coricata vicino a Kabango nell'apertura della capanna.

Ciò che ha detto Lanzirica è falso, Kabango. Ora mi sento rinfrancare. Ti seguirò dove vorrai. Ho tanta forza, Kabango, se tu mi baci!... Baciami. Voglio, io, io, guarire il tuo povero piede. Tanto ti amerò, con baci, baci e tenerezze squisite, finchè tutto ti guarirò. Spalmerò di unguenti la tua piaga...

Entra nella capanna, e ne esce con un canestrino pieno di foglie.

Sono unguenti veramente miracolosi. Me li ha portati in dono, con molta gravità, ieri sera, il capo dei Giuma. E mi ha regalato anche un bellissimo tappeto. Vedrai.

Medicando il piede di Kabango.

Povera carne! Ti brucia? Fra poco non sentirai più dolore, e questa notte potrai dormire placidamente.

Kabango

Non dormiremo, Mabima. Chi dorme nel plenilunio offende la Luna. Già la mia pelle graffiata dal sole e dal pericolo gode sotto la morbida carezza della tua mano. La tua carne è intrisa di primavera e di salute. Credo poco nella scienza di Lanzirica; il mio piede guarirà presto, se tu lo medichi.

Mabima

dopo essere rimasta per qualche istante immobile, assorta nella contemplazione della foresta che le languide cadenze del vento adornano di riflessi preziosi.

Dev'essere molto profonda, questa foresta, e piena di meraviglie. Non ti piacerebbe di regnare sovrano su questa foresta immensa...

3 Frusciatori, poi 1 Rombatore, poi 2 Gracidatori.

e di vivere sempre così?

Cantando.

I rami della palma

sono mani nere che lavano

le sabbie aurifere del cielo

e nel lento lavoro appare

l'oro tremante della luna.

Il vento fa roteare

i rami della palma

come una fionda nera

per scagliare la pietra tagliente della luna

contro il cuore distratto del mare.

Quando il vento tace,

le agavi innalzano

i loro candelabri d'oro

e la luna li accende.

Quando il vento tace,

il mio cuore non ha pace.

Sei felice nelle mie braccia?

Kabango

Felice! Felice!

Mabima

rovesciata all'indietro voluttuosamente.

Ma dimmi: se tu fossi colpito da una grande sventura, il mio amore basterebbe a consolarti?

Kabango

Sì, Mabima.

Mabima

Se i tuoi nemici rubassero il Sinrun, e tu non potessi più realizzarlo?

Kabango

Perchè mi dici questo?

Mabima

Non temere. Le pelli sacre sono lì. Le custodisco io.

Kabango

rasserenandosi.

Sono convinto che se non fossi il creatore del Sinrun tu non mi ameresti come mi ami.

Mabima

Prima ti amai così perchè eri il Capo di tutti. Ora ti amo perchè sei tu, tu, con i tuoi occhi distratti e crudeli e con la tua bocca che mi piace tanto! Vorrei essere con te fuori dalla vita, come due raggi, come due brusii d'insetti.

Kabango

Sì, sì... Ma non posso immaginarmi fuori dal dovere che mi sono imposto: redimere la mia razza!

Mabima

Quanto sono piccola, io, davanti al tuo dovere. Devi disprezzarmi...

Kabango

No, no, Mabima... Ti amo, e ti ho spesso ammirata, come nell'ultima lotta, quando ti svincolasti coraggiosamente dai miei nemici e li mordesti coi tuoi denti.

Coprendo il viso di Mabima di baci affettuosissimi.

Mi piaci, Mabima, ti ho scelto fra tutte. Sei la più bella, sei l'unica, e ti porterò con me senza fermarmi. Mi piace bere ogni giorno alla tua bocca la forza necessaria per continuare la marcia e la lotta. Partiremo domani; ma ora pregusto la notte piena di musiche soavi. Ecco la luna. La foresta beve già la sua luce. Ogni tronco di banano si spalma di argento grasso.

2 Frusciatori, 1 Rombatore.

Mabima

Le sorgenti traboccano di beatitudine come cuori. La luna è un'altissima noce di cocco. Vorrei stringerla fra le braccia.

Kabango

ridendo.

Vuoi che mi arrampichi su, su, per coglierla? Ora si spacca. Guarda. Gronda di latte... Il suo latte si spande.

Mabima

Aspira questo profumo.

