Capitolo IX. Analisi e composizione chimica dei filtrati.

Analisi. — Gli elementi più importanti che giova determinare in un filtrato dolce, dal punto di vista dell'utilità pratica, sono il peso specifico o la densità, l'alcool, l'acidità totale, gli zuccheri riduttori, le materie estrattive e le sostanze minerali. In via secondaria possono anche interessare le determinazioni dell'intensità colorante nei filtrati rossi, della quantità di cremore, glicerina, ecc.

Per ottenere dati confrontabili è d'uopo seguire processi uniformi, per cui conviene attenersi, come abbiamo fatto noi, ai metodi per l'analisi dei vini concordati fra i direttori delle R. Stazioni agrarie, dei Laboratori di chimica agraria e dei Laboratori municipali del Regno, nel Congresso di Roma 1896[4].

L'analisi del mosto, e quindi anche dei filtrati dolci, non è però del tutto identica, nelle particolarità dei procedimenti, a quella dei vini, e siccome non si trovano nelle pubblicazioni fatte tutte le necessarie indicazioni a questo riguardo, così stimiamo opportuno dare qualche breve cenno in questo libro per le più importanti determinazioni.

Anzitutto l'analisi del filtrato dev'essere fatta con la maggiore possibile speditezza e su campione ancora limpido, prelevato di recente dalla massa. In tal guisa si evitano gli errori dovuti alla fermentazione, la quale facilmente si riattiva e oltre a scomporre lo zucchero con alquanta rapidità, altera sensibilmente i limiti e i rapporti degli altri componenti, fa precipitare il cremore, provoca un maggiore assorbimento di gas acido carbonico, ecc. Se l'analisi dura qualche giorno a compiersi, si possono avere risultati disformi per le determinazioni che si fanno all'ultimo in confronto di quelle fatte allo inizio dell'operazione. Ad evitare perciò ogni causa di errore noi preferiamo di avviare contemporaneamente tutte le determinazioni a farsi sopra lo stesso campione, avendo cura altresì di raffreddare il mosto alla temperatura ordinaria di 15° a 17° C. e di agitarlo fortemente per 5 a 10 minuti al momento di misurare le porzioni occorrenti ai singoli saggi, per scacciare la maggior parte del gas acido carbonico. Non conviene, come suggerisce qualcuno, di aggiungere al campione un antisettico per poterlo conservare in caso di analisi protratta.

***

Determinazione della densità. — Il peso specifico in laboratorio si determina come nel vino, alla nota bilancetta di Westphal-Rumann, o mediante il picnometro, alla temperatura di 15° C. Per analisi commerciali si possono avere dati di sufficiente esattezza, sino alla terza cifra decimale, anche con un densimetro campionato, purchè si abbia cura di raffreddare il mosto alla suddetta temperatura, e questa avvertenza devesi anche osservare quando si adopera l'areometro di Beaumè.

I mosti torbidi sono più densi di quelli perfettamente limpidi, della stessa composizione chimica: per avere quindi risultati incensurabili sarà bene rifiltrare il campione che eventualmente si fosse intorbidato per effetto della fermentazione.

***

Determinazione dell'alcool. — Si distillano 100 cm³ del filtrato sino ai due terzi, aggiungendo un pizzico di tannino per prevenire qualche grossa bolla di schiuma e possibili sussulti del liquido durante l'ebollizione. Se questi si dovessero verificare provocando il passaggio di qualche spruzzo di mosto nel distillato, bisogna continuare la distillazione e ripeterla sul distillato, di cui se ne raccolgono circa i 3⁄4 del volume primitivo del mosto. Quando il distillato è ottenuto perfettamente limpido o incolore si riporta esattamente al volume di 100 cm³, alla stessa temperatura a cui si misurò il mosto, con acqua pura, anche distillata, e se ne prende la densità nel modo indicato innanzi. Ottenuto il dato della densità sino alla quarta cifra decimale, si cerca con la tavola di Haas, il corrispondente grado alcoolico.

