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Chapter 13: PROMETEO.
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About This Book

A collection of Italian translations presenting a range of European poetic and prose texts, from lyric fragments and dramatic scenes to longer narrative pieces. Selections include classical and Romantic verse, adaptations of dramatic monologues, and a novella exploring passionate attachment across entrenched family rivalries in a divided city. The translations aim to preserve original tones and rhetorical textures, moving between introspective lyricism, tragic pathos, and vivid narrative detail while showcasing varied forms and emotional registers.

PROMETEO.

TRADUZIONE LETTERALE DA GOETHE.

Addensa pure, o Giove, nei tuoi cieli le nuvole tenebrose, e come il fanciullo che tronca stizzoso le cime de' cardi, percuoti superbo col tuo fulmine le quercie e i lauri de' monti. — Tu non offenderai la terra nè la capanna mia, nè il mio focolare per la fiamma del quale tu mi porti invidia. — Chi di voi più infelice trae la vita sotto il sole, o Celesti? Voi parcamente alimentate la vostra maestà con tributo di sacrifici ed aneliti di preghiera, e forse vi mancherebbe anche questo ove i fanciulli e i miseri non fossero pazzi pieni di speranze. — E quando io era fanciullo, e le tenebre della ignoranza mi velavano lo intelletto, volgeva spaventato lo sguardo al firmamento, come se quivi albergasse un orecchio pietoso per ascoltare i miei gemiti, od un cuore come il mio, che palpitasse di pietà per l'oppresso infelice. Chi mi sovvenne contro gl'insulti dei Titani? — Chi mi scampò da morte? — Chi mi redense dal servaggio? — Cuore santamente infiammato, non hai da te stesso tutto compiuto? E tu, o cuore, che comunque tradito ardi di giovinezza e di virtù, ti abbasserai a rendere grazie al dormente dei cieli? — Onorarti io? e perchè? Alleggeristi tu mai il dolore della sventura? Asciugasti tu mai le lacrime dello afflitto? Non mi formarono uomo l'onnipossente Tempo e lo eterno Destino, soltanto miei signori e tuoi? — Tu forse pensasti che odierei la vita, e fuggirei nella solitudine, perchè non maturano i fiori de' miei sogni? — Ma t'ingannasti, o Giove: qui sto, e formo uomini a mia similitudine; una stirpe a me uguale, che soffra e goda, che si rallegri e pianga, e ti maledica come io ti maledico.