[362] Romæ. 1787.

[363] Romae. 1754. T. 14. in 8. Ejusdem de mortibus persecutorum notis illustr. a Io. Andrea Paternò Castello Venetiis. 1766. in 8.

[364] Veronæ 1741. 1754. T. 2. in f.

[365] Florentiae. 1721. in 8.

[366] Veronae 1739. in 4. E di nuovo Augustae Vindelicarum. 1758.

[367] Venetiis 1778. in f.

[368] Patav. Comin. 1720. in 4. E di nuovo August. Vind. 1757.

[369] Romae 1741. in 4. gli opuscoli.

[370] Veronae 1745. edizione non terminata di tutte l'opere.

[371] Venetiis 1736. in f. Bisogna aggiungervi tre Carmina natalitia stampati poi dal Mingarelli, Anacd. Fasc. Romae 1736.

[372] Venetiis 1750. in f.

[373] Romae 1784. in f.

[374] Flavii Cresconti Corippi de laudibus Iustini Augusti minoris libri IV. ac carmen panegyricum in laudem Anastasii Quaestoris et Magistri cum notis variorum. Romae 1777. in 4. Il Foggini promise di dare ancora Bellum lyricum libris octo e Bella syrtica del medesimo Autore.

[375] Storia de' Teat. T. 6. p. 233. Edizione del 1790.

[376] Venezia. 1733. in 8.

[377] Urbino 1736. in f. col testo Latino a fronte a le figure delle maschere ricavate da un MS. della Vaticana.

[378] Bassano 1758. in 8.

[379] Londra 1717. in 8.

[380] Filosofia della natura di T. Lucrezio Caro e confutazione del suo Deismo e Materialismo dell'Ab. Raffaele Pastore. Londra 1776. T. 2. in 8.

[381] La Bucolica di P. Virgilio Marone in rime italiane. Parma in 8. Senza indizio d'anno.

[382] Colle altre Opere di Virg.

[383] Nella seconda Raccolta milanese.

[384] Vicenza 1780.

[385] Colle altre opere di Virgilio e separatamente Roma 1758. in 12.

[386] Nella seconda Raccolta Milanese de' Poeti Latini.

[387] Modena Anno VI. della Repubblica Francese.

[388] Parma 1801. opera postuma.

[389] Vienna. 1800.

[390] Le odi di P. Orazio Flacco espresse in varj metri da Octavio dalla Riva. Verona 1746. in 8.

[391] Milano 1779.

[392] Bergamo 1789.

[393] Non posso indicare il luogo e l'anno della stampa, non avendo ora l'opera sotto gli occhi. La vidi alcuni anni sono, e ne do il giudizio che ne formai leggendola in parte.

[394] Le prime furono stampate a Siena il 1759. e le seconde ivi il 1764.

[395] Siena 1778.

[396] La prima edizione del Pallavicini è di Lipsia del 1736. L'Orazio del Venini è nella seconda Raccolta Milanese, e corretto in Milano, 1791.; e nel Parnasso de' Classici è quello del Bramieri. Francesco Borgianelli stampò le odi in Venezia il 1736. Il Cassola a Reggio nel 1786. e ne fece poi una seconda edizione miglior della prima, che non ho veduta. Il Cesari stampò prima in Verona 12. Odi nel 1788. che pubblicò di nuovo con altre diciotto in Bassano il 1789.

[397] Atti dell'Accad. It. T. I. p. XXXV. e CXXVIII.

[398] Sono fra le sue Poesie unite a Teocrito Mosco, e Bione.

[399] Osservazioni intorno ad Orazio T. 1. p. 93. L'epistola dal Vannetti volgarizzata è ivi p. 163.

[400] Tralascio quelli che poche cose hanno volgarizzate, come il Frugoni, l'Ab. Civetti, ed altri.

[401] Le opere loro furono tradotte da Raffaele Pastore. Venezia 1776. in 12. da Guido Riviera, ivi 1761. T 2. in 8. Nella prima Raccolta Milanese v'ha Tibullo, e Properzio di lui, e Catullo di Parmindo Ibichense, cioè Francesco M. Biacca. Non parlo della traduzione del primo, perchè non l'ho veduta; nè di quelle del Riviera e del Biacca, perchè avendo cominciato a leggerle non mi ha sofferto l'animo di terminarle.

