Mi volgo indietro, e presso ai novant'anni
vedo che ancor finita
la favola non è della mia vita!
Soffrii sventure, affanni,
molestie, tirannie, frodi ed inganni,
con una cifra sol posti ad Uscita;
e ogni men tristo evento
posi ad Entrata, e valutai per cento.
Quindi al chiuder dei Conti,
dell'Uscita trovai maggior l'Entrata;
cosí vita viss'io sempre beata.
Il 1º di gennaio 1849.
Ne resta una copia, tra le carte numerose del Vieusseux, nella “Nazionale„ di Firenze.
205. Ne discorre in una lettera a G. Capponi (1827, tomo XXVI, n. 78, giugno, pag, 24), e in un'altra a M. Pieri (1828, tomo XXXI, n. 93, settembre, pag. 55).
206. Del quale l'Antologia fa parola: (1824, tomo XVI, n. 47, novembre, pag. 113).
207. Non pochi degli articoli suoi segnava con le iniziali A. B., né tutti l'Indice li ricorda sotto il suo nome.
208. Lettera inedita, Parigi, 1º maggio 1824; Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
209. Lettera inedita; Venezia, ottobre 1825. Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
210. Vedi Scritti di F. D. Guerrazzi. — Firenze, Le Monnier, 1847, pag. 255.
211. Suoi sono gli scritti (né l'Indice li ricorda) dal 1821 al 1827 compreso, segnati con la sigla L; gli altri, dal 1829 in poi, no: son d'altri, come a suo tempo vedremo.
212. Epistolario cit., vol. II, pag. 179. Lettera del 12 maggio 1816.
213. Non tutti nell'Indice compaiono gli scritti suoi, ch'egli talvolta segnava con la lettera N, tal altra con X. Vedi, in fondo al volume, la spiegazione delle sigle alla lettera X.
214. Lettera inedita; Milano, 26 aprile 1826; Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
215. Prometteva tuttavia, qualche volta; non però che la promessa fatta mantenesse. Né su l'Antologia comparve in fatti il discorso, di cui al Vieusseux in questa lettera fa parola: “Il discorso ch'io recitai all'Accademia per debito di ufficio è cosa nata dall'occasione, e che meriterebbe di morire con essa. Ma poiché io ve lo promisi, e voi lo desiderate, lasciate che io tornato a Firenze lo faccia meno indegno della pubblica luce„. Tracolle, 10 ottobre 1828. (Lettera inedita del Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze).
216. Vedi la lettera a F. Torti, 8 ottobre 1825, in Vita e Ricordi di G. B. N., di A. Vannucci, vol. II, pag. 8 e seg.
217. Vedi la lettera al Leopardi, del 7 gennaio 1830; Epistolario cit., vol. III, pag. 272.
218. Talora gli scritti suoi segnava con le iniziali G. G., né tutti compaiono nell'Indice.
219. Vedi Antologia 1828, tomo XXXI, n. 92, agosto, pag. 124.
220. Pag. 167. — Erra il Tommaséo nell'affermare (Di G. P. Vieusseux ecc., ediz. cit., pag. 17) che alle scienze corporee il Vieusseux destinasse sin dal 1824 una rassegna.
221. Alcuni degli scritti suoi sono segnati con le iniziali C. R.; né questi si leggono sotto il suo nome nell'Indice.
222. 1824, tomo XIII, n. 38, febbraio, pag. 181.
223. 1829, tomo XXXVI, n. 106, ottobre, pag. 195.
224. 1828, tomo XXXII, n. 96, dicembre, pag. 144.
225. Gli scritti suoi, specie se recensioni, segnava con la lettera Z, talvolta con le iniziali G. B. Z., né questi appaiono sotto il suo nome nell'Indice.
226. Piú assai che nell'Indice non appaiono sono gli scritti suoi, ch'egli segnava con la sigla A. R.; talvolta con R., tal altra con X. Vedi, in fondo al volume, la spiegazione delle sigle, alla lettera X.
227. 1821, tomo III, n. 9, settembre, pag. 533.
228. Alla versione d'Omero, a cui doveva unirsi la prosa promessa, ma non mandata, il Capponi premise un avvertimento. Vedi la lettera sua al Vieusseux del 12 settembre 1821; Epistolario cit., vol. I, pag. 128.
229. Epistolario cit., vol. I, pag. 143, lettera del 10 maggio 1822.
230. Epistolario cit., vol. I, pag. 155, lettera del 22 aprile 1823.
231. 1825, tomo XVII, marzo, n. 51, pag. 91.
232. Epistolario cit. del Foscolo, vol. I, pag. 8.
233. Non pochi degli scritti suoi, specie se recensioni, firmava con le iniziali U. L.; né sono ricordati nell'Indice.
234. Le prime cose firmò con lo pseudonimo di Ellenofilo e di Filogine: ma altre molte, non comprese nell'Indice sotto il suo nome, con le iniziali E. M., oppure con la lettera E.
235. Vedi, ad esempio, le lettere di A. Benci in A. Linaker, La vita e i tempi di E. Mayer. — Firenze, Barbéra, 1898, vol. I, pag. 28 e 43.
236. 1829, tomo XXXIV, n. 100, aprile, Agli associati e collaboratori, pag. III.
237. 1822, tomo V, n. 13, gennaio, Ai lettori l'editore, pag. V e VI.
238. 1822, tomo V, n. 13, gennaio, pag. 17.
239. Nell'Indice dell'Antologia e negli Scritti editi e inediti, pochi compaiono degli articoli suoi, ch'egli soleva segnare ora con le iniziali G. C., ora con la lettera Y, alcune volte con X (ma quelli cosí segnati non son tutti suoi), cert'altre con l'asterisco “*„. Vedi in fondo al volume la spiegazione delle sigle, alla lettera X.