Kabango

Lo conosco: sale dal tuo seno.

Mabima

No, no. Ti sbagli. Questo è il profumo dei gelsomini.

Kabango

Ma queste sono gaggie che parlano nel buio.

Mabima

Sì, sì. Ora si sposano coi fiori dell'acacia. Baciami.

Silenzio.

I tuoi baci sono gocce di luna che cadono sul mio cuore. Gocce di luna, oblunghe, oblunghe! Candide, languide, limpide, cadono di tanto in tanto, tintinnando. L'ombra ci guarda come un grande occhio nero innamorato.

Kabango

La luna è tutta aperta dal piacere, e gode.

Mabima

Anch'io sono aperta dal piacere! La foresta è diventata un'arpa immensa di rami e raggi lunari. Le liquide dita delle sorgenti la svegliano arpeggiando. Hanno strappi lenti così dolci...

1 Rombatore e 2 Frusciatori.

Kabango

Perchè tremi?... Sono piccoli uccelli verdi che i negri chiamano foliotocol. I fogliami ne sono pieni e ondeggiano come scrigni trasparenti pieni di smeraldi animati. Il brusio della foresta acqueta finalmente il mio sangue.

5 Frusciatori.

Mabima

Baciami! Baciami! Disseta la mia carne, Kabango!... Baciami! Sono tua... tua!...

Kabango

I nostri baci ingelosiranno i fiori, e le belle farfalle che hanno ali dipinte d'inviti amorosi, e gli uccelli che gareggiano per sedurre la notte, e i profumi deliranti che viaggiano come messaggi d'amore, e anche le stelle, che sono parole d'amore cristallizzate.

Mabima

Quanto sei poeta, Kabango! Preferisco le strofe che improvvisi per me, a tutte quelle di Lanzirica.

Kabango

Lanzirica ha uno spirito invischiato nelle scritture. Non è un poeta. È un medico, cioè il suddito devoto della regina Malattia! Troverò per te altre strofe d'amore, perchè la nostra notte sia colma d'ogni delizia. Sarà la notte più bella, forse l'ultima!

Mabima

Cosa hai?

Kabango

Ho sussultato involontariamente. Lunghi brividi fanno spasimare la foresta. Non temo nulla. Una forza lieta mi gonfia il cuore. Ma sento che non avremo forse più una notte d'amore come questa.

Mabima

entra nella capanna, e ne esce con un piccolo tappeto fra le mani.

Guarda! Guarda com'è bello! La luce cede alle ombre della notte. Non puoi vedere le meraviglie degli ornamenti. Senti, che morbidezza contenta! È vivo, questo tappeto; quasi respira. Contiene i palpiti dei tessitori che lo formarono sognando di riposarvisi sopra. Ha la sofficità di cento mandre d'agnelli e la gemente dolcezza dei loro belati. È più leggero degli uccelli. Contiene anche piume di rondini. Guarda come hanno ben ricamato con fili d'oro questa grande aquila, simile a quelle che tu ami. Questa però è ferma sulle ali, nel cielo della felicità. Forse incontrò il suo Kabango! Vi sono ricami che fingono colonne, portici e fontane.

Kabango

seguendo incuriosito la descrizione di Mabima.

2 Frusciatori.

Riposeremo bene, su questo tappeto che sembra il riassunto di una reggia. Se non fossi Kabango, questo tappeto sostituirebbe per me una città. Per Lanzirica, che è un sognatore imbelle, potrebbe tener luogo di sposa, con le sue svariate carezze per la pelle e coi suoi scintillii di pupille amorose. Io posso concedere a questo tappeto una sola delle mie notti, poichè preferisco appoggiar la testa sulle pelli del Sinrun.

Un grido lacera la penombra verde.

Kabango

scatta in piedi, fuori dalla capanna.

Chi è che urla così? Bagamoio, dove sei? Bagamoio! Bagamoio!

Gira rapidamente intorno alla capanna e si ferma stupito davanti ai corpi di Bagamoio e Lanzirica, stretti in una lotta feroce.

Che fai, Bagamoio? Fèrmati!

Lanzirica si sottrae agilmente, carponi, alla ferocia di Bagamoio.

Bagamoio

si rialza deluso, esitante, fissi gli occhi su Mabima che lo guarda spaventata. Egli sembra spinto dalla propria devozione a denunciare l'amore di Lanzirica per Mabima, ma si trattiene.

