1774
Il dì quattro di settembre arrivarono in Filadelfia i deputati di ciascuna colonia, eccetto quei della Carolina Settentrionale, che indugiarono sino ai quattordici dello stesso mese. Tutti erano uomini di gran conto, ed in molta stima e grazia dell'universale. Non eran essi gente priva dei beni della fortuna; ma per lo contrario persone abbienti tutti, ed alcuni anche di abbondanti facoltà dotati. Parecchi avevano il mandato di fare ogni opera loro per sicurare la libertà dell'America coi mezzi più opportuni, e l'antico corso delle cose coll'Inghilterra ristorare; altri di procurare quelle deliberazioni in riguardo all'esercizio del commercio, che la potessero a più mansueti consiglj verso le colonie piegare; altri in fine avevano il mandato amplissimo di far tutto ciò, che nelle presenti occorrenze credessero più acconcio, ed al ben pubblico più conducevole. Assembratisi il giorno cinque, stabilirono, che le deliberazioni loro fossero e dovessero tenersi segrete; e che i partiti si rendessero non per teste, ma per colonie; vale a dire, che ciascuna colonia potesse rendere un solo suffragio, e non più, qualunque fosse il numero de' suoi deputati. Elessero presidente Peyton Randolfo di Virginia, e segretario Carlo Thompson. Erano cinquantacinque, e si troveranno i nomi loro scritti qui a piè[3].
Da molto tempo non era stata fra gli uomini tanta aspettazione, nè spettacolo di tanto momento, come quello, che alle menti loro offeriva il presente congresso americano. E per verità era essa una cosa, siccome nuova, così ancora maravigliosa, che una nazione sino a quei dì pressochè ignorata dalle nazioni europee, e solo quasi conosciuta pel commercio, che andava esercitando in questa parte ed in quella, ora da quello stato di obblivione scuotendosi, e quasi da un lungo sonno destandosi, pigliasse tutto ad un tratto in mano sua le redini del governo di sè stessa; che le varie parti della medesima sin là divise tra di loro, ora in un corpo solo si riunissero, che paresse da una sola mente mosso; e che scostandosi dalla consueta e diuturna obbedienza si ardisse, con audacissimo consiglio, all'antica madre, ad una potentissima nazione resistere e contrastare. S'eran bene osservati nei vasti dominj della Spagna in America di quando in quando alcuni moti popolari; ma questi stati erano dal governo di leggieri sedati; e nelle colonie portoghesi il corso della pubblica pace non era stato mai interrotto. La Francia parimente aveva sperimentati i sudditi suoi delle colonie americane inclinati alla obbedienza, ed al conformarsi di buon grado alle leggi ed ai comandamenti della metropoli. Le colonie inglesi le prime dovevano questo esempio porre della resistenza e della propensione alla guerra cittadina. La qual cosa però era l'effetto necessario degli ordini pubblici dell'Inghilterra e delle sue colonie; delle opinioni che in queste regnavano; della memoria degli antichi rivolgimenti, come pure dei mali umori, che di tempo in tempo vi si erano manifestati, e che ora per la prima volta minacciavano una evidente e prossima rovina. Imperciocchè il congresso d'Albania non aveva avuto nulla d'illecito, essendo anzi dalle autorità legittime convocato, nè nissuna tendenza prossima a cose nuove, quantunque in ultimo i consiglj segreti di coloro, che v'intervennero, fossero forse volti alla independenza; ma in fatto non vi si regolarono, che gli interessi delle colonie inglesi colle vicine nazioni indiane. Il congresso poi della Nuova-Jork, non essendo ancora a tanta caldezza concitati gli animi, quando ei fu convocato, nè sì oltre trascorsi i disordini popolari, nè il governo fatte avendo tante deliberazioni rigorose, nè distrutti tanti statuti colonarj; nè essendo da un altro canto i delegati a quel congresso, sebbene di molta, non però di tanta estimazione presso i popoli americani, come quelli del congresso di Filadelfia, non aveva gli animi così disiosi delle future cose tenuti, come questo. I coloni riguardavano sopra di esso, come sopra un convento d'uomini, i quali dovessero ad ogni modo liberar la patria dai pericoli, che le sovrastavano; molti credendo, che coll'industria e prudenza loro, e coll'autorità, che avevano presso i popoli grandissima, avessero ad ottenere dal governo sollievo a quei mali, che gli opprimevano, e l'antico ordine di cose ristorare. Alcuni altri si erano dati a credere, che avrebbero la nazione americana a quella independenza condotta, ch'era il primo e sommo desiderio loro, e sto per dire quell'agonia, dalla quale essi erano notte e dì travagliati e punti. La fede che avevano nel congresso collocata, era eguale all'odio, che avevano contro le nuove leggi conceputo; ed ignorando per l'ordinario l'universale dei popoli gli ostacoli, che nelle grandi imprese s'incontrano, e trovandosi alleviati coll'avere scaricato addosso a pochi la briga di tutti, attribuendo anche, siccome soglion fare, più efficacia di quel, che aver possono veramente, ai nuovi maestrati, s'erano generalmente elevati a grandissima speranza. E siccome l'unione degli animi è il più efficace mezzo per riuscire nelle opere che s'intraprendono, così questa era maravigliosa, e tutti volevano metterci la vita e le facoltà loro per condurla a buon fine. Non che non vi fossero dissenzienti, i quali avrebber voluto tutt'altra via tenere, che questa; ma essi erano pochi in quel primo impeto, ed isbigottiti dal consenso e calore universale degli altri. Nissun si pensi, che un altro governo, comunque dalla diuturnità del tempo confermato e di forti armi munito, abbia mai tanta volontà e prontezza all'obbedire provate, quante il congresso americano. Volevansi ricevere le deliberazioni sue non solo come leggi utili ed acconce da un buon governo derivanti; ma come dettami e quasi oracoli d'uomini consegrati e votatisi generosamente al bene ed alla utilità della patria.
In tal condizione si trovavan le cose in America al tempo della convocazione del congresso. Ma in Europa la novità del caso aveva grandemente ed universalmente sollevati gli animi; ed in alcuni indotto il timore; in molti la speranza; in tutti la maraviglia. In Inghilterra i ministeriali gridavano a testa contro l'ardimento, ch'essi chiamavano ribelle, dei sudditi americani, e già si proponevano di venirne alle più rigorose determinazioni. Ei non potevano restare capaci, come un popolo, quale l'americano si trovava, ch'era stato sempre dall'amore delle Sette in varie e diverse parti distratto, ora potesse in un solo animo, ed in una sola volontà convenire; che deposti quei rancori, che tra gli uni e gli altri correvano per causa di diversi interessi ed opinioni, ora in ciò tutti concorressero a volere quello, ch'essi credevano i diritti loro contro l'Inghilterra difendere e mantenere. Non potevano recarsi in mente, come una nazione, la quale viveva in sul commercio, che non aveva navilio guerresco, che aveva le principali città sue esposte ai danni di un nemico armato in mare; che non era provveduta di un esercito stanziale ed esercitato in guerra, avesse l'ardimento di contrapporsi alle voglie della nazione britannica potente in sull'armi, gloriosa pei recenti fatti, abbondante di pecunia pubblica e privata, avente un governo costituito da lungo tempo, fornitissima di navi da guerra e di munizioni di ogni sorta, e copiosa di capitani espertissimi nelle battaglie tanto di terra, che di mare. Da un'altra parte si discorreva, che non si doveva prendere maraviglia dell'ardire degli Americani, stantechè, quand'anche fosse vero, essere i medesimi in peggiori termini, quanto alla facoltà di esercitar la guerra, posti, che la Gran-Brettagna non era, gli uomini, cui il fervore delle opinioni politiche agita e muove, non la guardano così nel sottile, e non istanno sulle probabilità delle cose avvenire; che, del rimanente, non era l'Inghilterra medesima esente da molte e gravi difficoltà, essendo in questo stesso soggetto della causa americana divisa dall'amor delle parti, sicchè sia forza, che una porzione di essa debba molto suo malgrado recarsi a' danni dell'America; essendovi un immenso mare frapposto tra di essa e le terre, dove si dovrebbe la guerra esercitare; il che debbe necessariamente produrre una spesa senza fine, un guasto di munizioni enorme, una perdita d'uomini non poca, ed una gran tardità, e spesso anche una inopportunità di deliberazioni. Si considerava inoltre, che il tesoro pubblico dell'Inghilterra era a molto stretti termini ridotto per l'esorbitante debito contratto ne' tempi andati, e massimamente a quei dell'ultima guerra; che non era l'entrata a gran pezza eguale all'uscita; e che un incremento sì grave di spesa, che si avrebbe in questa nuova guerra ad incontrare, avrebbe del tutto messo in fondo le finanze dello Stato. Aggiungasi, che l'America era una contrada molto accomodata alle difese, essendo essa piena di selve senza via, frequente di laghi, di fiumi e di montagne; scarsa di strade passatoje, e abbondante di passi stretti e forti, e di tragetti, i quali sono dai soli abitanti conosciuti. Nè si deve passar sotto silenzio, che la ricordanza delle passate cose doveva di necessità molto effetto generare nella mente di quei che dirigevano lo Stato in Inghilterra, inducendovi molta dubitazione ed incertezza; imperciocchè quest'era quella causa istessa, che un secolo addietro si era disputata in Inghilterra, e che dopo tante contese e tanto sangue, aveva finalmente una totale rivoluzione prodotta, e trasportato lo scettro britannico nelle mani di una nuova famiglia di regnanti. Questo doveva eziandio nei Capi del governo un certo disdegno partorire molto accomodato a pervertire gl'intelletti loro, e ad allontanargli dai temperati e prudenti consiglj. Certamente, da quella rivoluzione in poi, non ebbe il governo di Inghilterra impresa più difficile a maneggiare, che questa, nè che più funesto augurio avesse, nè che sì imminente pericolo arrecasse, nè che tanta rovina nel cuore stesso del regno minacciasse. Si teneva anche per sicuro, che non sarebbero mancati agli Americani i soccorsi esterni. Imperciocchè quantunque i potentati europei, i quali possedevano colonie in America, non potessero, se non se con una certa gelosia, riguardare questi moti delle province inglesi, credendo, fosse questo un cattivo esempio posto avanti agli occhi dei sudditi proprj, e dubitando, se quello riuscivano nei disegni loro, che anche questi potessero per avventura far pensieri perniziosi, ed alla lealtà contrarj, tuttavia si assicuravano molto, pensando, che molto mancava che i coloni loro fossero impressi di que' concetti in fatto di cose appartenenti allo Stato, i quali presso gli abitatori delle colonie inglesi si osservavano. E dall'altro canto il desiderio, che nutrivano, di vedere abbassata la potenza dell'Inghilterra, era cagione, che, o quel pericolo non vedevano, o veduto lo dispregiavano; perchè questo pericolo era lontano ed incerto, mentre il benefizio dell'infievolimento della Gran-Brettagna, che doveva probabilmente dalla guerra americana origine avere, era vicino, e, se non sicuro, almeno assai verisimile.
