Se l'atto della marca fosse stato ad un tratto posto ad esecuzione nelle colonie, queste vi si sarebbero forse sottomesse, se non senza qualche mal motto, almeno senza quell'aperta opposizione, che si manifestò dappoi; e si sa, potersi più facilmente contenere il popolo nella quiete, che fermarlo quando egli è mosso. I principali coloni non avrebbono avuto il tempo di fare i discorsi sul medesimo, predicando di lontano ai popoli dell'America i mali, che dal consentimento loro a questa nuova imposizione dovevano origine avere. E siccome essi mali sono più paurosi di lontano, che da vicino, non avendo i coloni dalla subita imposizione provato quel danno, che nell'incerto avvenire temevano, si sarebbero quietati; e molto meno avrebbero avuto tempo d'infiammarsi l'un l'altro contro il balzello; sì fattamente, che ogni novella, che ne arrivasse in qualche parte, quasi in un momento si propagava a tutte le altre, e produceva negli animi loro una tale e tanta alterazione, e ciò in tutti gli ordini, e specialmente nel minuto popolo, che tutti mettendo dall'un de' lati le antiche rivalità, la varietà delle abitudini e la diversità delle opinioni nelle materie politiche e religiose, concorrevano in ciò, non essere da sopportarsi una legge vinta in un modo tanto contrario agli usi antichi, ai privilegj loro, come coloni, ed ai diritti loro, come sudditi inglesi. Così, coll'avere voluto accennare prima di colpire, il governo inglese produsse in America contro un suo solenne decreto un'ardenza, ed unanime concorso di volontà determinatissime, e privò sè stesso di quella facilità ad obbedire, la quale nasce nei popoli dalle parzialità, dalle divisioni e dalle diversità degl'interessi loro.

Il primo ministro Grenville era stato autore dell'indugio, sperando, che le colonie, avuti gli avvisi, avrebbero proposto, quando non gradissero la marca, da sè medesime un altro balzello, il quale fosse per gettar quella somma, che dalla imposta della marca si aspettava; e perciò, quando gli agenti delle colonie lo andarono a visitare, disse loro, ch'egli era apparecchiato a ricevere da parte delle colonie tutt'altra offerta di tassa, la quale potesse gettare tanta quantità di moneta, quanta s'intendeva, la tassa della marca dovesse gettare; accennando anche destramente, che sarebbe ora in facoltà loro, consentendo, di porre un esempio di esser del parer loro richiesti, primachè una tassa qualsivoglia avesse a imporsi sulle colonie per autorità del Parlamento. Molti nell'Inghilterra, e forse anche gli agenti medesimi attribuirono a cortesia questo procedere del ministro; ma oltramare la cosa ebbe tutt'altro incontro, esclamandovi tutti, essere questa una carità pelosa. Poichè pensarono, che qualunque state fossero le offerte, il ministro avrebbe sino ad un picciolo volutane l'intiera somma, che credeva essere del bisogno; il che significava, volere o non volere, avere in ogni caso a fare l'intendimento di lui, e la sua essere cortesia da furbi. Si sapeva, ch'ei non sarebbe stato contento a meno di trecentomila lire di sterlini all'anno, la qual somma era al tutto necessaria giudicata per far le spese all'esercito, che s'intendeva dover alloggiar nelle colonie per la difesa loro. Nissuno degli agenti ebbe il mandato di aderire. Due soli allegarono, avere in commissione di dichiarare, le province essere apparecchiate a sopportare la parte dell'imposta della marca quando questa fosse secondo i metodi consueti stabilita. Perlochè il ministro, non avendo nissuna proposizione od offerta udito, che piacere gli potesse, deliberò di proseguire il disegno dell'atto della marca.