Non andare in collera, Kabango. Avevamo una questione antica da chiarire! La chiarirò un'altra volta.

Lanzirica

a Bagamoio.

Ippopotamo fangoso, speravi di capovolgermi come una piroga!

Cupo, mostrando il suo pugnale a Bagamoio.

Non dimenticare il succo dell'euforbia velenosa! È tutto per te.

Bagamoio

feroce.

Temo molto di più quell'astuccio d'argento che porti alla cintura come una pistola, e contiene un inchiostro falso come il tuo sangue!...

A Kabango.

Lanzirica mi odia perchè sono un ignorante. Pretende che ci si può fidare dei Giuma. Io sono convinto che tu non debba fidarti di loro. Nulla mi sfugge, Kabango! Credimi, essi congiurano contro di te! Ho visto poco fa i loro capi, appiattati lì, nella casa abbandonata. Dicono che tu hai portato nuove febbri, chiuse nelle ghirbe. Ti uccideranno, Kabango. Non passare la notte in questo luogo. Partiamo subito. Sorreggerò io stesso Mabima, e quando sarà stanca la porterò io stesso sulle mie spalle.

Kabango

rimane pochi istanti assorto, poi con voce lenta.

Credo in te, Bagamoio.

A Lanzirica.

Taci! Partiamo, Bagamoio!

Bagamoio

comincia a raccogliere i sacchi mentre Mabima entra nella capanna seguita da Lanzirica.

Conviene far presto, prima che la luna scompaia. Seguiremo la pista degli elefanti.

Trattenendosi per non balzare dalla gioia.

Felicità! Felicità! Sono un po' ebbro per la gioia di andar via. Ho finito di lottare con le mosche furù! Non voglio, per Allah! morire gonfiato e tatuato dal croco e dalle pulci scic! Maledetta foresta tignosa, pidocchiosa, piena di vaiolo nero e di colera! Benedette le strade salubri del deserto!

Cambiando voce, come per una subitanea sorpresa.

Kabango, vieni! Guarda!

Kabango si avvicina alla capanna.

Due serpenti! Guarda! Si sono annodati sulle corde. Non cedono. Sembrano d'acciaio!

Mabima

uscendo dalla capanna dietro a Lanzirica, al quale si aggrappa con moti convulsi.

No! No! Rendimi le pelli sacre!

Ma il terrore dei serpenti la ferma; e rimane perplessa, con gli occhi fissi su Lanzirica, che nasconde il Sinrun sul petto, fra le pieghe della sua galabieh.

Bagamoio

con un balzo indietro.

Guàrdati alle spalle, Kabango! Altri serpenti tra i rami ti minacciano! Col calcio del fucile li ucciderò.

6 Frusciatori.

Kabango

Siamo assaliti da tutte le parti. Lassù! Sono centinaia! Maledetto buio! Tutti gli alberi ne sono pieni! Non si vede più il cielo fra i rami. Siamo sotto una vôlta di serpenti! Bagamoio! Presto! cerchiamo un varco!

Bagamoio

Tra le agavi e i cactus. Ho trovato! Sono sicuro. Non si sono ancora allacciati. Ne ho già uccisi tre col calcio del fucile. Ma sono molti!... molti!... Attenti alle spalle!... Ah! preferirei lottare coi leoni, sulle dune!

8 Frusciatori.

Kabango

lottando coi serpenti accanto a Bagamoio mentre Mabima e Lanzirica trasportano grosse pietre e le ammucchiano dietro di loro.

Bagamoio, delle pietre! Portami delle pietre! Schiaccia le teste! Mabima, non lasciarti prendere nelle spire dei serpenti! Bagamoio, fa come me! Lascia stare il fucile! Schiacciali con le pietre! Pigliali per la coda con la mano sinistra, e fulmineamente rovescia con la destra le tasche di veleno, dalla testa in giù.

Buio macchiato di corpi neri. Si vede un confuso gesticolare di corpi, con a quando a quando le voci di Kabango e di Bagamoio che si chiamano.

Kabango

Bagamoio! non preoccuparti delle liane che ci frustano la schiena richiudendosi dietro di noi!

10 Frusciatori.

Bagamoio

Kabango! Kabango!