Ma fra le altre nazioni dell'Europa, le quali tutte più o meno erano alla causa degli Americani favorevoli, essendo tutte contro quello, ch'esse chiamavano la tirannide inglese, piene di mala voglia, nissuna si dimostrò in questo più viva della francese. Il desiderio di vendetta, le brame della riscossa, la rimembranza dell'antico splendore, ed il dolore delle recenti ferite non bene ancora racconce facevano sì, che il governo francese fosse all'impresa degli Americani propenso. Ei non aspettava altro, che gli estremi casi, e l'occasione propizia per discoprirsi. Non ignoravasi fra la gente questo intendimento dei ministri di Francia; e perciò, siccome nissun popolo è più tenero a lasciarsi andare alle impressioni di chi il governa, che il francese, le parti degli Americani erano in questa contrada con somma contenzione, e con molto ingegno difese e sostenute. Del che se ne avevano anche altre, e molto manifeste cagioni. I popoli di Francia, sebbene siano per lo più vissuti sotto una maniera di governo molto stretta, hanno però sempre tenuto in gran pregio quegli uomini e quei popoli, che le proprie libertà con coraggio e con ardire difeso hanno contro le usurpazioni della tirannide. Imperciocchè essendo essi, quando da quella loro esorbitante immaginativa stravolti non sono, e fuori di loro medesimi trasportati, generalmente di natura amorevole e dolce, così sono anche molto inclinati a favorir coloro, i quali si trovano, o paiono oppressi, massimamente quando questi, e con costanza sopportano l'avversità della fortuna, e con coraggio si ingegnano di vincerla, e ad ogni modo l'impresa loro ha in sè stessa qualche cosa d'animoso, di onorevole e di grande. Tale si era, o tal pareva la causa degli Americani, e tale si era in Francia la propensione generale verso i medesimi. A ciò si deve aggiungere, che in questi tempi appunto gli scrittori, i quali avevano delle cose appartenenti allo Stato ragionato, in ogni paese, ma principalmente in Francia, si erano alle maniere di un governo più largo favorevoli dimostrati; ed erano perciò nate negli uomini d'allora assai generalmente opinioni, che molto inclinavano alla civile libertà. Questi libri con maggior attenzione e desiderio si leggevano, e queste opinioni più vi si propagarono, e più profonde radici gettarono, quando si ebbero le nuove della querela americana. Quest'era in vero lo sperimento, questa la pruova attuale di quelle opinioni, che già tanto si erano dilatate, e che tanto lusingavano le menti degli uomini di quei tempi. Sì nelle compagnevoli brigate, come nelle scritture, che in gran numero in Francia si pubblicavano ogni dì, gli Americani erano con sommissime lodi esaltati, e la causa loro con ogni sorta di argomentazioni e di onorevoli esempj difesa e mantenuta. E se a' tempi, in cui la Francia aveva, dopo la cessione fatta dalla repubblica di Genova, intrapresa la conquista dell'isola di Corsica, vi erano molti fra i Francesi, i quali la determinazione dei Corsi a volersi difendere, e lodavano ed ammiravano, e da una altra parte la risoluzione del proprio governo a volergli soggiogare detestavano ed apertamente condannavano, nissuno non dubiti, che nel presente caso i parziali degli Americani non fossero molti più, e che più vivi e più risentiti non si dimostrassero. Quando vennero poi le novelle dell'adunata del congresso, non si può dire con quant'allegrezza, e con quanto accrescimento di speranze nuove elleno siano state ricevute. I nomi dei deputati erano portati a cielo. Si diceva in ogni luogo: gettasser via dal collo il giogo della superiorità inglese; si sottraessero a quella servitù; stabilissero nella patria loro la civile libertà, e questo esempio ponessero, che i principi non possono senza pericolo loro gli ordini e le leggi pubbliche violare, nè intraprendere i privilegi e le immunità dei popoli soggetti. Così andavano continuamente i Francesi con nuovi trovati, e con varie maniere di argomenti provocando gli animi già molto esacerbati degli Americani, e viemaggiormente irritando quelle piaghe, che già facevano vista di volersi inciprignire, per farle del tutto incurabili diventare. In tal modo il congresso aveva in suo favore volte, non solo le opinioni dei popoli americani, ma quelle ancora generalmente dei popoli europei, e dei loro governi medesimi, siccome anche non poca parte degli abitanti della Gran-Brettagna stessa. Tanto era in quei tempi, o il desiderio di cose nuove, o l'amore della libertà, o la propensione a scuotere dalla bocca quel freno, che dall'autorità di chi governa fosse stato, o venisse imposto. Ognuno intanto stava coll'animo sospeso aspettando qual fosse per esser l'esito di una sì importante contesa, e quali le prime deliberazioni, che il convento americano fosse, in una cosa di tanto momento, per abbracciare.
Ei non v'ha dubbio, che i primi pensieri del congresso dovevano rivolgersi alla provincia di Massacciusset ed alla città di Boston. E siccome le determinazioni dell'assemblea di Suffolk erano fra le altre state le più vive e le più importanti, così esso statuì di confermarle. Risolvettero adunque, che grandissimo dolore sentivano all'infortunio dei concittadini loro della provincia di Massacciusset, originato dagli ultimi ingiusti e crudeli atti del Parlamento britannico; che molto approvavano la sapienza e la fortezza, che si erano contro sì malvage determinazioni dei ministri dai Massacciuttesi dimostrate; raccomandavano, si perseverasse e si mettessero ad effetto le risoluzioni dell'assemblea di Suffolk; che si doveva ottima speranza avere, che gli sforzi uniti dell'America settentrionale avrebbero la nazione britannica persuasa della imprudente, ingiusta e pericolosa condotta dei presenti ministri, sicchè presto avessero i Consiglj britannici a commettersi a uomini di miglior animo; e finalmente, che quelle contribuzioni, che in tutte le colonie si erano incominciate a raccogliere, dovesser continuarsi in sollievo e sostentamento dei Bostoniani. E siccome quando si vuole la guerra, si suol sempre dimostrar più vivo il desiderio della pace, così scrissero una lettera al generale Gage, pregandolo, cessasse i preparamenti ostili, i quali un popolo pacifico provocavano a nimichevoli procedimenti; il che avrebbe impedito, che gli sforzi del congresso ristorar potessero la buona intelligenza colla comune patria, ed avrebbe in mezzo di loro indotte tutte le calamità della civil guerra. Sopra tutto, discontinuasse le fortificazioni di Boston, proteggesse le proprietà, frenasse la licenza militare, e la libera comunicazione ristorasse tra la città ed il contado. Alla qual lettera Gage, quantunque il congresso non fosse, giusta gli statuti pubblici, un maestrato legittimo, volendo egli dar del buono per la pace, rispose: che nissuna soldatesca aveva mai minori motivi dato di doglienze di quella, che allora stanziava in Boston, malgrado gli insulti e provocazioni giornaliere fatte dagli abitanti tanto agli uffiziali, quanto ai soldati; che la comunicazione tra la città ed il contado era sempre libera stata, e sarebbe tuttavia, se gli abitatori non gli dessero cagione di pigliar altre deliberazioni.
Decretò ancora il congresso, che, se si tentasse di mettere ad esecuzione colla forza gli ultimi atti del Parlamento, in tal caso tutta l'America dovesse nella opposizione loro gli abitanti di Massacciusset ajutare; che se fossesi creduto necessario di rimuovere i cittadini da Boston nel contado, tutti dovessero contribuire a ristorargli de' danni, che avessero a sopportare; e che ogni qualsivoglia persona, la quale qualche commissione o autorità secondo le nuove leggi accettasse, fosse da tutti in abborrimento avuta.
Ei credette ancora fosse utile e necessaria cosa il ricorrere alle solite leghe contro il commercio inglese; e perciò ricercò i mercatanti delle colonie, sospendessero ogni incetta di merci dall'Inghilterra, finchè fossero pubblicate le intenzioni sue intorno i modi da seguirsi per preservare la libertà dell'America. Tosto si contrasse universalmente la lega secondo la mente del congresso; e di più si stabilì, che ogni trasporto di merci verso la Gran-Brettagna, l'Irlanda e le isole dell'Indie occidentali cessasse il primo settembre 1775, se prima di questo tempo non si fosse delle americane querele fatto ragione. Fu questa volta la lega osservata con maraviglioso consentimento.