240. Molti degli articoli suoi firmava con le iniziali E. R., per cui non tutti sono ricordati nell'Indice.
241. 1822, tomo V, n. 14, febbraio, pag. 363. Alcuni degli articoli suoi numerosi segnava talvolta con le iniziali F. T. S., tal altra, F. S. T. Né l'Indice li ricorda.
242. 1822, tomo VI, n. 17, maggio, pag. 387. Il Tommaséo, che tocca di questo fatto (Di G. P. Vieusseux ecc., ediz. cit., pag. 33), lo altera, in vero, parecchio. Tra quelli che dubitarono dell'esattezza di quella cifra, fu il Montani, 1822, tomo VI, n. 16, aprile, pag. 24.
243. Dal febbraio del 1822. Gli articoli suoi segnava con le iniziali D. V.; talvolta con la lettera S. Né sono compresi nell'Indice sotto il suo nome. Vedi in fondo al volume la spiegazione delle sigle, alla lettera S.
244. Qualche articolo segnò con la lettera X. — Vedi, in fondo al volume, la spiegazione delle sigle alla lettera X.
245. 1822, tomo V, n. 15, marzo, pag. 567.
246. “Vorrei — gli scriveva il dí 27 di gennaio del 1825 — vorrei che.... ogni cosa tua desse vigore ed onore all'Antologia, che è il miglior giornale d'Italia, senza paragone„. Epistolario cit. del Giordani, vol. V, pag. 376.
247. Lettera inedita da Vicenza, 8 dicembre 1822; Carteggio Vieusseux; “Nazionale„, Firenze.
248. Nuovo Ricoglitore, Milano 1826, n. 19 pag. 519. — Rendendo conto di un fascicolo dell'Antologia.
249. Di G P. Vieusseux ecc., ediz. cit., pag. 81.
250. Rispondendo al Vieusseux: “L'amico Leoni mi comunica il paragrafo della sua lettera, che mi riguarda. Mi piace la sua schiettezza, prova sicura di onestà; e le son grato per le sue favorevoli disposizioni. È giusto ch'ella conosca l'uomo prima d'impegnarsi con lui. Io non confido troppo che quest'uomo sarà il piú opportuno pel suo giornale; ma sono quasi certo ch'ella il troverà tale da volersene fare un amico. Intanto mi abbia per suo aff.mo servitore G. Montani.„ — Lettera inedita del 23 novembre 1821. Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
251. 1822, tomo V, n. 14 febbraio, pag. 220. Erra, per vero, il Tommaséo nell'affermare (Di G. P. Vieusseux ecc., ediz. cit., pag. 48) che “cominciò nel 1824.... mandare a Firenze suoi scritti„.
252. Frammenti sull'Italia nel 1822 e progetto di confederazione, “Galileiana„, Firenze, 1848, pag. 4.
253. Memorie inedite, “Riccardiana„, tomo IV, 27 marzo 1824.
254. 1823, tomo IX, n. 25, gennaio, pag. 73; a proposito dell'Ildegonda del Grossi.
255. 1825, tomo XX, n. 58, ottobre, pag. 121.
256. 1826, tomo XXII, n. 64, aprile, pag. 91. — E altrove (1826, tomo XXIII, n. 67 luglio, pag. 4) lo chiama “l'Achille ed il Rinaldo de' romantici„.
257. Vita scritta da lui medesimo. — Firenze, le Monnier, 1850, vol. II, pag. 20.
258. Il Niccolini diceva (lettera a F. Torti, del 27 agosto 1825, in Vita e Ricordi di G. B. N. di A. Vannucci, vol. II, pag. 7) ch'egli era “la colonna dell'Antologia„.
259. Atto Vannucci le raccolse in Memorie di G. M. — Capolago, 1843, pag. 145. Altre ne aggiunse il De Gubernatis in Nuova Antologia, tomo XXII, 15 luglio 1880.
260. 1832, tomo XLV, n. 134, febbraio, pag. 143.
261. 1826, tomo XXXIII, n. 68, agosto, pag. 105.
262. Quello su 'l Carattaco, tragedia del Mason, 1824, tomo XIV, n. 41, maggio, pag. 49.
263. Memorie inedite; “Riccardiana„, tomo IV, 16 giugno 1824.
264. Memorie inedite; “Riccardiana„, tomo I, Roma, 3 ottobre 1811.
265. Voleva egli che lasciasse “quell'enigma di M„, e si facesse conoscere. Mi duole avere dimenticato il luogo dove il Giordani lo dice. Si noti che il nome del Montani non è nell'Indice neppur rammentato.
266. Lettera al Vieusseux del 16 febbraio 1829; Epistolario cit., vol. II, pag. 354.
267. Lettera del 12 aprile 1829; Epistolario cit., vol. II, pag. 364.
268. Paris, 22 Juillet 1830. Lettera inedita tra le carte del Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. (Tradotta dal francese).
269. Al Vieusseux, Août 1826. Lettera inedita del Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. (Tradotta dal francese).
270. Molti de' suoi scritti segnava con le iniziali T. T.; né tutti sono ricordati nell'Indice.
271. Gli articoli suoi soscriveva Filandro; una volta, Il cieco Patrizio. Nell'Indice però non appaiono sotto il suo nome.
272. 1821, tomo II, n. 4 aprile, pag. 64. Errano i compilatori dell'Indice che, senza leggere l'articolo, dissero quella scuola instituita “dal sig. Ferdinando del Rosso„. (Vedi nell'Indice sotto Benci alla pag. 21).
273. Sono suoi quelli scritti che portano le lettere A. G. C. Né tutti l'Indice li ricorda.
274. Incominciò nel settembre del 1822, tomo VII, n. 21, pag. 469. Ma quell'opera, già tutta pensata, non ebbe compimento da lui, che la morte colse di soli 37 anni. È però da notare che il primo suo scritto è su le tragedie della Palli. 1822, tomo V, n. 15 marzo, pag. 484.
275. 1822, tomo VIII, n. 22 ottobre, pag. 183.