[402] Parnasso citato. T. 20. p. 335.

[403] Ivi T. 36. p. 112. Prop. Lib. 4. El. 4.

[404] Elegie scelte di Tibullo Properzio ed Albinovano tradotte in terza rima da Oresbio Agreo P. A. ec. Lucca 1745. in 4. Giulio Cesare Becelli tradusse Properzio, ma la sua traduzione è insoffribile.

[405] Le altre traduzioni d'Ovidio a me note sono le Eroidi del Conte Giulio Bussi, dell'Ab. Cesare Frassoni, e di Marc'Aurelio Soranzo; le Tristezze di Francesca Manzona Giusta; l'Epistole scritte dal Ponto del P. Massimiliano Giusti Barnabita; gli Amori e i Rimedj d'amore di Giuseppe Baretti; l'Arte d'amare di Filippo Sacchetti; le Metamorfosi di Fabio Maretti. Si vedano le due Raccolte Milanesi, e il Parnasso dell'Ab. Rubbi.

[406] Venezia 1735. in 8. Felice è pure la versione anonima che abbiamo nella prima Raccolta Milanese.

[407] Venezia 1725. in 4.

[408] Roma 1707. in 4.

[409] La traduzione di Lucano del Signor Cristoforo Boccella non appartiene al mio argomento essendo impressa nel secolo decimonono. E già mi riuscirebbe malagevole il darne giudizio per l'amicizia che a lui mi unisce.

[410] Verona. 1776. in 8.

[411] Roma. 1729. in f.

[412] La Medea, l'Edipo, la Troade l'Ippolito di Seneca, e l'Ippolito d'Euripide. Venezia 1750. in 8.

[413] Venezia 1761. in 8.

[414] Nella prima Raccolta Milanese

[415] Venezia 1758. T. 3. in 8.

[416] Firenze. 1726. in 8.

[417] Milano 1771. T. 3. in 8.

[418] Le orazioni scelte di M. Tullio Cicerone tradotte in lingua Italiana ed arricchite di note dall'Ab. Placido Bordoni. Venezia 1795. T. 3. in 8.

[419] Orazioni di M. Tullio Cicerone in volgar Toscano recate ec. Venezia 1750. T. 7. in 8.

[420] Orazione in difesa di Sesto Roscio d'Ameria Lucca 1789. in 8. Orazione in favore della legge Manilia. Ivi 1789. Le quattro Catilinarie Ivi 1790. in 8. Orazione a favore di Milone Ivi 1794. in 8. Anche il P. Michele Angelo Bonotto tradusse alcune orazioni di Cicerone e le stampò in Venezia il 1789. in 8. ma non le ho vedute. La sua traduzione però dei libri della Repubblica di Platone da lui stampata in Venezia non mi fa concepire grandi speranze di questa, se pure si può giustamente dall'una trar congettura dell'ultra.

[421] Venezia 1762. T 2. in 8. Il P. Anton Maria Ambrogi Gesuita tradusse le lettere scelte Roma, 1780. e Venezia, 1800.

[422] Venezia 1744. in 8.

[423] Ivi 1754. T. 2. in 8.

[424] Ivi 1743. in 8.

[425] Verona 1737. in 8.

[426] Venezia 1750. in 32.

[427] Firenze 1756. in f.

[428] Venezia 1740. in 8. non sono però tutte.

[429] Ivi 1747. T. 2. in 8. Haller Bibl. Chir. T. 1. p. 43.

[430] Torino 1763. E' la congiura di Catilina solamente.

[431] Venezia 1761. in 8.

[432] Fra le opere postume.

[433] Bassano 1802. in 8. Questa è la quarta edizione. Le altre che non ho vedute sono del secolo decimottavo.

[434] Ho notata questa versione perchè fu scritta nel passato secolo, ed ho taciuto di quella bellissima del signor Abate Nardini, perchè giudico, che sia stata fatta in questo secolo.

[435] Roma 1717. in 8.

[436] Panegiricae orationes veterum etc. Venetiis 1708. in 8.