In mancanza della bilancetta Rumann, o del picnometro, dati di sufficiente esattezza si possono ottenere con l'uso di un piccolo alcoolometro centesimale Gay Lussac, in peso o in volume, la cui scala porti le divisioni in quinto di grado.

La determinazione dell'alcool nel filtrato dolce con un ebulliometro (Malligand, Salleron, ecc.) non può dare che risultati in meno assai discosti dal vero, anche diluendo molto il mosto, perchè la presenza dello zucchero e delle sostanze estrattive elevano il punto di ebollizione del liquido in esame. Bisognerebbe prima distillare, poscia sul distillato eseguire il saggio all'ebulliometro, ma in questo caso conviene meglio determinare la densità o fare uso dell'alcoolometro.

***

Determinazione dell'acidità totale. — In una bevutina conica di vetro, si versano 10 cm³ di mosto, misurato con una pipetta, si agita la bevuta con la mano destra, imprimendo al liquido un movimento rotatorio per la durata di circa dieci minuti, così tutto l'acido carbonico viene scacciato e sostituito dall'aria. Si diluiscono i 10 cm³ di mosto con circa 20 cm³ di acqua distillata e vi si fa cadere da una buretta un sottile filetto di soluzione di idrato sodico decinormale, sino al punto giusto di neutralizzazione, che si avverte dal cambiamento di colore del mosto rosso, confermato anche dal saggio sulla cartina azzurra di tornasole, molto sensibile. Ai mosti bianchi si aggiungono, prima di farvi cadere la soluzione sodica, quattro o cinque goccie di tintura di lacmus che fa da indicatore. Il numero di cm³ di soda impiegati si moltiplicano per 0.0075 per avere l'acidità totale ‰, espressa in acido tartarico.

La determinazione esatta dell'acidità, con le soluzioni alcaline titolate, esige molta pratica da parte dell'operatore per arrivare a precisare bene il punto neutro, che si basa sopra un cambiamento di tinta non molto netto. Si possono avere, così in commercio, come anche in laboratorio risultati egualmente esatti e più costanti, con l'uso dell'acidimetro da noi ideato due anni addietro ed ora abbastanza diffuso presso i commercianti di vini[5].

***

Determinazione del glucosio. — Approssimativamente si può conoscere la quantità di zucchero indecomposto nel filtrato, col saggio del pesamosto o del gleucometro, di cui abbiamo parlato al cap. II. Per determinazioni esattissime si deve ricorrere al metodo chimico di Fehling-Soxhlet.

Nelle analisi dei mosti e dei filtrati dolci noi misuriamo, per questa determinazione, sempre 10 cm³ di liquido, li neutralizziamo con soda caustica decinormale e vi aggiungiamo, a poco a poco, l'acetato basico di piombo, sino a leggero eccesso. Filtriamo in matraccino di 100, laviamo 5 a 6 volte il precipitato rimasto sul filtro con acqua bollente, togliamo nel liquido l'eccesso di acetato con carbonato sodico, lasciamo ben raffreddare alla temperatura ambiente, portiamo il volume a 100 cm³ con acqua e filtriamo nuovamente per filtro asciutto. Del liquido filtrato, limpido prendiamo, con una pipetta, 50 cm³ che portiamo ancora a 100 in matraccino tarato, in modo da avere così una diluizione del mosto primitivo di 20 volte, il quale conterrà circa gr. 0,5 a gr. 1% di glucosio. Versiamo in una buretta questo liquido così diluito e lo facciamo cadere a poco a poco in una bevuta conica da 200 cm³ dove trovansi 10 cm³ di reattivo di Fehling in ebollizione su fiamma a rete metallica, sino ad avere la scomparsa del colore azzurro secondo le norme del Soxhet.

La cifra costante 4,75 (titolo) divisa per il numero dei cm³ di soluzione dolce impiegati ci dà il percento di glucosio nel liquido diluito; per avere la quantità contenuta nel mosto in esame, occorre moltiplicare il risultato per 20, che indica la diluizione fatta.