276. Gli articoli suoi segnava con le iniziali O. T. T. né appaiono nell'Indice.
277. Vedi la Prefazione di L. Fornaciari alle Olimpiche ecc. di Pindaro, tradotte da C. Lucchesini. — Lucca, Bertini, 1826, pag. 7.
278. Nel maggio del 1825 al prof. Baraldi scriveva: “L'Antologia da qualche tempo non mi piace per le massime antireligiose e antipolitiche che vi sono. È qualche tempo che ne sono disgustato„. Lettera riportata dalla Voce della Verità, n. 591, 16 maggio 1835, nota 10.
279. 1822, tomo VIII, n. 23 novembre, pag. 351.
280. Molte delle cose sue segnava con le iniziali S. C.; una volta firmò, fingendosi straniero. Uno (sic) vostro associato. Né tutti sono gli scritti suoi ricordati nell'Indice.
281. 1822, tomo VIII, n. 22 ottobre, pag. 169.
282. 1823, tomo IX, n. 27 marzo, pag. 125. L'articolo è segnato D. P. E il Vieusseux, nell'esemplare dell'Antologia che conservasi nella “Nazionale„, di suo pugno vi scrisse il nome di lui. Nel giornale però non appare altra volta.
283. Questo particolare racconta il Tommaséo in G. P. Vieusseux ecc., ediz, cit., pag. 50.
284. La figlia di Curzio Picchena. — Milano, Sonzogno, 1874, pag. 63.
285. Revue des deux mondes, tomo II, deuxième série, pag. 353.
286. Molti degli articoli suoi segnava con le iniziali G. R. P. Né tutti appaiono sotto il suo nome nell'Indice. Il primo suo scritto è del marzo.
287. Gli articoli suoi segnava con le iniziali E. B.; tal altra Em. B.; né tutti sono ricordati nell'Indice.
288. Il primo suo scritto è dell'aprile.
289. La prima volta, nel febbraio del '23, trattò degli Indiani d'America, e firmò co 'l suo nome; la seconda, in una lettera al Vieusseux discorre dell'insegnamento pubblico in Parigi. E porta questa sigla: ****** (1827, tomo XXVIII, n. 82, ottobre, pag. 173).
290. 1823, tomo XII, n. 34, ottobre, pag. 118. — A questo aneddoto accenna, mutandolo un po', anche il Tommaséo (Di G. P. Vieusseux, ediz cit., pag. 105) ma non cita l'Antologia.
291. Gli articoli suoi firmava talvolta V. A.; tal altra T. Q. Z.: né tutti sono ricordati nell'Indice.
292. 1823, tomo X, n. 29 maggio, pag. 117.
293. Dal giugno.
294. Dal luglio.
295. 1822, tomo V, n. 13 gennaio; Ai lettori l'editore, pag. v.
296. Gli articoli suoi firmava con le iniziali P. C. né tutti l'Indice li ricorda.
297. 1831, tomo XLI, n. 123, marzo, pag. 57. — Per il Trattato sul sistema livellare, secondo la legislazione e giurisprudenza Toscana.
298. Gli articoli suoi, che dal marzo del 1824 rincontransi numerosi, sono tutti segnati con la sigla A. Ma nell'Indice uno solo ne appare, che fu sottoscritto da lui co 'l suo nome.
299. 1826, tomo XXIII, n. 68, agosto, pag. 147, e numeri seguenti. E questo è il primo scritto di lui.
300. 1826, tomo XXIV, n. 71 e 72, novembre e dicembre, pag. 17.
301. 1832, tomo XLVI, n. 136, aprile, pag. 32.
302. Memorie inedite, “Riccardiana„, tomo IV, 22 agosto 1823.
303. Memorie cit., tomo IV, 28 agosto 1823.
304. Memorie cit., tomo IV, 6 settembre 1823.
305. Lettera inedita, Parigi, 14 febbraio. (Manca l'anno, ma è certo del 1824, non del 1823, come suppose chi le ordinò. L'articolo del Pieri è infatti del 1824; ed essendo questi venuto in Firenze nell'agosto del 1823, il Lampredi non poteva in suo nome farlo salutare dal Vieusseux nel febbraio). Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
306. 1824, tomo XIV, n. 40, aprile, pag. 19. Piú assai che nell'Indice non appaiano sono gli scritti del Pieri, ch'egli segnava con le iniziali M. P.
307. Memorie cit., tomo IV, 19 ottobre 1823.
308. 1826, tomo XXIII, n. 68, agosto, pag. 1.
309. Vedi le Lettere di illustri Italiani a Mario Pieri, raccolte da D. Montuori. — Firenze, Le Monnier, 1863, pag. 150 e 257.
310. Vita scritta da lui medesimo. — Firenze, Le Monnier, 1850, vol. II, pag. 49.
311. Da lettera inedita del Capponi al Tommaséo, del 1854; tra quelle alla cui pubblicazione attende il prof. I. Del Lungo co 'l mio aiuto modesto.
312. Lettera del 4 agosto 1824; Epistolario cit. del Giordani, vol. V, pag. 278.
313. Lettera del 6 giugno 1824; Epistolario cit., vol. V, pag. 263.
314. Lettera del 26 luglio 1824; Epistolario cit., vol. V, pag. 275.
315. Lettera del 12 dicembre 1824; Epistolario cit., vol. V, pag. 369.
316. 1824, tomo XV, n. 45, settembre, pag. 91, 92.
317. Non so con che prove il Piergili afferma (Epistolario del Leopardi, vol. III, pag. 279) che il Giordani avrebbe voluto “molestarlo, e anche cacciarlo in bando„. A me, quand'anche il Niccolini non dicesse (Lettera dell'8 ottobre 1825, in Vita e Ricordi di G. B. N. ecc., vol. II pag. 8) ch'egli era “legato d'amicizia grandissima col direttore„, basterebbero per mostrarmi il contrario le lettere di lui, anche dopo l'esilio, affettuosissime.
