcij, doue tirati tutti li quadri ad esso orizonte, et diminuiti secondo la sua distantia, si leuaran su li casamenti, li quali son quelle linee grosse sul piano, per diritto, et per trauerso; et questi tai casamenti io li ho sempre fatti di telari, sopra liquali ho poi tirato tele, facendogli le sue porte in faccia et in scurtio secondo le occasioni, et ancho ci ho fatto alcune cose di basso rilieuo di legnami che han aiutato molto le pitture, come al suo loco ne trattaro. Tutto lo spacio da li telari al muro segnati A seruiranno per li dicittori, et sempre lo pariete vltimo vuol essere discosto dal muro almen dua piedi, accio li diccitori possino passar coperti; dipoi quanto si trouera alto l’ orizonte, sia tanto alzato vn termino al principio del piano B che sara L et da li a l’ orizonte sia tirata vna linea chi e di punti, laquale sara al liuello, et doue questa ferira nel vltimo pariete: iui sara l’ orizonte di esso pariete: et non seruira perho ad altro telaro: ma la detta linea sia vna cosa stabile, perche questa seruira a tutti quei telari che saranno in maiesta, per trouare le grossezze di alcune cose, ma lo primo orizonte di la dal muro seruira a tutti li scurcij de i casamenti. Et perche a far questo saria necessario a rompere esso muro, ilche non si puo fare, io ho sempre fatto vno modello piccolo di cartoni et legnami, ben misurato et traportato poi in grande di cosa in cosa giustamente con facilita. Ma questa lettione forsi ad alcuno sara difficile, nondimeno sara necessario faticarsi nel far de modelli et esperientie, che studiando trouara la via. Et perche le sale (per grande che siano) non son capaci di Theatri, io nondimeno, per accostarmi quanto io possi agli antichi, ho voluto di esso Theatro farne quella parte che in vna gran sala possi capere. Perho la parte D seruira per proscenio. La parte circolare segnata E sara l’ orchestra leuata vn grado dal proscenio, intorno laquale son sedie per li piu nobili, che son F; li gradi primi G son per le donne piu nobili; la parte H e strada et cosi la parte I. Gli altri gradi son per li huomini men nobili, fra liquali vi son scale per salire piu agiatamente. Quei luochi spaciosi segnati K saran poi per la plebe et saranno magiori o minori secondo li luochi, et come il luoco sara magiore, lo Theatro prendera piu della sua perfetta forma.

(C)

ELEVATION OF A SCENA COMICA

Della Scena Comica.

[f. 28] Quanto alla dispositione de i Theatri, et delle Scene circa alla pianta io ne ho trattato qui adietro, hora delle scene in perspettiua ne trattaro particularmente, et perche (com’ io dissi) le scene si fanno di tre sorte, cioe la Comica per rappresentar comedie, la Tragica per le tragedie, e la Satyrica per le satyre, questa prima sara la Comica, i casamenti della quale vogliono essere di personaggi privati, come saria di cittadini auocati, mercanti, parasiti, et altre simili persone. Ma sopra il tutto che non vi manchi la casa della Rufiana ne sia senza hostaria, et uno tempio vi e molto necessario. Per disporre li casamenti sopra il piano detto suolo, io ne ho dato il modo piu adietro, si nel leuare i casamenti sopra li piani, come nella pianta delle scene massime, come et doue si dee porre l’ orizonte. Nientedimeno accio che l’ huomo sia meglio instrutto circa alle forme de i casamenti, io ne dimostro qui a lato vna figura, laquale potra essere vn poco di luce a chi di tal cosa vorra dilettarsi. Pur in questa essendo cosi picola non ho potuto osseruare tutte le misure. Ma solamente ho accennato alla inuentione per aduertir l’ huomo a saper fare elettione di quei casamenti che posti in opera habbino a reuscir bene come saria un portico traforato, dietro del quale si vegga vn altro casamento come questo primo, li archi delquale son di opera moderna. Li poggiuoli (altri dicono pergoli; altri Renghiere) hanno gran forza nelle faccie che scurzano, et cosi qualche cornice che li suoi finimenti vengono fuori del suo cantonale, tagliati intorno et accompagnati con l’ altre cornice dipinte, fanno grande effetto; cosi le case che han gran sporto in fuori riusciscono bene, come l’ hostaria della luna qui presente; et sopra tutte le altre cose si de fare elettione delle case piu piccole, et metterle dauanti, accio che sopra esse si scuoprano altri edificii, come si vede sopra la casa della Ruffiana, l’ insegna della quale sono li rampini, o vogliam dire hami, onde per tal superiorita della casa piu adietro viene a rappresentar grandezza, et riempisse meglio la parte della scena, che non farebbe diminuendo, se le summita delle case diminuissero l’ una dopo altra; et benche le cose qui disegnate habbino vn lume solo da vn lato, nondimeno tornano meglio a dargli il lume nel mezzo: percioche la forza de i lumi si mette nel mezzo, pendenti sopra la scena, et tutti quei tondi, o quadri, che si veggono per gli edificii sono tutti i lumi artificiati di varii colori transparenti: de i quali daro il modo da fargli ne l’ estremo di questo libro. Le finestre che sono in faccia sara bene a mettergli de lumi di dietro, ma che siano di vetro, et ancho di carta ouero di tela dipinta torneran bene. Ma s’ io volessi scriuere di tutti gli aduertimenti che mi abbundano circa a tal cose, io sarei forsi tenuto prolisso, perho io le lassaro nel’ intelletto di coloro che in tal cose si voranno essercitare.

