§. II. Concilio convocato a Pisa per torre lo Scisma che ebbe infelice successo.

Mentre queste cose succedevano in Italia, il Re di Francia non tralasciava l'impresa di far rinunziare i due Contendenti, perchè si fosse eletto un legittimo Papa; ma Gregorio non voleva sentir parola di cessione, onde i suoi Cardinali sdegnati per la sua condotta, l'abbandonarono, si portarono in Pisa, e si appellarono delle sentenze ch'e' pronunziò contro di essi al futuro Concilio; ma non per tutto ciò astenevasi Gregorio di continuare i suoi procedimenti contro i medesimi. Dall'altra parte il Re di Francia fece dire a Benedetto che assolutamente voleva ch'e' rinunziasse ed acconsentisse all'unione, altrimenti si sarebbe sottratto dalla sua ubbidienza: ma Benedetto ostinato non men che Gregorio, stese subito una Bolla fulminante contro la sottrazione e la inviò in Francia. Vi fu mal ricevuta, e coloro che l'avevano portata furono arrestati ed ignominiosamente trattati; la Bolla fu lacerata ed in Francia fu pubblicata la neutralità. Benedetto ch'era in Avignone si ritirò in Aragona. Gregorio per dimostrare che non era per lui mancata l'unione, cominciò a discolparsi, e scrisse una lettera circolare, imputando a Benedetto la cagione perchè l'unione non fosse stata conchiusa, e convocò un Concilio in Aquileja. Benedetto che s'era ritirato in Aragona, fece la stessa protestazione, ed adunò un altro Concilio in Elba vicino a Perpignano. I Cardinali dell'uno e dell'altro partito, vedendo che per questa divisione parea che la Chiesa di Dio stesse senza Papa, perchè si faceva poco conto dell'uno e meno dell'altro, e lo Stato della Chiesa era occupato da diversi Tiranni, avuta fra loro secreta intelligenza, convocarono ancor essi un altro Concilio in Pisa. Così in quest'anno 1408 tre Concilj furon convocati il primo in Perpignano dalla Bolla di Benedetto che fu il più sollecito di tutti: il secondo in Aquileja dalla Bolla di Gregorio spedita a' 2 di luglio, per la quale s'intimava l'apertura del Concilio per la Pentecoste dell'anno seguente; ed il terzo in Pisa dalle lettere de' Cardinali d'amendue i partiti spedite in Livorno il dì 26 giugno, per le quali s'intimava l'apertura del Concilio a Pisa per lo dì 26 marzo dell'anno seguente. Benedetto fu il più sollecito, e fece cominciare il suo Concilio il primo di novembre. Vi si trovarono i Vescovi di Castiglia, di Aragona, di Navarra, e molti altri Prelati di Francia, di Guascogna e di Savoja in numero di 120 senza comprendere i quattro Arcivescovi onorati con titolo di Patriarchi. Quando si venne al punto dello scisma, i Vescovi per la maggior parte si ritirarono da Perpignano, e 'l Concilio si restrinse al numero di 18, i quali riconobbero Benedetto per legittimo Papa; lo consigliarono però di proccurare l'union della Chiesa per via di rinunzia, in caso che il Competitore rinunziasse o venisse a morte, ovvero fosse deposto; e d'inviar Legati a' Cardinali ch'erano in Pisa con piena potestà di stabilire il trattato.

