§. II. Del Codice Filippino, compilato per privata autorità dal Reggente Carlo Tappia.

Multiplicati in cotal guisa i volumi delle nostre patrie leggi, venne pensiero in questi tempi al Consigliere Carlo Tappia, poi Reggente, di compilarne un solo, ove con nuovo ordine potessero le leggi sparse in tanti volumi leggersi tutte unite e collocate sotto la materia che trattano, sotto titoli convenienti. Si propose per ciò egli l'ordine tenuto da Giustiniano nel suo Codice e valendosi de' medesimi titoli, sotto ciascuno collocò a suoi luoghi le leggi a quel soggetto appartenenti. Avvertì con tal occasione e separò le Costituzioni, che per desuetudine non erano osservate, da quelle che aveano vigore: conciliò le ripugnanti; ed accrebbe le Annotazioni degli antichi nostri Giureconsulti con le sue nuovamente aggiuntevi. Avea dato egli a quest'opera il titolo di Codice Filippino[364], per averlo dedicato al Re Filippo III; non altrimente di ciò, che fece Antonio Fabro, che voleva, che il suo si chiamasse Codice Emanuele, per averlo dedicato ad Emanuele Duca di Savoja; ma siccome le costoro Compilazioni si facevano per privata autorità, non per commessione del Principe, così a questa del Tappia rimase il nome di Jus Regni ed a quella di Fabro del Codice Fabriano: da non paragonarsi però l'un Codice coll'altro, cedendo questo di Tappia al Fabriano, sia per gravità ed eleganza, sia per dottrina legale e molto più, perchè Tappia niente altro vi fece, che collocare le costituzioni istesse sotto que' titoli, che prefisse, seguitando l'ordine di Giustiniano; ma Fabro le compilò egli stesso e furono parti del suo sublime ingegno. Divise il Reggente questa sua opera in sette libri, li quali non fur impressi tutti in un tempo, ma secondo che uno terminavasi, si dava alla luce. Il primo libro fu compilato nel primo anno dei Regno di Filippo III, onde per ciò l'Epistola dedicatoria, che si legge prefissa a quest'opera, porta la data del 1598, ancorchè l'edizione di quello insieme col secondo libro si fosse differita insino all'an. 1605. Il secondo libro fu terminato a' 16 luglio del 1604. Il terzo a' 19 agosto del seguente anno 1605, ancorchè l'edizione si fosse differita al 1608 insieme col quarto. Il quinto lo compilò mentr'egli era Reggente nel supremo Consiglio d'Italia, e fu poi dato alle stampe nel 1633; siccome il sesto che si stampò nel 1636. Il settimo, e l'ultimo, fine di tutta l'opera, parimente lo terminò in Madrid a' 4 ottobre del 1615, ancorchè poi si stampasse in Napoli nel 1643, penultimo anno della sua vita.

Più nobile idea d'un nuovo Codice fu proposta negli ultimi nostri tempi, alla compilazion del quale, non per privata autorità, ma per commessione pubblica fu dato principio da insigni Giureconsulti; ma non sì tosto fur poste le mani all'opera, che per varj accidenti svanì il bel disegno, tal che ora non ne rimane alcun vestigio.