A risparmio di calcoli e di possibili errori, noi abbiamo in laboratorio le tavole murali con le cifre già calcolate.

***

Determinazione delle sostanze estrattive. — La determinazione dell'estratto, così del mosto e quindi anche dei filtrati dolci, come del vino, dev'essere fatta in laboratorio esclusivamente in capsula di platino, di date dimensioni e spessore. L'uso delle capsule di porcellana o di vetro è da riprovarsi, perchè non può fornire risultati attendibili e confrontabili con quelli ottenuti da altri analizzatori.

Noi ci serviamo costantemente di capsule di platino cilindriche, modello Zecchini, le quali hanno il diametro di mm. 85 per mm. 30 di altezza, ed un forte spessore per evitare la curvatura del fondo e potere ottenere sempre uno strato uniforme, in tutti i punti, di estratto. La tara di queste capsule varia da 43 a 45 grammi per ognuna.

Del filtrato previamente diluito 5 volte, misuriamo, con la pipetta, 50 cm³ che facciamo evaporare nella capsula sul bagno maria, sino alla consistenza di denso sciroppo, indi teniamo la capsula nella stufa a 100° per due ore e mezza, dopo di che, raffreddata sotto essicatore ad amianto imbevuto di acido solforico, la pesiamo e calcoliamo l'estratto per mille nel mosto, moltiplicando il peso netto per 100.

***

Determinazione delle ceneri. — Le sostanze minerali dei filtrati dolci si determinano esattamente come nel vino, su 25 cm³ di liquido evaporato prima a bagno maria o su bagno di amianto in capsula di platino.

***

Composizione chimica dei filtrati.

Sulla chimica dei filtrati dolci la letteratura enologica è poverissima; non si hanno fin ora che solamente due lavori, l'uno del Prof. Casoria relativo alla composizione dei lambiccati di Torre del Greco, l'altro, dello scrivente, eseguito nella scorsa vendemmia, sui filtrati dolci pugliesi: poco più di un centinaio di analisi in tutto.

Sarebbe interessante che queste analisi fossero non solo estese alle altre regioni italiane, ma che venissero eziandio proseguite per parecchie vendemmie di seguito, affinchè si potesse giungere a determinare con criteri esatti, le medie dei singoli componenti, relativamente alla qualità del filtrato e alla influenza delle diverse annate viticole per ciascuna regione.

In tal guisa si potrebbero dedurre delle norme pratiche utili ai produttori ed ai commercianti, in ogni comune viticolo, nel quale la industria dei filtrati dolci è penetrata da qualche tempo o accenna ora a diffondersi.

Mentre noi ci ripromettiamo di continuare su questo argomento, nelle prossime vendemmie, le ricerche in Puglia, ci auguriamo che qualche nostro egregio collega faccia altrettanto per altre regioni e ci permettiamo anzi di rivolgere intanto una speciale preghiera al chiarissimo Prof. Pasqualini, direttore della R. Stazione agraria di Forlì, perchè faccia iniziare da qualcuno dei suoi coadiutori un diligente studio analitico sui filtrati delle Romagne, dei quali non si ha ancora nessun dato.

Nel quadro analitico qui appresso abbiamo riunite le analisi fin ora eseguite sui lambiccati napoletani e sui filtrati pugliesi. Da esse possiamo intanto trarre alcune conclusioni intorno alla composizione chimica dei filtrati meridionali.

Filtrati bianchi.

Sono pochissime le analisi di filtrati bianchi, cinque appena ne abbiamo potuto riunire in questo lavoro, due di lambiccati napoletani e tre di filtrati pugliesi. Le osservazioni quindi che su di esse possiamo per ora fare hanno un valore molto relativo, ciò non pertanto è sempre utile soffermarci un pochino all'esame dello cifre esposte nel quadro.