L'intermezzo musicale descrive successivamente la nera e tumultuosa lotta contro i serpenti, il verde brillante dell'alba, il verde dorato del meriggio, sino al rosso cupo del tramonto sulle sabbie, all'orlo della foresta.


ATTO III.

LA PISTA DEGLI ELEFANTI


TONO DOMINANTE: ROSSO CUPO

Intonarumori: Rombatori, Ululatori, Sibilatori,
Trombarriti e Frusciatori, Crepitatori,
Scoppiatori.

Vittoria sanguinosa dell'ideale umano che balza dall'uomo morente all'uomo vivo attraverso le ostilità accanite della materia. Grande varco aperto dagli elefanti all'orlo della foresta. A sinistra formidabile intrico di tronchi spaccati, altissimi fieni, folte canne da zucchero e liane. A destra le rovine delle tre tombe dei Ras Giuma. In fondo il deserto arroventato da un tramonto aggressivo tutto criniere e carne macellata.


Lanzirica

a Kabango che sorregge Mabima.

Usciamo presto dalla pista degli elefanti.

Mabima

Qui non c'è pericolo. Bisogna esplorare bene il deserto prima di uscire dalla foresta.

Lanzirica

I Giuma mi hanno dichiarato ieri che la mandra è vicina. Più di cento elefanti! Sono in foia e perciò feroci!

Kabango

Infatti il mese di giugno è il mese dei loro amori. Non senti, Bagamoio, l'acre fetore delle loro glandole auricolari?

Bagamoio

Sento.

Lanzirica

Possono da un momento all'altro slanciarsi fuori della foresta. Logicamente seguiranno la pista già scavata.

Bagamoio

Ma che pista scavata! Gli elefanti sono creatori di strade.

Mabima

Lungo lo stagno ho visto il loro cibo preferito, la typha, in grande quantità, con foglie magnifiche larghe più di una lama di sciabola... E molte canne da zucchero... Qui, la mandra si è fermata a lungo.

Lanzirica

Ci tornerà. Guarda, Mabima, queste pallottole di terra argillosa. Sono le pillole purgative che gli elefanti da veri igienisti si preparano con le zampe. A giudicare dai mucchi di escrementi la mandra è numerosissima. Hanno sfasciato tutto.

Mostrando le tombe crollate, i tronchi spaccati e i cespugli calpestati.

Ascolta! i loro barriti spaventosi!

6 Trombarriti.

Bagamoio

Ah! ah! che suono lacerato! Stonano come le trombe lunghe di Nicassa!

Una pausa.

Sono le proboscidi che soffiano così.

Kabango

3 Frusciatori, 3 Crepitatori, 3 Scoppiatori.

Strano! Sembrano le soffiate di mille freni ad aria compressa.

Bagamoio

Ora tutte le proboscidi della mandra sono nel fiume. Finiranno col berlo tutto con questo lavoro di pompe affannate.

Mabima

Se gli elefanti sono nel fiume, sono dunque vicini!

Bagamoio

Non temere, Mabima. Si divertiranno nel fiume, fino a notte alta. Amano giuocare e capriolare come ragazzi nell'acqua. Del resto, tre chilometri ci separano dal guado. In caso di pericolo ci accovacceremo sotto quelle piante spinose che gli elefanti rispettano quanto noi.

Lanzirica

ironico.

Avremo certamente il tempo di preparare dei lacci per i loro piedi, scavare fossati e anche mascherarli con fogliami. Poi disporremo i nostri elefanti domestici e i nostri battitori per imprigionare tutta la mandra nei parchi d'allevamento!

Bagamoio

Io ho spesso cacciato gli elefanti. Non li temo. Hanno la vista corta e so colpirli nei loro tre punti mortali: cuore, cervello o spina dorsale.

Kabango

con voce cupa.

Non abbiamo più cartucce.

Lanzirica

Non servirebbero a nulla, le cartucce. Gli elefanti assaggiano il vento con la proboscide e appena fiutata la presenza dell'uomo caricano in massa compatta e accecano tutto con potenti soffiate di sabbia. Il più veloce dei cavalieri non se la caverebbe. A buon conto voglio incendiare quei cespugli secchi. Metteremo così una barriera insormontabile tra loro e noi.

Lanzirica si alza e comincia a dar fuoco ai cespugli.

Kabango

scattando in piedi.

Chi sono quegli uomini che fuggono?

