[494] Psalterium Alexandrinum Copto-Arabicum. ib. 1749. in 4. Diurnum Alexandrinum Copto-Arabicum. ib. 1750. in 4.

[495] Specimen versionum Danielis Copticarum nonum ejus caput Memphitice et Sahidice exhibens. Edidit et illustravit Frid. Munter Hafniensis. Romae 1786. in 8. Ejusdem Commentatio de indole versionis Novi Testamenti Sahidicae. Accedunt fragmenta epistolarum Pauli ad Timoteum ex Membranis Sahidicis Musaei Borgiani Velitricis. Hafniae 1789. in 4. Alcune opportunissime varianti al primo di questi due libri ha date il chiarissimo signor Quattremère nelle Notices et Extraits des MSS. de la Bibl. ec. de Paris T. 8. p. 222.

[496] Fragmentum Evangelii S. Iohannis Graeco-Copto-Thebaicum saeculi IV. Additamentum ex vetustissimis Membranis Lectionum Evangelicarum divinae Missae Cod. Diaconici reliquiae, et liturgica alia fragmenta veteris Thebaidensium Ecclesiae ante Dioscorum ec. opera et studio F. Aug. Ant. Georgii. Romae 1789. in 4.

[497] De Miraculis S. Coluthi et reliquiis actorum S. Panesniu Thebaica fragmenta duo ec. opera et studio ejusdem. ib. 1793. in 4. L'opuscolo de' Miracoli di S. Coluto aveva in gran parte veduta la luce nel 1783. nell'opera intitolata: Monumenta anecdota ex MSS. Cod. eruta. Romae, apud Fulg. T. 4. p. 47. colla traduzione e le note dello stesso P. Giorgi.

[498] Spec. Vers. Dan. Copt. p. 3. Il P. Giorgi aveva cominciata la traduzione delle profezie di Daniele dalla versione Copto-Memfitica, ma distratto da altre cure non potè condurla a fine. Egli lo dice in Fragm. Ev. S. Joann. p. 232. e lo ripete il signor Quatrèniere Notices et extrats de la Bibl. T. 8. p. 221. Anzi preparava ancora la traduzione de' Profeti minori secondo l'Abate Caluso, Dydimi Taur. literaturae Copticae rudim. p. 17.

[499] Aegyptiorum codicum reliquiae Venetus in Bibliotheca Naniana asservatae. Bononiae 1785. in 4. Il P. Cavalieri nella vita del Mingarelli ci avverte, che egli era presto di stampare la terza parte di quest'opera, e già l'impressione era al nono foglio pervenuta, quando morì. Il manoscritto però era compiuto, e forse sarà a Bologna. Ivi è nella libreria dell'Università una sua collezione di modi di dire e di voci Copte Memfitiche, Tebaiche ec. Egli le raccolse avendo in animo di dare un giorno un'appendice al Lessico Copto del La Croze, o anche un nuovo Lessico. Il P. Cavalieri c'insegna altresì, che il Mingarelli scrisse una lettera Latina al Canonico Giuseppe Guazzuli, in cui spiegò alcune voci Tebaiche, che ne' suoi Codici Naniani non aveva potuto intendere.

[500] Caballeros Bibl. Script. Soc. Iesu, Suppl. I. p. 246.

[501] Ignatii Rossii Etymologiae Aegyptiacae. Romae 1807. in 4.

[502] Efemeridi letterarie di Roma 1774. p. 348.

[503] De inscriptionibus Palmyrenis, quae in Museo Capitolino adservantur interpretandis epistola. Romae apud Fulg. 1782. in 8. E nel quarto volume del Museo Capitolino.

[504] Alphabetum Armenum cum Oratione Dominicali ec. Romae typis S. Congr. de Prop. Fid. 1784. in 8. Gli stessi torchj hanno dato ancora Exercitium a Christiano viro quotidie peragendum 1709. Jacopi Viliotte S. I. explanatio Fidei orthodoxae 1711. Commentaria in Evangelia 1714. Dictionarium Latino-Armenum 1714. Heliae Ionae Ductor in ecclesiarum visitatione, quae sunt intra et extra urbem Romam. 1725. Missale Dominicanum 1727. Epistola de erroribus Eutychianorum 1772. Liturgia 1787.