318. Lettera del 16 dicembre 1824; Epistolario cit., vol. V, pag. 371.
319. Lettera del 22 ottobre 1825; F. Orlando, Carteggi Italiani inediti o rari. — Firenze, Bocca, 1892, serie 1ª, vol. II, pag. 116.
320. Lettera del 22 ottobre 1824. In Ricordi di M. Bufalini pubblicati da F. Mariotti. — Firenze, Successori Le Monnier, 1875, pag. 509.
321. 1825, tomo XVII, n. 49, gennaio, pag. V.
322. “Niun nome — egli scrisse (Vita letteraria del cav. Compagnoni scritta da lui medesimo. — Milano, A. F. Stella, 1834, pag. 47) — parmi avere le Lettere di tre Faentini a Pietro Giordani su quella sua matta idea dell'uomo letterato, che diretta al Marchese Capponi fu dal signor Vieusseux premessa per capo d'anno ad uno de' suoi quaderni dell'Antologia fiorentina. Mirabil cosa! tutti quegli sciolotti, i quali scrivevano nel giornale del sig. Vieusseux, si fecero solleciti a confortare quel buon uomo contra le Lettere Faentine, come se fossero state una mazzata caduta sul loro caporione„.
323. Nuovo Ricoglitore, n. 13, gennaio, 1826, pag. 22 e seg. — Contro il Giordani scrisse un Discorso anche Jacopo Landoni. — Pesaro, Nobili, 1825. — Del Bianchetti, che al Giordani nell'Antologia contradisse, dirò altrove.
324. 1826, tomo XXI, n. 63, marzo, pag. 147.
325. Lettera inedita al Tommaséo: senza data, ed è unita con la lettera del Tommaséo del 29 aprile 1826; Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
326. Nella Lettera cit. al Capponi, pag. XV.
327. Lettera del 29 gennaio 1829; Lettere di F. D. Guerrazzi per cura di F. Martini. — Torino, Roux, 1891, pag. 16.
328. “.... Uno scrittore magistrale siccome egli è, debbe servire ai tempi e malgrado la loro perversità vincere gli ostacoli, farsi intendere, ché ciò si ottiene alla barba di tutti i censori di questo mondo. E di qualche cosa detta con finezza di accorgimento, piú che con veemenza di scrittore, gli sarà fatto piú merito che non crede, poiché li contemporanei sanno di che si tratta, e la posterità conoscerà per certo l'indole de' tempi e la condizione degli scrittori. Perché dunque privar noi di leggere un articolo stupendo, che onora l'arte l'artista e l'autore, per lo sdegno che lo irrita contro lo spigolismo d'una censura?....„. Venezia, 3 novembre 1832, Lettera inedita; Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
329. Lettera del 4 novembre 1832, in Lettere di illustri Italiani ad A. Papadopoli, scelte e annotate da G. Gozzi — Venezia, Antonelli, 1886, pag. 129.
330. Parma, 23 ottobre 1832; F. Orlando, Carteggi Italiani inediti o rari, serie 1ª, vol. IV, pagg. 59, 60.
331. Il suo primo scritto è del gennaio del 1825; e gli articoli suoi segnava con le lettere Gl. C., come quello, ad esempio, su le carte topografiche del generale Haxo. (1825, tomo XVIII, n. 54, giugno, pag. 192). Discorre di agraria e, tra l'altre cose, degl'Italiani morti in Ispagna, opera del maggiore Camillo Vacani.
332. Gli articoli suoi numerosi segnava con le iniziali G. P. Si noti che il nome di lui non una volta compare nell'Indice.
333. 1829, tomo XXXIV, n. 100, aprile, pag. 129.
334. Dal novembre del 1826.
335. Lettera del 25 dicembre 1827; Epistolario cit., vol. VI, pag. 14.
336. 1828, tomo XXX, n. 90, giugno, pag. 29.
337. 1829, tomo XXXIII, n. 99, marzo, pag. 97.
338. 1828, tomo XXIX, n. 85, gennaio, pag. 57.
339. Di G. P. Vieusseux ecc., ediz. cit., pag. 35 e 39.
340. Memorie autografe di un ribelle. — Milano, N. Battezzati, 1873, pag. 123.
341. Scrivendogli: “Non vogliate ascrivere ad ingratitudine o inciviltà il rinvio del biglietto di associazione, da voi generosamente favoritomi, e che troverete qui incluso. È ne' miei principj di nulla volere o prendere di tutto ciò che non mi si deve. Mi martorierebbe inoltre il pensiero d'essere io il solo ad entrar gratis in un luogo, ove altri non entra che mediante la giusta e debita retribuzione a chi fondò e sorregge un utilissimo e piacevolissimo istituto„. Lettera inedita del 20 dicembre 1826; Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
342. Queste parole nobilissime scriveva il Pepe in un articolo intitolato: Relazione di un viaggio fatto nell'Apruzzo Citeriore dal Cavalier M. Tenore; articolo che doveva comparire nel fascicolo del novembre del 1832 alla pag. 57, e poi fu soppresso dalla Censura, benché in fondo al volume fosse stato annunciato. Si conserva nella “Nazionale„, tra le carte del Vieusseux, con le inconcepibili castrazioni fattevi dal censore. Anche altrove però il Pepe diceva (1829, tomo XXXIV, n. 100, aprile, pag. 129): “dei patiti sudori e perigli non rimasero se non cicatrici con legato di sventure e miserie iniquissime„.
343. Gli articoli suoi segnava ora V. S., ora V. S. M.; talvolta S. Né tutti l'Indice li ricorda. Il primo suo scritto importante è del novembre del 1824, su la libera difesa degli accusati. Ma su lo stesso argomento aveva già scritto brevemente nel giugno, annunciando l'opera del Dupin. Vedi in fondo al volume la spiegazione delle sigle, alla lettera S.