Ma una cosa di somma importanza era quella di determinare, quali fossero le pretensioni dell'America, e quali i termini, in cui ella avrebbe acconsentito a ritornarne all'antica amicizia e congiunzione. A questo fine il congresso pubblicò una dichiarazione, che intitolò: Dichiarazione dei diritti, la quale fu con molto studio elaborata. In questa incominciò il congresso con parole gravissime a lamentarsi, che il Parlamento abbia in questi ultimi anni voluto tassar le colonie, stabilire un insolito maestrato sopra le dogane, ampliare la giurisdizione delle Corti dell'Ammiragliato; che abbia conceduti salarj ai giudici independentemente dalle assemblee colonarie, mantenuti eserciti stanziali in America a' tempi di pace; ordinato, siano gli accusati di delitti concernenti lo Stato tradotti e giudicati in Inghilterra; distrutti gli ordini del governo di Massacciusset rispetto ai processi da farsi a coloro, che fossero querelati per atti da loro commessi nell'esecuzione delle leggi, od in opposizione ai tumulti; ed abolite le leggi inglesi nel Canadà, e datovi favore straordinario alla cattolica religione. I quali atti del Parlamento ei chiamò impolitici, ingiusti, crudeli, contrarj alle costituzioni, pericolosi, e distruggitivi degli americani diritti. Egli continuò con dire, che siccome le legali assemblee dell'America, le quali pacificamente si tenevano per dimandare di esser sollevate dalle ingiuste ed insolite leggi, erano state disciolte, e le rimostranze e suppliche loro avute in dispregio dai ministri del Re, perciò avere gli Americani determinato di convocar questo congresso, a fine di vendicare ed assicurare i diritti e la libertà loro. Ei procedè quindi alla enumerazione di questi diritti, affermando, esser questi la vita, la libertà, la proprietà, delle quali nissun'autorità può disporre senza il consenso loro. Aggiunse a questi tutti quei diritti, che ai sudditi inglesi si appartengono, cioè a dir quello di avere parte nel Consiglio legislativo; e siccome gli abitanti delle colonie non erano, e per alcune circostanze di luoghi, e per altre cause non potevano essere nel Parlamento britannico rappresentati, così aver gli Americani il diritto di legislazione nelle rispettive assemblee, consentendo però essi di buon grado a sottomettersi a quegli atti del Parlamento, i quali siano di buona fede diretti a regolar il commercio, escluso ogni pensiero di tassazione tanto interna, quanto esterna: il diritto di esser giudicato dai Pari del vicinato, e quello di pacificamente raunarsi, e le petizioni loro indirigere al Re; e che il tenere un esercito stanziale nelle colonie a tempi di pace, senza il consenso delle rispettive assemblee colonarie, era cosa del tutto contraria alla legge. Finalmente si fece il congresso ad annoverare gli atti del Parlamento, che i diritti sin qui menzionati violati avevano, ai quali affermò, non poter gli Americani prestare obbedienza, nè potersi a niun modo al primiero stato di cose ritornare senza la rivocazione loro. Terminò con dire, che si sperava, che i concittadini loro dell'Inghilterra, riandando le rammentate leggi, annullate le avrebbero, e restituiti gli Americani a quei termini di felicità e di prosperità, che a' tempi andati avevano godute. Che intanto, e per ora essi s'eran risoluti a non introdurre, a non logorare, ed a non trasportar merci dall'Inghilterra, o verso la medesima. Determinarono eziandio di preparare una dicerìa da indirigersi al popolo della Gran-Brettagna, ed un memoriale agli abitanti dell'America inglese, siccome pure un altro al Re in conformità delle prese risoluzioni. Il pensiero loro era di procacciarsi colla prima favore presso i popoli inglesi, e gli animi di questi mitigare, i quali, siccome credevano, sarebbero stati grandemente alterati ai danni ricevuti nel commercio per causa delle leghe americane. Il che eseguiron essi con molta sagacità, lusingando dall'un de' lati l'orgoglio britannico, e dall'altro allegando, che, contro lor voglia, e come sforzati da una insuperabile necessità, si erano condotti ad abbracciare le pregiudiziali leghe. Aggiunsero, ch'essi eran pronti a risolverle, tosto che il governo gli avesse alle primitive condizioni ritornati.
Noi trascriveremo una parte di questa dicerìa del congresso americano indiritta al popolo inglese, siccome quella, che dimostra acconciamente, quali fossero in America le opinioni di quei tempi; con quanto ardore ed ostinazione avessero gli Americani la causa loro abbracciata, e quanto già innoltrati si fossero nella carriera dell'accomodatamente scrivere, e quella eloquenza acquistata avessero, che ha tanta forza sulla mente dei popoli. I tre membri del congresso che la composero, furono Lee, Livinsgton e Jay. Generalmente si tenne, ne sia stato quest'ultimo l'autore. Pertanto ella stava nei seguenti termini:
«Allorquando una nazione stata condotta alla grandezza per le mani della libertà e di tutta quella gloria risplendente, che dall'eroismo, dalla munificenza e dalla umanità esser può in dono data, si acchina alla ingrata opera di fabbricar catene pe' suoi amici e figliuoli, ed invece di dar favore alla libertà, si fa la difenditrice della servitù e dell'oppressione, deesi a giusto titolo sospettare, abbia ella cessato di seguir la virtù, ovvero che assai poca cura prenda della elezione de' suoi amministratori.
«Quasi in ogni età, in molti e reiterati combattimenti, in lunghe e sanguinose guerre tanto cittadine, ch'esterne contro molte e potenti nazioni, contro gli assalti dei nemici discoperti, contro le più perniziose tradigioni degli amici, hanno gli abitanti della isola vostra, i vostri grandi e gloriosi antenati, la independenza loro mantenuta, e tramandati a voi posteri loro i diritti dell'uomo, e le benedizioni della libertà.
«Non vi maravigliate adunque, se noi, che del medesimo ceppo originati siamo, i cui antenati sono partecipi stati di quei diritti, di tutte quelle libertà, e di quella costituzione, di cui voi sì meritamente vi gloriate, ed i quali hanno studiosamente a noi trasmessa sì bella eredità, guarentita dalla giurata fede del governo, e dal più solenne patto coi britannici sovrani, non vogliamo risolverci a dispogliarcene, ed a quegli uomini arrenderla, che non per nissuna giusta ragione sono tanto in ciò solleciti, ma a fine solamente, dopo essersi delle nostre vite e delle nostre proprietà insignoriti, possano con maggior facilità voi medesimi ridurre in ischiavitù.
«La causa dell'America sì grave, diventata è ora l'oggetto, che tien sospesi ed attenti tutti gli uomini della presente età. Questa infelice patria è stata non solo oppressa, ma oltraggiata ed accalognata. Il debito nostro verso di voi, verso i nostri posteri, verso l'interesse vostro, verso il bene generale dell'Impero britannico c'invita e spinge ad indirigerci a voi per favellarvi intorno ad una cosa di sì gran momento.
«Sappiate adunque, che noi ci crediamo altrettanto liberi, quanto voi siete; che mantegniamo, dover noi godere della medesima franchezza, di cui godono i nostri consudditi della Gran-Brettagna, e che niuna potestà su di questa terra ha il diritto di torci la roba nostra senza il nostro consentimento; che noi intendiam di goder dei medesimi vantaggi, che la costituzione inglese assicura ai sudditi, e particolarmente quello, che abbastanza non si può stimare del giudizio per Giurì; che noi pensiamo appartenere all'essenza della libertà inglese, che niuno possa essere condannato senza esser ascoltato, nè punito per offese imputategli senza aver la facoltà delle difese; che noi opiniamo, che la costituzione non dia autorità alla potestà legislativa della Gran-Brettagna di ordinare in veruna parte del globo una forma di governo arbitrario.
«Questi diritti sono sacri, e voi stessi vel credete. Eppure essi, e molti altri stati sono empiamente e replicatamente violati. I posseditori delle terre della Gran-Brettagna non sono eglino i padroni della loro proprietà? Alcuno potrebbe forse rapirla loro senza il proprio consenso loro? Certo no; perchè dunque i posseditori delle terre d'America saranno eglino meno padroni delle terre loro, che voi delle vostre, o perchè le darebbon essi in poter del Parlamento vostro, o d'alcun altro Parlamento o Consiglio del mondo, che di elezione loro non fossero? Forse il mare, che ci separa, qualche differenza arreca esso nei nostri diritti, o si può ragionevolmente credere, che quei sudditi inglesi, i quali a mille leghe lontano dal palazzo del sovrano abitano, meno godano di libertà, che quelli, che di cento leghe solamente lontani ne sono? La ragione ripugna a queste distinzioni, e gli uomini liberi non ne potrebbero restar capaci. Eppure quantunque ingiuste e vane esse siano, il Parlamento pretende di aver il diritto di obbligarci in qualsivoglia caso; consentiamo o no, vuol egli nelle nostre proprietà por mano, usarle quando, e come gli aggrada. Ei si pensa insomma, esser noi suoi pensionarj, che tegniamo dalla generosità sua l'usufrutto delle nostre possessioni. Ma pensiamo bene noi, esser queste eresie nella politica inglese, le quali meglio privarci non possono di quello che ci appartiene, che gl'interdetti del Papa non potrebbero i Re privare de' scettri, che le leggi del paese e la voce del popolo hanno nelle mani loro posti.
«In sul fine dell'ultima guerra, di quella guerra tanto gloriosa, fatta dall'ingegno e dall'integrità di un ministro, all'opera del quale l'Impero britannico il presente suo splendore e sicurezza riferir debbe; di quella guerra, alla quale tenne dietro una poco onorevol pace fermata sotto gli auspicj di un ministro, le massime e la famiglia del quale erano alla causa protestante ed alla libertà nemiche, allora, e sotto i consiglj di costui, fu fatto il disegno di ridurre i vostri concittadini d'America in servitù; il qual disegno sono andati dipoi appoco appoco, e costantemente colorendo.
«Prima di questo tempo voi stavate contenti al trarre a voi quelle ricchezze, che i frutti erano del nostro commercio, al quale voi imponevate tutte quelle restrizioni, che più credevate all'interesse vostro profittevoli. Voi eravate i signori assoluti del mare; voi c'indicavate i porti, voi le nazioni ci assegnavate, nei quali e colle quali ci permettevate il nostro commercio esercitare; e noi, tuttochè dure, tuttochè aspre fossero le narrate condizioni, a queste ci uniformavamo senza querela; noi vi riguardavamo come i padri nostri; noi credevamo essere a voi congiunti coi vincoli i più forti; noi ci stimavamo felici di esser gl'istrumenti della vostra grandezza e della prosperità vostra. Della lealtà nostra, del nostro amore verso gl'interessi comuni dell'Impero britannico, noi ne chiamiamo voi stessi in testimonio. Non accozzammo noi tutte le forze di questo vasto continente a quelle, che l'inimico ributtarono? Non lasciammo noi le rive della patria nostra per andar lungi ad affrontar le malattie e la morte, a fine di dare all'armi britanniche in estremi lidi ajuto? Non avete voi rese grazie immortali allo zelo nostro? Non ci avete voi rimborsati delle grosse somme di pecunia, che oltre la rata e le facoltà nostre, e ciò voi confessaste, avevamo noi anticipate? Certo sì; che voglion dunque significare questo subito cambiamento, e queste voglie di servitù preparata per noi al ritorno della pace?»
Dopo di aver narrata la storia delle presenti disturbanze, e tutte quelle nuove leggi annoverate, delle quali si querelavano, eglino continuaron così:
«Tale è lo stato delle cose; or mirate a qual fine esse tendano. Ponete, che il ministero colla possanza della Gran-Brettagna, e coll'ajuto dei cattolici nostri vicini vinca la pruova in fatto della tassazione, e che ad una totale umiliazione ci riduca a schiavitù, una tale impresa accrescerebbe senza dubbio il vostro nazional debito, che già sì gravemente opprime le libertà vostre, e vi tiene ingombri con pensionarj e con impiegati. Il vostro commercio eziandio ne sarà diminuito. Ma sia pure che ne abbiate la vittoria. Quali vantaggi o quali allori ne sarete voi per côrre? Non potrà forse il ministero colle medesime arti suggettarvi? Voi cesserete, dite voi, di pagar le soldatesche. Ma le tasse raccolte in America, ma le ricchezze, e stiam per dire, gli uomini di questo vasto continente, e soprattutto i cattolici romani, saranno allora in potestà dei vostri nemici, e voi non potrete sperare, che dopo che ci avrete schiavi fatti, molti fra di noi ricusino di cooperare a farvi schiavi voi stessi.
