Stat (M.), di nazione tedesco, cel. professore ed improvvisator di violino, venne in Italia sulla fine dello scorso secolo: fu in Milano alla corte di Ferdinando arciduca d'Austria. Oltre a più pregi necessarj per ben distinguersi su quell'istromento, che eminentemente trovavansi in lui riuniti, faceva nel suonare anche uso del pollice, di che ricavavane non indifferenti vantaggi. Viaggiò per tutta l'Italia, ed essendo in que' tempi assai illustre la riputazione del Pugnani, recossi a Torino. Ammesso in un'accademia, dove quel virtuoso eseguir doveva in presenza de' Sovrani un suo concerto dopo aver riscosso costui i più grandi applausi dalla corte e da tutti gli astanti, M. Stat pregò Pugnani che gli permettesse di suonar quel concerto medesimo, il che ottenuto capovolse la carta, e l'eseguì con tal franchezza, espressione e forza, che si trasse de' replicati viva, non che l'ammirazione di quanti eran presenti: ma al Pugnani sopraggiunsero così gagliarde convulsioni, che fu costretto ad uscirsene dalla sala. Siffatto aneddoto è il più grande elogio che far gli si possa.

Stellini (P. D. Giacomo), chierico regolare de' Somaschi, di Cividal nel Friuli, coltivò le lingue greca e latina, la poesia, la storia, la musica, le matematiche e la teologia. Fu professore di Morale nell'università di Padova, ove contrasse singolare amicizia col cel. Cesarotti e quindi morì l'anno 1770. Tra le sue opere stampate in Padova dopo la di lui morte nel 1781, in 6 vol. in 8º, molte cose si trovan sulla musica, che possono leggersi con profitto.

Testori (Angelo) da Milano, quanto brutto di persona, altrettanto amabile cantante di soprano è stato molti anni alla corte di Russia. Dopo aver guadagnati quivi de' tesori colla bella sua voce è tornato in Italia a goderne co' suoi ed è tuttora al servigio della R. Cappella di Milano. Era la sua maniera maestosa ed espressiva, e quel che più sorprendeva era il suo talento come attore.

Viganoni da Bergamo, può dirsi il primo de' cantanti di tenore nel genere comico o di mezzo carattere come dicesi in Italia. Egli si è spezialmente distinto nel Matrimonio segreto di Cimarosa per l'aria che fu per lui scritta pria che spunti in ciel l'aurora: non vi è stato teatro dove non gli si sia fatto cantar questo pezzo, senza produrre lo stesso entusiasmo e furore della prima volta. Viganoni è stato lungo tempo in Londra dopo aver girato per tutta quasi l'Europa: alla sua sublime maniera di cantare univa gran talento nell'azione, e sapeva sulle scene far divenire interessante la sua persona. Egli vive oggidì molto agiatamente in la sua patria all'età di 65 anni. Gli s'imputa alcun poco d'avarizia; ma a fare il suo elogio basta il proverbio ch'eravi in Italia: David per il serio, e Viganoni pel mezzo carattere.

Vinci (Pietro), di Nicosia in Sicilia, fu a' suoi tempi celebratissimo per le sue composizioni musicali. Egli fecesi apprezzare anche in Roma ed a Bergamo come maestro di cappella, e morì nella sua patria nel 1584. Il suo epitafio dà a divedere la riputazione di cui godeva al suo tempo. Temporis Amphyon nostri hac modo conditur urnâ — Haec Petrum Vinci barbara saxa tenent: — Ille tamen lapides sonitus dulcedine traxit — Hunc trahit in cineres efferas iste lapis. Egli aveva posto in musica (e sa Dio in quale musica) quattordici Sonetti dell'Eccell. Vittoria Colonna marchesa di Pescara, che fu stampata a Venezia nel 1580 in 4º. I suoi mottetti a quattro voci furono ancor quivi pubblicati nel 1578, onde può rilevarsi come uno sbaglio del dottissimo Andres, l'aver egli asserito che “la prima raccolta e pubblicazione di mottetti notati in musica colle sue parti che sia giunta a di lui notizia è stata quella del Vittoria d'Avila fatta in Roma nel 1535.” (Dell'origine ec. t. 4, pag. 263, ediz. di Parma). La pubblicazione de' mottetti del Vinci precede di sette anni quella del Vittoria. Questa osservazione, benchè di piccolo momento, deesi all'importunità di un mio amico dello stesso paese del Vinci, che volle comunicarmela per farne onore, pubblicandola, al suo compatriotto.

