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Una partita a scacchi; Il Trionfo d'amore; Intermezzi e scene cover

Una partita a scacchi; Il Trionfo d'amore; Intermezzi e scene

Chapter 27: AVVERTENZE SUL VESTIARIO.
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About This Book

The collection gathers two lyrical dramatic legends and several intermezzi and scenes. One one-act verse piece unfolds in a medieval castle where an elderly lord, his compassionate daughter, and their guests enact a tense chess match that exposes loyalties, honor, and quiet sacrifices. A second, two-act legend stages a poetic exploration of love's claims and resolutions through allegorical encounters and heightened speech. Short intermezzi and scenes punctuate the set pieces with lighter tableaux and domestic or ritual detail, creating an atmosphere of romantic nostalgia, moral tension, and theatrical lyricism.

AVVERTENZE SUL VESTIARIO.

Un'ultima avvertenza che riguarda il vestiario. I teatri di musica, e più i teatri drammatici, hanno fatto tanto spreco di costumi medievali falsi, che non c'è oramai nulla di più facile che il vestire di quell'epoca, con un poco di eleganza e di novità. Abbiamo in Italia una miniera inesauribile di modelli, e l'attore in qualunque città, solo che voglia darsi la pena di visitare un'Accademia od una Pinacoteca, troverà figurini ai quali potrà attenersi dalla piuma del berretto fino alla punta degli stivaletti, sicuro di riuscire giustissimo e come disegno e come colore. Non temano, specialmente trattandosi del XIV e XV secolo, che la scrupolosa esattezza del vestire possa, al lume della ribalta, diventare o esagerata o grottesca. La signora Virginia Marini, nel Trionfo d'Amore, ebbe al secondo atto il coraggio di mettersi in capo un certo berretto a forma conica, alto, dalla cui punta cadeva un velo lunghissimo, che essa raccoglieva sul braccio. Questa certamente è una delle acconciature più arrischiate, e piacque, perchè a noi lontani, che abbiamo in testa una folla di foggie diverse di vestire, occorre, per affermare una data epoca, che essa ci si affacci co' suoi caratteri più evidenti.

Non c'è bisogno di tanto oro nè di tanto velluto. Il paggio della Partita a Scacchi non deve essere ricco; deve essere elegante, e l'eleganza non appartiene alla stoffa, ma al disegno ed ai colori. Non si ricorra ai berrettini di fantasia, perchè le fantasie di questo secolo in fatto d'arte non valgono quelle di quattro secoli indietro. La prima cura di un attore dovrebbe essere questa; di riprodurre mediante tutti i soccorsi dell'arte, la espressione generale delle fisionomie dell'epoca che egli è chiamato a rappresentare. Quindi nel trecento e nel quattrocento, ad esempio, non baffi. Cerchino i quadri, le miniature, i tappeti, i disegni, le statue di quel tempo: non ci troveranno un solo paio di baffi. Non corazze lucide, nè altri interi pezzi di armature; non corazze di cuoio, non stivali col trombino, ecc.

In lavori, come la Partita a Scacchi ed il Trionfo d'Amore, la parte decorativa ha una importanza immensa. Presso un pubblico non disposto all'indulgenza, un vestito stuonato può nuocere all'effetto di una scena. E quanto è detto del vestire si intenda del mobiglio. Le nostre compagnie, anche le primarie, fanno delle produzioni drammatiche due campi distinti. Quelle alla moderna e quelle che non lo sono. Alle prime, nell'arredo della scena, tutto quanto occorre. Alle seconde, da Alcibiade fino a Napoleone, un paio di scanni dorati, coperti di una stoffa di cotone rossa o verde, un tavolo rococò, dorato esso pure, e seggioloni di nessun'epoca, ma colla sua brava doratura. Io ho assistito ad una rappresentazione del Trionfo d'Amore; ed al secondo atto c'erano in scena certe scranne, quali si trovano sovente in campagna nelle anticamere; stile Impero, colla spalliera dipinta a paesaggi.

Ci vorrebbe tanto poco a far bene!