Ma in America la concitazione era grave, non solamente fra i particolari cittadini, ma ancora fra i maestrati; e tutti in ciò consentivano, il Parlamento non avere autorità di tassar le colonie. In ogni parte si facevano cerchiolini e capannelle; ed il soggetto della conversazione di tutte le brigate era la tassazione. Ogni giorno, e quasi ogni ora scemava negli Americani il rispetto e l'amore verso la nazione britannica, e cresceva la voglia del resistere. E siccome suole accadere nei moti popolari, chi ne diceva di più, questi n'era più applaudito, e miglior popolano tenuto. I benefizj per sì lungo tempo dalla metropoli collocati nell'America erano posti in dimenticanza, ed era frequente costume diventato, e gratissimo al popolo di leggere in sul libro delle angherie inglesi. Queste erano con vivi colori dimostrate dai caporioni alla gente, che concorreva ad udirgli, e di continuo esacerbati gli animi da somiglianti dicerìe. Le assemblee dei rappresentanti, e principalmente quelle di Massacciusset e della Virginia, mandarono istruzioni agli agenti in Londra, perchè usassero ogni industria, facessero ogni sforzo per impedire, che l'atto intenzionale non fosse in attual legge convertito; ed inoltre fecero le rappresentanze loro al Re ed alle due Camere del Parlamento; le quali tutte tendevano al medesimo fine, se non se che quelle di Massacciusset furono più delle altre vive e risentite. Era la provincia di Massacciusset particolarmente notata pel calore, col quale essa s'opponeva al nuovo ed insolito indirizzo, che da qualche tempo i ministri avevano dato alle cose americane. I coloni diventarono eziandio più risoluti, quando intesero, non essere nella presente contesa delle tasse a sè medesimi abbandonati, e specialmente in quella della marca; ma che nella metropoli stessa si trovavano molti personaggi o per sangue, o per dottrina, o per grado illustri, i quali o per propria persuasione, o per voglia di andare per le bocche degli uomini, o per ambizione di ottenere ad essere gli scambj dei ministri, andavano esclamando e dentro e fuori del Parlamento: «Questi non essere i modi consueti di procedere del governo inglese verso i suoi sudditi; esser questa una nuova tirannide, che, tollerata, passerà un dì dalle spiagge americane su quelle dell'Inghilterra; a' principj doversi ostare; i governi esser soliti nelle prosperità ad allungar le mani, ed a volersi maggior potere arrogare; far gran vista il governo inglese di volere imitargli nella presente prospera fortuna; perciò doversi stare a canna badata con esso; conoscersi le voglie e le arti delle tolte scozzesi, l'America essere il mezzo, o il saracino di piazza, l'Inghilterra il fine. E che bisogno s'ha di questi nuovi balzelli per proteggere e difendere l'America e le terre conquistate? Forse per tenere in freno i popoli indiani? Meglio ciò saper fare i coloni leggieri e spigliati che le fanterie inglesi grosse; essere i coloni di buon animo per difendersi da sè stessi, e per soccorrere all'uopo i presidj; del che ne diedero manifeste pruove molte volte. Nemico possente nel continente americano più non trovarsi; e che vani spauracchi sono questi mai di un nemico, che non appare da niun canto? E che necessità di voler tenere un esercito in America, al quale gli Americani abbiano a far le spese? Buoni frutti in verità aver già partorito quest'apparato militare! Gli animi inritrositi, cambiate la benevolenza in odio, la fedeltà in desiderio di cose nuove. Senza di queste inusitate soldatesche avere altre volte i Ministri, secondo che i tempi richiedevano, ottenuto pei modi consueti dalle colonie tutti quelli ajuti, che erano del caso. Dacchè esse sono state abili riputate a porger sussidj alla comune patria, ciò essersi ottenuto per via di requisizioni da parte della Corona indiritte per mezzo dei governatori alle varie assemblee. Continuisi l'istesso modo, ed avrannosi i medesimi sussidj senza scandali e senza pericolo di scisma. Ma volersi una obbedienza servile, per procedere poscia ad introdurre nel cuore stesso del Regno i modi stuardi. Di ciò essersene avuti manifesti indizj il dì, che Grenville venne fuori con quel suo modello di provvisione, pel quale si dovevano autorizzare gli uffiziali nelle colonie ad alloggiare i soldati nelle case dei privati; cosa immaginata appunto per ispaventare il popolo, per avvilirlo a lasciarsi cavalcare, ed alla disegnata tassa disporlo. Bene essersi levato tanto romore contro sì incomportabile enormità, che il ministro ne fu sgarato. Tosto aversi a procedere più oltre; perciò esser debito d'ogni buon cittadino di opporsi a questi primi tentativi».

Ma i ministri non si lasciavano svolgere, o perchè così volessero i favoriti che stavano al di dietro, o per caparbietà propria, o perchè credevano, che, malgrado tante lustre e dimostrazioni in contrario, gli Americani se ne sarebbero contentati per la confusione, incertezza e pericoli che sarebbero in tutte le cose loro nati, se negli atti scambievoli del vivere civile non avessero fatto uso della carta marchiata, e perciò pagatone la gabella. Onde i ministri erano soliti a dire, questa avere ad essere una legge, la quale si metteva ad effetto da per sè stessa. I memoriali, le rimostranze, le petizioni, le risoluzioni delle province americane furono poste dall'un de' lati.

Adunque la provvisione della carta marchiata fu sottoposta al Parlamento nella sua tornata del 1765, dove, se vi fu che dire e che fare, nissuno il domandi. Nissuno pensi nemmeno in qualunque altra occasione, o dei passati o dei presenti tempi, essersi dimostrata maggior forza, od acume d'ingegno, più passione, od amore o di parti, o del ben pubblico, o maggiore apparato di eloquenza, che in questa. Nè minore era la contenzione e la sospensione degli animi fuori, che dentro le mura di Westminster. E medesimamente tutta l'Europa, la quale si era molto sollevata a sì gran contesa, e massimamente le province ed i porti trafficanti stavano intentissimi a considerarne i progressi, ed a vederne il fine.

Intanto nel Parlamento quelli, i quali si opponevano alla provvisione, si mostrarono molto vivi, e dopo di aver citate le autorità d'uomini celebratissimi nella scienza delle cose politiche, come per cagion d'esempio Locke, Selden, Harrington e Puffendorf, i quali stabilirono, il primo fondamento, e l'ultimo fine, che ogni governo si deve proporre, essere il bene della società, andando percorrendo la storia patria de' tempi andati, allegarono:

Constare dalla magna carta, e da tutte le scritture di que' tempi in proposito delle imposizioni delle tasse a benefizio della Corona, e del mandare rappresentanti in Parlamento, siccome pure dallo statuto de' diritti, e da tutta la storia della costituzione inglese, che nissun suddito inglese può essere a tassazione soggetto, se non, come dicono essi, per comunem consensum parliamenti, che è quanto a dire, di sè medesimo, o dei suoi rappresentanti; e questo esser quel primo e generale diritto, che gli abitanti delle colonie, come sudditi inglesi, portarono seco, quando lasciarono la patria terra per andarsene in quelle lontane contrade; perciocchè non essere da credersi, che il diritto loro derivi dai diplomi, questi diplomi non ad altro oggetto essendo stati concessi, se non per regolare la forma esteriore della costituzione delle colonie; ma il grande ed interiore fondamento dalla costituzione loro, essere questo generale diritto del suddito inglese, il quale è il primo principio della libertà anglicana, cioè, nissuno poter essere tassato altro che da sè stesso e dai suoi rappresentanti.

Le Contee palatine di Chester, di Durham e di Lancastro, e le marche di Cornovaglia non essere state tassate, se non nelle proprie assemblee o Parlamenti loro, fino a tanto che in varj tempi sono state partecipi fatte della rappresentazione nel Parlamento britannico.