344. 1829, tomo XXXIX, n. 100, aprile, pag. 64.
345. Lettera inedita a G. P. Vieusseux del 28 novembre 1825. Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
346. Lettera inedita a G. P. Vieusseux, del 28 marzo 1825. Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
347. 1827, tomo XXVII, n. 79, luglio, pag. 135.
348. 1825, tomo XX, n. 59, novembre, pag. 75.
349. Lettera al Friddani del 2 ottobre 1825, in Lettere inedite di C. Botta pubblicate da Caterina Magini. — Firenze, Le Monnier, 1900, pag. 66.
350. Questa lettera fu con tali mutilazioni pubblicata dalla Magini (op. cit., pag. 68) che non sarà discaro al lettore conoscerla qui per intero. “Firenze, 20 ottobre 1825. — Io vi ringrazio, mio caro Libri, della comunicazione fattami della lettera del sig. Botta al sig. Friddani. Con mio sommo piacere sento ch'egli acconsente di scrivere qualche articolo per l'Antologia. Giuste, giustissime sono le osservazioni del sig. Botta, riguardo alle condizioni da stabilirsi: ma egli mi fa torto supponendo che mi potesse venire in mente di aggiungere, o di levare, senza la sua approvazione, qualche cosa dai suoi scritti. Io so quali sono i riguardi dovuti ad uno scrittore come il sig. Botta; che se accadesse, ciò che non credo probabile, che una qualunque siasi proposizione mi sembrasse poco idonea all'indole ed alle condizioni del giornale, gli parteciperei direttamente i miei dubbi, ma sicuramente non mi arbitrerei, né ricorrerei ad altro giudicio che al suo. Ma qui non posso fare a meno di rilevare un passo della lettera del sig. Botta. Egli dice che gli pare che l'Antologia vada per certe attorterie e servilità forestiere.... e che le sue (del sig. Botta) opinioni faran mal suono agli autori dell'Antologia. Mi rincresce che il sig. Botta abbia quest'opinione, e voglio lusingarmi che s'egli mi conoscesse meglio, e s'egli sapesse quanto sudo e fatico per rendere l'Antologia degna del secolo, quanto è possibile di esserlo a giornale presentemente in Italia, egli penserebbe diversamente. Voi, mio caro Libri, che sapete quali sono i miei sentimenti, quanto poco temo di manifestarli, quanto ho l'animo indipendente, quanto io ami l'Italia, mi potete rendere la dovuta giustizia. Noi siamo, è vero, in Toscana, in questa beata Terra, questa Oasis ove molto si concede allo spirito ed ai bisogni del secolo! ma nondimeno siamo sottoposti ad una censura, ci troviamo tra il feu croisé di Milano e di Roma; tra il giornale ecclesiastico di Roma e il non meno ultra-fanatico l'Amico d'Italia, che si pubblica in Torino;.... e questa censura, piú per prudenza che per tutt'altro motivo, deve sé malgrado frequentemente rigettare o castrare. L'Antologia ha dunque alcune volte dovuto tacere o non dire tutto il suo pensiero; ma parlare contro le proprie dottrine, mai; a questa censura ho dovuto promettere, s'intende, di non stampare ciò che viene da essa rigettato; ma gli ho dichiarato nel tempo medesimo che mai e poi mai nessuna potenza al mondo potrebbe farmi inserire nell'Antologia cose contrarie alle dottrine ch'io tengo ad onore di professare, dottrine conformi ai lumi ed ai bisogni del secolo, ed in particolare modo ai bisogni dell'Italia. Questa dichiarazione, ch'io amo di qui ripetere, basterà, lo spero, al sig. Botta per fargli capire quale fu ed è il mio divisamento, e ciò che io aspetto da lui per il maggior lustro dell'Antologia; ma d'altronde quale il freno ch'egli medesimo dovrà imporre in certe occasioni al giusto e nobile suo sdegno. Il discorso del nostro Niccolini, che viene inserito nel fascicolo di ottobre, gli darà la misura dei limiti ove possiamo giungere, e di quelli che non possiamo azzardare di oltrepassare.
“La Storia d'Italia v. g. meritava nell'Antologia uno o piú articoli. Ma tale era l'argomento, che le lodi o le critiche che fossero state fatte, partite da penna veramente italiana, certamente non sarebbero passate alla censura. E poiché l'Antologia non avrebbe potuto parlare dignitosamente e risolutamente del libro del sig. Botta, era meglio tacere: ho avuto piú volte occasione di dirlo al censore.
“Del resto voi potete asserire al sig. Botta che se il non essere né dotto, né letterato, mi mette nel caso di dovere frequentemente ricorrere all'assistenza di chi in tante materie ne sa piú di me; io non mi lascio però influenzare da nessuno, e che, in ultima analisi, io solo dirigo il mio giornale.
“Venghiamo ora a ciò che concerne la ricompensa. Il sig. Botta conosce lo stato della misera Italia riguardo al commercio letterario. L'Italia non è la Francia, e ancor meno l'Inghilterra. Offrendogli 60 franchi per ogni foglio di 16 pagine dell'Antologia, carattere garamone, offro piú di quello che non ho mai dato a nessuno; e quando egli saprà che ancora non copro le mie spese, non troverà meschina la mia proposizione„.
351. Su questo ritornerò altrove, parlando della censura in Toscana.
352. 1826, tomo XXII, n. 64, aprile, pag. 73.
353. 1828, tomo XXX, n. 90, giugno, pag. 147.
354. 1825, tomo XX, n. 60, dicembre, pag. 42.
