§. II. Le discipline risorgono fra noi per opera de' Monaci Cassinensi.

Nel principio di questo secolo risvegliati gl'ingegni dal sonno, in cui erano stati nel precedente, si applicarono alle discipline; ed i contrasti che vi furono non meno fra gl'Imperadori d'Occidente ed i romani Pontefici, che fra i Greci ed i Latini, eccitarono gli animi a' studj, e diedero occasione a coloro, che si erano attaccati ad un de' partiti, che aveano qualche capacità, d'esercitare le penne, e di far comparire il lor sapere. Lo scisma, che in questi tempi teneva divisa la Chiesa greca dalla latina, e particolarmente la contenzione sopra il dogma della processione dello Spirito Santo, teneva ancora esercitati gl'ingegni, perchè più del solito s'applicassero a studj sacri e della teologia. Alcuni imitarono assai bene gli antichi, o nello stile, o nella maniera di scrivere, ma per la maggior parte essendo senza cognizione di lingue e d'istoria, sentirono della barbarie e della rozzezza del secolo precedente; ed alcuni cadettero nella maniera di scrivere secca e sterile de' Dialettici. Lo studio della teologia e delle altre scienze, che nel secolo precedente era stato posto in dimenticanza, fu tra di noi rinovato per opera de' Monaci, ma sopra ogni altro per quelli di Monte Cassino. Nel principio ognuno contentavasi di seguire l'antico metodo, e di riferire l'esplicazione de' Padri sopra la Scrittura Sacra; nè trattavano de' dogmi che di passaggio e per accidente. Ma sul fine di questo secolo si cominciarono a fare delle lezioni di teologia sopra i dogmi della religione, a proponere varie questioni sopra i nostri misterj, e a risolverle per via di ragionamenti, e secondo il metodo della dialettica. I libri d'Aristotele cominciavano a farsi sentire per gli Arabi che a noi li portarono; e credettero i nostri Teologi averne bisogno per le dispute contro gli Arabi stessi, onde l'accomodarono alla nostra religione, i cui dogmi e morale spiegarono secondo i principj di questo Filosofo, e trattarono la dottrina della Scrittura e de' Padri coll'ordine e con gli organi della dialettica, e della metafisica tratta da' suoi scritti. Questa fu l'origine della teologia Scolastica, che divenne poco da poi la principale, e quasi l'unica applicazione de' nostri Monaci e delle nostre Scuole.

I Monaci Cassinensi si distinsero fra noi in questo secolo sopra tutti gli altri: essi s'applicarono a questi studj; e mantennero presso di noi le Scuole sacre con molta cura, e dove il Catechismo era con molta diligenza spiegato da valenti Teologi, de' quali era in questi tempi il numero grande. Oltre il celebre Abate Desiderio cotanto noto nell'istoria, fuvvi Alfano, che da Monaco Cassinense passò poi alla Cattedra di Salerno, e compose molte opere delle quali Pietro Diacono e Giovanni Battista Maro tesserono lunghi Cataloghi[419]. Fuvvi Albarico di Settefrati Terra posta nel Ducato d'Alvito, Monaco Cassinense, che parimente si segnalò e per la sua pietà, e per le molte opere, che scrisse[420]. Oderisio de' Conti de Marsi, di cui Pietro Diacono e Maro rapportano le opere che compose. Pandulfo Capuano, che fiorì in Cassino sotto l'Abate Desiderio nell'anno 1060, e che si distinse sopra gli altri per la letteratura non meno sacra che profana, come si vede dal Catalogo delle sue opere, che ci lasciò Pietro Diacono[421]. Il Monaco Amato, Giovanni Abate di Capua, di cui il Diacono e 'l Marco lungamente ragionano. L'istesso Pietro Diacono, e tanti altri, che ci lasciarono per le loro opere, di loro non oscura memoria.

Ma non pure in questi studj, che per altro dovean essere loro proprj, i Monaci Cassinensi si segnalarono, ma si distinsero ancora per le buone lettere e varia erudizione; e quel poco che si sapeva presso di noi a questi tempi, in loro era ristretto, e qualche cognizione, che se n'avea, ad essi la doveano le nostre province. Così osserviamo nella Cronaca[422] di quel monastero, che Alberico compilò un libro de Musica, ed un altro de Dialectica. Pandulfo Capuano scrisse de Calculatione, e de Luna; altri sopra consimili soggetti, come può vedersi presso Pietro Diacono[423], dai Cataloghi delle loro opere, che tessè; ed altri impiegarono la loro industria a ricercar libri di varie erudizioni e scienze, e farli trascrivere, come fece Desiderio, che oltre i libri appartenenti alle cose sacre ed ecclesiastiche, fece trascrivere l'Istoria di Giornande de' Romani e de' Goti: l'Istoria de' Longobardi, Goti e Vandali: l'Istoria di Gregorio Turonense: quella di Giuseppe Ebreo de Bello Judaico: l'altra di Cornelio Tacito con Omero: l'Istoria d'Erchemperto: Cresconio de Bellis Libicis: Cicerone de Natura Deorum: Terenzio ed Orazio: i Fasti d'Ovidio: Seneca: Virgilio con l'Egloghe di Teocrito: Donato ed altri Autori. Nè minore poco da poi fu la cura e la diligenza di Pietro Diacono, il quale oltre alle sue opera raccolse l'astronomia da più antichi libri. Ci diede Vitruvio abbreviato de Architectura: un libro de Generibus lapidum pretiosorum, ed altri moltissimi, dei quali egli ne tessè un lungo catalogo.