(D)

ELEVATION OF A SCENA TRAGICA

Della Scena Tragica.

[f. 29] La Scena Tragica sara per rappresentare tragedie. Li casamenti d’ essa vogliono essere di grandi personagi; percioche gli accidenti amorosi, et casi inopinati, morte violenti et crudeli (per quanto si lege nelle tragedie antiche, et ancho nelle moderne) sonno sempre interuenute dentro le case de signori, duchi, o gran principi, imo, di Re; et perho (come ho detto) in cotali apparati non si fara edificio che non habbia del nobile: si come se dimostra nella seguente figura, entro la quale (per esser cosa piccola) non ho potuto dimostrare quei grandi edificij Regij et signorili, che in vn luogo spatioso si potrebbono fare. Ma basti solamente a l’ Arcitetto che in torno a cose simili si vorra essercitare, per hauer vn poco di luce circa alla inuentione, et dipoi secondo li luochi et anchora li sugietti sapersi accommodare; et (come ho detto nella scena comica) sempre si de fare elettione di quelle cose che tornano meglio a riguardanti, non hauendo rispetto a mettere vn edificio piccolo dauanti ad vno grande, per le gia dette ragioni. Et perche tutte le mie scene ho fatte sopra li telari, ci sonno tal volta alcune difficulta, che e ben necessario a seruirsi del rilieuo di legname, come quello edificio al lato sinistro, li pilastri del quale posano sopra vn basamento con alcuni gradi. In questo caso sara da fare il detto basamento di basso rilieuo, leuato sopra lo piano, et poi si faran li due telari, cioe quello in faccia, et quello in scurtio; et stano solamente fin alla summita del parapetto, che e sopra li primi archi. Hora perche gli archi secondi se ritirano per dar luoco al parapetto, cosi li dua telari di sopra si ritiraranno: di maniera che tal opera verra bene, et quello ch’ io dico di questo edificio se intende anchora de gli altri, quando qualche parti si ritireranno, massimamente di quei casamenti che sono qua dauanti. Ma quando tai cose fussero di lontano, vn telaro solo seruiria, facendo tutte le parti ben lineate, et ben colorite. Circa alli lumi artificiati, s’ e detto a bastanza nella scena comica. Tutte le superficie sopra li tetti, come saria camini, campanili, et cose simili (benché quiui non vi siano) se faranno sopra vna tauola sottile, tagliati intorno, ben lineati et coloriti. Similmente qualche statue finte di marmo o di bronzo si faranno di grosso cartone, o pur di tauola sottile, ben ombregiate et tagliate intorno; poi si metteranno alli suoi luochi, ma siano talmente disposti, et lontani che i spettatori non le possino vedere per fianco. In queste Scene, benche alcuni hanno dipinto qualche personagi che rappresentano il viuo, come saria vna femina ad vn balcone, o drento d’ una porta, etiamdio qualche animale, queste cose non consiglio che si faccino, perche non hanno il moto et pure rappresentano il viuo; ma qualche persona che dorma a bon proposito, ouero qualche cane o altro animale che dorma, perche non hanno il moto. Anchora si possono accomodare qualche statue, o altre cose finte di marmo, o d’ altra materia, o alcuna hystoria, o fabula dipinta sopra vn pariete, che io lodaro sempre si faccia cosi. Ma nel rappresentare cose viue lequali habbino il moto, ne l’ estremo di questo libro ne trattaro, et daro il modo come s’ abbino a fare.

(E)

ELEVATION OF A SCENA SATYRICA

Della Scena Satyrica.

