§. V. Calabria citra. §. VI. Calabria ultra.

La Calabria secondo la denominazione, che prese dagli ultimi Imperadori greci, ne' tempi di Federico era divisa in due; non già come ora diciamo in Calabria citra, ed ultra, ma in Terra Jordana, e Val di Crati, come rapporta Riccardo di S. Germano, in Calabria, Terra Jordane, et Vallis Gratae apud Cusentiam: e questi nomi anche s'osservano nelle scritture, non solo nel Regno degli Angioini, ma anche degli Aragonesi; ed in tempo del Re Alfonso I il Tutino[410] fa vedere, che valevansi di questi medesimi nomi; e si dissero così dal fiume Crati, che irriga quella Valle, come rapporta il Pellegrino[411]; e oggi Terra Jordana diciamo la provincia di Calabria ultra, che riconosce Catanzaro per capo; e Val di Crati Calabria citra, che ha ora Cosenza per sede de' Presidi. Ambedue queste province se ne vanno dall'una e dall'altra parte dell'Appennino al Jonio ed al Tirreno. Si dividono fra loro ne' Mediterranei sopra Cosenza, andando per dritta riga all'uno ed all'altro mare, nel Jonio presso a Strongoli, e nel Tirreno al golfo Ipponiate. La Calabria citra include parte della M. Grecia, termina fra terra con Basilicata e con Principato citra, e nel monte Appennino da Ponente, e si distende all'uno, e all'altro mare; finchè dalla parte, che mira a Levante, si giunge con Calabria ultra. La Calabria ultra (ove furono i Bruzj) ha questi soli confini, dalla parte che ella riguarda Tramontana; ma nel rimanente è per tutto circondata da' mari; da levante, dal Jonio: da mezzogiorno, dal Siciliano: e da ponente, dal Tirreno.