CAPITOLO XI. Di Garibaldo, Pertarite, Cuniperto, ed altri Re e Duchi di Benevento, infino a Luitprando.

Lasciò Grimoaldo, oltre a Romualdo, che regnava in Benevento, un altro piccolo suo figliuolo Garibaldo nominato, al quale lasciò morendo il Regno. Non fu Romualdo Duca di Benevento al regal solio assunto, ancorchè maggior nato, poichè era comunemente riputato suo figliuol bastardo. Ma Garibaldo non potè molto goderlo, perchè appena innalzato al Trono, Pertarite, ch'esule dimorava in Francia, avuta novella della morte di Grimoaldo, tosto venne in Italia, ove appena giunto, accolto con incredibile contentezza da moltitudine grande de' Longobardi, passò in Pavia. Quivi fugato Garibaldo, che non più, che tre mesi dopo la morte del padre avea regnato, fu da' Longobardi nel Regno restituito; ed avendo richiamata a se Rodolinda sua moglie e Cuniperto suo figliuolo, che in Benevento, in lungo esilio eran dimorati, resse da poi il Regno con tanta quiete e giustizia, che nè violenze, nè ruberie, nè tradimenti furono nel suo governo intesi.

Assunse questo Principe nell'anno 680 per compagno nel Regno Cuniperto suo figliuolo, il quale, morto finalmente Pertarite, nell'anno 690, continuò solo a governarlo. Fu però la sua quiete e tranquillità alquanto interrotta per Alahi Duca di Trento, il quale invase il Regno; ma ne fu ben presto il Tiranno fugato, e Cuniperto vittorioso seguitò ad amministrarlo con la pristina ed antica quiete. Morì Cuniperto nell'anno 703, lasciando per successore al Regno Luitperto unico suo figliuolo ancor infante, e perciò lasciollo sotto la cura d'Asprando uomo di chiara nobiltà, ma sopra tutto di grande prudenza e saviezza. Fu Cuniperto, come dice Varnefrido, un Principe di rada e maravigliosa venustà, e di costumi soavissimi, d'audacia singolare, ed uomo cattolico e di somma pietà, tanto che il Regno de' Longobardi non fu veduto insino a qui mai in tanta pace e tranquillità, quanto nel Regno suo e di Pertarite suo padre.