Il Clero sino a questi ultimi tempi, in cui venne ammesso alla rappresentazione generale, aver tassato sè stesso e conceduto al Re ciò che chiamano benevolenze, o sia doni gratuiti.

Credere alcuni, distendendo oltre ogni limite l'autorità del Parlamento, che questo possa fare ogni cosa, ed abbia tutte le facoltà, ma ciò non esser vero; e quando esser lo potesse, non essere diritto secondo gli ordini della costituzione; imperciocchè vi sarebbe allora nel Parlamento, come in un sol uomo vi può essere, un potere arbitrario. Ma il fatto stare, molte cose non essere in podestà del Parlamento; questo, tra le altre cose, non poter diventare esecutivo, nè gli uffizj che appartengono alla Corona, distribuire; non potere della roba di alcuno disporre, salvi solo i casi delle chiudende, senza il suo proprio consentimento; non potere i Lordi porre divieto ad una provvisione di moneta vinta nei Comuni; nè i Comuni innalzarsi a Corte di giustizia; non potere il Parlamento d'Inghilterra tassare l'Irlanda.

Avere i coloni un diritto nato con loro, come discendenti da sudditi inglesi, di non potere esser tassati da nissuno, fuorchè dai proprj rappresentanti; e ben lungi dall'essere rappresentati nel Parlamento della Gran-Brettagna, non essere in questo nemmeno virtualmente rappresentati, siccome i più minuti abitanti di essa Gran-Brettagna sono mediante l'intima unione, che a coloro gli lega, i quali vi sono attualmente rappresentati. E se il tassare (estendendo troppo oltre la massima delle rappresentazioni virtuali) quelle popolazioni, le quali di ben lungi soltanto potrebbero riputarsi essere virtualmente rappresentate, sarebbe cosa tirannica creduta, quanto maggiormente dovrebbe essa cosa e tirannica, e contraria agli ordini della costituzione estimarsi, il voler tassare coloro, che nè attualmente, nè in nissuna maniera virtualmente possono riputarsi rappresentati?

Il popolo irlandese essere, molto meglio che i coloni, nel Parlamento rappresentato, stantechè moltissimi uomini dell'Inghilterra posseggono od occupano terre, od uffizj lucrativi, o credenziali in Irlanda, come pure i discendenti loro immediati fermatisi in essa; e stante ancora che molti nobili o gentiluomini irlandesi seggono nelle due Camere del Parlamento britannico e che un numero eziandio più grande d'Irlandesi fanno le dimore loro in Inghilterra; ma ciò nonostante il Parlamento britannico non avere mai preteso avere alcun diritto di tassare il popolo d'Irlanda.

I primi stabilitori delle colonie non solamente essere stati dalle persecuzioni cacciati fuori della patria loro ma di più avere questa abbandonata a proprio rischio, pericolo e spesa. Essendo in tal modo stati derelitti, per non dire di più, ogni vincolo tra di loro, fuori di quelli a tutto il genere umano comuni, essere stato disciolto, essi assoluti da ogni debito di obbedienza verso di quella, ed essa dispensata da ogni debito di protezione verso di loro; che se accettarono alcuni diplomi reali secondo l'occasione, ciò avere fatto per necessità; e siccome questa necessità non era di propria elezione, perciò questi diplomi non potere obbligargli, e se tuttavia i medesimi potessero in qualche cosa obbligargli, ciò essere solamente a quella fedeltà, che il Capo supremo del Regno ha diritto di pretendere indifferentemente da ogni qualunque suo suddito.

Essere cosa assurdissima l'affermare, siano ancora gli Americani astretti a qualche soggezione verso il potere legislativo della Gran-Brettagna, il quale non ebbe bastante forza per difendergli e proteggergli contro le violenze dell'esecutivo; e più assurda ancora il dire, che il popolo della Gran-Brettagna possa sopra di quelli esercitare quei diritti, ai quali questo medesimo popolo afferma, si opporrebbe giustamente, se altri sopra di sè esercitare gli volesse.

Avere il popolo inglese lungamente combattuto e versato molto sangue per ricoverare que' diritti, che si credeva, la Corona avere sopra di sè stesso usurpati; e come adesso poter volere, usando quella medesima usurpazione che aveva in altri condannata, esercitare questi diritti sopra altrui? E se nei diplomi conceduti agli Americani a tempo dell'emigrazione loro, e che eglino hanno per forza accettati, si stabiliva, non poter essi far leggi, avuto però riguardo alla differenza delle circostanze, le quali contrarie fossero a quelle dell'Inghilterra, ciò non avergli di vantaggio sottomessi al Parlamento d'Inghilterra, che se fosse stata in quei medesimi diplomi inserita la medesima condizione in rispetto alle leggi della Scozia, o di un'altra contrada qualsivoglia, ciò gli avrebbe al Parlamento di Scozia, ed alla suprema autorità di quest'altra contrada sottoposti, quando che questa avesse da' suoi statuti la facoltà di tassare sè medesima per la propria difesa e conservazione.

Che qualunque stata sia l'assistenza prestata dal popolo della Gran-Brettagna verso quello delle colonie, essa dover essere stata prestata o per motivi di umanità e di fraterna affezione, o col pensiero di esserne, quandochè fosse, rimeritato; ma non mai a prezzo della libertà. Ed in ogni caso non potersi presumere, le colonie averla potuto accettare con tale condizione. Che se essa fu invece prestata per motivi di umanità e di fraterna affezione, siccome il popolo delle colonie non aveva mai dato luogo alla patria europea di dolersi di loro, così il medesimo farebbe per l'avvenire. E se essa fu concessa finalmente col pensiero di esserne una volta rimeritato, esserne pronti i coloni di venirne al ragguaglio, mettendo da una parte l'assistenza avuta da essa patria, e dall'altra i danni da sè medesimi sopportati, e gli utili avuti da quella per aver impedito, non vendessero ad altri le proprie robe a maggiori prezzi di quelli che vendevano a lei, e non comprassero da altri a minori prezzi di quelli che compravano da lei; e forsechè, considerata in tal modo la cosa, dicevano, l'Inghilterra non ne sarebbe in capitale.