Passano correndo nel fondo della scena quattro negri armati di fucile. Sembrano terrorizzati. L'ultimo si butta in un cespuglio a capo fitto.

Mabima

Sono cacciatori Giuma.

Kabango e Bagamoio corrono vicino a Lanzirica e lo aiutano ad accendere i cespugli che divampano.

Lanzirica

con terrore.

Gli elefanti! Gli elefanti! Gli elefanti!

Kabango

Non gridare come un vile e accendi! Accendi presto i cespugli!

Lanzirica

Non ho paura, Kabango, ma certo essi non si fermeranno davanti ai nostri fuochi. Sono più di cento... Senti l'urto spaventoso delle loro fronti quadrate contro i tronchi! Eccoli, eccoli! Li vedo. Caricano, proboscide alzata, barrendo.

6 Trombarriti, 6 Crepitatori, 6 Scoppiatori.

Kabango

Non tremare, li vedo anch'io. Si fermeranno, devono fermarsi davanti ai nostri fuochi. Che meraviglioso spettacolo!

Bagamoio

Sono esasperati dalla resistenza dei baobab... I piedi sollevati da terra si inarcano... Le proboscidi si allacciano come braccia di lottatori...

Lanzirica

Il più grande calpesta il suolo con rabbia...

Mabima

Cosa mai ha afferrato? Sembra un uomo, quel groviglio nero in cima alla proboscide!

Kabango

Sì, sì. Un uomo col fucile. Lo sbatte contro terra!... Ecco! Si fermano. I nostri fuochi li hanno spaventati... Collaudano il terreno con le zampe anteriori e con la proboscide.

6 Trombarriti.

Bagamoio

Kabango, Kabango, riconosco questo barrito speciale! Rassomiglia a un suono di corno. È il barrito del capo della mandra.

Mabima

Ora voltano tutti la groppa. Sia lodato Allah!

Kabango

Altro che suono di corno! Sembra il crollo d'un palazzo di cristallo... Tutti seguono il capo della mandra. Rientrano nella foresta.

Lanzirica

Siamo salvi!

Lunga pausa.

Mabima

Ma quelle forme laggiù non sono elefanti! Sono vecchie muraglie che corrono. È dunque vera la profezia di Goko: Un giorno la città di Bab-el-Giuma si metterà in moto con le sue case, le sue rovine irte di serpenti e uscirà dalla foresta.

Kabango

Non smarrirti nel fumo delle superstizioni. Ciò che tu prendi per ruderi impennati e muraglie galoppanti non sono altro che elefanti in fuga. Quelle sono proboscidi! I serpenti di Bab-el-Giuma sono lontani! Il frastuono diminuisce... Ma io odo un altro rumore misterioso. Un rullo di tamburo lontanissimo. Ora s'avvicina...

Rullo di tamburi mediante 2 Ululatori e 2 Sibilatori. Battiti marcati, legati da un continuo rimbombo funereo. Kabango ascolta per alcuni istanti, poi s'avanza carponi verso il fondo della scena per spiare fra gli alberi il deserto sempre più arroventato dal tramonto e da misteriosi incendî.

Che gioia! È mio fratello, mio fratello che giunge! Riconosco il suono tipico del suo tamburo...

Vedrai, Mabima, il suo tamburo di guerra! È enorme! La sua armatura di rame è ornata di lunghe frange con pendagli d'oro!... Si ode il suo rumore a venti chilometri di distanza. Ha dei suonatori speciali che vi scatenano sopra mani e piedi freneticamente, agitandosi e danzando. Quattro, cinque, e spesso otto suonatori! A quando a quando, con grandi colpi di reni, essi cacciano contro la pelle sonora le loro teste impazzite dalla gioia. Allora, senti!... senti!... ottengono queste belle note profonde.

6 Ululatori e 6 Sibilatori.

Mabima

Su quella duna! Lo vedo... È veramente enorme! Scintilla tutto d'oro. Sembra arroventarsi per la gioia di vibrare, inondando le dune coi suoi pendagli sonori.

Kabango

sta in ascolto; poi, scattando con gioia.

Benedetto, benedetto sia mio fratello! Egli accorre per salvare il Sinrun e anche me, poichè mi ama. Avrà chiamato a raccolta tutte le tribù fedeli. Sono molte. Mabima, guarda! Mio fratello è là che viene. Perchè sei triste, Mabima?... Non provi anche tu un'immensa gioia?