«Noi siamo persuasi avervi tuttora fra la nazione inglese molta virtù, molta giustizia, molta opinione comune. A' presenti dì noi ne appelliamo alla giustizia sua. Fuvvi detto da taluni, esser noi sediziosi, avidi d'independenza, impazienti di governo. Ma queste sono mere calunnie. Permetteteci di esser altrettanto liberi, quanto voi siete, e noi riputeremo sempre la congiunzion nostra con voi, come la nostra più bella gloria, come la più grande felicità.
«Ma se vi siete al tutto risoluti di permettere, che i vostri ministri si rechino a gioco i diritti del genere umano; se vero è, che nè la voce della giustizia, nè le decisioni delle leggi, nè i principj della costituzione, nè i dettami dell'umanità non possano le vostre mani ritenere pronte a versare il sangue cittadino in cotesta empia causa, noi vi facciamo a sapere, che non sarem noi mai per acconsentire a diventare i tagliatori di legna, o gli attignitori di acqua d'alcun ministro, o di alcuna nazione del mondo.
«Riponeteci adunque nel medesimo stato, in cui eravamo in sul finire dell'ultima guerra, e sarà tra di noi la primiera armonia ristorata. Ma siccome egli potrebbe addivenire, che, come voi foste da parecchj anni in qua sui comuni nostri interessi poco curanti, così il siate ancora per l'avvenire, noi stimiamo prudente cosa il discoprirvi, quali siano in ciò, già fin d'adesso, i nostri pensieri, o l'intendimento nostro. I ministri col distruggere il commercio di Boston voluto hanno alla suggezione costringerci, e forse il medesimo destino, che ai Bostoniani, si sta preparando a tutti noi. Perlochè procureremo noi di vivere senza commercio, ricorrendo pel sostentamento nostro alla bontà e fertilità delle nostre terre, le quali ogni cosa necessaria ci somministreranno, ed anche qualcuna di quelle, che sono alla vita gradevoli. Noi abbiam sospeso ogni introduzione dalla Gran-Brettagna e dall'Irlanda; e se in men che non fa un anno, non saranno le querele nostre ed i preghi esauditi, noi cesserem ogni trasporto verso di cotesti regni, e verso l'isole occidentali. Questi partiti, i quali di grave danno riusciranno pure a molti dei nostri concittadini inglesi ed irlandesi abbiam ben noi, nostro malgrado, ed a ciò spinti a viva forza dal desiderio della conservazione di noi medesimi, abbracciati. Ma ci giova sperare, che la giustizia e la magnanimità della britannica nazione daranno origine un dì ad un Parlamento di quella sapienza dotato, di quella independenza e di quell'amor della patria, che necessarj sono per salvar i diritti violati dalle fraudi di perversi ministri, e di malvagi consiglieri palesi, o segreti, ed in tal modo fra tutti gli abitanti dei regni e territorj di Sua Maestà quell'armonia, quella amicizia, e quella fratellevole affezione ristorare, che sono la cima dei desiderj di ogni vero, di ogni onesto Americano».
Col memoriale poi indiritto agli abitanti dell'America volle il congresso, con una diligente enumerazione delle leggi violatrici dei diritti e privilegi, giustificar la causa loro; confermargli nella resistenza, e gli animi loro preparare agli estremi casi, osservando, che i disegni dei ministri per ridurre le colonie in servitù erano con tal costanza orditi, che sarebbe prudente cosa l'attendere i più tristi avvenimenti, e di tenersi ad ogni più dura cosa apparecchiati.
Con quello finalmente indiritto al Re protestarono l'attaccamento loro ed amore verso quella Corona e verso la reale famiglia, ed affermarono, che niente altro, che le usurpazioni, le quali i malvagi consiglieri, ingannando il paternal cuore di Sua Maestà, avevano voluto usare, erano state valevoli ad allontanargli da quella soggezione, della quale hanno essi dato in più felici tempi tanti segnalati esempj, ed a sforzargli a por mano a quelle determinazioni, dalle quali il commercio dei consudditi loro doveva tanto danno sperimentare. Ma ciò aver ben fatto malgrado loro, ed indotti da una dura necessità; ed in fine, dopo di aver narrati tutti i motivi delle querele loro, seguitarono:
«Da queste deliberazioni distruggitive dell'amministrazione delle colonie, che si sono dopo il fine dell'ultima guerra seguìte, sono nate tutte le miserie, tutti i pericoli, tutti i timori e le gelosie, che i rispettosi vostri sudditi delle colonie opprimono. Noi isfidiamo i nostri più astuti e più inveterati nemici a trovare a questa malaugurosa contesa altra origine ne' passati tempi, o altra causa fuori di quelle, che annoverate abbiamo. Se da una indole inquieta, se dall'amor di una malnata ambizione, se dalle perfide suggestioni di persone sediziose potessesi di questa riconoscere il principio, noi meriteremmo di esser con quelli ingiuriosi nomi chiamati, coi quali alcuni personaggi, che per altro noi veneriamo ed osserviamo, ci hanno chiamati. Ma noi altro non abbiamo fatto, che opporci alle novità, invece di farne; e di niuna offesa possiamo noi venir accusati, salvo che offesa si voglia riputare il risentirsi alle ingiurie. Se avesse al Creatore delle umane cose piaciuto di farci nascere in una terra di schiavitù, l'ignoranza e l'avvezzamento avrebbero il sentimento della condizion nostra potuto in noi mitigare. Ma mercè la sua adorabil bontà abbiamo, nascendo, la libertà eredata, ed il nostro diritto goduto sotto gli auspizj dei Re vostri antenati, la famiglia dei quali fu sul trono britannico stabilita per salvare e guarentire una virtuosa e prode nazione dal papismo, e dal dispotismo di un tiranno superstizioso ed implacabile. Ora siam sicuri, che la Maestà Vostra prova un contento nell'animo, che il suo titolo alla Corona sia su di quello stesso fondato, che il suo popolo ha alla libertà: e così non dubitiam noi in alcun modo, che la vostra reale sapienza non approvi la gelosa cura, colla quale essi s'attentano questo bene conservare, il quale hanno dalla divina Provvidenza ricevuto, e dimostri con questo la fede sua nell'eseguir quel patto, che l'illustre Casa di Brunswick alla dignità imperiale, che ella possede oggidì, ha innalzato. Il timore di essere dalla condizione sì gloriosa di cittadini inglesi degradati, e ad uno stato di schiavitù ridotti, mentre che gli animi nostri sono dal più sviscerato amore verso la libertà penetrati, e chiaramente preveggono i mali, che a noi ed alla posterità nostra si apparecchiano, commuove sì fattamente i nostri cuori, che noi dir con parole non lo potremmo; ma sì pure nascondere nol vorremmo. Sentendo come uomini, e pensando come sudditi, siccome noi facciamo, il silenzio nostro sarebbe dislealtà. In dando a Vostra Maestà questa informazione fedelmente, noi crediamo di far tutto ciò, ch'è in nostra facoltà, per procurar quello, che è una gran parte delle vostre reali cure, vale a dire, la tranquillità del vostro governo, e la prosperità del vostro popolo. E siccome la Maestà Vostra fra tutti gli altri sovrani gode di regnare sopra liberi cittadini, così noi pensiamo, che il linguaggio d'uomini liberi non sia per offenderla. Speriam piuttosto, che Ella farà cadere tutto il suo reale disdegno su quegli uomini perversi e pericolosi, i quali, intromettendosi audacemente tra la vostra reale persona ed i vostri fedeli sudditi, occupati, senza mai ristarsi da molti anni in qua, in romper quei vincoli, che le varie parti dell'Impero vostro congiungono, abusando dell'autorità vostra, calunniando i vostri sudditi americani, e proseguendo i più disperati, i più aspreggianti disegni di oppressione, ci hanno alla fin fine con accumulazione d'ingiurie troppo crudeli, perchè noi possiamo più lungo tempo sopportarle, alla necessità ridotti di turbar colle nostre querele il riposo di Vostra Maestà».
Avendo il congresso con le raccontate scritture cercato di mitigar l'animo del Re, di conciliarsi la grazia dei popoli inglesi, ed ultimamente di apparecchiare e disporre i coloni ai futuri danni ed agli estremi casi, e generalmente di piegare in favor loro gli animi degli Europei, voltò il pensiero a guadagnarsi la benevolenza degli abitatori della provincia del Canada, perchè o s'aderissero alle parti loro, od almeno, tenendo la via neutrale, nell'imminente discordia non s'intromettessero. Imperciocchè, senza parlare dell'accrescimento di forza, che all'una parte, od all'altra avrebbe arrecato la unione dei Canadesi, forte ed agguerrita gente, l'avere quella provincia, che sta loro alle spalle, favorevole ed amica, era pei coloni stimata cosa di grandissima importanza. Ma in questo negozio non poteva non esservi molta disagevolezza; conciossiachè i Canadesi non erano avvezzi alle inglesi libertà, e stati erano lungamente contenti ai termini dell'antico governo sotto gli auspizj del regno di Francia. La diversità della religione era pure in questo una cosa di molto momento. E per verità in qual modo sarebbesi potuto persuader loro di pigliare la defensione di quei diritti, ch'eglino sì poco conosciuti avevano, e che o disdegnavano, o poco apprezzavano? O come si sarebbe potuto sperare d'indurgli a lamentarsi dell'atto di Quebec, il quale quella religione, che tanto avevano a cuore, favoreggiava, proteggeva, ed in molto miglior condizione poneva, che prima non fosse? Tuttavia il congresso, nella sua dicerìa al popolo canadese, molto destramente ebbe schivato queste difficoltà. Incominciarono con dire, che i Canadesi dovevano tutti i diritti avere, di cui fruivano i sudditi inglesi; accusarono poscia i ministri del disegno di volernegli privare ed al tutto suggettargli. Quindi con accomodate parole s'ingegnarono di dichiarare, quali siano questi diritti, quanto grande sia il pregio loro, quanto l'utile per la felicità di ognuno. Affermarono, i medesimi difendere il povero dal ricco, il debole dal potente, l'industrioso dal rapace, il pacifico dal violento, i posseditori dai signori, e tutti dagli arbitrj dei superiori. Asserirono, esser quelli al bene pubblico sì conducevoli, che per essi le colonie inglesi ne vennero in quella presente prosperità, in questa frequente popolazione, in questa conspicua possanza; l'atto di Quebec avernegli intieramente dispogliati; non rimaner per esso al popolo nemmeno un'ombra di autorità, la quale tutta è stata collocata nelle mani di coloro, che sono affatto in potestà della Corona. Del qual governo, aggiunsero, nissuno può immaginarsi nè più arbitrario, nè più tirannico. Conclusero finalmente, che qualunque fosse stata la tirannide antica sotto il dominio francese, la presente era molto peggiore; poichè allora eran Francesi, che altri Francesi governavano, e quella benignità, che non dava la maniera di governo, la dava necessariamente la comunion della lingua, dei costumi, delle opinioni, e la fratellevole congiunzione. Ma ora, che sono Inglesi, che reggono popoli francesi, questi non poter più nel costume dei reggitori, ma solo nelle provvide leggi trovare alcuna speranza di conforto, alcun freno contro l'abuso dell'autorità e contro le avare voglie dei ministri stranieri, i quali si daranno sempre a credere, covar essi sinistri disegni. Perciò gli esortavano a pigliare i medesimi partiti, a procurare la medesima causa, a procacciarsi quella libertà e franchezza, che i coloni avevano goduto e godevano, e volevano con tutte le facoltà loro e colle vite proprie sicurare.