Zamora (Giov. Egidio da), frate spagnuolo di S. Francesco visse sulla fine del tredicesimo secolo. Il re Alfonso X nominollo precettore del principe Sancio suo figlio. Tra molte dotte sue opere si distingue la sua Ars Musica che manoscritta conservasi nella biblioteca del Vaticano. L'abate Gerbert l'ha resa pubblica nella sua Collezione degli autori di musica tomo II, p. 369.

Fine del quarto ed ultimo tomo.


ADDIZIONE
Relativa all'Articolo di Asioli (Bonifacio) nel Tomo 1 a carte 56.

Sul punto di compiersi l'impressione dell'ultimo tomo del presente Dizionario, mi giunse per avventura alle mani il Trattato di Armonia del maestro Bonifacio Asioli, inciso elegantemente in più rami col ritratto dell'autore in Milano 1813, in fol. Ho creduto mancar al mio dovere, se data non ne avessi notizia a' miei Lettori. Per la ristrettezza del tempo, a dir vero, io non l'ho ancora che leggermente scorso: ma per quanto ho potuto formarne giudizio, parmi che soddisfar possa alla brama da me dimostrata nel suo articolo (t. 1, p. 56) di avere il pubblico da questo valent'uomo oltre a' Principj elementari della Musica quelli ancora della Composizione, onde formarsi un corso compito di lezioni pei Conservatorj. Il presente libro riguardar si può come la prima parte di un intero Trattato sulla Composizion musicale, promettendoci per altro l'Autore di darne uno in appresso sulla Fuga, come era stato espressamente immaginato, e disteso per lui dal suo maestro Angelo Moriggi. Avvegnacchè, come molto a proposito riflette egli stesso, a formare un retto e lodevole compositore fa di mestieri, che questi unitamente possegga le tre parti, che costituiscono la Composizione, cioè l'Armonía, l'Artifizio, ed il Gusto; in ordine alla prima offre agli studiosi l'Autore il presente Trattato: per l'acquisto del secondo ne promette egli un altro sulla Fuga; e per il Gusto, siccome non vi ha nè lezione, nè maestro atto ad infonderlo, parzial dono essendo sol di Natura, e solo stuzzicar puossi, dic'egli, ed ingentilire col frequente studio delle eleganti altrui composizioni, colla metodica progression degli accordi, cogli effetti derivanti da un numeroso complesso d'istrumenti e voci cantanti, ec. ec., così a dilucidar tutto ciò con opportuni esempj, promette l'Autore un suo nuovo lavoro, in cui farà conoscere di quanto abbisogni al Compositore onde trattare con successo tutti gli stromenti che servono la Chiesa, la Camera, e 'l Teatro; mostrerà i capi d'opera de' gran maestri moderni, indicando minutamente i mezzi, co' quali seppero eglino produrre i più sorprendenti effetti, ed esporrà in fine gli progressi del Buon Gusto colle produzioni de' più accreditati Compositori, cominciando dall'insigne Benedetto Marcello, e percorrendo le diverse epoche sino a' tempi nostri. Ai voti de' veri amatori di questa Bell'Arte, uniamo il nostro, di veder cioè ben presto condotto a termine dall'Autore un sì util progetto, e compita veramente così questa sua scuola di Composizione. Ma per far ritorno al surriferito Trattato d'Armonia: egli porta in fronte la più onorevole approvazione de' Professori di quel Conservatorio di Milano, e de' Commissarj da loro destinati all'esame per l'adozione del medesimo come di base all'insegnamento degli allievi di quel Regio stabilimento. La celebrità di questi membri della commissione rende vieppiù rispettabile ed autorevole il giudizio che recato ne hanno. Sono eglino i celebri maestri Minoja, Pollini, Federici, e Piantanida. “Dopo avere consultate, dicono essi, le migliori opere, che hanno trattato sull'armonia, e d'appresso le proprie cognizioni acquistate collo studio de' Classici, e convalidate dall'esperienza abbiam ritrovato, che il sistema d'armonia sottoposto alla nostra lettura, ed esame, è sviluppato in ogni sua parte con tanta maestria, evidenza e chiarezza per non ammettere verun dubbio, che il Giovane studioso guidato dalle regole, ed esempj ivi proposti, e spiegati deve con tutta sicurezza attingere lo scopo che vorrà prefiggersi, sia per la Composizione, o per l'Accompagnamento. Dalla dotta ed insieme accuratissima Analisi degli Accordi, e particolarmente delle dissonanze d'ogni genere, vien tolta quella specie di mistero, e di dubbio in cui sono stati finora avvolti per mancanza di un sistema certo su cui appoggiare la derivazione, e quindi l'uso delle medesime. Questo sistema viene incontrastabilmente fissato, ed illustrato dall'Autore del presente Trattato, dietro le tracce del dottissimo P. Vallotti, il primo che lo abbia investigato, ec.” Questo si è il Saggio, che ne han dato quattro de' più gran maestri che si abbia oggigiorno l'Italia, a cui ben volentieri mi vi soscrivo.