Densità. — Il dato della densità è importantissimo pei filtrati, perchè trovasi in stretto rapporto col grado alcoolico e la ricchezza zuccherina. Nei filtrati bianchi analizzati varia da un minimo di 1,0375 al massimo di 1,0976, la qual cosa vuol dire che un ettolitro di filtrato bianco, alla temperatura di 15° C. pesa da Kg. 103,75 a Kg. 109,76, secondo la ricchezza zuccherina, la qualità del filtrato e la sua età.

L'analisi n. 3 si riferisce a un buon tipo di filtrato bianco pugliese, proveniente da mosto dolce, con circa 21 % di glucosio.

La media densità delle cinque analisi è 1,06494, cui corrisponde una media alcoolica di 3,07 % e zuccherina di 8,98 %. Questa media densità è da ritenersi un pò bassa, specialmente pei filtrati bianchi pugliesi, che oggidì si preparano, come il n. 3, con pochissimo alcool e con la totale ricchezza zuccherina del mosto quasi intatta. Il peso medio quindi di un ettolitro di questi filtrati, con oltre il 20 % di zucchero, si deve avvicinare a 109 per la Puglia, per quelli napoletani e settentrionali forse dovrà scendere sotto a 104.

Alcool. — Nelle cinque analisi riportate varia da 0,28 % a 4,78, con una media di 3,07, da ritenersi troppo elevata per le ragioni testè dette.

Zucchero. — Varia da un minimo di gr. 8,40 a gr. 20,30 %, con la media di circa 13 %. Pei filtrati bianchi settentrionali questa media forse è giusta, per quelli pugliesi, deve salire da 4 a 5 gradi almeno.

Acidità. — L'acidità complessiva nei filtrati bianchi varia meno che nei rossi, perchè le uve bianche giungono, su per giù, dappertutto a regolare maturazione, essendo sempre le prime a vendemmiarsi. Essa si mantiene anche in limiti più normali, senza toccare estremi larghi come nei rossi. Dalle analisi sin ora eseguite si rilevano le seguenti cifre: minima 4.20 per ‰, massima 6,75, media 5,07.

Estratto secco. — Le materie estrattive sono importanti, perchè dànno al filtrato o ai suoi derivati il corpo e la solidità, accrescendone anche il peso specifico e il potere nutritivo. Nelle analisi sono espresse in grammi per ogni litro di filtrato, escluso lo zucchero.

Ceneri. — Le sostanze minerali sono in rapporto col contenuto di estratto, netto di zucchero. Per ora le cifre trovate sono in numero troppo esiguo per poter dedurre qualche conclusione pratica.

Quadro analitico dei filtrati dolci.

N.º d'ordine Luogo ed anno di produzione Densità a 15° C. Composizione del filtrato
Areometro Beaumé Bilancia Westphall Ruman Alcool % in vol. Glucosio % Acidità totale ‰ in acido tartarico
 
Filtrati bianchi.
 
1 Torre del Greco (Napoli) 1894 1.0523 4.78 11.11 4.20
2 » » 1.0375 4.42 8.40 6.00
3 Barletta (Bari) 1900 1.0976 0.28 20.30 4.80
4 » » 1.0691 3.40 11.87 6.75
5 » » 1.0712 2.45 13.20 6.60
 
Filtrati rossi.
 