In rispetto poi alla religione per purgar gli animi di quei popoli dichiararono, che speravano, il modesto modo di pensare su di quest'oggetto della presente nazion francese farebbe di modo, che non si frammetterebbero ostacoli per impedire tra di loro la sincera amicizia. Posero in mezzo l'esempio degli Svizzeri, i quali, avvegnachè diversi tra di loro di religione, essendo gli uni cattolici, gli altri protestanti, pure e concordi vivevano fra di loro, e terribili si mostravano alle straniere nazioni. «Piglino adunque i Canadesi, soggiunsero, l'accettevol tempo, facciano un provincial convento, eleggano i deputati loro al congresso, e si accostino alla comune causa dell'America settentrionale; poichè di già il congresso medesimo ha con tutti i voti favorevoli decretato, che considerava la violazione dei diritti dei Canadesi introdotta dall'atto, che alterò la maniera del governo della provincia loro, come una violazione dei proprj diritti». Somiglianti lettere, ed allo stesso fine furono indiritte alle colonie di San Giovanni, della Nuova-Scozia, della Giorgia e delle Floride.
Nel medesimo tempo vinse il congresso una provvisione, la quale ordinava, che l'arrestare alcuna persona in America affine di trasportarla oltremare per ivi essere processata per offese commesse in America, essendo cosa alla legge contraria, autorizzava la resistenza e la rappresaglia.
Fatte tutte queste cose si risolvette, non senza però aver prima aggiornato il giorno dieci del vegnente maggio per la convocazione di un altro generale congresso.
Nissun non negherà, che quest'assemblea abbia saputo bene usare l'opportunità delle cose e dei tempi, ed abbia in ciò mostrato molta avvedutezza. Ella non solo seppe acconciamente secondare quelle opinioni, che allora nell'America regnavano, ma queste accrebbe e dilatò in maravigliosa guisa, confermando gli ardenti, aizzando i deboli, conciliando gli avversi. Essa fece molte protestazioni di fede e lealtà verso il Re, le quali non potevano non ottenere il fine che si proponeva, quello cioè di servire di coperta e di escusazione agli ulteriori disegni, quando quelle non fossero esaudite. Ella molto opportunamente seppe lusingare l'orgoglio della britannica nazione, sperando in questo modo di renderla favorevole. Seppe ancora molto bene fomentar quelle opinioni in fatto di governo, che si erano in quel secolo molto rinforzate, le quali nate prima nella Gran-Brettagna avevano appoco appoco trapelato, e diffuse si erano anche fra le altre nazioni, e massimamente in Francia, dove erano con ornatissime parole, e non senza una singolar facondia state introdotte e mantenute dai più celebrati scrittori di quei tempi. Perciò in ogni luogo ed in ogni parte erano gli Americani, e specialmente i membri del congresso, considerati, come i liberali campioni, come i generosi difenditori di queste graditissime dottrine. In quanto al fine dove tendessero, non poteva cader dubbio alcuno; imperciocchè, se da taluno potevasi escusare ed anche lodare quella deliberazione loro di voler difendere anche coll'armi quei diritti, ch'essi credevano di possedere, certamente il voler trarre per mezzo di astute scritture nella confederazione loro altri sudditi della Corona d'Inghilterra, come per cagion d'esempio i Canadesi, i quali i medesimi diritti, o non avevano, o non pretendevano, era una cosa, che difficilmente si sarebbe potuta conciliare con quella fede, che vantavano. Ma nelle cose di Stato si fa spesso dell'utile onesto; e per verità nissun avvenimento poteva più utile estimarsi ai coloni di quello, che si fossero i Canadesi alla causa loro accostati.
1775
Le risoluzioni del congresso furono ricevute in America con un grandissimo consenso d'animi, ed approvate non solamente dal popolo, ma ancora dai maestrati sia ordinarj, sia estemporanei. L'assemblea della Pensilvania, convocata in sul finir dell'anno, fu il primo maestrato legittimo, il quale ratificò solennemente tutti gli atti del congresso, ed elesse i deputati pel nuovo. Poco poi, essendosi in questa medesima provincia fatto un convento, questo dichiarò, che se la petizione del congresso fosse disgraziata, e che l'amministrazione dell'Inghilterra fosse determinata a voler colla forza gli ultimi atti arbitrarj del Parlamento mettere ad esecuzione, dovessesi in tal caso resistere colla forza, e qualunque pericolo incontrare per difendere i diritti e le libertà dell'America. E non contenti alle parole, raccomandarono, si facessero provvisioni di sale, di polvere di artiglieria, di nitro, di ferro, d'acciajo e di altre munizioni da guerra. Carlo Thompson e Tommaso Mifflin, che fu poi generale, uomini l'uno e l'altro di grande autorità nella provincia, e per eccellenti doti d'animo assai conspicui, molto vivi si mostrarono in questa occorrenza, e fecero sì che le risoluzioni del convento fossero tosto recate ad effetto con molta efficacia.
Nè i Marilandesi furono meno zelanti degli altri. Tutto era in moto nella provincia loro. Si facevano adunate in ogni luogo; si contraevano leghe; si eleggevano uomini a posta, acciò vegghiassero, fossero le risoluzioni del congresso osservate ed eseguite puntualmente. Il convento provinciale assegnò espressamente pecunia per procacciar armi e munizioni; chiarì nemico della patria chiunque ricusasse di fornirsene; i principali si facevan gloria di comparire armati in favore della libertà: si adunavano e si esercitavano le milizie; queste si levavano dall'autorità del governatore, e si sottoponevano a quella della provincia; elleno si tenevano pronte a marciare in ajuto di Massacciusset. Le istesse cose si facevano nelle contee basse della Delawara e nel Nuovo-Hampshire. Eravi l'assemblea legittima convocata. Approvò le operazioni del congresso, e scrisse congratulandosi ai Marilandesi del buono animo loro verso la patria, promettendo di star pronti in difesa di questa tanto cara e tanto diletta libertà. Ma non contenti gli abitanti a ciò, fecero un convento a Exeter, il quale ratificò le cose ordinate dal congresso, ed elesse i deputati al nuovo.
Ma nella Carolina Meridionale, provincia tanto principale, le cose andarono molto calde. Vi si fece un convento di deputati di tutta la provincia. Questi decretò, doversi rendere immortali grazie ai membri del congresso, approvarsi le sue risoluzioni, doversi queste eseguire. S'incuorarono i manifattori del paese, ed ampie liberalità furono assegnate ad uso degli abitanti necessitosi di Boston. L'ardore ed il consenso erano universali. E perchè l'amor del prò, e l'interesse privato queste pubbliche risoluzioni non ingannassero, furono eletti uomini a posta, perchè fossero diligentissimi esploratori, e procurassero fossero mandate ad effetto.
Nel Massacciusset e nella Virginia l'ardor delle genti era maraviglioso. Non si vedeva dovunque, che immagini di guerra, e sembianze di combattimenti. Gli abitanti di Marblehead, di Salem e di altre città marittime, essendo per le presenti occorrenze cessata l'opera loro in sul mare, alla quale erano avvezzi, si volsero all'armi di terra, e dentro vi si esercitavano con grande sollecitudine. Indrappellarono in poco tempo parecchj colonnelli di gente pratica nell'armi, e pronta ad esercitare la guerra, se pure a questo fatal termine si dovesse venire. Gli uffiziali delle milizie virginiane assembratisi al Forte Gower, dopo d'aver protestato di voler conservare fedelmente al Re la obbedienza, dichiararono, che l'amor della libertà, la carità della patria, e l'attaccamento ai giusti diritti dell'America dovevano ad ogni altro motivo sovrastare; e che per conservargli intendevano di fare ogni sforzo, quando a ciò fossero chiamati dall'unanime consentimento dei concittadini loro.
Nelle province della Nuova-Inghilterra massimamente, essendo in questa i popoli molto dediti alla religione, e da questa più di ogni qualunque altro movevoli, i predicatori esercitavano negli animi loro una grandissima autorità. E questi in ciò spesso e con molto calore insistevano, che la causa degli Americani era la causa del cielo; che questo affeziona e protegge gli uomini liberi, ed ha in abborrimento gli autori della tirannide; che ingiusti e tirannici oltre misura erano i disegni dei ministri inglesi contro l'America; e che perciò era strettissimo dovere loro, non solo come uomini e cittadini, ma eziandio come cristiani di ovviare a questi tentativi, e di unirsi sotto i Capi loro per difender ciò che l'uomo ha più caro, la religione più sacro. Così gli abitanti della Nuova-Inghilterra presero il campo, invasati essendo di uno zelo religioso molto ardente, e credendo di fare in ciò una cosa gratissima al cielo. Si accozzaron in essi lo zelo politico e religioso, due possentissimi stimoli all'uman cuore. Perciò non si dovrà pigliar maraviglia, se negli avvenimenti che seguirono, diedero esempj non rari di un singolar coraggio e di una grandissima ostinazione.
In mezzo ad un tanto consenso, la sola provincia della Nuova-Jork tentennò; imperciocchè ella, e principalmente la città capitale, erano molto in parte. L'assemblea sua, considerati i provvedimenti fatti dal congresso generale per interrompere il commercio coll'isole britanniche, gli ricusò; la qualcosa riuscì di non poco dispiacere agli abitanti delle altre province. Le cagioni di un accidente tanto inaspettato sono state le mene ministeriali efficacissime in quella provincia, il gran numero dei Reali che l'abitavano, i quali essi con nome tratto dalle Sette che regnarono in Inghilterra ai tempi della rivoluzione, chiamavano Tori; il commercio fiorentissimo della città della Nuova-Jork, che non si voleva perdere, e forse anche la speranza, che avevano i Jorchesi, che le petizioni del congresso avessero a consiglj più miti piegare i ministri britannici, se non fossero dalle rigorose determinazioni intorno il commercio accompagnate. Alcuni anche credettero, che questa della Nuova-Jork sia stata una mostranza astuta, per poter poi, ed all'uopo, dire di procedere giustificatamente.