L'essersi i coloni sottomessi alle leggi fatte dal Parlamento inglese per l'interno governamento loro, non potere, come esempio contra di sè stessi, addursi più che la sottomissione degl'Inglesi medesimi agli ordini di un Errico, od alle violenze della Camera Stellata potrebbesi contr'essi citare, la tirannide di molti essendo altrettanto grave a sopportarsi, come quella di pochi, e la tirannide di pochi come quella di un solo.

Che se la libertà si deve a coloro, i quali hanno gli animi nati e fatti per apprezzarla, e bastante coraggio per esporsi ad ogni pericolo e ad ogni fatica per acquistarla, essere i coloni americani più degni dei loro fratelli stessi della Gran-Brettagna di possederla; avere essi non solo alla nativa terra rinunziato tanto cara alle umane menti e tanto diletta, ed a tutte quelle dolcezze che in lei si trovano, ma ancora essersi volontariamente sottomessi alle fatiche ed agl'incomodi di un lunghissimo viaggio; e dopo di essere con prospera fortuna, ma con evidente pericolo scampati dal mare, avere su per quelle spiagge disabitate e barbare incontrato la fame, la quale avendo combattuta e vinta con infinita, e pazienza e pericolo, essere, quasi per un miracolo della divina provvidenza, dopo molto tempo, a questo stato, ed in questa presente prosperità cresciuti cotanto utile a coloro, dai quali eglino ebbero primamente l'origine.

Che se nei primi anni dell'esistenza loro in America alcuni fra i coloni dimostrarono un umore inquieto e soggetto ad essere tenuto a freno, e fossero tutti esposti alle correrie dei vicini paesani, gente nemica e feroce, la qual condizione rendeva l'interposizione e l'assistenza del Parlamento britannico necessaria, essere ora a tale grado di maturità in fatto di civiltà e possanza pervenuti, che non abbiano più altrimenti di essa interposizione bisogno; e perciò, siccome sono cambiate le proporzioni che esistevano tra le due nazioni, così doversi anche cambiare i termini dell'antica congiunzione, e porne de' nuovi alla presente e rispettiva forza e costumi loro più consentanei.

Le leggi penali promulgate dal Parlamento non avere forza, e non obbligare nelle colonie, se non se quando queste sono in esse leggi specificamente nominate. La qual cosa dimostra evidentemente, le leggi generali inglesi non abbracciare nell'azion loro le colonie americane, ma aver bisogno di leggi specifiche e particolari. Perciò stare queste colonie verso l'Inghilterra a un dipresso in quel medesimo rispetto, nel quale stanno negli ordini feudali d'Europa i Signori verso il Sovrano, protestando quelli a questo, e pretendendo questo sovra di quelli una obbedienza ed una autorità in certi limiti ristretta.

Chiari esempj in confermazione di tutto ciò ritrovarsi nella storia delle colonie tanto antiche che moderne. Così i Cartaginesi, così i Greci ed altri popoli famosi dell'antichità avere ai coloni loro lasciata una grandissima larghezza di governo interiore, solo contentandosi ai benefizj commerciali che da quelle ne derivavano. Così i Barbari settentrionali, i quali afflissero l'Impero romano, aver portate seco le leggi loro, e nelle case de' vinti introdottole, non conservando che una ben tenue obbedienza e soggezione verso i Signori della patria loro. Così ne' tempi più vicini a noi la Casa d'Austria avere con le sue colonie dei Paesi Bassi adoperato, primachè queste si sottrassero dalla divozion sua intieramente. La qual cosa dovere gl'Inglesi tenere avvisati, e di ciò che hanno a fare in rispetto alle colonie loro, e di ciò che hanno a temere.

Pagare le colonie assai tasse, se si considerano le restrizioni poste sul commercio loro; perciò non doversi altre gravezze imporre sugli Americani, ovvero restituirgli ad una intera libertà di commercio: poichè altrimenti sarebbero gravati doppiamente. La qual cosa sarebbe e ingiusta e tirannica da riputarsi.

Da tutto questo non volersi pretendere, le colonie americane non dover andar soggette a certe gabelle esteriori da porsi per autorità del Parlamento ne' porti loro, o ad alcune altre restrizioni, alle quali, in virtù dell'atto di navigazione o di altre provvisioni, il commercio loro è stato sottomesso; imperciocchè elleno sono nella medesima condizione, che tutte le colonie, che appartengono agli altri potentati marittimi dell'Europa, i quali dal bel principio della fondazione delle colonie loro queste proibirono da ogni commercio colle nazioni forestiere. Qui volersi parlare solamente delle tasse interne da porsi sulla universalità del popolo; e mantenersi, prima che e' possa a somiglianti tasse essere sottoposto, dover essere rappresentato.