355. Epistolario cit. del Leopardi, vol. III, pag. 200.
356. Lettera del 5 gennaio 1824; Epistolario cit., vol. I, pag. 489. — Altri penserà forse ch'io troppo, in proporzione di quello che diede all'Antologia, discorro del Leopardi (che il Tommaséo nell'edizione del 1863 dell'opera sua non ricorda neppure, e in quella del 1864 rammenta (pag. 135) a proposito de' pirati Barbareschi): a me discorrere di lui con certa ampiezza pare opportuno, e perché tocco di alcuni desiderî del Vieusseux riguardanti il giornale, e perché il Leopardi e vicino e lontano sempre guardò con piacere allo svolgersi dell'Antologia.
357. Lettera del 15 gennaio 1824; Epistolario cit. del Leopardi, vol. III, pag. 233.
358. Lettera del 2 febbraio 1824; Epistolario cit., vol. I, pag. 496.
359. M. Tabarrini, in Gino Capponi ecc. — Firenze, Barbéra, 1879, pag. 144.
360. Nuovo Ricoglitore. — Milano 1826, n. 19, pag. 519. — Non trovo da altri ricordato questo giudizio, notabile perché fu il primo espresso pubblicamente.
361. Al Brighenti scriveva: “.... Di che si tratta infine? di mettere in ridicolo le nostre coglionerie, di sferzare i nostri vizi, di avvilire i cattivi, d'incoraggiare i buoni, di stimolare tutti, e sempre con energia ed urbanità, con coraggio e con spirito conciliante, con fermezza e dolcezza tutto ad un tempo. Leopardi, piú grave, piú austero, piú misantropo di voi, potrebbe prendersela coll'egoismo e la immoralità, col fanatismo e l'irreligione, coi nostri sistemi di educazione pubblica e privata, coll'assenza assoluta di vincoli domestici, colla depravazione delle donne, colla mancanza di tutto ciò che piú costituisce il vero cittadino. Voi piú lepido, piú epigrammatico, piú focoso, vi attacchereste ai ridicoli, all'avarizia, al sonettino, all'arcadico, al furfante, al zerbinotto, al pedante, al trecentista. Leopardi sarebbe il vero solitario dell'Appennino, voi l'osservatore cittadino. Le vostre cose riunite formerebbero lo Spettatore italiano. L'Eremita vi risponderebbe. Piú ci penso, piú mi sembra che questi articoli farebbero molto bene al pubblico ed al giornale. Ciascuno di voi mi darebbe un articolo per trimestre, di maniera che in ogni fascicolo ne verrebbe uno che richiamerebbe il precedente e farebbe aspettare con impazienza i seguenti. E chi sa se da Napoli, da Roma, Milano, Genova, Torino, Venezia, non verrebbero fuori altri Osservatori morali. L'Orioli, purché volesse smorzare la sua qualche volta troppo pungente penna, sarebbe ottimo per il nostro proposito — . Ma rammentiamoci tutti che per giovare e farci dar retta, conviene scansare ogni personalità, esser sempre urbani, imparziali, giusti, e scrivere in coscienza.
“Ben inteso però che la morale non vi farebbe perder di vista l'industria tipografica libraria, la proprietà letteraria, la ristampa, e la fiera progettata nel centro dell'Italia....„. 15 aprile 1826, Lettera inedita; Carteggio Vieusseux cit., “Nazionale„, Firenze.
362. Lettera del 1º marzo 1826; Epistolario cit. del Leopardi, vol. III, 239.
363. Lettera del 4 marzo 1826. Epistolario cit., vol. II, pag. 106.
364. Lettera del 16 febbraio 1829. Epistolario cit., vol. II, pag. 355.
365. Lettera del 4 marzo 1826. Epistolario cit., vol. II, pag. 105.
366. Su 'l San Benedetto, poema di A. M. Ricci; pag. 71.
367. Lettera inedita, Rovereto, 24 febbraio 1826 (della quale una frase trascrissi nel mio volume La critica, l'arte, ecc. di N. T. — Firenze, Seeber, 1901, pag. 96; ma una parola vi mutai per distrazione). Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. — Non sembri errato confrontando la lettera del febbraio e il fascicolo del gennaio, il dire “aveva raccomandato„: quando il Tommaséo scriveva, non ancora era stampato il fascicolo del gennaio.
368. Ma altri articoli soscriveva talvolta N. J., tal'altra N. T., tal'altra T. Egli stesso affermò (Di G. P. Vieusseux, ediz. cit., pag. 113): “Sottoscrivevo alle cose mie K. X. Y. ma talvolta.... altri segni, o segno nessuno: onde non può essere, quanto a me, esatto in tutto l'Indice....„.
369. Memorie poetiche e poesie. — Venezia, Gondoliere, 1838, pag. 46.
370. Lettera del 10 settembre 1825. Pubblicata da A. Bertoldi in Rassegna Nazionale, 1901.
371. Lettera inedita, Rovereto, 24 febbraio 1826; Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
372. Con questi patti: L. 30 al mese per aiutare al Vieusseux nel correggere le bozze dell'Antologia: L. 50 per le riviste: L. 40 per articoli originali; uno al mese.
373. Memorie poetiche, ecc., pag. 183.
374. Lettera del 1º settembre 1829 al Leopardi; Epistolario cit., vol. III, pag. 264.
375. Lettera inedita, Pisa, 13 dicembre 1827; Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
376. 1826, tomo XXIII, n. 67 luglio, pag. 22.
377. Memorie inedite, “Riccardiana„, tomo V, 4 ottobre 1828.
378. Memorie inedite cit., “Riccardiana„, tomo V, 19 febbraio, 1833.
379. Con che gusto il Tommaséo dovette una volta far credere al Pieri ch'egli fosse per esser convertito da lui al classicismo! Perché il Pieri racconta (Memorie inedite cit., tomo V, 9 luglio 1830): “Ho tentato di convenirlo sul classicismo e sul romanticismo, e su i danni che può recare quest'ultimo alla inesperta e incauta gioventú; ma in quello ch'egli veniva consentendo alle mie proposizioni, è venuto il Valeriani a interrompermi„.
