S. CASSIANO DI CONTRONE — L'ANNUNZIATA E L'ANGIOLO. STATUE IN LEGNO. (SEC. XV).

S. CASSIANO DI CONTRONE — L'ANNUNZIATA E L'ANGIOLO. STATUE IN LEGNO. (SEC. XV).

S. CASSIANO DI CONTRONE — S. MARTINO. STATUA EQUESTRE IN LEGNO. (SEC. XV).

S. CASSIANO DI CONTRONE — S. MARTINO. STATUA EQUESTRE IN LEGNO. (SEC. XV).

MONTEFEGATESI — PIAZZA XX SETTEMBRE. (Fot. Pellegrini).

MONTEFEGATESI — PIAZZA XX SETTEMBRE. (Fot. Pellegrini).

È costume di coloro che si recano al Pratofiorito partir nella notte, per trovarsi in cima al monte al sorger del sole che, apparendo di mezzo alle montagne pistoiesi, inonda a un tratto di luce quella immensa distesa di paese, infiammando le creste dei monti, avvivando le vaste pianure, illuminando i borghi e i villaggi, lasciando scoprire allo sguardo sia le vette del Rondinajo, delle Piastre, delle Tre Potenze, del Pizzo d'Uccello, della Penna e d'altre montagne, sia le isole Corsica, Elba, Capraja, Gorgona e qualche altra dell'arcipelago toscano.

BAGNI DI LUCCA — MONTEFEGATESI.

BAGNI DI LUCCA — MONTEFEGATESI.

Al Pratofiorito si può andare anche per altra via, o può da questa tornare chi vi sia andato da S. Cassiano: intendo pel caratteristico paese di Montefegatesi che trasse il suo nome, secondo alcuni, dal torrente Fegana, secondo altri, e con maggiore probabilità, dal colore fegatoso delle sue argille e de' suoi diaspri. Le case del paese sono aggrappate penzoloni sul monte in pittoresca disposizione: né meno caratteristico è l'interno del paese, colle sue strette viuzze, coi vecchi muraglioni, cogli avanzi di antichi archi, colla porta di Federico Barbarossa, colla secentesca chiesa, notevole per la forma esterna dell'abside arrotondata, per la facciata, pel campanile, pel portico e, all'interno, per due terrecotte raffiguranti la Madonna del Soccorso e la Madonna della Concezione. Nella sacrestia una iscrizione di Domenico Bartoli, sacerdote e poeta, accenna alla erezione della chiesa e ai relativi diritti: vi si leggono anche altre lapidi.

BAGNI DI LUCCA — PONTE NERO. (Fot. Pellegrini).

BAGNI DI LUCCA — PONTE NERO. (Fot. Pellegrini).

Di Montefegatesi è fatta per la prima volta menzione in un documento del 991 da cui si rileva come il vescovo di Lucca ne costituisse un feudo a favore di Ranieri e Fraolmo, figli del visconte di Corvaja. Come ho già detto, nel 1245 Montefegatesi veniva ceduto a Lucca dall'imperatore Federico II. In quei pressi avvenne, nel 1613, una battaglia tra i Lucchesi e gli Estensi: e in quella occasione metà del paese fu incendiata e distrutta.

A compiere il giro dei paesi che formano l'esteso Comune dei Bagni di Lucca, non resta altro ormai che prendere quella larga via carrozzabile la quale, partendo dal Ponte a Mocco, alla Villa, volge verso S. Marcello, e dare un'occhiata ai varî borghi che stanno sui monti fiancheggianti, or da un lato or da l'altro, la Lima, di cui, naturalmente, si segue il corso a ritroso.

STRETTE DI COCCIGLIA.

STRETTE DI COCCIGLIA.

I primi che s'incontrano, quasi rimpetto l'uno all'altro, e appunto per ciò in altri tempi rivali, sono gli antichi castelli di Palleggio e di Cocciglia ai quali si accede dai pressi del Ponte sulla Scesta, piccolo ma rovinoso torrente che forma la famosa Cascata del Tino, meritevole di essere visitata per lo stupendo spettacolo che offre in mezzo all'orrido della natura selvaggia. La storia delle antiche rivalità fra i due ricordati castelli fa particolare menzione di una sanguinosa battaglia nella quale il guerriero Chiarello di Cocciglia vinse quei di Palleggio. A Cocciglia sopravanzano ancora i ruderi delle antiche mura cingenti il Castello e quelli della fortezza e della casa ove nacque il Chiarello. Vi è anche una vetusta chiesa che, oltre ad una pittura ritraente s. Bartolommeo, possiede un pregevole antico Crocifisso d'argento, recante nel centro la figura del Salvatore, con vicini s. Giovanni e s. Michele e, ai lati, Giuseppe e Maria. Nel rovescio sono varî simboli, l'agnello, l'aquila, il leone, il bove: al disotto la Vergine.