[505] S. Jacobi Nisibeni opera omnia nunc primum edita, atque ex Armeno in Latinum sermonem translata. Romae typis S. Congr. de Prop. Fid. 1756. in f.

[506] Giorn. de Lett. d'It. che si stampava a Venezia T. 30. p. 465. 466. Amaduzzi Pref. in Alph. Arm. p. 11.

[507] Mars. 1815. p. 194. et Suiv.

[508] Altre opere pubblicate da questa dotta Colonia ricorda il Signor Chahan, che appartengono al secolo presente. Nel 1802. si cominciò a stampare una Geografia, di cui si hanno fin quì dieci volumi, e ne mancano sei per compirla. Il P. Ciaxhciaxcian ha dato in luce un Dizionario Armeno e Italiano nel 1804., e il P. Gabriele Avedixian un comentario su le epistole di S. Paolo nel 1812. Oghulluxian Medico della stessa nazione nel 1806. stampò un'opera su la materia medica, e nel 1809. un trattato della navigazione molto commendato dai signori Sacy e Langlès in un rapporto da essi presentato alla classe di letteratura dell'Istituto di Francia. Buonaparte, mentre dominava colà, e in molta parte d'Italia, avendo empiamente aboliti tutti gli Ordini religiosi, cambiò questo Istituto in un'Accademia, chiamandola Accademia Armena dell'Isola di S. Lazaro, e la divise in tre classi, cioè delle scienze teologiche e morali, delle scienze fisiche e mattematiche, e della letteratura Armena antica e moderna. Il signor Ingigian in una lettera scritta da Costantinopoli ai due d'Agosto del 1813. e inserita nel Magasin Encyclopédique di M. Millin, Iuin 1814. p. 339. e seguenti, parla di questa Colonia Armena in un modo molto diverso dal mio. Egli dice, che il P. Mixitar di Sebaste formò il nobil progetto di faticare tutto il tempo della vita sua per la propagazione degli studj nella sua nazione: che perciò abbandonò i monti Pariardes, e andò a stabilirsi con un gran numero di discepoli in un angolo del golfo adriatico a Venezia: che la sua prudenza, ed il suo spirito penetrante vinse tutti gli ostacoli del tempo suo: che la sua costanza, ed il suo zelo per introdurre fra' suoi compatriotti le cognizioni europee colla pubblicazione di molti libri renderono immortale il suo nome: che sapendo quanto una società d'uomini letterati giovar poteva per far nascere in tutti i cuori l'amor dello studio molto faticò per formar a Venezia un'Accademia Armena, di cui tutti i membri si adoperassero in comporre e tradurre dei libri nella lingua natia, e così contribuissero ai progressi dei lumi nel loro paese. Ed ecco per opera del signor Ingigian i monaci del P. Mexitor, o Mixitar trasformati in tanti scolari. Ecco, che egli co' suoi pretesi scolari non ha altro scopo, che di erudire la sua Nazione, e per ben riuscirvi lascia la patria, e si stabilisce in un paese lontanissimo. Ecco, che un sacro Istituto monastico è trasformato in un'Accademia, nè più si parla del vero fine, che ebbero quei Monaci, abbandonando generosamente la patria, e fu, siccome ho detto, per conservarsi fedeli nell'esercizio della Cattolica Religione. Io però, che scrivendo cerco la sola verità, non ho creduto in questo racconto dovermi dipartire da ciò che ne disse Apostolo Zeno autore allora del citato Giornale, il quale, come ognun sa, era accuratissimo scrittore, e scriveva nel tempo stesso e nella Città, in cui que' Monaci si rifuggirono.