6 Torre del Greco (Napoli) 1892 1.0608 3.69 13.16
7 » » 1.0542 3.98 11.11 7.50
8 » » 1.0468 5.47 8.06 8.24
9 » » 1.0490 4.71 9.34 8.99
10 » » 1.0549 5.32 11.23
11 » » 1.0482 3.83 10.11
12 » » 1.0575 4.78 10.99 8.38
13 » » 1.0594 3.62 13.00 8.25
14 » » 1.0594 3.62 12.50 8.25
15 » » 1.0426 3.98 9.50 8.25
16 » » 1.0394 4.20 9.00 8.25
17 » » 1.0375 3.82 7.72 9.13
18 » » 1.0552 2.51 11.66 7.50
19 » » 1.0314 3.28 10.00 7.63
20 » » 1.0423 4.12 9.09 8.34
21 » » 1.0574 3.62 11.70
22 » » 1.0596 3.07 12.65 8.38
23 » » 1.0612 3.07 13.33 6.65
24 » » 1.0526 3.49 10.52 7.34
25 » » 1.0359 5.63 8.00 7.79
26 » » 1.0514 4.12 11.36 8.61
27 » » 1.0546 4.27 12.19 8.54
28 » » 1.0549 3.07 11.50 7.57
29 » » 1.0353 5.32 7.91 7.24
30 » » 1.0462 3.90 10.10 9.04
31 » » 1.0508 3.62 10.52 7.50
32 » » 1.0444 4.85 9.02 7.59
33 » » 1.0503 3.00 11.23 8.09
34 » » 1.0331 5.39 7.75 7.04
35 » » 1.0352 6.71 7.46 8.54
36 » » 1.0346 5.39 7.51 7.34
37 » » 1.0427 5.39 9.25 7.63
38 » » 1.0408 5.55 9.21 9.00
39 » » 1.0390 5.32 9.00 6.88
40 » » 1.0307 6.32 7.42 6.29
41 » » 1.0296 6.55 6.93 6.67
42 » 1893 1.0530 4.42 11.23
43 » » 1.0552 4.12 13.00 7.65
44 » » 1.0533 4.78 9.76 6.75
45 » » 1.0548 5.78 13.07 6.30
46 » » 1.0233 7.17 6.30 6.00
47 » » 1.0239 6.10 5.98 7.95
48 » » 1.0290 7.09 4.70 7.04
49 » » 1.0287 7.40 6.70 7.04
50 » » 1.0125 7.40 2.78 7.19
51 » » 1.0276 7.32 6.79 6.59
52 » » 1.0370 5.94 7.95 8.17
53 » » 1.0331 5.16 8.00
54 » » 1.0266 7.57 6.43 6.73
55 » » 1.0190 7.66 4.54 6.74
56 » » 1.0239 6.10 5.98 7.95
57 » » 1.0671 3.43 15.72
58 » » 1.0444 4.63 10.42 9.18
59 » 1893 1.0567 3.42 13.18 9.45
60 » » 1.0599 3.55 13.89 9.15
61 » » 1.0558 3.90 13.23 9.45
62 » » 1.0510 4.12 12.00 9.52
63 » » 1.0470 4.27 9.50 7.20
64 » » 1.0333 3.55 8.00 6.90
65 » » 1.0379 3.76 9.00 6.60
66 » » 1.0380 5.78 8.00 6.24
67 Gallipoli (Lecce) 1900 1.0523 6.40 10.10 7.24