STRETTE DI COCCIGLIA.

STRETTE DI COCCIGLIA.

Tornando sulla strada maestra e proseguendo in avanti, si traversa il bel Ponte Nero, presso al quale è una graziosa cappella. Indi, per una folta selva di annosi castagni, si raggiunge il villaggio di Casoli, ove si notano la caratteristica Casa Matteo e l'antichissima chiesa di S. Andrea. Ivi sono due quadri del Puccini: la Madonna dell'Umiltà coi santi Andrea e Donato e la Madonna del Rosario coi santi Domenico ed Elisabetta. I ruderi di una fortezza, di cui si vede ancora il vallo massiccio, dimostrano la vetustà del villaggio che, in origine, era ancora più alto. Presso è la Chiesina del Castello, contenente una Madonna in terracotta, della bottega dei Della Robbia.

A chi, ripresa la via carrozzabile, prosegua ancora in avanti, si presenta, dopo breve tratto, lo spettacolo bellissimo e singolarissimo delle Strette di Lima, chiamate anche Strette di Cocciglia. Esse sono formate da enormi massi situati nel profondo letto del fiume e moventisi incontro dalle opposte sponde fino quasi ad incrociarsi come ingranaggi di ruote dentate. Da ciò deriva la strettezza dello spazio lasciato al corso del fiume, che sembra lottare contro quelle angustie, e balza e spumeggia, frangendosi ai massi di pietra striata, con mirabili effetti di colori e di suoni.

VALLE DELLA LIMA PRESSO PONTE MAGGIO.

VALLE DELLA LIMA PRESSO PONTE MAGGIO.

Passati il Giardinetto e il bel Ponte Maggio, vicino al quale s'incontra il masso pauroso conosciuto sotto il nome di Balzo della Vergine, troviamo sulla riva destra del fiume, altri due borghi appartenenti al Comune dei Bagni di Lucca. L'uno è Limano, borgo oltre millenario, come attestano gli avanzi di antiche costruzioni e soprattutto i ruderi di un cimitero. Pare che i primi abitatori vi immigrassero dalla Corsica. La Contessa Matilde, si dice, vi aveva fatto edificare una chiesa che era reputata di grande bellezza artistica: ma fu abbattuta nel '500 e sui resti di essa fu costruita, nel 1550, la chiesa attuale. Molte traccie del medio evo rimangono tuttora in Limano, come valli e ruderi di fortezze e vôlte sotterranee e ruine di altre costruzioni del tempo. Oggi il paese ha industrie fiorenti, tra cui specialmente quella del carbone. Anche nei pressi di Limano le acque del fiume si restringono fra grandi massi, formando le Strette di Limano.

VICO PANCELLORUM — CHIESA DI S. PAOLO.

VICO PANCELLORUM — CHIESA DI S. PAOLO.

L'altro paese dalla stessa parte del fiume, è Vico Pancellorum. Lo stemma del villaggio posto sopra una porta, chiarisce il significato del nome latino, giacchè mostra una coppa da comunione e il panis coelorum, donde, per corruzione, il vocabolo Pancellorum. Questo raccontano gli abitanti; ma il preteso «stemma» altro non è che un segno cristiano che sta simbolicamente a significare per quale rito ai fedeli venga aperta la porta del cielo. Si deve piuttosto pensare al casato di una famiglia: Pancelli o Pacelli. Per singolare coincidenza, il dialetto del luogo, diverso da quelli degli altri villaggi circonvicini, ha strane attinenze con quello romano. Ed anche è singolare che, come ai tempi de' Romani, si fanno qui pubbliche lamentazioni per morti, ciò che si usa anche a Brandeglio: nel quale ultimo luogo vige ancora il costume dei banchetti funebri, offerti alla desolata famiglia dai parenti e dagli amici del morto. Sono pure tuttavia in uso i maggi e le befanate.

VICO PANCELLORUM — CAMPANILE ED ABSIDE DELLA CHIESA DI S. PAOLO.

VICO PANCELLORUM — CAMPANILE ED ABSIDE DELLA CHIESA DI S. PAOLO.

BAGNI DI LUCCA — VALLE DELLA LIMA: PONTE MAGGIO. (Fot. Pellegrini).

BAGNI DI LUCCA — VALLE DELLA LIMA: PONTE MAGGIO. (Fot. Pellegrini).

BALZO DELLA VERGINE PRESSO PONTE MAGGIO. (Fot. Pellegrini).

BALZO DELLA VERGINE PRESSO PONTE MAGGIO. (Fot. Pellegrini).

LIMANO — PIAZZA. (Fot. Pellegrini).

LIMANO — PIAZZA. (Fot. Pellegrini).