[437] Venezia 1756. in 8.

[438] Ivi 1792. e seguenti.

[439] Flam. Carm. Lib. 1. Carm. 18.

[440] Osservazioni critiche intorno alla moderna lingua Latina. Venezia 1740. in 8.

[441] Cesar. Op. T. 31. p. 10. Si veda ivi l'annotazione.

[442] Cesar. Opere. T. 1. p. 82.

[443] Flam. Op. p. 294. edit. Comin. 1743. Si veda tutta quella lettera.

[444] Ludovici Sergardii antehac Q. Sectam Satyrae argumentis, scholiis enarrationibus illustratae. Lucae 1783. T. 3. in 8. Vi è aggiunto il quarto volume contenente le altre sue opere.

[445] Io. Vincentii Lucchesini historiarum sui temporis ab Noviomagensi pace Tomi tres. Romae 1725. 1738. in 4.

[446] Cordara Opera. Venezia 1804. T. 3. in 8.

[447] De rebus gestis Eugenii Principis a Sabaudia bello Italico. Mediolani 1752. De rebus gestis Eugenii ec. bello Pannonico. Romae 1748.

Ambedue queste opere furono tradotte in purissima lingua Italiana dal P. Pietro Savi Gesuita. Tutte le sue opere furono poi stampate in Milano in sei volumi il 1791.

[448] Il Facciolati scriveva purissimamente in latino ma non vestiva i pensieri alla foggia latina.

[449] Ethicorum libri quinque auctore Jacobo Antonio Bacci Seminarii Lucensis Rectore. Lucae 1760. T. 3. in 4.

[450] Ho ricordato altrove le sue annotazioni sulle opere di Cicerone scritte egregiamente. Quì deve esser citato de vita Eustachii Zanotti Gasparis Garantonii commentarius. Romae 1785. in 8.

[451] Non so se si continui a spiegarle nelle scuole, ma so, che si continua a farne nuove impressioni. Il Dussdorf. nel 1779. fece stampare in Dresda il Commentario de rebus ad Velitras gestis.

[452] Phil. Buon. de claris Pontif. Epist. Scrip. inter ejus Op. T. 1. p. 77. edit. Luc. 1784.

[453] Senatus-Consulti de Bacchanalibus, sive æenæ vetustae tabulae musaei Caesarei Vindobonensis explicatio, auctore Matthaeo Aegyptio. Neapoli 1729. in f.

[454] Langlet Meth. pour etud. l'Hist. T. 14. p. 340. ediz. 1772. in 12.

[455] Egli lasciò manoscritta ancora un'ampia collezione d'iscrizioni cristiane e di figuline, ed i volumi, che contengono questo tesoro d'antiquaria, sono ora nella Vaticana.

[456] Stephani Antonii Morcelli de stilo inscriptionum latinarum libri tres. Romae 1781. in 4.

[457] Inscriptiones Commentariis subjectis Ibid. 1783. in 4. Possono gareggiare col Morcelli in questo genere il P. Guido Ferrari, che le sue iscrizioni stampò in Milano il 1765., e l'Abate Luigi Lanzi, che parecchie ne pubblicò in Firenze. Non parlo poi de' viventi signori Canonico Schiassi di Bologna ed Abate Zannoni di Firenze elegantissimi scrittori di questo genere.

[458] Meminerimus, quas nominibus discerpsimus Hebraicam, Phoeniciam, Samaritanam, Chaldaicam, Arabicam, Aethiopicam linguam, non totidem linguae esse, sed unius, quam communi nomine Orientalem recte dixeris, propaginem, ac dialectos. Michaelis in notis ad Lovvth de S. Poes. Hebr. apud Ugol. T. 31. p. 194.

[459] Specimen variarum lectionum sacri textus et Chaldaica Estheris additamenta cum latina versione et notis ex singularii codice Pii VI. Accedit appendix de celeberrimo codice tritaplo Samaritano Bibliothecae Barberinae. Romae 1782. in 8.

[460] Antonii Zanolini Grammatica Institutio linguae Syriacae. Patavii 1742. in 8.