[f. 30] La Scena Satyrica e per rappresentar satyre, nelle quali se riprendono (anzi vero se mordeno) tutti coloro che licentiosamente viuono, et senza rispetto nelle satyre antiche erano quasi mostrati a dito gli huomini viciosi et mal viuenti. Perho tal licentia si puo comprendere che fusse concessa a personaggi che senza rispetto parlassero, come saria a dire gente rustica, percioche Vitruuio trattando delle scene, vuole che questa sia ornata di arbori, sassi, colli, montagne, herbe, fiori, et fontane, vuole anchora che vi siano alcune capanne alla rustica, come qui appresso se dimostra. Et perche a tempi nostri queste cose per il piu delle volte si fanno la inuernata, doue pochi arbori et herbe con fiori se ritrouano, si potran bene artificiosamente fare cose simili di seta lequali saranno anchora piu lodate che le naturali; percioche, cosi come nelle Scene Comiche et Tragiche se imitano li casamenti et altri edificij, con l’ artificio della pittura, cosi anchora in questa si potran bene imitare gli arbori et l’ herbe co fiori. Et queste cose quanto saranno di maggior spesa tanto piu lodeuoli saranno, perche (nel vero) son proprie di generosi magnanimi, et richi signori, nemici della bruta Auaritia. Questo gia vidiro gli occhi mei in alcune scene ordinate da l’ intendente Architetto Girolamo Genga, ad instantia del suo padrone Francesco Maria Duca di Vrbino, doue io compresi tanta liberalita nel prence, tanto giuditio et arte l’ Arcitetto, et tanta bellezza nelle cose strutte, quanto in altra opera fatta da l’ arte che da me sia stata veduta giamai. (O Dio immortale) che magnificentia era quella di veder tanti arbori et frutti, tante herbe et fiori diuersi, tutte cose fatte di finissima seta di variati colori, le ripe et i sassi copiosi de diuerse conche marine, di limache et altri animaletti, di tronchi di coralli di piu colori, di matre perle, et di granchi marini inserti ne i sassi, con tanta diuersita di cose belle; che a volerle scriuere tutte, io sarei troppo longo in questa parte. Io non diro de i satyri, delle Nymphe, delle syrene, et diuersi monstri o animali strani, fatti con tal artificio, che aconzi sopra gli huomini et fanciulli secondo la grandezza loro, et quelli, andando et mouendosi secondo la sua natura, rappresentauano essi animali viui. Et se non ch’ io sarei troppo prolisso, io narrarei gli habiti superbi di alcuni pastori, fatti di ricchi drappi d’ oro et di seta, foderati di finissime pelle d’ animali seluatichi. Direi anchora de i vestimenti d’ alcuni pescatori, liquali non furono men ricchi de gli altri, le rete de i quali erano di fila d’ oro fino, et altri suoi stromenti tutti dorati. Direi di alcune pastorelle et Nymphe, gli habiti delle quali sprezauano l’ Auaritia. Ma io lassaro tutte queste cose ne gli intelletti de i giudiciosi Architetti: liquali faranno sempre di queste cose, quando trouaranno simili padroni conformi alle lor voglie, gli et donanti piena licentia, con larga mano, di operare tutto quello che vorranno.

Di Lumi arteficiali delle Scene.