Il primo febbrajo si era il giorno destinato per la cessazione dell'introduzione delle merci inglesi nei porti dell'America giusta le deliberazioni del congresso; e quantunque esse fossero conosciute in ogni luogo, tuttavia anche dopo quel termine si appresentarono ai porti parecchie navi cariche di simili mercanzie, sperando i padroni d'introdurle di nascosto, o che avrebbero gli Americani rimesso della ostinazione loro, a ciò indotti dalla necessità, o dall'amor del guadagno. Ma queste speranze riuscirono vane nella maggior parte, anzi in tutte le province, eccettuata quella della Nuova-Jork. I carichi furon buttati in mare o rimandati.
In cotal modo, mentre sussistevano tutt'ora gli ordini del governo antico in America, se n'erano formati dei nuovi, i quali più di quelli avevano forza ed autorità nei popoli. I conventi provinciali, distrettuali, e cittadini si avevan nelle mani loro recata quell'autorità, che agli antichi magistrati si apparteneva; e questi non avevano o la volontà, o la potestà d'impedirgli. Così non più i governatori e le assemblee consuete, ma i conventi, le congregazioni di corrispondenza, e quelle di vegghianza avevano la potestà dello Stato intrapresa. E dove queste mancavano, sopperiva il popolo colle adunate, e col trarre a calca.
I più credevano, che, per l'effetto delle leghe contro il commercio inglese, questa volta molto severamente osservate, e per la fermezza dai coloni generalmente mostrata, si sarebbe evitato il sangue; che avrebbe buonamente il governo britannico dato alle cose americane un altro indirizzo, e sarebbesi perciò di questo ristorata l'antica tranquillità ed unione. I caporioni per lo contrario temevano o desideravano si venisse alle armi.
In questo stato di cose si trovavano le colonie inglesi in America in sull'uscir dell'anno 1774, e nell'entrare del 1775.
Intanto qualunque fosse il calore, col quale i coloni i disegni loro proseguivano, le cose si erano in questo mezzo assai raffreddate in Inghilterra rispetto alla querela americana. Gli abitanti di questo regno erano infastiditi del sentirne parlare più oltre, siccome quelli, che già da sì lungo tempo, e sì frequentemente, ne avevano tante cose da una parte e dall'altra udite. Si erano perciò dati in preda ad una quasi totale indifferenza. E stantechè questa contesa bastava già da dieci anni, e che sebbene avesse più volte fatto sembianza di volersi terminare in una aperta rottura, tuttavia non era mai a quel fatal termine pervenuta, così era entrata universalmente nei popoli una opinione, che si sarebbe, senza venirne agli estremi casi, qualche modo trovato di rassettarla. Si pensava ancora, che siccome già s'erano fatte concessioni agli Americani, così se ne potrebbero per avventura fare ancora dell'altre, le quali le cose avrebbero ad un perfetto accomodamento condotte, ovvero che agli Americani sarebbe finalmente venuta a noja l'interruzion del commercio, ed alle voglie della comune madre accostati si sarebbero. La quale opinione altrettanto più verisimile sembrava a tutti, in quantochè si teneva generalmente in poca stima il coraggio dei coloni, e che credevasi, che non sarebbe mai bastata la vista ai medesimi di provocare all'armi la nazione britannica, e molto meno d'incontrare alla campagna le soldatesche sue. Aggiungasi, che per procacciar la esecuzione delle ultime leggi proibitive contro la provincia di Massacciusset, le quali si sarebber potute facilmente estendere all'uopo anche all'altre colonie, non solo tutti gli eserciti della Gran-Brettagna non eran necessarj, ma neanco tutta l'immensa forza del suo navilio. Alcune navi di fila, che stanziassero alle bocche dei principali porti delle colonie, ed un certo numero di fregate, le quali mareggiassero nelle vicine acque per impedire che gli Americani non mandassero fuori al mare i vascelli loro, avrebber dato compimento a questa bisogna. E con qual costanza, pensavasi, avrebbero gli Americani potuto persistere in una resistenza, che nulla giovava in quanto ad ottenere il fine loro, non avendo essi navilj da opporre, e potendo dall'altro canto l'Inghilterra con poca spesa e con pochi uomini per lungo tempo ed efficacemente nelle intraprese proibizioni continuare, ed in questo totale inretamento del commercio americano? Dalla parte dell'Inghilterra erano i mezzi di nuocere pressochè infiniti e del tutto insuperabili, mentrechè l'America non aveva altri modi fuori di quelli di una passiva resistenza e della pazienza, delle quali non potevano i coloni prevedere, nè quale avesse ad essere l'effetto, nè quando il fine. Alle mercatanzie inglesi rimanevano allora tant'altre vie aperte, che quand'anche quella delle colonie fosse loro chiusa onninamente, questo non poteva un gran difetto originare nello spaccio loro. Si sperava ancora, che per le solite gelosie, e per l'amore dell'interesse, o questa o quelle delle città marittime dell'America si sarebbero dalla lega scostate. Il che sarebbe stato ad ogni modo la causa della totale risoluzione loro, stantechè le altre avrebbero seguitato di necessità l'esempio di queste, e le città situate all'indentro delle terre quello delle città marittime. Per tutte queste cagioni non è da prender maraviglia, se un tanto riposamento d'animi siasi allora manifestato fra i popoli d'Inghilterra; e siansi questi al tutto determinati ad aspettar dal tempo, dalla fortuna e dai procedimenti dei ministri il fine a questa incomoda querela.
In mezzo a questa universale tiepidezza, ed in sul finir dell'anno 1774, fu convocato il nuovo Parlamento. Non essendo ancor ben note le operazioni del congresso generale, nè il consenso, col quale stat'erano ricevute, sperandosi tutt'ora nelle divisioni intestine e nell'efficacia dei partiti presi, il Re nella sua dicerìa introdusse il discorso delle disturbanze americane, annunziando, che la disubbidienza continuava nel Massacciusset; che le altre colonie lo sostentavano; che ogni provvedimento si era dato per fare eseguire le leggi del Parlamento; che si voleva ad ogni modo mantenere la suprema potestà legislativa della Gran-Brettagna in tutte le parti del suo dominio. Non fu senza fatica e senza molte disputazioni, che si potè nell'una Camera e nell'altra ordinar la risposta; contendendosi dalla parte dell'opposizione, che se il precedente Parlamento aveva alle deliberazioni proposte dai ministri acconsentito, ciò era perchè avevan essi asseverantemente detto, che avrebbero l'antica quiete restituito. Ma che ora si vedeva con evidenza, che le promesse loro erano state vane; e che perciò non si doveva più in quelle determinazioni continuare, ch'erano state e inutili e dannose. Essi forse, dicevano, udita qualche supplichevole voce da parte dell'America, od hassi qualche segno di penitenza delle passate cose, o di miglior volontà per l'avvenire? Mai no; per l'opposito maggior rabbia, maggior fervore, una più gran costanza, una più stretta concordia, ed una più viva fede nella giustizia della causa loro. E si vorrebbe ancora per orgoglio, e forse per vendetta, persistere in quelle risoluzioni, alle quali contrastavano la ragione, la giustizia ed una fatale esperienza? Ma i ministeriali urgevano dal canto loro, che i procedimenti degli Americani erano così lontani da ogni rispetto, che il sopportargli sarebbe viltà; ch'era una cosa strana il sentir dire, ch'erano gli Americani persuasi della giustizia della causa loro, perciocchè anche l'Inghilterra era persuasa della giustizia della sua; e se per questa contestazione giudicare l'Inghilterra non aveva diritto, lo avrà forse migliore l'America? Saper molto bene gli Americani, che si quistionava di un diritto, e non di pecunia, essendone il ritratto un nonnulla, e che si volesse per onor del regno mantenere. Ma nulla importare dell'onore del regno ai coloni, nulla poter soddisfare gl'incontentabili Americani. Essersi pruovate diverse vie di piacevolezza per ridurgli; ma essersi sempre fatti più insolenti. Attendere superbamente, che gl'Inglesi si avvicinino supplichevoli; che facciano ogni desiderio loro; tutto essersi fatto ciò, che gli amici degli Americani desiderato hanno; tutto essersi sagrificato fuori dell'onore; non consentire il cielo, che anche questo si abbandoni; non trattarsi più di tasse, ma di ammendar i commessi errori, di ristorar i fatti oltraggi. Ciò ricusar gli Americani; e perciò meritar gastigo, il quale se l'Inghilterra non facesse provar loro, crescerebbe vieppiù l'insolenza delle colonie ed il disprezzo, in cui ella è di già tenuta dalle europee nazioni, le quali sono alla pazienza e sopportazione dei ministri britannici in mezzo a tante e sì gravi provocazioni grandemente maravigliate. La risposta fu vinta secondo l'intento dei ministri, e con ciò gli Americani, i quali si erano dati a credere, che il nuovo Parlamento dovesse meno avverso del passato mostrarsi, furono delle speranze loro ingannati.
Tuttavia nonostanti queste così vive dimostrazioni da parte del governo, egli pare, che essendo pervenute in Inghilterra, prima delle vacanze del Natale, le certe novelle delle cose operate dal congresso, e del maraviglioso consenso d'animi, che in America si osservava, ripugnando forse i ministri al por mano agli estremi consiglj, abbian fatto pensiero di rimettere un poco la durezza loro, ed aprire qualche adito di concordia. A questo fine lord North ebbe insinuato ai mercatanti americani, che si trovavano in Londra, facessero petizioni, promettendo, che sarebbero esaudite. In mezzo a questi barlumi di concordia arrivaron le nuove dello scisma della Nuova-Jork; cosa grave in sè stessa, e che ne prometteva delle più gravi ancora. Il ministro di nuovo orgogliatosi si ristette, e non volle più sentir parlar nè di petizioni, nè d'accordo. Le cose si volgevan un'altra volta alle risse cittadine ed alla guerra. Ei sottometteva alle due Camere tutte le scritture appartenenti alle cose dell'America.
Lord Chatam accorgendosi della pertinacia dei ministri nel voler continuare negl'intrapresi consiglj, temendo non ne seguissero i più pregiudiziali effetti, lungamente e molto facondamente, ascoltandolo tutti con grandissima attenzione, favellò in favor degli Americani.