Il paese si distende sul monte in forma quasi piramidale: poco distante è la chiesa di S. Paolo, la cui antica torre fu di recente restaurata. La chiesa appartiene al XIII sec. I rammodernamenti del '700 hanno chiuso in pilastri di muratura gli originali capitelli romanici e le grosse e basse colonne delle navate. Nacquero in Vico Pancellorum le due eroiche fanciulle Anastasia e Lucia, i nomi delle quali ci conducono a parlare dell'ultimo paese del Comune dei Bagni di Lucca che noi dobbiamo illustrare, cioè di Lucchio, alla cui storia quei nomi sono intimamente connessi.

Lucchio è posto sull'altra riva del fiume, poco dopo la Tana a Termini, così chiamata perché indicante il confine tra la provincia di Firenze e quella di Lucca. La Tana a Termini è una immensa grotta, della quale inutilmente fu ricercata la fine e che contiene numerose stalattiti dalle forme strane e bizzarre, ed ospita, tra gli altri, uno speciale insetto senz'occhi.

Veduto dal piede della montagna, Lucchio presenta un singolarissimo aspetto per la sua posizione a picco, onde sembra penzolare sul precipizio sottostante, per le sue case che sembrano addossate l'una sull'altra, per le aride roccie di cui si circonda. Quando vi si giunge e si traversano le sue vie strette ed oscure e si veggono gli antichi archi e i resti della famosa fortezza, si prova l'illusione di rivivere in pieno medio evo.

BAGNI DI LUCCA — STRETTE DI LIMANO.

BAGNI DI LUCCA — STRETTE DI LIMANO.

E allora il pensiero ritorna ai molteplici assedî che Lucchio sostenne al tempo della Repubblica di Lucca e specialmente a quello del 1437, quando Gaspero da Stazzema, castellano di Lucchio, stava per cedere la rôcca a prezzo d'oro ai Fiorentini assedianti e già aveva riscosso il denaro e si apparecchiava a compiere il suo tradimento. Fu allora che le due giovinette di Vico Pancellorum, Anastasia e Lucia, simulando amore per Gaspero, lo trassero seco in luogo remoto con adescanti lusinghe e, là giunte, gli furono addosso e lo legarono ad un dirupo, chiamando quindi a raccolta e consegnandolo al popolo perché ne facesse vendetta. Così fu sventata la trama e Lucchio fu salvo. Il Senato rimeritò di pubbliche lodi e di pubblica dote le eroiche fanciulle.

PANORAMA DI LIMANO. (Fot. Pellegrini).

PANORAMA DI LIMANO. (Fot. Pellegrini).

La fortezza di Lucchio data dal secolo XII ed è una gigantesca costruzione, dai valli massicci, dalle corti coperte di cui si veggon le tracce, dal vasto fabbricato per la guarnigione. La chiesa, intitolata a s. Pietro, è pur di costruzione assai antica ma fu rinnovata più volte: vi è di notevole un altare in pietra nera. Anche assai antiche sono, per la maggior parte, le case: anzi sulla porta di una di esse si legge la data 1420. Recente invece, poichè del 1848, è la bella villa che Lady Harvey contessa di S. Giorgio ebbe la fantasia di farsi costruire in quel luogo alpestre e roccioso e ove passa ora buona parte dell'anno il figlio di lei conte Alberto.

BAGNI DI LUCCA — STRETTE DI LIMANO.

BAGNI DI LUCCA — STRETTE DI LIMANO.

Lucchio, ai tempi della Repubblica di Lucca, godé di una certa autonomia; ma, trovandosi al confine tra il territorio fiorentino e il lucchese, fu soggetto a scorrerie, a guerre, ad assedî, e più volte conquistato e ripreso. Quanto al suo nome, v'ha chi lo fa derivare da un Lucio romano che vi avrebbe fondato il castello, chi da Lucus, bosco, o più propriamente dal Lucus Feroniae ché a questa dea sarebbe stato dedicato quel luogo. La vista che da Lucchio si gode è stupenda: e alla vista si accompagna il ricordo degli avvenimenti che nelle sottostanti vallate si svolsero, dalla vittoria di Metello su Catilina all'uccisione di Tedici traditor di Pistoia e alla lotta che tragicamente finì al non lontano castello di Gavinana, ove Francesco Ferrucci spirò l'anima grande e con lui si spense la libertà di Firenze.

LUCCHIO — RUDERI DELLA FORTEZZA.

LUCCHIO — RUDERI DELLA FORTEZZA.

LUCCHIO — PANORAMA.

LUCCHIO — PANORAMA.

Molte e molte altre escursioni possono farsi dai Bagni di Lucca pur rimanendo nei loro dintorni: ma di queste non faccio menzione, perché escono dalla circoscrizione territoriale che mi sono assunto di brevemente illustrare.