380. Lettera inedita, Milano, 6 novembre, 1825; Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
381. È curioso il modo con che il Tommaséo, fingendo giudicare altrui, giudicava sé stesso nel rendere conto di un fascicolo dell'Antologia: “No, cosí non si scrive, mio caro K. X. Y. Piú naturalezza ci vuole: ve l'hanno detto anche altri uomini che ne sapevano piú di me, e sia detto con vostra permissione, anche un po' piú di voi. Naturalezza, signor K. X. Y. Il numero, l'eleganza, la forza, la rapidità sono belle parole, ma la naturalezza è qualcosa di piú„. (Nuovo Ricoglitore, Milano, n. 20, agosto 1826 pag. 578).
382. Lettera inedita, senza data, ma non di molto posteriore alla venuta del Tommaséo in Firenze; Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. (È scritta in francese).
383. Lettera inedita, Pisa, 25 novembre 1825; Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. Cosí gli scriveva: “Farò ogni mio sforzo possibile, tra le occupazioni mie, che poche non sono, di sodisfare al suo desiderio di qualche articolo per l'Antologia. Ma converrebbe che ella mi dicesse su che vorrebbe esser servita. Io ho tarda notizia de' libri che compariscono. Se ella mi dà qualche cenno, la servirò come so e posso....„.
384. Lettera inedita, Pisa, 2 gennaio 1826; Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
385. Lettera inedita, Pisa, 3 gennaio 1826 (Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze). Cosí gli rispose: “Lo scopo dell'Antologia non deve esser tanto quello di far risaltare qualche difetto di un libro, quanto di far conoscere, meglio che non lo siano state fino adesso, quelle verità che da molti sostenitori dell'oscurantismo e dell'assolutismo vorrebbero esser tenute occulte; e certo è che l'opera del De Staël è molto interessante per chi desidera di meglio conoscere quella macchina maravigliosa di cui l'Inghilterra va superba, e con ragione, ad onta di tanti difetti. Del resto, se le lettere del signor Staël abondano di anfibologie e di contradizioni, giustizia vuole che chi ragiona di esse ne faccia avvertito il pubblico ed il signor Staël medesimo. Non ho bisogno di dirle, stimatissimo signor professore, che il signor Staël, essendo uno scrittore stimatissimo per le sue ottime intenzioni, il suo amore del vero, l'indipendenza del suo carattere ed i suoi principî liberali, egli meriti tutti i riguardi dell'Antologia e di chi si trova costretto di criticarlo. Tenutissimo le sono poi per la gentilezza usatami nello scrivermi la di lei lettera di ieri. Superflua era questa precauzione: quando mi prendo e mi prenderò la libertà di chiederle un articolo per l'Antologia, non intenderò mai che per motivi particolari ella debba non dire tutta la sua opinione. Giustizia, imparzialità, libertà, ecco la mia divisa; ma se nell'interesse de' principî ch'io tengo ad onore e a dovere di far sostenere e difendere, conviene di dare a uno scritto e ad una critica una certa direzione, confido troppo ne' suoi lumi e nella sua sagacità, per non essere perfettamente tranquillo a questo riguardo„.
386. 1826, tomo XXI, n. 63, marzo, pag. 1.
387. 1829, tomo XXXIV, n. 100, aprile, pag. 64.
388. Lettera inedita, Pisa, 21 maggio 1827; Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
389. Il primo scritto di lui è del giugno del 1826, su la Filosofia della statistica del Gioia, pag. 72. — Gli articoli suoi segnava con le lettere X. X. Ma nell'Indice non appaiono sotto il suo nome.
390. 1832, tomo XLVI, n. 138, giugno, pag. 92. E un altro ne prometteva, che non vide la luce.
391. Lettera inedita, senza data, ma forse è del giugno del 1832. Di questo articolo scriveva al Vieusseux: “.... Il desiderio di far cosa veramente utile e concludente, e che nel tempo stesso che è fatta per voi sia anco fatta per me, mi ha fatto prender dai principî l'esame dell'opera del Carmignani, e procedere con un rigore tutto scientifico....„. (Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze).
392. Il Giordani, tra gli altri, confessava al Vieusseux non averne potuto capir “niente, niente affatto„. F. Orlando, Carteggi Italiani inediti o rari. — Firenze, Bocca, 1896, serie 1ª, vol. III, pag. 155.
393. È bello com'egli descrive in Elogi e Biografie. (Firenze, Successori Le Monnier, 1872, pag. 99) la visita fattagli dal Vieusseux.
394. 1826, tomo XXIII, n. 69, settembre, pag. 94.
395. 1827, tomo XXVII, n. 81, settembre, pag. 63.
396. 1826, tomo XXIV, n. 71-72, novembre-dicembre, pagina 218. — Su le Instituzioni di Giustiniano illustrate dal Vermiglioli. Ma l'Indice non lo ricorda sotto il nome di lui.
397. Nel 1828, in fondo a un articolo scrisse: “riconosco per miei tutti gli articoli contrassegnati colle iniziali F. S., e che sono stati inseriti dal novembre del 1826...„; 1828, tomo XXXII, n. 95, novembre, pag. 32.
398. Con la “Lettera su la direzione degli studî„, in Scritti varî di Francesco Forti. — Firenze, Cammelli, 1855, pag. 1.
399. Lettera del 16 febbraio 1829; Epistolario cit., vol. II, pag. 355.
400. Lettera del 24 maggio 1829; Epistolario cit., vol. VI, pag. 38.
401. 1827, tomo XXV, n. 74, febbraio, pag. 54; e 1828, tomo XXIX, n. 85, gennaio, pag. 54.
402. 1827, tomo XXVI, n. 78, giugno, pag. 113.
403. Lettera inedita al Vieusseux. (Tradotta dal francese). Questo brano fa séguito a quell'altro, ch'io ho ricordato alla pag. 110, ove parla del Tommaséo.