68 » » 1.0310 8.65 7.20 7.35
69 Brindisi (Lecce) » 1.0912 1.05 16.40 8.82
70 » » 1.0545 6.45 11.31 8.32
71 » » 1.0709 3.38 12.84 9.23
72 » » 1.0828 2.20 17.37 7.22
73 » » 1.0802 2.80 16.20 8.19
74 Novoli (Lecce) » 1.0545 4.45 11.05 6.15
75 » » 1.0539 4.61 10.22 6.60
76 Squinzano (Lecce) » 1.0752 5.20 15.57 9.15
77 Barletta (Bari) » 1.1022 1.82 20.60 6.22
78 » » 1.0760 6.20 13.97 6.75
79 » » 1.1030 2.80 19.80 8.95
80 » » 1.0808 3.60 17.28 5.50
81 » » 1.0701 5.15 14.61 5.18
82 » » 1.0629 5.60 13.57 6.75
83 » » 1.0970 1.22 19.38 6.02
84 » » 1.0731 4.44 16.05 6.00
85 » » 1.0890 2.80 19.00 6.00
86 » » 1.0889 2.92 18.95 6.53
87 » » 1.0931 5.20 18.26 7.00
88 » » 1.0679 5.80 14.84 6.00
89 » » 1.0812 5.30 16.38 6.52
90 » » 1.0759 4.90 14.62 5.78
91 » » 1.0990 1.42 19.00 5.10
92 » » 11.75 1.0888 3.88 17.98 6.22
93 » » 11.75 1.0890 4.10 18.26 6.15
94 » » 11.00 1.0835 3.42 17.26 6.00
95 » » 12.25 1.0921 4.30 18.62 6.95
96 » » 14.00 1.1080 0.80 21.64 5.47
97 » » 14.75 1.1040 0.75 21.86 6.07
98 » » 10.00 1.0752 5.58 15.32 6.82
99 » » 9.75 1.0720 5.90 15.18 5.95
100 » » 11.75 1.0891 4.20 18.41 5.47
101 » » 10.25 1.0782 4.41 16.10 5.93
102 » » 11.25 1.0848 3.40 17.92 6.52
103 » » 9.60 1.0720 6.60 15.08 7.35
104 » » 13.25 1.1018 4.20 21.64 7.65
105 » » 12.69 1.0981 2.00 21.12 6.60
106 » » 9.50 1.0721 5.40 15.32 7.42
107 » » 12.00 1.0918 4.33 18.81 7.35
108 » » 10.00 1.0770 5.02 16.38 6.22
109 » » 13.69 1.1049 4.00 22.27 7.35
110 » » 13.00 1.1001 1.91 22.10 6.60
111 » » 9.75 1.0737 5.20 16.66 6.53
112 » » 11.65 1.0882 4.41 18.44 7.12
113 » » 14.70 1.1140 2.29 25.68 6.60
114 » » 9.50 1.0701 4.40 15.57 6.00
Composizione del filtrato Data dell'analisi Analizzatore
Estratto secco ‰ detratto il glucosio Ceneri ‰ Zucchero origin. % calcolato nel succo d'uva Alcool del vino calcolato a fermen. completa
 
