PARTITA A SCACCHI.
Scena II, pag. 32. — Nella parlata di Fernando, dopo il verso:
M'era fonte d'orgoglio la solitudin mia,
gli attori passano subito a quello che dice:
Son forte, la tua spada nessuna al mondo agguaglia,
e così seguitano la parlata, sino all'ultimo verso della stampa, dopo il quale risalgono a questo:
Ed or che, me volente, s'appiana il mio sentiero, ecc., ecc.
per serbarsi, come chiusa della parlata, il verso:
No, no, no, non lo posso: per tanti anni ho taciuto.
Nella stessa Scena, pag. 33. Variante:
Renato
Per Dio, soverchio ardire sopportar non mi giova.
Bada non mi sovvenga di metterti alla prova,
Che, se falli!...
Fernando.
Signore, io non temo gli attacchi
Tanto di mille spade
(vede la scacchiera preparata sul tavolo, ed indicandola)
Che di un giuoco di scacchi.
Renato.
A te, figliuola, insegnagli, nè sarà poca gloria.... ecc., ecc.