STORIA CIVILE
DEL
REGNO DI NAPOLI

LIBRO SETTIMO

Lo scadimento de' nostri Principi longobardi e 'l rialzamento de' greci, le scorrerie de' Saraceni ed i tanti mali e calamità che ci portarono in queste nostre province, faranno il soggetto di questo libro. Saremo per narrare avvenimenti pur troppo funesti ed infelici, che le ridussero in una forma assai misera e lagrimevole. I Principi longobardi per discordie interne fra lor divisi, desolarono i loro Stati. Le loro discordie renderono più vigorosa l'autorità degl'Imperadori d'Occidente, i quali da tributari renderongli feudatari. I Saraceni dall'altra parte, chiamati da' nostri Principi stessi, finirono di devastargli. Il Principato di Benevento tutto sconvolto e diviso in pezzi, diede pronta occasione all'altre nazioni, approfittandosi di tante rivoluzioni e disordini, d'esser per ogni lato invaso, e di soffrire la Signoria d'altri Popoli, che finalmente lo soggiogarono. Origine di tanti mali fu la protervia de' Capuani, ma molto più la malvagità di Landulfo lor Castaldo.

I Capuani intesa ch'ebbero l'elezione di Radalchisio in Principe di Benevento, ne furono mal soddisfatti; temevano che questo Principe non dovesse comportare la lor malvagità, e molto più ne temeva Landulfo. Era costui incolpato, che fosse inteso d'una congiura, che Adelchisio figliuolo di Roffrido avea macchinata contra Radalchisio, il quale avendola scoverta, fece buttar da una fenestra Adelchisio, e cercava aver nelle mani Landulfo, di che questi avvisato, tosto scappò via, e fuggissene. Dall'altro canto Siconolfo fratello di Sicardo era sotto duro carcere stato confinato da suo fratello; ma non molto da poi scappato dalla prigione, e tenuto occulto per molto tempo da Urso Conte di Consa suo cognato, finalmente in Taranto ricovratosi, quivi dimorava; e Radalchisio tosto che fu innalzato al Principato di Benevento, avendo mandato in esilio Dauferio, fece, che costui portatosi in Nocera, ch'era città del Ducato di Napoli, cominciasse a sollecitare i Salernitani, perchè si unissero con Landulfo Conte di Capua contro Radalchisio, e portassero al soglio Siconolfo fratello di Sicardo[497].

In fatti i Capuani, avendo tirato anche al lor partito alcuni Beneventani, chiamarono da Taranto Siconolfo, e lo fecero venire in Salerno, dove accorsi non meno i Capuani che i Beneventani, lo acclamarono, e l'elessero Principe in quest'anno 840. Landulfo s'unisce con lui, occupa Sicopoli, e nell'istesso tempo fanno stretta lega co' Napoletani, i quali di null'altro desiderosi abbracciarono volentieri la congiuntura per vendicarsi de' Beneventani loro antichi ed ostinati nemici. Siconolfo rendutosi più animoso per l'accrescimento di tante forze, ed insignoritosi di Salerno, dopo aver rotto l'esercito di Radalchisio, occupa in un tratto tutta la Calabria e gran parte della Puglia, ed al suo Imperio la sottopone; indi voltando le vittoriose sue insegne verso Benevento, molte città e castelli di quel contorno prese, e finalmente ebbe anche ardire, portato dal corso di sì prosperi successi, di assediar Benevento stesso; ma animosamente respinto da' Beneventani tornossene in Salerno.