Filtrati bianchi.
 
14.40 18.76 11.72 26 Gennaio 1894 Casoria 1
26.45 15.47 9.67 » » » » 2
49.10 5.04 20.75 12.98 29 Settembre 1900 De Astis 3
41.00 4.92 17.31 10.82 1 Ottobre » » 4
62.10 5.84 17.12 10.70 1 » » » 5
 
Filtrati rossi.
 
40.40 19.06 11.91 10 Settembre 1892 Casoria 6
43.10 17.48 10.92 23 » » » 7
43.54 16.81 10.51 » » » » 8
50.64 16.88 10.55 » » » » 9
34.00 19.74 12.34 15 » » » 10
45.40 16.24 10.14 17 » » » 11
41.94 18.64 11.64 20 » » » 12
40.50 18.79 11.75 24 » » » 13
18.29 11.43 » » » » 14
31.12 15.87 9.92 25 » » » 15
28.05 15.72 9.83 » » » » 16
35.00 13.83 8.64 27 » » » 17
35.64 15.67 9.81 » » » » 18
43.82 15.24 9.53 » » » » 19
31.90 15.68 9.80 » » » » 20
49.28 17.49 10.93 29 » » » 21
47.22 17.56 10.98 1 Ottobre » » 22
33.60 18.24 11.40 » » » » 23
41.00 16.10 10.06 » » » » 24
27.14 17.01 10.63 » » » » 25
34.24 17.95 11.22 3 » » » 26
29.10 19.02 11.89 » » » » 27
29.90 16.41 10.27 » » » » 28
30.12 16.42 10.26 5 » » » 29
30.72 16.34 10.21 6 » » » 30
36.50 16.31 10.20 » » » » 31
30.20 16.88 10.49 » » » » 32
29.80 16.03 10.02 11 » » » 33
23.49 16.37 10.23 » » » » 34
18.20 11.37 13 » » » 35
16.13 10.09 » » » » 36
17.87 11.17 » » » » 37
29.14 18.09 11.31 » » » » 38
27.35 17.51 10.95 » » » » 39
21.34 17.53 10.96 » » » » 40
26.78 17.41 10.88 » » » » 41
29.90 18.30 12.44 14 Settembre 1893 » 42
17.10 19.54 12.75 27 » » » 43
17.41 10.88 11 Ottobre » » 44
14.80 22.32 13.95 21 Novembre » » 45
66.20 17.47 11.10 » » » » 46
15.54 9.84 » » » » 47
24.39 16.04 10.03 24 » » » 48
25.46 18.54 11.00 » » » » 49
26.14 14.62 9.19 6 Dicembre » » 50
23.10 18.50 11.56 14 » » » 51
23.50 17.45 10.91 » » » » 52
24.75 16.25 10.16 » » » » 53
23.60 18.54 11.59 18 » » » 54
16.80 10.50 26 Gennaio 1894 » 55
15.74 9.84 » » » » 56
25.60 21.51 13.45 14 Settembre » » 57
21.20 17.83 11.14 5 Ottobre » » 58
30.60 18.65 11.66 9 Ottobre 1894 » 59
30.00 19.57 12.23 » » » » 60
22.25 19.47 12.17 » » » » 61
23.90 18.59 11.62 10 » » » 62
36.00 16.33 10.21 17 » » » 63
13.68 8.55 » » » » 64
58.30 15.02 9.39 » » » » 65
26.60 17.25 10.78 31 » » » 66
53.30 4.24 20.34 12.71 24 Settembre 1900 De Astis 67
33.70 4.56 21.04 13.15 » » » » 68
74.50 5.64 18.08 11.30 » » » » 69
48.00 4.72 21.63 13.52 28 » » » 70
26.30 5.44 18.24 11.40 29 » » » 71
47.20 5.48 20.89 13.06 8 Ottobre » » 72
56.00 5.24 20.48 12.02 9 » » » 73
43.10 5.86 18.17 11.36 » » » » 74
50.30 5.56 17.59 10.75 » » » » 75
56.10 4.25 23.89 14.93 7 » » » 76
69.30 4.60 23.51 14.72 » » » » 77
75.80 4.80 23.89 14.93 » » » » 78
75.70 4.92 24.68 15.18 » » » » 79
63.20 5.04 23.04 14.40 » » » » 80
48.70 4.92 22.85 14.28 » » » » 81
46.40 4.32 22.53 14.10 » » » » 82
70.20 4.72 21.33 13.33 » » » » 83
47.00 4.36 23.15 14.47 » » » » 84
51.70 5.20 23.48 14.67 8 » » » 85
53.20 5.13 23.62 14.76 » » » » 86
80.40 5.84 26.58 16.61 9 » » » 87
59.40 5.16 24.12 15.08 » » » » 88
68.10 5.98 24.86 15.54 » » » » 89
64.40 5.18 22.46 14.08 10 » » » 90
77.70 5.80 21.47 13.22 » » » » 91
69.10 5.68 24.19 15.20 11 » » » 92
65.30 5.20 24.82 15.51 » » » » 93
57.70 5.00 22.73 14.21 » » » » 94
71.00 5.24 25.50 15.94 » » » » 95
5.02 22.92 14.33 13 » » » 96
77.20 5.80 23.06 14.41 » » » » 97
57.30 5.36 24.25 15.15 » » » » 98
5.76 24.62 15.40 » » » » 99
63.20 4.88 25.13 15.71 » » » » 100
56.30 4.92 23.16 14.47 » » » » 101
56.50 5.28 23.32 14.60 15 » » » 102
56.90 5.52 25.64 16.02 » » » » 103
68.20 5.32 28.36 17.72 » » » » 104
54.20 5.48 24.32 15.20 » » » » 105
49.10 5.20 23.96 14.98 » » » » 106
66.60 5.24 25.74 16.08 » » » » 107
49.20 5.14 24.41 15.26 » » » » 108
68.00 5.62 28.67 17.92 17 » » » 109
51.50 5.16 25.15 15.72 » » » » 110
40.90 5.44 24.98 15.61 » » » » 111
60.60 5.48 25.49 15.94 18 » » » 112
56.80 5.40 29.34 18.34 » » » » 113
41.40 5.20 22.61 14.13 » » » » 114

Filtrati rossi.