E concedendo anche quello che si niega, che il Parlamento britannico abbia il diritto di far leggi obbligatorie per le colonie, e quello che è più, impor loro tasse senza il consentimento loro, esservi delle gagliarde opposizioni a farsi contro le gabelle ultimamente poste sopra di quelle, e troppo più ancora, e più forti contro a quella della marca, la quale fu testè girandolata dai ministri, e viene ora proposta in Parlamento. Poichè invece che queste gabelle di marca sono state a poco a poco, e gradatamente poste a' tempi andati sui popoli dell'Inghilterra, elleno hanno ora a cadere ad un tratto sopra le colonie, le quali, se non ne resteranno affogate, non vaglia; e se queste stesse gabelle sono state sì gravi riputate in Inghilterra, avuto riguardo alla gran varietà de' casi, ne' quali elleno debbono esser pagate, ed al gran numero delle ingorde multe, nelle quali anche le persone di miglior animo possono incorrere, doversi di necessità credere, avere a riuscire di molto maggior gravamento e pregiudizio nelle colonie, dove in generale il popolo non deve riputarsi così versato nelle materie di questa sorta, e molti eziandio non intendono il linguaggio di queste leggi intricate, e così lontane dall'intelligenza degli agricoltori e mercatanti. Doversi a ciò aggiungere, le medesime, siccome quelle che troppo odore rendono della terra britannica, e troppo sono notate della sottilità dei cervelli inglesi abilissimi ad inventar giravolte per raunar pecunia, dover essere avversate, come pericolosi tranelli, dai forestieri, e perciò allontanargli dall'andarsi a fermare con le famiglie loro sotto quel nuovo cielo. La qual cosa di quanto danno abbia ad essere a quelle crescenti popolazioni, e quindi per rimando all'Inghilterra stessa, niuno è che non lo veda.

Avendo finalmente a' termini della provvisione a pagarsi la pecunia ricavata dalle gabelle di marca nella tesoreria inglese, dovere in poco tempo le colonie, considerate massimamente le incomode proibizioni sul commercio loro poste, rimanere spogliate del tutto della moneta loro con gravissimo pregiudizio del commercio tanto esterno, quanto interno.

Ma dalla parte dei ministri si arguiva in contrario:

Essere prima di tutto necessario estraere dalla presente quistione tutto quell'apparato di scienza e di erudizione, della quale hanno fatto pompa gli avversarj, e che ricavarono dai libri degli uomini speculativi, i quali hanno scritto sopra le materie politiche. Tutte queste sottigliezze ed argomentazioni, state adoperate da coloro che hanno ne' libri loro trattato del diritto naturale, come sarebbero Locke, Selden, Puffendorf e somiglianti autori, non essere il caso in una controversia, in cui si tratta di una legge scritta. L'andare poi a rilevare le vecchie carte per arguire di là alla presente costituzione inglese, essere la più assurda cosa del mondo, poichè la costituzione non è più la stessa, e nissun sa, quale ella si fosse a qualcheduno de' periodi, che si sono citati. Esservi cose nella magna carta medesima, le quali non sono più negli ordini presenti; e perciò tutti questi ricordi delle cose antiche non comprovar nulla in riguardo alla costituzione inglese, tale quale ora ella è.

Questa costituzione essere in ogni tempo stata a continui cambiamenti ed ammendazioni soggetta, ora guadagnando, ora perdendo qualche cosa; nè essere la rappresentazione dei Comuni della Gran-Brettagna stata ridotta ai presenti ordini sino a' tempi di Errico settimo. In riguardo poi ai modi di tassazione, se si risale addietro oltre il regno di Edoardo primo o del Re Giovanni, non incontrarsi altro che dubbj ed oscurità, essendo la storia di quei tempi piena d'incertezza e di confusione. Le scritte per le domande di pecunia si facevano ora secondo la legge, ed ora no; e queste erano, per cagione d'esempio, quelle per la pecunia navale, o quelle per invitar le assemblee a tassare sè medesime, o quelle altre per far pagare i doni gratuiti. Altre tasse erano anche poste, come quella dello scutato, o sia servizio dello scudo, le cavalcate ed altre, che avevano la origine loro negli ordini feudali. I doni gratuiti pure essere contrarj alla legge; ed essere cosa nota a tutti, con quanta contenzione ed ostinazione il popolo inglese si opponesse alle domande della pecunia navale, le quali però la Corte non cessava di proseguire.

In riguardo alle marche di Cornovaglia, l'antico privilegio di tassare sè stesse aver poco durato, e solo essere stato concesso, perchè elleno potessero soccorrere il Re nella sua guerra contro i montanari di quel paese; essere nato, essersi spento col Regno di Edoardo primo, e quando il principe Edoardo diventò Re; ed allora queste marche essere state annesse alla Corona, e soggette divenute, come il restante del dominio inglese, alle tasse. Errico ottavo essere stato il primo fra i Re inglesi, il quale chiamò due deputati cornovallesi in Parlamento: la Corona avere esercitato, o no questo diritto di chiamare i deputati a sua posta, e quindi essersi originata quella disuguaglianza di rappresentazione, la quale a' presenti dì si osserva nella costituzione inglese. Errico ottavo aver chiamato un borghese di Calais in Parlamento, ed una delle Contee palatine essere stata tassata per ben cinquanta anni, innanzichè ella mandasse deputati al Parlamento.

Il Clero non esser mai stato senza rappresentanti; e quando e' si tassava da sè stesso nelle sue assemblee, ciò essersi fatto coll'autorità e consenso del Parlamento.