[461] Lexicon Syriacum cum auctoris disputatione de lingua Syriaca, versionibus Syriacis, et de Maronitis. Patavii 1742. in 4. Sopra ho mostrato come questo scrittore fu plagiario del Buxtorf, e d'altri nella Grammatica e nel Lessico Caldeo-Rabbinici. Dubito, che la taccia medesima si sia meritata anche in queste opere. Certo è almeno, che quello che dico quì nella prefazione alla p. VII. intorno alle Versioni Siriache è preso dal Filologo Ebreo del Leusden.

[462] Bibliotheca Orientalis Clementino-Vaticana, in qua MSS. codices Syriacos, Arabicos, Persicos, Turcicos, Hebraicos, Aethiopicos, Graecos, Aegiptiacos, Ibericos, Malabaricos jussu et munificentia Clementis XI. ec. ex Oriente conquisitos etc. recensuit ec. Romae 1719. 1728. T. 4. in f.

[463] Acta SS. Martyrum Orientalium, et Occidentalium. Romae 1748. T. 2. in f. Si aggiunge il Codex Liturgicus, ed altre opere di questi instancabili e dottissimi scrittori.

[464] Romae 1732.—46. T. 6. in fol. Il cognome del P. Benedetti era Ambarach, che in Siriaco significa Benedetto.

[465] Opuscoli del P. Calogerà T. 37.

[466] Daniel secundum LXX. ex Tetraplis Origenis nunc primum editus e singulari Chisiano codice annorum supra DCCC. Romae typis Prop. Fid. 1772. in f.

[467] Specimen ineditae et hexaplaris Bibliorum versionis Siro-estranghelae cum simplici atque utriusque fontibus Graeco et Hebraeo, cum duplici latina versione, ac notis, ac diatriba de rarissimo Codice Ambrosiano. Parmae 1778. E di nuovo stampato dall'Eichornio a Lipsia nell'anno stesso, e poi dal Tyohsen a Rostock nel 1793.

[468] Daniel secundum editionem LXX. Interpretum ex Tetraplis desumptam ex Codice Syro-Estranghelo Bibl. Ambr. Syriace edidit, latine vertit, praefatione notisque criticis illustravit Cajetanus Bugatti ec. Mediolani 1778. in 4. Dopo avere scritte queste cose, una bella lettera m'è pervenuta del Sig. Abate Amadeo Peyron, del quale ho già parlato altrove. Egli con profonda dottrina mi ha indicati i pregj principali dell'opera del Bugatti, e parecchi errori commessi dal Norberg nel suo Geremia ed Ezechiele, e dallo Spohn nello Jeremias ex collatione septuaginta Interpretum. Mi parla altresì degli atti de' Martiri dell'Assemani, e mi indica qualche errore della traduzione, come nel T. 2. p. 68. dove si legge Maximianus Imperator anno post susceptum Imperium, e si doveva dire anno quarto Regni Numeriani. In generale mi avverte, che non è da fidarsi sempre di quella traduzione, la quale talvolta è troppo ristretta, talvolta è diffusa troppo. L'Assemani non era molto perito nella lingua Latina, e traducendo rozzamente consegnava la sua versione a non so qual latinista, perchè l'acconciasse in miglior foggia. Questi che nulla sapeva di Siriaco pensava solo ad essere elegante, e nulla era sollecito della fedeltà. La cosa andò assai meglio per l'opere di S. Efrem, nelle quali la traduzione è più ristretta e fedele. A me rincresce di non poter quì aggiungere la stessa lettera; ma questa contiene qualche tratto Siriaco, ed a me mancano i caratteri di questa lingua.

[469] Roma 1782. in 8.

[470] Romae 1779. in f.

[471] Neapoli 1767.

[472] Rudimenta Linguae Arabicae cum Catechesi Christiana. Romae typis S. Congr. de Prop. Fid. 1732. in 4.

[473] Fab. Vit. T. 11. p. 185.

[474] Cesar. Relaz. Accad. nelle sue opere T. 18. p. 358. e seguenti.

[475] Codice Diplomatico di Sicilia sotto il Governo degli Arabi. Palermo 1789. e segg. T. 6. in 4.