[509] Sidharubam, seu Grammatica Samscrdamica ec. Romae ex Typograph. S. Congr. de Prop. fid. 1790. in 4.

[510] Vyacarana, seu locupletissima Samscrdamicae linguae institutio in usum fidei praeconum in India Orientali, et virorum litteratorum in Europa adornata. Romae typis S. Congr. de Prop. fid. 1804. in 4.

[511] Viaggio all'Indie Orientali. Roma pel Fulg. 1796. in 4.

[512] Systhema Brahmanicum Liturgicum Mythologicum, Civile ex monumentis Indicis Musaei Borgiani Velitris. Ibid. typis S. Congr. de Prop. Fid. 1790. in 4.

[513] Musaei Borgiani Velitris Codices MSS. Avenses, Peguani, Siamici, Malabarici, Indostani animadversionibus. Historico-criticis castigati et illustrati ec. Ibid apud Fulgon. 1793. in 4.

[514] Examen Historico-Criticum codicum Indicorum Bibliothecae S. Congr. de Prop. Fid. ibid. Typis ejusdem S. Cong. in 4.

[515] Centum adagia Malabarica cum textu originali et versione latina Ibid. apud Fulg. 1791. in 4.

[516] De veteribus Indis dissertatio, in qua cavillationes autoris Alphabeti Tibetani castigantur. Ibid. apud Fulg. 1795. in 4.

[517] De latini sermonis origine et cum Orientalibus linguis connexione. Ibid. apud eund. 1803. in 4.

[518] De antiquitate et affinitate linguae Zendicae, Samscrdamicae, et Germanicae. Patavii typis Semin. 1799.

[519] De MSS. Codicibus R. P. Ioannis Hanxleden Epistola ad R. P. Alexium Mariam a S. Ioseph. Carm. Exc. (Viennae) in 4.

[520] Scitismo sviluppato in risposta alla lettera del sig. Conte Castone della Torre Rezzonico. Roma. 1793. in 4.

[521] Monumenti Indici del Museo Naniano illustrati. Padova nella stamperia del Seminario 1799. in 4. Fra queste opere quella de latini sermonis ec. non appartiene all'epoca della quale io parlo; ma per la connessione della materia non ho voluto ommetterla. Vi sono ancora altre opere di questo instancabile scrittore, che a me mancano, a non ho potuto vedere. Fra queste l'India Orientalis Christiana. Romae Typis Salomonianis 1794. e Mumiographia Musaei Obiciani, Patavii typis Seminarii 1799. potrebbono forse contener qualche cosa spettante alle lingue dell'Indie.

[522] Bibliotheca Indica referens 313. codices Indicos MSS. opus ineditum, quod aere curaque Stephani Card. Borgiae vulgari debuit. Così si legge in un foglio volante, che contiene il Catalogo delle sue opere.

[523] P. Paul. Cat. Cod. MSS. Bibl. S. Congr. de Prop. Fid. p. 75. 76.

[524] V. il suo Alfabeto Tibetano, e una lunga nota, o piuttosto dissertazione nell'Op. de Mirac. di S. Coluto p. CCI.—CCCV. che ho già citata.

[525] Alphabetum Grandonico-Malabaricum, sive Samscrudonicum. Romae typis S. Congr. de Prop. Fide 1772 in 12.

