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Un segreto, vol. 2 cover

Un segreto, vol. 2

Chapter 20: XLIX. Silvio a Carlotta.
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About This Book

A continuing romantic episode traces Silvio's obsessive affection for Carlotta after she cares for him following an injury. He composes a passionate letter confessing love, sends it, then falls ill with fever while awaiting her reply. His attendant Giovanni conveys that the message was delivered, but later returns the letters to Silvio, amplifying his humiliation and despair. The narrative focuses on Silvio's inner turmoil, alternating between fevered fantasy, remorse, and measured epistolary attempts to reconcile gratitude, pride, and hope in the face of apparent indifference.

XLIX. Silvio a Carlotta.

«Non posso, non posso! La mia energia d'uomo si è spezzata, io non sono che un fanciullo, uno sciagurato fanciullo che non ha altro che lagrime.

Non potreste amarmi come avete amato lui? che importa se voi potrete amarmi? vi ho domandato il vostro amore, e voi potete darmelo; non pretendo di più: una parte del vostro amore è sempre il vostro amore.

«Impossibile!» Non ditelo in nome del cielo; non immaginate che le ombre dei defunti possano turbare col loro egoismo la felicità dei superstiti. La loro pace è assai profonda, assai più dolce delle burrasche della vita; esse sanno quel che hanno perduto e quel che hanno guadagnato morendo, confrontano e compiangono. Noi soli siamo i ciechi, e barcolliamo inseguendo l'amore.

I defunti non hanno invidia di noi; vorrebbero essi contenderci l'amore, e spingere le loro mani scheletrite per staccare questo solo frutto benefico dell'albero della vita?

Respingete queste paure; interrogate il vostro cuore, se egli può palpitare vicino al mio, siate mia. Io non mi opporrò a questa religione delle memorie che vi fa santa ai miei occhi; vorrò dividerla, vorrò piangere e benedire anch'io; la felicità immensa di sapervi mia, di vivere al vostro fianco, di vedere ogni giorno il vostro sorriso, mi farà buono; mi farà generoso; apprenderò da voi il sentiero della pace, apprenderò a piangere e a benedire.»