TAVOLA CRONOLOGICA
DEGLI SCRITTORI DI MUSICA,
E DE' PIÙ CELEBRI ARTISTI
GIUSTA L'EPOCA

IN CUI CIASCUN DI LORO HA FIORITO

Perchè i lettori possano formarsi un'idea generale della storia progressiva della musica, offriamo loro, come in sul principio dell'opera l'abbiamo promesso, il catalogo di tutti gli scrittori ed artisti disposti secondo l'ordine de' tempi. L'oggetto di questo catalogo si è di riunire sotto quest'altro punto di vista tutti gli articoli, che trovansi sparsi quà e là secondo l'ordine alfabetico ne' quattro tomi del Dizionario, e di facilitar così la maniera di riscontrarli secondo il vario gusto e l'uopo di ciascheduno. Per distinguere gli Scrittori dagli Artisti, si rimarcherà la qualità dei primi, e si avverte di sottintendersi quella de' secondi col non metter altro di loro che il solo nome. Siccome gl'Inventori occupano un distinto rango nella storia dell'arte, così verrà notato il genere d'ogni loro scoperta. I nomi che trovansi scritti in caratteri corsivi, dinotano gli articoli che si sono adottati dal Dizionario francese di M. Fayolle a differenza di quelli che in grandissimo numero abbiamo nuovamente sopraggiunti, o che quivi in niun modo s'incontrano: il che serve in oltre di prova a quanto si è da noi avanzato nel Discorso preliminare pag. LVI, cioè che infinite sono le omissioni del sullodato dizionario, con ispezialità in riguardo all'Antica Storia della Musica, oltre a molte inesattezze ed errori, che alle volte abbiam rilevati all'occasione in molti de' nostri articoli.

SECOLI INNANZI G. C.

SEC X.

SEC IX.

SEC VIII.

SEC. VII.

SEC. VI.

SEC. V.

SEC. IV.

SEC. III.

SEC. II.

SEC. I.

D'INCERTA ETÀ INNANZI G. C.

ERA VOLGARE, O CRISTIANA.

I. SEC.

II. SEC.

III. SEC.

IV. SEC.

V. SEC.

VI. SEC.

VIII. SEC.

IX. SEC.

X. SEC.

XI. SEC.

XII. SEC.

XIII. SEC.

XIV. SEC.

XV. SEC.

XVI. SEC.

XVII. SEC.

XVIII. SEC.

XIX. SEC.


BIBLIOTECA SCELTA

O CATALOGO RAGIONATO

DE' MIGLIORI TRATTATI DI MUSICA
DISPOSTI SECONDO L'ORDINE DELLE MATERIE,
RELATIVAMENTE ALLA CLASSIFICAZIONE
CHE N'È STATA FATTA
NEL DISCORSO PRELIMINARE
DALLA PAG. V. — XXVI.