WeRead Powered by ReaderPub
Traduzioni cover

Traduzioni

Chapter 18: LA PERLA DI TOLEDO.
Open in WeRead

Explore more books like this:

About This Book

A collection of Italian translations presenting a range of European poetic and prose texts, from lyric fragments and dramatic scenes to longer narrative pieces. Selections include classical and Romantic verse, adaptations of dramatic monologues, and a novella exploring passionate attachment across entrenched family rivalries in a divided city. The translations aim to preserve original tones and rhetorical textures, moving between introspective lyricism, tragic pathos, and vivid narrative detail while showcasing varied forms and emotional registers.

LA PERLA DI TOLEDO.

CANZONE SPAGNUOLA.

Chi mi dirà se il sole sia più maestoso quando si leva o quando tramonta? Chi mi dirà se il più vago degli alberi sia il mandorlo o l'olivo? — Chi mi dirà chi valga più nella guerra, il Valenzese o l'Andalusiano? Chi mi dirà qual sia la più bella delle femmine?

Ve lo dirò io qual'è la femmina più bella. Ella è Aurora di Vargas, la Perla di Toledo.

Tuzani il Moro ha chiesto lancia e pavese: con la mano diritta tiene la lancia, il pavese pende dal suo collo: sceso nella scuderia esamina diligentemente le sue quaranta cavalle una dopo l'altra, e poi dice: «Beria è la più vigorosa; sopra la sua larga groppa io porterò la Perla di Toledo, o per Allah Cordova non mi vedrà mai più.»

Egli parte, cavalca forte, e arriva a Toledo. Un vecchio gli occorre presso Zaratin: — «Vecchio dalla barba bianca, porta questa lettera a Don Guitterez, — a Don Guitterez Saldaña. Se costui è cavaliere, verrà alla fontana di Almami: ad uno di noi dee rimanere la Perla di Toledo.»

E il vecchio ha presa la lettera, l'ha presa, e l'ha portata al conte di Saldaña mentre questi giuocava a scacchi con la Perla di Toledo. Il conte ha letto la lettera, ha letto la lettera, e con la mano percosse così forte la tavola che tutti i pezzi degli scacchi saltarono all'aria e si rovesciarono. — Egli si leva, e chiede la lancia e il poderoso cavallo, e la Perla eziandio si leva tremante, perchè conosce il cavaliere apparecchiarsi alla battaglia.

«Signore Guitterez, Don Guitterez di Saldaña, rimanete, vi prego, e continuate a giuocare con me.»

«Io non giuocherò più a scacchi; — io voglio giuocare il giuoco delle lancie alla fontana di Almami.»

E i pianti di Aurora non valsero a trattenerlo, perchè chi può trattenere il prestante cavaliere quando s'incammina al duello? La Perla di Toledo tolse allora la mantiglia, e montata sopra la mula si condusse alla fontana di Almami.

La erba intorno alla fontana è rossa, l'acqua della fontana anch'essa è rossa; ma l'erba e l'acqua della fontana non si fecero rosse di sangue cristiano. Il Moro Tuzani giace bocconi: la lancia di Don Guitterez si ruppe nel petto; tutto il suo sangue trabocca fuori dalla piaga. La cavalla Beria lo guarda piangendo, perchè non può guarire la ferita del suo signore.

La Perla scende dalla mula: — «Cavaliere, fate animo,» gli dice; «la vita può bastarvi ancora per qualche bella Moresca. La mia mano sa guarire le ferite che fa il mio cavaliere.»

«O Perla tanto candida, o Perla così bella, cavami fuori dal seno questo troncone di lancia che mi strazia: il freddo dello acciaio mi gela e m'intirizzisce.»

La Perla improvvida si avvicina: egli rianima le sue forze, e col taglio della spada fende quel bel viso di amore.