WeRead Powered by ReaderPub
Veronica Cybo cover

Veronica Cybo

Chapter 6: II.
Open in WeRead

About This Book

The narrative follows an aristocratic woman who adopts foreign dress and manners, provoking divided receptions at home and abroad and ultimately suffering exile and a fraught return. Episodes of social misunderstanding and personal bitterness alternate with reflective passages on language, translation, and cultural reception, while the author interweaves prefatory remarks and shorter pieces that meditate on literary influence, patriotic feeling, and the emotional cost of displacement, producing a blend of story and commentary about identity, belonging, and the tension between public image and private attachment.

II.

Se i dolci sorrisi e i molli baci, e tutte le più care soavità dell’amore conteneva in sè il cinto di Venere, come poetando ci narra Omero divino, veramente può dirsi che i colli di Firenze la circondino leggiadri come la cintura di Citerea. Deh! che non è tutta Toscana il mondo! esclamava quell’austero intelletto di Vittorio Alfieri scendendo dall’Apparita, e la contemplazione di così stupenda bellezza valeva a spianargli una ruga sopra la fronte, — un’altra sul cuore. — Adesso tutti gli Dei disertarono questa terra, che è delizia del Sole: squallidi fati ci avanzano; rimanemmo soli. E nondimeno in partendo i Numi la riguardarono con amore, e vi scossero sopra le fimbrie delle clamidi quasi per benedirla, sicchè l’aria intorno conserva un senso di ambrosia e di armonia, che verun tristo vento ha potuto dileguare fin qui. Pei boschi degli allori e pei mirteti tu sentirai sibilare lenemente le ultime vibrazioni delle antiche arpe famose. La morte ha chiuso i labbri degl’incliti nostri personaggi, e non pertanto per gli atrii, pei fôri, lungo le mille colonne delle navate dei templi risuona ancora l’eco delle estreme loro parole. — Come sul volto di Laura, la morte par bella su questa terra bellissima...![9]