[f. 31] Ho promesso piu adietro negli trattati delle scene, di dare il modo come si fanno i lumi artificiali di variati colori transparenti; perche primieramente diro del colore celeste, il quale rappresenta il zafiro et ancho assai piu bello. Prendi vn pezzo di sale ammoniaco, et habbi vn bacile da barbiere o altro vaso di ottone, mettendogli drento vn detto di aqua. Poi questo pezzo di sale va ben fregando nel fondo, et intorno questo bacile, tanto che ’l se consumi tutto: agiungendoli de l’ aqua tuttauia, et quando vorrai piu quantita di questa aqua, et che ’l colore sia piu bello, fa maggiore la quantita del sale ammoniaco. Fatto adonque vno bacile pieno di questa aqua falla passare per il feltro in vno altro vaso, et questa sara di color celeste bellissimo. Ma volendolo piu chiaro vi agiungerai de l’ aqua pura, cosi di questo sol colore ne farai di molti piu chiari et piu scuri quanto vorrai; et se di questa medesima aqua zafrina vorrai fare colore di Smeraldo, mettili drento alquanto di zaffarano, tanto piu o meno, secondo che la vorrai piu oscura o piu chiara. Di queste cose non ti do le proportioni; ma con la esperientia ne farai di piu forte o chiare o pur oscure. Se vorrai fare del colore di Rubino, se sarai in luoco doue siano vini vermigli carichi di colore et chiaretti: questi faranno di rubin maturi et gai cioe acerbi, et se non hauerai de vini, prendi del vergine tagliato in pezzeti, mettendolo in vna caldara piena d’ aqua, con alquanto di alume di rocha, et la farai bolire spiumandola, et poi passare pel feltro, et agiungendoli aqua pura se vorrai colore piu chiaro; et se vorai colore di Balasso, il vino goro, bianco, et vermiglio insieme, fara tal colore. Cosi anchora li vini bianchi piu et meno carichi faran colore de Griso passo, et di Thopasso. Ma (senza dubio alcuno) l’ aqua pura passata pel feltro contrafara li Diamanti. Pure, per farli, sara necessario adoperare alcune forme in punta, et in tauola, et alla fornace de i vetri fare delle bozze che prendano tal forma, et quelle impire d’ aqua. Ma il modo de disporre questi colori transparenti sara questo. Sara di dietro alle cose dipinte, doue anderanno questi colori, vna tauola sottile traforata nel modo che saran compartiti questi lumi, sotto laquale sara un’ altra tauola per sostenere le bozze di vetro piene di queste aque; poi dette bozze si metteranno con la parte piu curua appoggiate a quei buchi, et bene assicurate che non caschino per i strepiti delle moresche; et dietro le bozze si mettera vno cesendelo, overo lampada, accio lo lume sia sempre equale; et selle bozze verso la lampada saranno piane anzi concaue, riceueranno meglio la luce, et li colori saranno piu transparenti, cosi anchora per quei tondi liquali saranno in scurtio sara da fare le bozze di quella sorte. Ma se accadra tal fiata vn lume grande et gagliardo, sara da metterui di dietro vna torza, dopo laquale sia vn bacile da barbiere ben lucido et nuovo, la reflettione del quale fara certi splendori, come di raggi del sole. Et se alcuni luochi saranno quadri come mandola, o altre forme, si prendera delle piastre di vetri di variati colori posti a quei luochi col suo lume di dietro. Ma questi lumi non saran (perho) quelli che allumineranno la scena, percioche gran coppia di torze si metteno pendente dauanti alla scena. Si potra anchora su per la scena mettere alcuni candelieri con torze sopra, ed anchora sopra essi candelieri vi sia vn vaso pieno di acqua, drento laquale metterai vn pezzo di camphora, loquale ardendo fa bellissimo lume, et e odorifero. Alcuna fiata accadera a dimostrare qualche cosa che abbruscia (sia che si voglia); si bagnara benissimo di aqua vite della piu potente, et apizatogli lo fuoco con vna candeletta: ardera per vn pezzo. Et ben che quanto alli fuochi si potra dire assai piu, voglio questo sia basteuole per presente. Ma parliamo di alcune cose lequali sono di gran diletto a spettatori. Mentre la scena e vota de dicitori, potra l’ Arcitetto hauer preparato alcune ordinanze di figurette, di quella grandezza che si ricercara dove hauranno a passare, et queste saranno di grosso cartone colorite et tagliate intorno, lequali posaranno sopra vn regolo di legno a trauerso la scena, doue sia qualche arco, fatto sopra il suolo vno incastro a coda di Rondina, entro lo quale si mettera detto regolo; et cosi pianamente vna persona dietro al detto arco le fara passare, et tal fiata dimostrare che siano musici con istrumenti et voci, onde dietro alla scena sara vna musica a somissa voce. Tal volta fara correre vn squadrone di gente chi a piedi et chi a cauallo, lequali con alcune voci o gridi sordi, strepiti di tamburi, et suono di trombe, pascono molto gli spettatori. Et se tal volta accadera che vno Pianeta, o altra cosa per aria si vegga passare, sia ben dipinta quella cosa in cartone et tagliata intorno; poi dietro la scena (cioe a gli vltimi casamenti) sia tirato a trauerso vn filo di ferro sottile, et con alcuni aneletti in esso filo attacati dietro il cartone, nel quale sia un filo negro, et da l’ altro lato sara vna persona che pian piano lo tirara a se, ma sara di forte lontano, che ne l’ uno ne l’ altro filo sara veduto. Tal fiata accadera tuoni, lampi et folgori a qualche proposito; li tuoni cosi si faranno. Sempre (come ho detto) le scene si fanno nel capo di vna sala, sopra laquale gli e sempre vn suolo, sopra del quale si fara correre vna grossa balla di pietra, laquale fara bene il tuono. Lo lampo cosi si fara. Sara vno dietro alla scena in luoco alto, hauendo nella mano vna scatoletta, entro laquale vi sia polue di vernice: et il coperchio sia pieno di busi: nel mezzo del coperchio sara vna candeletta accesa: et alzando in su la mano, quella polue salira in alto, et perchuotera nella candela accesa, di maniera che fara lampi assai bene. Circo al folgore, sara tirato vn filo di ferro lontano a trauerso la scena, che descenda a basso, entro del quale sara aconcio vn rochetto, o raggio, che si sia, ma questo sara ornato di oro stridente, et mentre si fara lo tuono, nel finir di quello sia scaricata vna coda, et nel medesimo tempo dato il fuoco al folgore, et fara buono effetto. Ma s’ io volessi trattare di quante cose similimi abbondano, io saria troppo longho; pero faccio fine quanto alla perspettiua.