Mabima

Non oso crederci, Kabango... Sarebbe troppo bella, la vita! Io sento ancora su di noi il sibilo tremendo dei serpenti e l'ombra velenosa della foresta.

Bagamoio

a Lanzirica.

Perchè ridi?

Lanzirica

Rido della vostra ingenuità! Kabango s'illude. Non è il tamburo di suo fratello. Questo è il tamburo di Nicassa!

Bagamoio

Come lo sai? Come lo sai? Traditore!

Si scaglia contro Lanzirica, che cade nella sabbia.

Kabango

voltandosi.

Fèrmati, Bagamoio! Fèrmati!

Bagamoio

si stacca dal corpo immobile di Lanzirica, si rialza lentamente, rimane per un istante assorto, poi scoppia in una risata.

Ho medicato il tuo medico, Kabango! Ora è guarito definitivamente. Ha terminato la sua ignobile vita di coccodrillo in agguato nel fango!... Perdonami se non ti ho domandato il permesso di ucciderlo.

Poi di scatto.

Questo non è il tamburo di tuo fratello. Sono i nostri nemici! Hanno ritrovato le nostre tracce! Lanzirica ti ha tradito!... Lui!... lui! E ti ha rubato il Sinrun.

Rullo di tamburi mediante 3 Ululatori e 3 Sibilatori.

Kabango

Che dici?

Bagamoio

Guarda!

Apre la galabieh di Lanzirica morto e mostra le pelli del Sinrun insanguinate.

Kabango

le afferra, le guarda attentamente, le bacia, poi si volge inferocito a Mabima.

Come?

Mabima

terrorizzata.

Kabango! Perdonami! Ho avuto torto! Le ho consegnate io a Lanzirica. Mi fidavo di lui.

Kabango

a Mabima, irruente.

No! No! Tu non dici la verità! Tu non hai potuto consegnare le pelli sacre a Lanzirica! È lui che te le ha rubate!

Mabima

No! no!

Kabango

Lanzirica te le ha rubate, e tu hai taciuto! Mi sei dunque nemica anche tu?! Perchè?... Perchè?...

Mabima

Kabango! Kabango!... Io ti amo! Non amo che te! Sono pazza, pazza d'amore per te!

Rullo di tamburi mediante 3 Ululatori e 3 Sibilatori.

Kabango

contraendo la bocca ad un sorriso amaro.

Tu non ami il Sinrun!

Respinge Mabima.

Lo so!

Mabima

Kabango! Kabango, perdonami!... Non ho saputo amarti! Sono gelosa, gelosa, gelosa del Sinrun!... Uccidimi! Sono una donna!... Non valgo nulla!...

Si accovaccia piangendo.

Bagamoio

Kabango! Tutti i varchi della foresta sono bloccati! Hanno incendiati gli accampamenti dei Giuma! Bruciati i Campi d'orzo! Razziati i villaggi!

Rullo di tamburi mediante 4 Sibilatori e 4 Ululatori.

Kabango

Bagamoio, non sgomentarti!... Non sporgerti fuori dagli alberi. Bisogna salvare il Sinrun! Se il mio destino m'impone di sacrificarmi, mi sacrificherò. Abbiamo dietro di noi la minaccia dei serpenti e degli elefanti! E davanti a noi l'orda dei miei beneficati traditori! Ma il mio cervello è ancor pieno di astuzie sottili! Io non posso proseguire. La mia gamba è quasi morta. Il veleno l'ha tutta invasa. Bagamoio, ti consegno le pelli sacre del Sinrun, perchè tu, con le tue mani, le consegni a mio fratello.

Bagamoio

Farò ciò che tu mi comandi. Ma tu, come ti salverai?

Kabango

Non mi salverò. Anzi, attirerò contro di me tutti i loro odî rapaci. Morrò sotto i loro colpi. Mi colpiranno subito al cuore, ma esiteranno prima di frugare il mio cadavere. So che mi temono anche morto, e il mio cadavere squartato li terrorizzerà ancora col suo fuoco e la sua luce, come un vulcano. Sarà tanto di guadagnato per il Sinrun.

Mentre in cerchio mi contempleranno finalmente morto, senza osare toccarmi, tu potrai correre, correre a tutta velocità, appiattandoti di tanto in tanto nella sabbia, e senza fermarti giungerai nell'oasi di mio fratello.