Il ragionare poi delle colonie inglesi dalle colonie dell'antichità essere una vana pompa di erudizione, sapendosi benissimo, le colonie dei Tirj in Africa, e quelle dei Greci in Asia non aver che far più che nulla coi presenti ordini delle colonie inglesi. Nissuna nazione prima dell'Inghilterra aver fatti statuti e regole fisse per le colonie, eccettuati i Romani; e gli ordini colonarj loro essere stati al tutto militari per mezzo dei presidj tenuti nelle principali città delle conquistate province, e la giurisdizione della principal patria essere stata assoluta ed illimitata; le province della Olanda non essere state colonie, ma piuttosto paesi sottomessi alla Casa d'Austria con una certa feudale dependenza; e finalmente niuna cosa essere più lontana stata dagli ordini, e modi delle colonie inglesi, che quell'inondazione di Barbari settentrionali, i quali, distrutte le reliquie dell'Impero romano, vennero sopra, ed occuparono tutta l'Europa; questi fuorusciti avere ad ogni legge, ad ogni protezione, e ad ogni connessione colle terre patrie rinunziato; aver quelli eletti i capitani loro, seguitate le loro insegne per andar a cercar ventura altrove, e fondare nuovi regni sulle rovine del romano Impero. Per lo contrario i fondatori delle colonie inglesi essere dal regno usciti con l'approvazione e consenso del Re e del Parlamento; a poco a poco gli ordini loro essere stati tocchi, e ritocchi con rispettivi diplomi, concessioni e statuti, finchè furono nella presente forma ridotti; ma non essere mai state quelle talmente dalla prima patria separate nè emancipate, che esse siano una volta diventate independenti, ed in propria balìa poste.

Il Parlamento a' dì della Repubblica molto per tempo essere stato della separazione delle colonie sollecito, ed aver vinta una provvisione, o atto (il quale se non sia più in vigore, doversi molto dubitare), per dichiarare e stabilire l'autorità dell'Inghilterra sopra le colonie. Ma quando vi fosse in questo proposito una legge scritta, o nissuna immediata illazione far si potesse da una somigliante legge, l'uso solo doveva bastare per quella autorità confermare. Non sonsi forse le colonie, per fino dai tempi della fondazione loro, alla giurisdizione della comune patria sottomesse? Non l'hanno elleno anzi in molti casi ricercata? In tutte le controversie concernenti la proprietà, non ebbero elleno ricorso al Consiglio privato? E non sono forse quelle controversie state determinate, non secondo le leggi delle colonie, ma sì, per lo contrario, secondo le leggi dell'Inghilterra? Ed a queste decisioni non si sottoposero elleno pacificamente? Eppure questi casi di ricorso, essere assai frequenti stati. Il Nuovo-Hampshire, ed il Connecticut essere già corsi al sangue a cagione delle gare loro; la Virginia, e la Marilandia all'armi; non dimostrar questo la necessità di una giurisdizione suprema, alla quale le altre subordinate giurisdizioni possano in caso di bisogno ricorrere? Nulla in nissun tempo poter più fatale riuscire alla pace e prosperità delle colonie, quanto che il Parlamento della sua soprantendente autorità sopra le medesime si dispogliasse; perciocchè dissolverebbesi in tal caso, ed in poco tempo ogni vincolo tra colonia e colonia, e nascerebbevi una fatale anarchia; conoscersi tra di esse bastanti semi di discordie e di fazioni, perchè di simile scompiglio non s'abbia ad avere qualche timore. Da questo al totale disfacimento dei presenti ordini colonarj, alla creazione di nuovi, al gettarsi in preda le colonie a qualche potentato esterno, esser parato lo sdrucciolo.

Di presente gli ordini delle colonie essere molto varj, siccome quelli, che furono l'un dopo l'altro stabiliti alla spicciolata, e dovettero alle circostanze ed accidenti de' diversi tempi accomodarsi; perocchè altri dovettero essere ne' primi periodi di ciascuna colonia, ed altri, quando esse si trovarono ad un ulterior grado di popolazione, di territorio e di ricchezza pervenute. In alcune da prima non avervi avuto altro, che un governatore assistito da due o tre consiglieri, poi più essere stati arroti; poi la Corte di giustizia eretta; poi le Assemblee create.

Siccome le costituzioni delle colonie sono state diversamente composte, e quasi alla spezzata; così dover esse per la necessità delle cose rimanere dalla giurisdizione della comune patria dependenti; niuno aver mai la posizione contraria mantenuta, innanzichè queste nuove dottrine andassero attorno; gli atti del Parlamento essere stati non solo senza alcun dubbio della legalità loro fatti, ma eziandio con applauso universale accettati, e volonterosamente obbediti; i porti loro essere stati alle dogane ed a regole sottomessi, che e mettevano un certo freno, e diminuivano il traffico loro; e gabelle essere state messe, e tra le altre quella delle poste, le quali andarono ad impressionare ed a ferire le più interne parti del commercio loro; e nissuno mai, salvando questi nuovi dottori, essersi dato a credere, le colonie non dover essere dall'autorità del Parlamento tassate, regolate ed obbligate.

Non poter esservi dubbio, che gli abitanti delle colonie sieno altrettanto rappresentati nel Parlamento, quanto la maggior parte del popolo d'Inghilterra, poichè nel numero di nove milioni di questo, otto milioni ne sono, i quali non hanno diritto di rendere, e non rendono partito nella elezione dei membri del Parlamento; e perciò tutte queste argomentazioni addottesi per provare non essere le colonie dependenti dal Parlamento, derivate da motivi di rappresentazione, esser vane; anzi provar anche troppo, perciocchè vanno a ferire tutta la presente costituzione dell'Inghilterra. Ma la cosa essere, che un membro del Parlamento, eletto da una borgata qualsivoglia, rappresenta non solo i commettenti ed abitanti di quel particolar luogo, ma ancora quelli di ogni altra borgata della Gran-Brettagna. Ei rappresenta la città di Londra, ed ogni altro Comune del regno, siccome anche gli abitanti di tutte le colonie e dominj della Gran-Brettagna; ed è per debito e per coscienza a tener cura degl'interessi loro obbligato.

