IL SOGNO

E d'inseguirti io non mi stanco mai,
O sogno ammaliator de la mia vita:
Tutto già mi prendesti e tutto avrai,
La giovinezza ardita,
 
I tumulti del sangue e i desiderî,
L'ansie, le veglie, le preci, le lotte,
Il battagliar dei vividi pensieri
Che riddan ne la notte.
 
Tutto ciò che sorride e che non mente,
Tutto ciò che s'eleva e non dispera,
E de l'ingegno mio triste e fremente
La luce e la bufera.
 
E tu lasci ch'io levi a te la faccia,
Ma distogli i raggianti occhi fatali:
E tu lasci ch'io stenda a te le braccia,
Ma non raccogli l'ali:
 
E, attirandomi, fuggi.... e forse, quando,
Bellissima di gioia e di desìo,
T'afferrerò, da l'imo cor sclamando:
—Ho vinto e tu sei mio,—
 
Sazie le brame, tisica la fede,
Spenta l'illusïon, rotto l'incanto.
Cadrai, rovina inutile, al mio piede,
Come un balocco infranto.

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