[476] Oltre all'opere del Cesarotti citate, dalle quali è preso tutto questo racconto, è da vedersi una Relazione su questi codici di Monsignor Adami Arcivescovo d'Aleppo nell'Allgemeinen litterarischen Anzeigen 1793. (indicatore letterario Tedesco) e nell'Allgemeine Bibliothek der biblischen litteratur 1794.(Biblioteca Tedesca della letteratura biblica) e più copiosamente nel fundgruben des Orients (Miniere dell'Oriente) T. 1.

[477] Padova nella stamperia del Sem. 1787. in 8.

[478] Catalogo de' Codici Manoscritti Orientali della Biblioteca Naniana. Vi si aggiunge l'illustrazione delle monete Cufiche del Museo Nanian. Parte I. e II. Padova nella Stamp. del Seminario 1787. 1788. in 4.

[479] Delle monete degli Arabi ha parlato egregiamente ancora il dottissimo Signor Abate Caluso nella Biblioteca Oltramontana Vol. 3. del 1793. dando ragguaglio d'un'opera dell'Alder.

[480] A questo dotte scrittore dobbiamo ancora l'illustrazione della Patena Mistica creduta di S. Pier Grisologo, la quale si conserva nella Chiesa Cattedrale d'Imola. Padova nella Stamperia del Sem. 1804. in 4. Essa non appartiene al tempo, che forma lo scopo di questi miei fogli. Pure non posso tacere, che quella Patena non si era nè pure potuta spiegare dal Mazzocchi; nè de uno de' vecchj Assemani. Il Tiebsen aveva riconosciute in essa lettere Cufiche, ma l'aveva spiegate in un modo sicuramente erroneo, e il nostro scrittore che pure le ravvisa tali, le spiega in maniera felicissima.

[481] E' unita allo specimen ineditae versionis Arabico-Samaritanae Pentateuchi e cod. MS. Bibl. Barberinae Romae. 1778. in 8.

[482] Venezia presso Giacomo Storti 1787. T. 3. in 8. L'Abate Cournand la tradusse in Francese e la stampò a Parigi il 1789. ma lasciò il catalogo della libreria del Serraglio in lingua Turca.

[483] Dizionario, Grammatiche e Dialoghi per apprendere le lingue Italiana, Greca Volgare, e Turca ec. Padova 1789. T. 3. in 4. edizione seconda corretta ed accresciuta.

[484] Romae Typis S. Congr. Prop. Fid. 1788. in 8.

[485] Dottrina Cristiana Etiopica—Araba—Italiana Roma 1786. in 4. Lo stesso traduttore lo trasportò anche in lingua Amharica, che è la volgare del paese.

[486] Alphabetum Aethiopicum sive Gheez, et Amharicum cum oratione Dominicali, Salutatione Angelica, Symbolo fidei, praeceptis Decalogi, et initio Evang. S. Iohannis. Romae 1789. in 8.

[487] Alphabetum Persicum cum oratione Dominicali et Salutatione Angelica. Romae. Typis S. Congr. de Prop. Fid. 1783. in 8.

[488] Rudimenta linguae Coptae sive Aegyptiacae ad usum Collegii urbani de Propaganda Fide. Romae typis ejusdem S. Congr. 1777. in 4.

[489] Didymi Taurinensis litteraturae Copticae rudimentum. Parmae ex R. Typographaeo 1783. in 4.

[490] Della lingua propria di Cristo. Parma 1772. in 8. p. 41. e seguenti.

[491] Ignatii Rossii Etymologiae Aegyptiace. Romae 1808. in 4. Il signor Sacy nel Rapport historique già citato non ha fatta menzione di quest'opera, nè del catalogo della libreria Nani del Mingarelli, di cui parlerò fra poco.

[492] Lexicon Aegyptio-Hebraicum, nempe vocum Aegyptiarum, quae ex Hebraica lingua derivantur. Precede, De Hebraismo Aegyptiorum dissertatio del medesimo. E' nelle simbole Fiorentine del Gori T. 4.

[493] Euchologium Alexandrinum Copto-Arabicum editum cura Raphaelis Tuki Episcopi Arsenovensis, cujus partes sunt Missale. Romae 1746. Pontificale ib. 1761. Rituale 1763. Teotochiae 1764. T. 5. in 4.