Esser vana e falsa la distinzione tra le tasse interne ed esterne. Si concede le restrizioni sopra il commercio, e le gabelle sopra i porti poste essere secondo la legge, e si niega nel tempo medesimo il diritto del Parlamento della Gran-Brettagna d'imporre tasse interne sopra le colonie. Ma, e che differenza passa mai tra le prime e le seconde? Una tassa posta in un qualche luogo non è ella forse, come quel ciottolo gettato in uno stagno, il quale increspa a mò di circolo la superficie dell'acqua, e questo circolo ne produce e dà moto ad un altro, e questo ad un altro ancora, finchè tutta quella superficie si trovi dal centro fino alla circonferenza agitata? Nissuno non credere, nissuno non confessare essere manifesto, che una gabella di dieci, o di venti per centinajo posta, per cagion d'esempio, sopra il tabacco, o sia ne' porti della Virginia, o sia in quel di Londra, non sia una vera e reale gravezza, o tassa posta sopra le terre della Virginia stessa, nelle quali cresce il tabacco, e lontane anche a cento miglia dal mare.

La protezione essere quella, che dà il diritto della tassazione; le obbligazioni reciproche tra le colonie e la patria loro essere connaturali, e derivanti dall'un canto dalla difesa e protezione, dall'altro dall'obbedienza; ed essere cosa molto obvia, che o le colonie debbono essere in tutto ed in ogni special parte dependenti dall'Inghilterra, o del tutto dalla medesima separate e disgiunte. Non trattarsi ora qual fosse la legge, qual fosse la costituzione; ma versare la controversia in questo, quale sia ora la legge, quale la costituzione. Ciò esser la legge, ciò esser la costituzione, quello esser il diritto, che fu senza contraddizione, e per sì lungo tempo, ed in numerosissimi casi per tale riconosciuto, per tale esercitato da una parte, e approvato ed obbedito dall'altra. Le altre esser troppo sottili opinioni, o vane immaginazioni d'uomini speculativi, le quali, siccome sono lontane dalla comune sperienza delle umane cose, così sono anche pur troppo atte ed accomodate a sollevare ed accendere gli animi di coloro, i quali siccome obbedirono per lo passato, e ciò con tanto utile e vantaggio loro, così debbono anche per lo futuro agli ordinamenti della tenera, ad un tempo, e possente madre loro obbedire.

Del rimanente non essere forse per molti capi migliore la condizione degli Americani, che quella degli Inglesi? Le spese dell'amministrazione interna e civile dell'Inghilterra essere enormi; così leggieri per lo contrario nelle colonie, che non è quasi da potersi credere. Il governo ecclesiastico, il quale è sì grave spesa in Inghilterra, essere di niun momento in America; là le decime, là i benefizj non curati esservi ignoti; non conoscervisi la povertà; ognuno, secondo il dire delle sacre scritture, sotto la propria ficaja vivere; la fame e la nudità esserne sbandite: e là non vedersi nè paltoni, nè mendicanti. Se altrettanto si potesse affermare dei popoli inglesi al di qua dell'Oceano, beata l'Inghilterra! Ma il contrario essere il vero, e ciò esser noto a tutto il mondo.

E qual nazione avere abbracciato le sue colonie con tanta carità con quanta l'Inghilterra le sue? Queste non aver mai, a' tempi delle necessità loro, ricorso avuto alla Gran-Brettagna senza ottenerne i più pronti ed i più ampj sussidj. O fosse per la difesa propria contro il nemico, o per avanzare ed accrescere la domestica prosperità, questi essere stati senza soprastamento alcuno liberalissimamente conceduti.

Oltre a ciò, nissun altro popolo avere quella specie di protezione data ad una parte di sè, che dall'Inghilterra alle sue colonie fu concessa; quella del credito, senza del quale non avrebbero mai potuto a quel grado di ricchezza arrivare, che è da tutti quelli, che le visitano, lodato ed ammirato; e fatta questa considerazione, la tassa, di cui si tratta, non poter altro apparire, che un modico interesse di quelle esorbitanti somme, le quali aveva la Gran-Brettagna alle colonie prestate.

In quanto alla mancanza della moneta, anche questa essere una vaga argomentazione: l'oro e l'argento non esser mai per mancare in un paese altrettanto ricco di buone derrate, quale si è l'America settentrionale. Nè questa tassa avere a gettar tanto, essendo anzi, non che moderata, modica, che possa seccare le sorgenti della moneta, massimamente, quando si considera, il provento della medesima aver ad esser tenuto in serbo nel tesoro, non potersi in nissuna maniera storre, o sviare, ed esser tutto destinato alle spese della protezione e difesa delle colonie, e perciò dovere in queste necessariamente ritornare.

Adunque la superiorità inglese tanto magnificata non essere in fatto altro, che una superiorità di potenza e di sforzi per guardare e difendere tutte le sue dependenze e tutti i suoi dominj, ed in ciò essersi ella sì fattamente travagliata, che ne fu presso alla sua rovina. Egli è vero, aver l'Inghilterra in questa contesa conseguito tanta gloria, che a niuna maggiore potrebbe arrivare; ma in questa partecipare tutte le colonie sue; tanto lustro, tanto splendore essersi anche riverberati in America, e gli Americani essere venuti a parte così degli onori, come dei benefizj, che ai membri dell'Impero britannico appartengonsi, mentre che l'Inghilterra sola ha pagato l'immenso prezzo di tanta gloria.

Queste furono le argomentazioni da una parte e dall'altra con eguale ingegno e calore nel Parlamento allegate in prò, o contro la tassa americana. E mentre pendeva tuttavia la questione, i mercatanti di Londra, i quali trafficavano coll'America, sollevati maravigliosamente dal timore di perdere, o almeno di non poter riavere ai giusti tempi i capitali, che avevano nelle mani degli Americani collocati, presentarono al tempo della seconda lettura della provvisione una petizione contro la medesima; imperciocchè preveggevano benissimo, che fra gli Americani alcuni per necessità, ed altri con questo colore, mancato non avrebbero di ritardare le rimesse. Ma all'incontro si allegò quell'uso della Camera de' Comuni di non udir petizioni indiritte contra le provvisioni delle tasse; e quella de' Londinesi fu posta dall'un de' lati.