404. Di G. P. Vieusseux, ediz. cit., pag. 143.
405. 1828, tomo XXIX, n. 87, marzo, pag. 70.
406. 1828, tomo XXXI, n. 92, agosto, pag. 63.
407. 1832, tomo XLVI, n. 136, aprile, pag. 36. — Per ciò che cito dopo, vedi la pag. 42.
408. Lettere dall'esilio di T. M. pubblicate da E. Viterbo. — Roma, 1899, vol. I, pag. 46. — Di qui tolgo le frasi che ricordo senza citazione speciale.
409. Questo è del gennaio del 1827, pag. 83, su Pasquale Borelli. E come questo, altri di lui, ch'egli segnava T. M., non sono compresi nell'Indice.
410. 1827, tomo XXVII, n. 81, settembre, pag. 36.
411. D. Gaspari, Vita di T. M. — Ancona, Morelli, 1888, pag. 33.
412. 1827, tomo XXVIII, n. 83-84, novembre-dicembre, p. 100.
413. 1828, tomo XXIX, n. 85, gennaio, pag. 36.
414. 1828, tomo XXXI, n. 91, luglio, pag. 88; e 1828, tomo XXXI, n. 93, settembre, pag. 1.
415. 1828, tomo XXXII, n. 94, ottobre, pag. 105.
416. 1832, tomo XLVII, n. 141, settembre, pag. 53.
417. 1829, tomo XXXIII, n. 99, marzo, pag. 109.
418. 1832, tomo XLVI, n. 137, maggio, pag. 62.
419. Scritti editi ed inediti di G. Mazzini, vol. I. — Milano, Daelli, 1861, pag. 17.
420. 1828, tomo XXXI, n. 91, luglio, pag. 142.
421. Scritti editi ed inediti cit., vol. cit., pag. 27.
422. Lettera del Vieusseux al Leopardi, del 23 febbraio 1830; Epistolario cit. del Leopardi, vol. III, pag. 275.
423. Lettera pubblicata da A. De Gubernatis in Nuova Antologia, tomo XXII, 1º agosto 1880, pag. 422.
424. In un manoscritto inedito del patriota pratese Pier Cironi, che si conserva nella biblioteca del Collegio Cicognini, e che a me fece conoscere il mio buon Preside Paolo Giorgi, perché è una buona bibliografia degli scritti mazziniani, sta scritto: “Gaetano Cioni.... amico di Gian Pietro Vieusseux, dimorando in Pisa nel 1829, serviva di intermediario fra la collaborazione dell'Antologia e G. Mazzini. Ad esso venivano diretti, per mezzo di persona particolare, gli scritti e le prove di stampa, per la inserzione e revisione, che viaggiavano tra Firenze e Genova, e viceversa„.
425. Scritti editi ed inediti cit., vol. cit., pag. 27.
426. Opere varie inedite di M. Pieri. — Firenze, 1851, vol. III, pag. 110.
427. Fascicolo V, settembre-ottobre 1829, pag. 441; e fascicolo VI, novembre-dicembre pag. 528.
428. Opere. — Firenze, Le Monnier, 1858, vol. III, pag. 257.
429. Lettera del 1º febbraio 1830; in Lettere di F. D. G. per cura di F. Martini. — Torino, Roux, 1891, vol. I, pag. 21.
430. Lettera inedita al Vieusseux, Parma 26 febbraio 1830; Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. — Del Mazzini cosí giudicava: “La sua scrittura non potrà non piacere ai piú, e massime a chi ha l'animo largo, e la mente spregiudicata. La sua veduta può in vero ridursi a un sogno: ed io stesso lo credo tale. E se è vero che la forma della letteratura di un popolo sia chiusa nel germe della sua lingua, non sarà mai che si venga a una letteratura di succo o colore universale, qualora non si voglia aggiungere che ancora tutte le favelle europee si confonderanno un giorno in una sola: il che saria troppo. Ma ad ogni modo i pensamenti di quell'articolo saranno sempre grandi e generosi, e attesteranno uno de' piú splendidi ingegni viventi„.
431. 1829, tomo XXXVI, n. 107-108, novembre-dicembre pag. 91.
432. 1830, tomo XXXIX, n. 115, luglio, pag. 37; e 1831, tomo XLIV, n. 130, ottobre, pag. 26.
433. Lettera inedita, Napoli, 20 aprile, 1832; Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
434. Tomo XXI, pag. 228.
435. Opere edite e postume. — Le Monnier, Firenze, 1859, vol. I, pag. 485.
436. Lettera inedita di Girolamo Velo al Vieusseux; Roma, 27 dicembre 1824. Cosí gli scriveva: “Ho inteso da D. Pietro Odescalchi, che probabilmente l'Arcadico cesserà coll'anno 1824; e ch'era sua intenzione di giovare al reputato giornale da lei pubblicato. Mi disse d'aver già scritto a Borghesi di mandare pure i suoi articoli all'Antologia, ch'egli avrebbe fatto altrettanto per ciò che riguarda l'archeologia e la medicina. Dietro queste buone disposizioni del Direttore del Giornale Arcadico, io credo ch'ella farà bene di scrivergli subito per interessarlo in di lei favore, e non dubito che si combineranno con reciproca soddisfazione. Non può infatti che accrescer pregio all'Antologia la penna di Borghesi, di Amati, e di altri valenti scrittori. Mi rallegro di veder probabile la riuscita dei suoi desiderî, e cosí le sia dato qualche compenso per le tante fatiche e spese da lei incontrate nella lodevole impresa all'Antologia. Mi diverto leggendo varj articoli dei N.i portati meco, ed attendo con impazienza il fascicolo di Dicembre. Chi è l'Autore che ragionò con profondo sapere sulle opere di Romagnosi e di Tamburini, e segna Λ? La prego di ricordarmi a tutti quei miei conoscenti che compongono la sua deliziosa società del sabbato sera, mentre con vera stima mi dico....„. Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.