Nè l'opposizione ai decreti dei ministri si contenne nei limiti delle due Camere del Parlamento. Una notabil parte della nazione britannica era del pari avversa, e massimamente i più ragguardevoli negozianti del regno. Le città di Londra, Bristol, Liverpool, Manchester, Norwich, Birmingham, Glasgow ed altre, nelle quali più fiorivano il commercio e le manifatture, presentarono le petizioni loro al Parlamento, colle quali con vivi colori descrissero i danni ricevuti nel commercio loro, e quelli che più gravi ancora sovrastavano per la sopravvenuta contesa coll'America. Lo pregarono, interponesse l'autorità sua, perchè l'antica quiete ed il passato pacifico stato di cose fossero restituiti. Ma le preghiere dei negozianti miglior effetto non sortirono, che l'autorità e le parole del conte di Chatam; e ne furon rimandati non senza molte male parole da parte dei ministeriali.
Nel mentre che queste cose si facevano, Bollan, Franklin e Lee, agenti degli Americani in Londra, si rappresentarono nella Camera dei Comuni colla petizione, che il congresso aveva al Re indiritta, e che questi aveva rimandata alla Camera, pregando essere in difesa della medesima uditi. Si levò un romore incredibile, pretendendo i ministeriali, che non si dovevano nè una leggere, nè gli altri udire; e gli opponenti, il contrario. Affermavano i primi, che il congresso non era legale assemblea; che ricevere le sue petizioni sarebbe un riconoscerla; che le assemblee provinciali ed i loro agenti erano i soli e veri rappresentanti delle colonie, e che la petizione non conteneva altro, che le solite lamentanze sui diritti; ma che nissuno mezzo offeriva, niuna speranza probabile di voler venire ad un accomodamento. Ma i secondi discorrevano, che quantunque il congresso non fosse una legale assemblea, era esso però, più che non bisogna, competente per presentar petizioni, ognuno avendo, o da sè od unito con altri, il diritto di presentarle; che coloro, i quali firmata la petizione avevano, erano personaggi dei più autorevoli delle colonie; e salvar pur la spesa, che si ascoltassero, se non nella pubblica qualità loro, almeno nella privata; che nissun governo esisteva più nelle colonie; che i moti popolari vi avevan tutto contaminato; che si doveva perciò far caso della rappresentanza di quel governo, che la necessità delle cose vi aveva stabilito; che si ricordassero molto bene, che le disturbanze americane erano nate, ed a questo termine che si osservava oggidì cresciute, per non essersi volute le petizioni ascoltare; che si doveva la presente occasione abbracciare, la quale trasandata, nissun'altra se ne appresenterebbe, e sarebbe ogni speranza di accordo spenta; che questa era probabilmente l'ultima pruova che gli Americani volevan fare d'inchinarsi, la quale ricevuta essendo con alterigia, sarebbe principio di calamità inevitabili; imperciocchè entrerebbe negli animi di quelli la disperazione, e con questa la ostinazione. Ma i ministri stavano alla dura, e pretendevano la dignità dello Stato. La petizione ne fu disgraziata.
Nè con più benigne orecchie fu udita una petizione dei proprietarj delle Isole occidentali, i quali posero sotto gli occhi della Camera il danno, che provavano dall'arrestamento del commercio loro cogli Americani. I ministeriali guardavan sopra le petizioni, come se altrettanti trovati fossero delle fazioni; e che se pur, dicevano, dentro le risoluzioni concernenti l'America vi era qualche danno, questo era un male necessario, una calamità inevitabile. Aggiungevano, che i mali sarebbero ancor maggiori, se il governo facesse vista di piegarsi alle voglie dei sediziosi, o calare agli accordi coi ribelli.
Dopochè ebbero i ministri le petizioni dell'America, e quelle che in favore di lei dall'Inghilterra e dalle Isole occidentali erano state porte al Parlamento con sopraccigli levati ricevute; e dopo che ebbero tutti i partiti ributtati, che dagli opponenti erano stati proposti, si discoprirono, e nel cospetto di quello disvelarono, quali fossero i consiglj, che intendevano di seguire per ridurre gli Americani all'obbedienza. Indotti sempre da quella opinione, che le leghe americane sarebbonsi risolute di breve per causa degl'interessi diversi, dei varj umori, delle rivalità che nelle diverse colonie esistevano; ed a motivo anche, ch'erano grandemente contrarie all'interesse ed ai comodi dei privati; credendo eziandio, che maggiori privazioni delle cose al vivere necessarie non avrebbono i coloni così di leggieri sopportato, si persuadettero, che senza mandare in America numerose soldatesche, ma solamente con certi rigorosi statuti, con alcune risoluzioni proibitive, che andassero a distendersi oltre la provincia di Massacciusset, ed a ferire nelle più interne parti il commercio degli Americani, potevano l'intento loro ottenere. Al che si deve aggiungere, che i ministri pensavano, che in America gli uomini parziali per l'Inghilterra fossero, e molto numerosi, e dei più riputati in quelle contrade, i quali avrebbero le prime occasioni pigliate per mostrarsi vivi, e che finalmente gli Americani, siccome erano, giusta l'opinione dei ministri, d'animo abbietto e poco usi alle guerre, non avrebbero osato guardare in viso i soldati britannici. Così essi si accostarono ad alcune deliberazioni, le quali erano forse più crudeli, e certo più irritanti, della stessa aperta guerra; conciossiachè abbia l'uomo in minor detestazione quegli che, combattendo contro di lui, gli lascia i mezzi della difesa, che non quello, che il pone in mezzo alla necessità della fame, senza ch'egli sen possa con un generoso sforzo sottrarre. Tali erano, come tosto vedremo, i disegni dei ministri britannici, dai quali raccolsero quei frutti, che se ne dovevano aspettare. Ma per mandargli ad effetto era prima di tutto necessario il poter usare una parola, che gli avrebbe tutti renduti legittimi, e questa era quella di ribellione. I dottori, che nelle loro consulte avevano introdotti, dopo di aver molto bene considerato per ogni verso il caso, trovarono una cosa, la quale, se sarebbe stata certa in altri regni, poteva per avventura parere a taluno tuttora dubbia in quello d'Inghilterra; cioè, che nella provincia di Massacciusset esisteva la ribellione. Perciò lord North addì due di febbrajo, dopo di esser ito divisando la benignità, colla quale il Re ed il Parlamento avevano proceduto per sostener le leggi del regno, e la necessità che sovrastava ai ministri di proteggere efficacemente dalla rabbia dei sediziosi le persone fedeli ed affezionate, propose, che nella dicerìa, che il Parlamento doveva indirigere al Re, si dichiarasse, che la ribellione esisteva nella provincia di Massacciusset, e ch'era questa fomentata e sostenuta da illegali leghe, da criminosi accordi contrattisi nelle altre colonie con grave pregiudizio di molti innocenti sudditi di Sua Maestà.
Il dichiarare i Massacciuttesi ribelli era un gettare affatto il dado, ed un dinunziar loro la guerra. Perciò gli oppositori si mostrarono molto ardenti nel contrastare alla proposta del ministro; e molti fra di quelli stessi, che il secondavano, parvero ripugnar molto, e quasi inorridire ad una cosa sì grave, e tanto pregna di future calamità. Contendevano, che fossero pure quanti e quali essi erano i disordini in Massacciusset, l'origin loro e la causa prima dovevansi riferire alle tente di coloro, quali avevano in animo di stabilire il dispotismo, e manifestamente tendevano a ridurre alla più abbietta condizione di servitù gli Americani, da introdursi poscia nel cuore stesso dell'Inghilterra; e conchiudevano con affermare, che il resistere all'oppressione era un diritto dei sudditi, e che dell'esercizio di questo diritto se ne avevano nei regni inglesi altri esempj. Insistevano ancora, che niun atto di violenza era stato commesso nella provincia di Massacciusset, che uguali e maggiori non siano stati usati in ciascuna delle altre, e che questa parzialità avrebbe prodotto pregiudiziali effetti; che l'aggravar la mano su di una sola provincia colla speranza di dividerla dall'altre era cosa vana, stantechè tutte erano nella medesima causa unite; che tutte difendevano i medesimi diritti; che il dichiarar la ribellione era una cosa, che aveva in sè molto pericolo e nissuna utilità, non servendo, che ad aggravare il male, a render gli animi più ostinati, ed a disporgli a resistere con più sforzo e coll'ultimo sangue; poichè niun'altra speranza era lasciata loro, che nella vittoria.
Ma i ministeriali, e massimamente i dottori, che gli secondavano, mantenevano, che i ribelli fatti dovevano col nome di ribellione chiamarsi; che il resistere coll'aperta forza alle leggi del regno si riputava ribellione in Inghilterra, e tale dovevasi anche riputare in America; che la misericordia e la liberalità verso gli obbedienti si sarebbero tramescolate col rigore e colla forza contro gli ostinati; che la ragione di Stato e la giustizia richiedevano il gastigo di questi; che la punizione di pochi avrebbe anche gli altri richiamati al dovere, e che in tal modo la unione delle colonie sarebbesi disciolta; che del rimanente la resistenza degli Americani era una cosa da tenersi in niun conto, essendo essi, dicevano, codardi di natura, inabili ad ogni sorta d'ordine militare; fievoli di corpo, lordi d'inclinazione; che non potrebbero continuare un sol anno in guerra, senza che o si disbandassero, o fossero sì fattamente assottigliati dalle malattie, che si abbia a credere, che poche forze debban bastare a suggettargli. Il generale Grant tanto s'infautò in questo pensiero, che disse spacciatamente, che gli bastava la vista con cinque reggimenti di fanti di traversar tutta la contrada, e cacciarsi innanzi tutti gli abitanti da un'estremità del continente all'altra. Queste cose i ministri, che tenevano del gretto anzichè no, se le lasciavan calare molto volentieri, e assai dolcemente se le credevano; e questa fu una delle principali cagioni dell'ardir loro a cominciar la guerra, e dell'avervi fatto contro sì deboli provvedimenti.
Il partito posto dal lord North fu approvato con due terzi più di voti favorevoli.
Ma gli opponenti, conoscendo pure di quanta importanza fosse il fare una sì espressa dichiarazione di ribellione, non si perdettero d'animo; che anzi il giorno sei dello stesso mese, lord Giovanni Cavendish mosse nella Camera dei Comuni, che si riconsiderasse.