[526] Il P. Costantino Giuseppe Beschi Missionario Gesuita pubblicò a Tramquebar il 1738. in 8. colle stampe della Missione Danese una Grammatica Tamulica col titolo: Grammatica Latino-Tamulica, in qua de vulgari lingua Tamulica fusius tractatur. Egli vi aggiunse un capitolo de variis quotidiano usui praecipue necessariis: e con ciò egli soddisfece al bisogno di coloro, che trattar debbono con quegli Indiani, i quali parlano il Tamul. La lingua volgare è la chiave di quella che chiamano letteraria: e di questa ancora fece il P. Beschi una Grammatica, intitolandola: Grammatica Latino-Tamulica, ubi de elegantiori Linguae Tamulicae dialecto, cui adduntur Tamulicae prosae rudimenta, che non ha ancora veduta la luce. Egli scrisse altresì un Dizionario Tamulico-Latino pel dialetto volgare, come il Sader Agaradi, parimente non impresso mai. E' il Sader Agaradi un Dizionario del dialetto letterario, ed è diviso in quattro parti. La primo Peyer dà i significati diversi d'ogni parola; la seconda Porul dà i sinonimi; la terza Toguei dà le specie subordinate dei termini tecnici, delle scienze, o delle lettere; la quarta Todpe è un rimario. Si veda il dottissimo Signor Langlès negli Annal. Encycl. di M. Millin Dec. 1817. p. 291. e seguenti. Il suo Dizionario fu veduto anche dal P. Paolino all'Indie. Lo stesso signor Langlès (ivi p. 301.) parla ancora d'una dissertazione della stesso P. Beschi sul modo di calcolare il tempo usato dagl'Indiani per anni solari secondo il sistema del Vakia, e del Siddhanta che sono i due più famosi trattati d'astronomia, che si abbiano in Tamul. Il P. Angelo Francesco Vigliotti Piemontese Carmelitano Scalzo, poi Vicario Apostolico, e Vescovo Meletopolitano fece una Grammatica con un breve Vocabolario, che si conserva nella libreria di Propaganda. Quella delle Missioni Apostoliche di S. Pancrazio fuori di Porta Aurelia ha MS. un'altra Grammatica e un Vocabolario Portoghese-Latino-Malabarico del P. Stefano da S. Maria Veneziano Carmelitano Scalzo e Missionario. (Amaduzzi Praef. in Alphab. Grand. p. xviii. P. Paol. Cod. Bibl. S. Congr. de Prop. Fide p. 54.) Il P. Cassiano Beligatti da Macerata Missionario corresse il tesoro della lingua Indiana del P. Francesco Maria pure Missionario Cappuccino.(P. Paulino ivi p. 57. 58.) Egli altresì è l'Autore dell'Alphabetum Bramhanicum, seu Indostanum Universitatis Kasi Romae typis S. Congr. de Prop. Fid. 1771. in 8. e di nuovo ivi 1787. Si aggiunga a questi Alphabetum Barmanum seu Romanum auctore D. Cajetano Mantegatio Insubre Cler. Reg. S. Pauli 1776. in 8.

[527] Romae typ. Congr. de Prop. 1785. in 8.

[528] P. Paol. loc. cit. p. 54. e 71. e Amaduzzi loc. cit. p. XVIII. e XX. Molte altre simili opere ad istruzion de' Cristiani, e ad eccitamento di pietà debbono aver fatte i Missionarj, delle quali niuna notizia è a noi pervenuta. Non voglio però omettere quei libri di questi, che la Congregazione di Propaganda fece pubblicare colle stampe senza nome d'Autore. Chiunque sia che gli ha composti è stato un Governo Italiano che gli ha fatti nascere, e gli ha pubblicati, onde non è alieno dal mio istituto il farne parola. Quelli che io posso indicare sono i seguenti. Doctrina Christiana Marastice 1778. in 8. Actus virtutum Theologalium Marastice 1718. Doctrina Christiana Lingua Peguana 1786. Catechisme abrégé en la langue de Madagascar 1786. Catechismus pro Barmanis eorum lingua etc. opera, et studio Clericorum Regularium S. Pauli in Regno Avae Missionariorum 1787.

[529] P. Paol. loc. cit. p. 69.

[530] P. Paol. Catal. Cod. Borg. p. 133. e seg. 151. 156. 158. 163.

[531] P. Paol. Cod. Bibl. S. Congr. de Prop. Fid. p 77.

[532] P. Paul. Cod. Bibl. S. Congr. de Prop. Fid. p. 77.

[533] Id. Cod. Borg. p. 1.

[534] Ivi Cod. Borg. p. 71.

[535] P. Paul. Cod. Borg. p. 71.

