VECCHI LIBRI

Ho freddo, ho freddo in mezzo a voi, severi
Libri che antiche pugne a me narrate!
Che m'importa di ciò?...—fossili austeri,
Il Sol di maggio batte a le vetrate.
 
Gonfaloni, castelli, glorïose
Follie di prenci e papi e imperador,
Io vo' l'olezzo de le nuove rose,
Io vo' tuffarmi nel meriggio d'or!...
 
O pali, o mummie, o blocchi di granito,
Il fragor de la via non vi ridesta?...
Titanico fragor che par muggito,
Fischio di vento, rombo di tempesta?...
 
Larve d'anni e di secoli travolti,
Vizze foglie del tempo che fiorì,
Filosofi, tiranni, eroi sepolti,
L'eco non giunse a voi de' nostri dì?...
 
Viveste un giorno, o scheletri: morgana
Fata arridente al cupido pensiero,
Voi pur tradì la multiforme e vana
Illusïon che l'uomo appella il Vero.
 
Pace ai morti!... ma l'attimo fuggente
È troppo breve pel nostro gioir:
A che arrestarci su le vite spente,
Quando il fato ne incalza a l'avvenir?...
 
Oh, lasciatemi andar dove la nova
Scïenza sboccia come al Sole il fiore:
Dove brilla, spumeggia e si rinnova
L'onda rossa del gaudio e de l'amore.
 
Ch'io fugga tra i braccianti infaticati,
Tra colpi d'ascia e colpi di martel,
Ch'io m'involi su i treni scatenati,
Sibili e fumo vomitanti al ciel!
 
Oh, lasciatemi andar per le boscaglie,
Fra i sorrisi de l'alte erbe e del grano:
Il sangue sparso, o innumeri battaglie,
Gioiosamente ora feconda il piano.
 
E mi chiama la zolla che riverde,
E mi chiamano l'ali aperte al vol....
.... Fossili, addio!... Mi salvo in mezzo al verde,
Con fiori nei capelli e in faccia il Sol!...

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