Il signor Wilkes, uno dei più ardenti libertini di quei tempi, e come si suol dire un repubblicone largo in cintura, rizzatosi, parlò nei seguenti termini:
«Io mi maraviglio bene, che in una causa di tanto momento, quale quella si è, di cui ora si tratta, delle colonie inglesi della settentrionale America, e nella quale tutti i diritti comuni del genere umano, e tutti quei punti principali si comprendono, che alle bisogne di Stato, od alla legislazione si appartengono, si voglia, non so se mi debba dire, con sì poco riguardo, ovvero con tanta inconsideratezza procedere; e come così di leggieri sostener si possa, che quelli uomini, i quali sono sovente stati con sommissime lodi innalzati fino al cielo per l'amore loro verso di questa patria, per la generosità loro a concederle quegli ajuti, che le abbisognavano, e pell'egregio valore mostrato in difenderla, ora siano dall'antico costume loro tanto mutati e diversi, che ingrati, sediziosi, empj e ribelli s'abbiano ad appellare. Ma se così è, egli è ben forza il confessare, che per qualche assai grave cagione siano sì insolite affezioni nate, un tanto cambiamento negli animi dei fedelissimi popoli intervenuto. Ma chi non sa, chi non conosce la mattezza nuova, che invasò i nostri ministri? o chi ignora i tirannici consiglj presi da due lustri in qua? Eglino voglion ora, che noi portiamo al piè del trono una risoluzione ingiusta, temeraria, piena di sangue e di un orribile avvenire. Ma prima che questo si permetta loro, prima che s'intraprenda la civil guerra, prima che la madre impugni l'armi contro la propria figliuola, spero io, che la Camera sarà per considerare i diritti dell'umanità, la causa ed il fondamento della presente querela. Sta per noi forse la giustizia? Certo mai no. E' bisogna esser affatto nuovo nella costituzione inglese, per non sapere, che le contribuzioni sono doni gratuiti dei popoli; e' bisogna aver la mente cieca, per non vedere, che i nomi di libertà e di proprietà cotanto grati alle orecchie inglesi, non son più altro, che uno squisito scherno, che un grave insulto fatto agli Americani, se si può nelle proprietà loro por la mano senza il consentimento loro. E che mestiero c'è di questo nuovo rigore, di questi insoliti consiglj? Gli Americani non sono venuti forse sempre, e prontissimamente, e liberalissimamente in ajuto della patria? Nelle ultime due guerre contro la Francia più vi concedettero, che non dimandavate, e che concedere non potevano. Eglino vi furono delle ricchezze loro non che liberali, prodighi; ei combattettero ai fianchi vostri; ei gareggiarono di valore e di coraggio con essi voi; ei furono a parte della vittoria contro il comune nemico della libertà dell'Europa e dell'America, contro l'ambizioso ed infedel Francese, che noi ora temiamo, che piaggiamo oggidì. Ed in questo punto istesso, in cui noi gli vogliamo con l'odioso nome di ribelli marcare, qual è la favella loro, quali le protestazioni? Leggete, che il ciel vi guardi, la petizione del congresso indiritta al Re, e vi troverete, che son pronti essi, come sempre stati sono, a testificar la fede e lealtà loro, i più rilevati sforzi facendo per fornir i sussidj, per effettuar le leve, quando a norma della costituzione ricerchi ne siano. Eppure si va qui vociferando da alcuni uomini avventati, che gli Americani vogliono l'atto di navigazione disfare; che intendono di levarsi di sotto alla maggioranza inglese. Ma volesse pur Dio, che non fossero più provocative, che vere queste stesse parole. Eglino non dimandan altro, così favellan essi nella petizione, che la pace, la libertà e la sicurezza. Ei non pretendono nè la diminuzione della prerogativa reale, nè alcun nuovo diritto. Ei son pronti e risoluti a questa prerogativa difendere, a questa autorità mantenere, ed a quei vincoli stringere viemmaggiormente, che alla Gran-Brettagna gli congiungono. Ma i nostri ministri, forse perchè dire si possa, che puniscono in altri il peccato loro, questi medesimi vincoli vogliono non solo allentare, ma disciogliere e rompere affatto. Ci si presenta la provincia di Massacciusset, come se ella avesse rizzate le insegne della ribellione. Altri eloquenti ed offiziosi personaggi di questa Camera pretendono anche tutte le altre province comprendere nei medesimi e delitto e proscrizione. Ma lo stato presente loro è forse veramente ciò, che ribellion si chiama? O non forse meglio una giusta e convenevol resistenza a quegli atti arbitrarj, che la costituzione interrompono, che le libertà e proprietà loro intraprendono? Ma so ben io quel che succederà, e non voglio ristarmi dal dirvelo, comunque strano e duro abbia a taluni sembrare, acciocchè non possa venir io accusato di avere, in sì grave occorrenza e nel principio delle imminenti calamità, del debito mio verso la patria mancato. Sappiate adunque, che una resistenza coronata dal successo si chiama una rivoluzione e non una ribellione; che il nome di ribellione sta scritto sul dorso del sedizioso che fugge, e quello di rivoluzione brilla in sul petto del guerriero vittorioso. Chi ci assicura, che per l'effetto della violenta e folle dicerìa di questi dì, gli Americani, dopo d'avere sguainato la spada, non siano ad esempio nostro per gettarne il fodero lungi da loro? Come sappiam noi, che in poco d'anni non abbiano la rivoluzione del 1775 a festeggiare, siccome quella noi celebriamo del 1688? Se il cielo non avesse favor dato, e coronata con un felice evento la generosa impresa dei nostri padri per la libertà, il nobil sangue loro arrossati avrebbe i fatali ceppi in vece di quello dei traditori e ribelli Scozzesi; e quello, al nome inglese orrevolissimo fatto, sarebbe di ribellione tacciato contro l'autorità legittima del Principe, invece di esser lodato ed esaltato, come una resistenza autorizzata da tutte le leggi divine ed umane, e come un generoso cacciamento di un abborrito tiranno. Ma poniamo, che con più infelice augurio contro di noi combattano gli Americani, che noi con Jacopo combattuto non abbiamo, non sarà forse perniziosa e deplorabile la vittoria? Non saranne perduta, non che l'americana, l'inglese libertà? Quegli eserciti, che soggiogheranno i coloni, suggetteranno anche i padri loro. Mario e Silla, Cesare, Augusto e Tiberio la romana libertà oppressero con quelle stesse soldatesche, che state erano levate per la superiorità romana mantenere sulle suddite province. Ma la bisogna andò anche più oltre, che gli autori stessi non divisavano; poichè i medesimi soldati che spento avevano la romana repubblica, distrussero e rovinarono da capo in fondo la potenza imperiale essa stessa; ed in men che non fa cinquant'anni dopo la morte di Augusto, quegli eserciti che avevano il debito di tener le province in soggezione, non meno che tre Imperadori nello stesso tempo chiarirono, dell'Impero disponevano a lor talento, ed a chi più lor veniva a grado il trono dei Cesari concedevano. Ma non posso io meglio restar capace della prudenza, che della giustizia della deliberazion vostra. Dove sono le vostre forze? dove le armi? come le manterrete voi? come le fornirete? La sola provincia di Massacciusset ha in questo punto trentamila armati in pronto, usi alle armi e pratichi della militar disciplina; ad un grand'uopo potrà essa condurne in campo novantamila; e così farà ella al certo, quando ciò, che di più caro ella ha, sarà tratto a pericolo, quando ella sarà a difendere sforzata contro i crudeli oppressori i suoi beni e le sue libertà. Quell'onorando Signore, che porta la fettuccia cilestra, ci assicura che diecimila uomini dei nostri, con quattro reggimenti irlandesi faran tornar loro un poco di cervello in capo, e gli faran star queti per bella paura. Ma dove lo manderete voi, Signore, questo esercito? Per avventura potrete voi incendiar Boston, o presidiarlo forte; ma la provincia sarà perduta per voi. Voi avrete Boston, come avete Gibilterra, in mezzo ad un paese, che non sarà vostro; tutta la terra-ferma d'America sarà in mano dei nemici. Vedrem rinnovarsi l'esempio della pelle del bue, che circoscrisse i limiti delle mura di Cartagine. Veggio già fin d'adesso nascere e crescere l'independenza d'America, e questa la grandezza acquistare, in sulla libertà fondandosi, dei più ricchi, dei più possenti Stati dell'universo. Io temo gli effetti della presente risoluzione; io temo l'ingiustizia e la crudeltà nostre; io ridotto i frutti della nostra imprudenza. Voi volete gli Americani trarre alla disperazione. Essi le libertà e proprietà loro difenderanno con quel coraggio, che inspira l'odio della tirannide, con quell'istesso, col quale i gloriosi nostri antenati hanno i minacciati diritti loro, e difesi e stabiliti. Dichiarerannosi independenti, e ad ogni più grave pericolo si metteranno, ogni altro male incontreranno, ad ogni più crudele sventura sottentreranno, piuttosto che piegar il collo sotto quel giogo, che i ministri stan loro apparecchiando. Ricordivi di Filippo secondo, re della Spagna; sovvengavi delle Sette Province, e del Duca d'Alba. Si deliberava nella consulta del Re, quale fosse il partito da pigliarsi in riguardo ai Paesi Bassi. Alcuni consigliavano il rigore, altri la clemenza. Prevalsero i primi. Il Duca d'Alba fu vittorioso, egli è vero, per ogni dove; ma le crudeltà sue seminarono i denti del serpente. I pitocchi, i guidoni di Brilla, come gli chiamavano, tenuti tanto a vile, quanto gli Americani or sono, furon quelli, che diedero il primo crollo alla potenza spagnuola. E ragguagliando le probabilità dell'evento da una parte e dall'altra, può forse l'Inghilterra altrettanta speranza di vittoria avere, quanta aveva la Spagna? Certo, mai no. Eppure a tutti è nota l'uscita di quella impresa, e come quel possente impero sia stato lacerato e diviso in varie parti per sempre. Giovatevi, se un eguale destino non volete incontrare, della sperienza de' tempi. Ma voi volete chiarir ribelli gli Americani, ed aggiugnete le più aspre parole, gli più amari scherni alla ingiuria ed all'ingiustizia. Se voi manterrete la deliberazione vostra, ogni speranza di concordia è spenta. Gli Americani vinceran la pruova; tutto il continente dell'America settentrionale sarà dall'Inghilterra smembrato, e già si rompe quel vincolo, che queste due, una volta amiche e parenti contrade, tra di loro collegava e congiungeva. Abbenchè mi giovi ancora sperare, che il giusto disdegno del popolo inglese sarà per punire gli autori di si perniziosi consiglj; e che quei ministri, i quali primi inventati gli hanno, pagheran colla vita loro le pene della perdita della principale fra le province americane».