[536] Lettere sull'Indie Orientali di Lazzaro Papi Cittadino Lucchese. Filadelfia dalla Stamperia Klert. (Pisa Molini) 1802. T. 2. in 8. Il chiarissimo autore ha dimorato per dieci anni all'Indie Colonnello del Ràgia di Travancore, e comandò una brigata di Sipài da quel Principe mandata ausiliaria degl'Inglesi nell'ultima guerra, che questi sostennero contro il Sultano Tipoo. Di questa sua opera si parla nel citato rapporto dell'Instituto di Francia.

[537] Alphabetum Tibetanum. Praemissa est disquisitio, qua de vario litterarum ac regionis nomine, gentis origine, moribus, superstitione, ac Manichaeismo fuse disseritur, et Beausobrii calumniae in S. Augustinum aliosque Ecclesiae Patres refutantur. Romae typis S. Congr. de Prop. Fid. 1762. in 4.

[538] Georig, ou plutot Cassiano des papiers du quel l'ouvrage de Georgì est tiré, nous assure que ec. Rech. Asiat. T. 2. p. 179. Ma si veda l'Amaduzzi nella prefazione all'alfabeto Tibetano del P. Cassiano, il quale mostra, che questi solamente fu consultato da lui, e diresse l'impressione. Si veda principalmente ivi e p. V. e XV.

[539] La storia di questa tavola, e de' codici quì indicati, e come la cognizione della lingua Tibetana si spargesse in Europa si può vedere presso l'Ab. Amaduzzi nella prefazione da lui premessa all'alfabeto Tibetano del P. Cassiano Beligatti p. XIII.

[540] Gazzette litteraire d'Europe. À Paris 1764. T. 2. p. 262.

[541] Novel. Lett. di Fir. 1765. num 6. e segg.

[542] Recherches Philosophiques sur les Americains. À Berlin 1770. T. 2.

[543] T. 27. p. 290. Ed. Ven.

[544] Alphabetum Tangutanum, sive Tibetanum. Romae Typ. S. Congr. de Pr. Fid. 1773. in 12.

[545] Rab-giam-ba-Ton-ten-pelzam Dottore dell'Università di Serra. Il P. Cassiano co' Religiosi suoi compagni studiarono la lingua sotto l'insegnamento di tre Lami. Gior. Alf. Tib. p. 559. Il P. Francesco Orazio morì a Patana nel Tibet il 1747. d'anni 65. e gli fu posta doppia iscrizione in lingua Bramhanica e Latina. Giorgi ivi p. 435.

[546] Sarteschi de Cl. script. Congr. Matris Dei p. 253. e 254.

[547] P. Norb. Mem. Stor. T. 1. p. 419. e 442.

[548] Ora possiamo vantare Monsignor Mai e il P. Petrucci Gesuita a Roma, Peyron e Biamonti a Torino, del Furia e Zanoni a Firenze, Canonico Cav. Ciampi a Varsavia, ed altri parecchi, adesso che questi studj pare che prendano nuovo vigore.

[549] Ora sono chiarissimi in queste lingue i signori Peyron a Torino, Mezzofanti a Bologna, Lanci a Roma, Conte Carlo Castiglioni a Milano, e forse altri a me ignoti. E' fra gli ultimi il dotto autore degli opuscoli intitolati della Grecità del Frullone, e dell'erudizione orientale del Frullone, che si leggono nel Vol 2. P. 1. della Proposta del signor Monti. Egli farà cosa molto utile, se vorrà continuare queste sue ricerche etimologiche. Ma è desiderabile, che gli piaccia di ornarle colla necessaria urbanità, la quale non dovrebbe andar mai disgiunta dalle dispute letterarie.

[550] Hor. Lib. 4. Od. 4. v. 4. 5.

[551] Egli facc. 99. dice, che crisomalo è composto di Greco e di Latino. A me però pare tutto Greco, essendo la voce χρυσόμηλον, mutato l'eta in alpha pel dialetto Dorico.