Intanto esclamavano i ministri, particolarmente Carlo Townsend:

«Ed ora vorranno questi americani figliuoli stabiliti dalle cure nostre, nutriti ed allevati dalla nostra amorevolezza, protetti dalle nostre armi, finchè a questa forza ed a questa opulenza, che oggidì vediamo, fossero pervenuti, torcere il grifo, e rimbrottando ricusare di porre in mezzo un lor quattrino per sollevarci da quel grave peso, che ci mette in fondo?».

Il Colonnello Baré riprese le parole, e con un bellissimo porgere per soldato, disse:

«Stabiliti dalle vostre cure! No; l'oppression vostra gli fece in America stabilire. E' fuggivano la vostra tirannide, e cercarono asilo in una incolta ed inospital terra, dove esposero sè stessi a tutti quei disagi, ai quali può l'umana natura andar soggetta; e fra gli altri alla crudeltà di un nemico barbaro e selvaggio, il più astuto, e, sto per dire, il più terribil popolo che viva quaggiù; e di più spinti dai principj della vera libertà inglese quelli incontrarono e sopportarono con ilare e forte animo, pareggiandogli con quelli, i quali da parte di coloro, che avrebbero loro amici dovuti essere, ebbero nella patria terra a sopportare. Nutriti ed allevati dalla vostra amorevolezza! E' crebbero per la trascuraggin vostra. Tostochè avete fatto avviso di pigliare cura di loro, ciò avete eseguito con mandar là uomini per governargli in questa parte ed in quella, i quali forse erano i deputati dei deputati di alcuni membri di questa Camera, inviati colà per sopravvedere le libertà loro, per far le spie, per rapportar male le azioni loro, per mettergli in preda; uomini, la cui condotta ha fatto in molte occorrenze agghiacciar il sangue nelle vene a que' figliuoli della libertà; uomini promossi ai più alti seggi della giustizia, alcuni dei quali, e questo so, avrebbero creduto di aver la buona ventura, se, ad una lontana contrada fuggendo, evitato avessero di esser essi medesimi, nella propria, avanti la Corte di giustizia tradotti. Protetti dalle vostre armi! Hanno eglino nobilmente pigliate le armi in vostra difesa, ed in mezzo alla costante e laboriosa industria loro il valore loro mostrato per la difesa di una contrada, le cui frontiere erano intrise di sangue, mentrechè le parti interne sue a vostro prò i piccoli risparmj, i frutti della onesta masserizia loro versavano ed offerivano. E crediate a me, sovvengavi, che vel dissi questo dì, che quel medesimo amore di libertà, il quale dapprima spinse ed animò questo popolo, questo stesso lo accompagnerà ancora. Ma la prudenza mi vieta di dir più oltre. Dio il sa, e certo sono, che io non parlo ora col calore delle parti; quello che dico, sì, lo dico, perchè tali sono i sentimenti del mio cuore. Quantunque la generale scienza e la esperienza del rispettabil corpo di questa Camera avanzi d'assai la mia, tuttavia ciò contendo, ed affermo, avendo molte cose vedute, e lungamente conversato in quella contrada, di saperne più, intorno all'America, che voi non ne sapete. Quel popolo è invero altrettanto leale, quanto gli altri sudditi qualsivogliano, che il Re si abbia; ma egli è un popolo geloso delle sue libertà, e che le vendicherà, se elleno saranno un dì violate. Ma il soggetto è troppo tenero; non ne vuò dir più oltre».

Queste cose disse il Colonnello improvvisamente, e con tanta fermezza, che tutta la Camera ne restò maravigliata, e tutti intentamente lo guardavano senza proferire una parola.

Ma i ministri se l'erano recata a gara; ed il Parlamento non poteva udire più ingrato suono di quello, che alcuno negasse l'autorità sua d'impor tasse in America. Così in favore della provvisione si riunirono, in molti l'opinione della sua convenienza ed utilità; in altri i bocconi ministeriali; in molti, e forse ne' più, la gelosia della propria autorità recata in contesa, dimodochè, quando fu posto il partito, a' giorni sette del mese di febbrajo dell'anno 1765, i no non poterono arrivare oltre i cinquanta; ed i sì furono dugencinquanta; e perciò fu vinta la provvisione, la quale fu con grandissimo favore approvata dalla Camera Alta addì otto marzo susseguente, e dal Re addì 22 del medesimo[2].

Questo è stato quel famoso andirivieno trovato dai più sottili e più fini cervelli inglesi, del quale non saprei dire, se sia stata maggiore la sofisticheria, o l'intempestività. Certo è, che da questo ebbero origine in America tutti que' garbuglj e rimescolamenti, i quali proruppero prima in manifesta guerra civile, poscia n'arse l'Europa tutta di guerra, e finalmente ne nacque una totale disgiunzione di una parte nobilissima dell'Impero britannico dalla sua metropoli. Dal quale rivolgimento, se non furono diminuiti la gloria e lo splendore delle armi d'Inghilterra pel valore ed ardire mostrati in tutti gli accidenti della guerra da' suoi soldati, certo ne furono scemate la potenza e l'autorità sue presso tutte le nazioni del mondo.

La notte, che fu vinta la provvisione, il dottor Franklin, il quale si trovava allora in Londra, scrisse a messer Carlo Thompson, quegli, che fu poi segretario del Congresso: il sole della libertà essere tramontato; dover gli americani accendere i lumi dell'industria e della masserizia. Al quale, messer Carlo rispose: apprendere, che ben altri lumi, che quelli, avessero ad accendersi; e così ei predisse le turbazioni, che dovevano seguire.

FINE DEL LIBRO PRIMO