Rullo di tamburi mediante 5 Sibilatori e 5 Ululatori.

Bagamoio

Sono sicuro, sicuro di giungervi! Non temere! Ho muscoli d'acciaio. Basta che io possa scivolar giù fino al letto dell'Uadi senza essere colpito. Vedi, Kabango, quelle piante arsicce fra i sassi rossi. Basta che io non sia colpito sul sentiero scoperto!

Kabango

Stringi bene sul petto le pelli del Sinrun.

Bagamoio

Le ho già legate sulle mie costole. Sono quasi incastrate dentro. Dovrò poi lacerarmi la carne per consegnarle a tuo fratello. Vuoi che salvi anche Mabima?

Mabima

No, no, non voglio lasciarti, Kabango!

Bagamoio

Ascolta, Kabango... Posso, se vuoi, condurla con me. Se la fortuna sorride a me, sorriderà anche a lei. La nasconderò in un burrone dell'Uadi, e tornerò di notte a riprenderla.

Mabima

No! No! No, Kabango!

Bagamoio

I tamburi si avvicinano!

6 Ululatori e 6 Sibilatori.

Vedi!... Lassù, sulla cresta di quella duna, dove il sole sta per scomparire, c'è un formicolio di forme nere e vermiglie, che bolle come un mosto. Battono, battono sul loro infernale tamburo! Che vili! Vorrebbero adunare altre tribù. Non si sentono sufficientemente numerosi. Certo, i muezzin predicano contro di te dall'alto dei minareti!

Kabango

assorto.

Questo rullo, è il rullo del Sole, tamburo infernale, eterno eccitatore e massacratore dei sogni sovrumani!...

Bagamoio

Rabbia!... I loro urli mi danno il vomito! Strepitano come rospi rimpinzati di luna... Li affetterei e mangerei come cocomeri diacci! Sanno che non puoi sfuggire ai loro colpi e pregustano la conquista del Sinrun! Sperano di portarlo in giro a suon di tube, pifferi e derbuke, sparando a cavallo e facendo la fantasia! Ah! Ah! Non avranno il Sinrun! Non l'avranno mai! Il Sinrun è mio, mio, mio, carne della mia carne!... Kabango, devo partire?

Kabango

No, aspetta. Fra poco. Prepàrati ad un lungo slancio di tigre giù per la china, quando mi ergerò su questa cresta, fuori dagli alberi. Subito mi riconosceranno per la mia statura. Tutti gli occhi e tutti i fucili saranno puntati su di me. Allora tu, pronto, scatterai giù pel sentiero senza fermarti. Curvo, pancia a terra, radendo il suolo! Che non ti si veda! Come un fumo veloce! Comprendi? E senza fermarti! Ti si dovesse schiantare il cuore!

Bagamoio

Ho il cuore di uno struzzo, io! Cuore di cavallo arabo! Cuore di dromedario! Non si schianterà, sta sicuro! Sono Bagamoio, il corridore! Il rullo del tamburo e il fuoco del sole frusteranno i miei garretti. Grazie, Kabango, per l'alto onore che mi hai concesso!

Bagamoio viene verso la ribalta e si mette nella posa tesa in avanti di un corridore che aspetta il segnale di partenza.

Kabango

a Mabima che lo abbraccia teneramente.

Non ho voluto che tu fuggissi con Bagamoio, per non ritardare la sua corsa, che deve essere velocissima, senza riposo. Ti amo, Mabima. Baciami, e aiutami con un ultimo bacio ad amare, più che te, il Sinrun!

Mabima

Sono felice di morire con te per salvare ciò che ami più di me. Ora incomincia la notte ideale di cui mi parlavi nella foresta. Notte eterna, profumata e illuminata di fortune alte e definitive nel placido letto della morte. Tutti i giacigli della terra sono inadatti all'amore. Gemono sotto l'amplesso dei corpi, come belve schiacciate e gementi. I giacigli di foglie dell'oasi scricchiolano come passi di ladri. I giacigli dei ricchi sono pieni di gemme impertinenti che spiano. Ricordi i nostri primi baci nella lunga barca dai cento rematori?

Kabango

Ricordo. Il vento del mare ci docciava con le perle del sudore dei rematori. Erano tutti lieti di offrirti la loro forza devota!

Mabima

Ma tu ti trattenevi dal baciarmi per non offenderli!...