Mentre ciò facevasi in Perpignano, i Cardinali dei due Collegi pensavano con serietà ad impegnar tutti i Principi a riconoscere il lor Concilio e ad approvare quanto avessero fatto. Aprirono dunque il Concilio il dì 25 marzo dell'anno 1409 giorno prefisso per l'apertura. Primieramente il Concilio citò Pietro di Luna ed Angelo Cornaro, che si dicevano Papi, e non essendo comparito alcuno, il Concilio gli dichiarò contumaci. Pronunziò, che il Collegio de' Cardinali unito avea potuto convocare il Concilio, e che il Concilio generale poteva procedere ad una sentenza diffinitiva. Comandò poi la sottrazione d'ubbidienza a' due pretesi Papi: ed infine dopo aver prese le informazioni sopra la loro condotta, gli dichiarò decaduti dal diritto che pretendevano al Pontificato, e gli depose con deffinitiva sentenza. I due Collegi de' Cardinali procedettero poi all'elezione d'un legittimo Pontefice, secondo il decreto del Concilio, ed elessero Pietro Filargio di Candia, nomato il Cardinal di Milano, dell'Ordine de' Frati Minori che prese il nome di Alessandro V. Egli presedette alle sessioni seguenti del Concilio che terminò il dì 7 agosto di quest'anno 1409. Era composto di 22 Cardinali, di 4 Patriarchi, e di 12 Arcivescovi, di 67 Vescovi in persona, di 75 Deputati, d'un grandissimo numero d'Abati, di Generali, di Procuratori d'Ordini, di Deputati de' Capitoli, e di 67 Ambasciadori di Re e d'altri Principi sovrani.

Alessandro V riputato dalla maggior parte de' Principi d'Europa per vero e legittimo Pontefice, ancorchè fosse Frate de' zoccoli, era stato molti anni Arcivescovo di Milano, e poi fatto Cardinale da Papa Innocenzio VII avea non poca esperienza delle cose del Mondo, onde presa ch'ebbe la corona voltò subito il pensiero a riporre la Sede Appostolica nel suo primiero stato e riputazione; e vedendo gli apparati del Re Ladislao, i quali eran tutti indrizzati per impadronirsi di Roma e del suo Stato, fece lega con i Fiorentini; a' quali era già resa sospetta la grandezza e l'animo di Ladislao; ed essendo favorito anche dalla Francia che lo riconobbe per vero Papa, mandò ivi a chiamar Re Luigi per opporlo a Ladislao, ed intrigarlo in una nuova guerra, acciocchè dovendo badar poi a' propri mali, non potesse pensare ad inquietare lo Stato della Chiesa romana.

Dall'altra parte Gregorio non avea mancato di aprir suo Concilio in Aquileja, ovvero in Udine, nel giorno della Festa del SS. Sacramento di quest'istesso anno 1409 ma non fu quello sì numeroso, nè vi si trovò che un picciolissimo numero di Prelati; nulladimanco vi fece dichiarare ch'egli ed i suoi predecessori erano stati canonicamente eletti, e che non solo Pietro di Luna, et quelli che l'aveano preceduto, ma eziandio Pietro di Candia nuovamente eletto, erano intrusi, e che non aveano avuto alcun diritto al Pontificato. Fece però una dichiarazione ch'era pronto a rinunziare al Papato realmente, e di fatto purchè Pietro di Luna e Pietro di Candia vi rinunziassero ancora personalmente e nel medesimo luogo. Creò nuovi Cardinali, non meno che avea fatto Benedetto: onde invece di due Papi, dopo il Concilio di Pisa se ne videro tre, da' quali miseramente era la Chiesa lacerata. Gregorio terminato il Concilio, non istimandosi sicuro in Udine, fuggì travestito in Apruzzo; onde Ladislao avendo scorti gli andamenti di Alessandro, mandò tosto Angelo Aldemarisco Gentiluomo con quattro galee a chiamarlo. Stava egli allora a Pietra Santa con due Cardinali che non aveano voluto abbandonarlo, il qual intesa la chiamata di Ladislao, scese molto volentieri ad imbarcarsi al Porto di Luna, e venne a Gaeta, ove fermò la sua residenza, ed ove il Re l'accolse con molta riverenza come a vero Pontefice, ed ordinò che per tale fosse tenuto nel Regno ed in tutti i suoi dominj. Avea Gregorio una picciolissima Corte: poichè non era riconosciuto per Papa, se non negli Stati del Re Ladislao. All'incontro Alessandro V era riconosciuto per legittimo Papa quasi in tutta la Cristianità, eccettuatene solo queste province che ubbidivano a Gregorio, ed i Regni di Aragona, di Castiglia, di Scozia, e gli Stati del Conte di Armagnac che riconoscevano Benedetto. L'Alemagna era divisa, perchè Roberto Re de' Romani ricusava che fosse riconosciuto Alessandro, per aver egli dato in molte lettere il titolo di Re de' Romani a Venceslao Re di Boemia.