Dalle 100 analisi di filtrati rossi, contenute nel quadro, si scorge che vi ha una larga oscillazione fra i diversi componenti, dipendente dalle diverse qualità delle uve, da cui i filtrati derivano, dall'influenza del clima e del suolo sui vitigni, dai metodi di preparazione e dalla età o periodo di conservazione dei filtrati stessi. Non è possibile perciò formulare delle conclusioni generali che potessero avere un valore in pratica. Torna più utile, e più agevole, ripartire l'esame provincia per provincia, distinguendo anche i filtrati dei diversi comuni o gruppi di comuni viticoli, come si è fatto dal Ministero dell'agricoltura per le uve e i vini d'Italia. Abbiamo perciò raggruppati in un secondo quadro, qui appresso (a pag. 145), le medie, massime e minime per ciascun componente determinato e per ogni provincia.

***

Provincia di Napoli. — La minima densità di 1.0125 trovata dal prof. Casoria si riferisce a un filtrato (nº 50) analizzato in dicembre e conservato male, perchè il contenuto di glucosio si era in esso ridotto a gr. 2.78% appena.

Prendendo invece ad esaminare i lambiccati nel periodo della vendemmia, in cui maggiormente vengono richiesti dal commercio vinicolo, e tralasciando quelli conservati, o eccessivamente fermentati, il prof. Casoria osserva che, pei migliori tipi, la densità oscilla fra il massimo di 1.0671 e un minimo di 1.0408.

Quadro delle medie, massime e minime.

PROVINCIE Media Massima Minima
       
Provincia di Napoli (lambiccati)      
Densità su 61 analisi 1.0426 1.0671 1.0125
Alcool su 61 analisi 4.75 7.66 2.51
Zucchero su 61 analisi 9.75 15.72 2.78
Acidità totale su 55 analisi 7.68 10.80 6.00
Residuo di estratto su 54 anal. 32.17 66.20 14.80
Ceneri
       
Provincia di Lecce      
Densità su 10 analisi 1.0646 1.0912 1.0310
Alcool su 10 analisi 4.51 8.65 1.05
Zucchero su 10 analisi 12.82 17.37 7.20
Acidità totale su 10 analisi 7.82 9.23 6.15
Resid. di estratto su 10 analisi 48.85 74.50 26.30
Ceneri 5.09 5.86 4.35
       
Prov. di Bari (filtrati rossi di Barletta)      
Densità su 38 analisi 1.0860 1.1140 1.0629
Alcool su 38 analisi 3.93 6.60 0.75
Zucchero su 38 analisi 17.99 25.68 13.57
Acidità totale su 38 analisi 6.43 8.95 5.10
Resid. di estratto su 38 analisi 61.06 80.40 40.90
Ceneri 5.24 5.80 4.32

Alcool. — I lambiccati più alcoolici sono quelli segnati ai numeri 54 e 55 che contengono rispettivamente 7,57 e 7,66% di alcool in volume. Questi lambiccati però sono conservati sino al mese di gennaio e presentano un residuo di zucchero indecomposto, come altri simili, alquanto esiguo, perchè possano dare una idea esatta dei veri e proprii lambiccati, preparati di recente. Tuttavia, siccome si usa nel Napoletano di tenere una discreta quantità di lambiccati sino all'inverno, così anche le analisi eseguite nei mesi di dicembre e gennaio hanno un certo valore, che giova tener da conto.

Il minimo di alcool si riscontra nel lambiccato n. 18, che proviene da un mosto piuttosto povero di glucosio; la media, come si vede, è espressa da 4 gradi e 3⁄4 di alcool in volume.

Zucchero. — Le medesime osservazioni fatte per l'alcool si possono ripetere sullo zucchero per quanto riguarda i lambiccati conservati, poichè la conservazione o l'invecchiamento, tende a far crescere la percentuale dell'alcool, per effetto della fermentazione lenta, con corrispondente diminuzione del grado zuccherino. Per cui noi troviamo, nel lambiccato n. 50, appena 2,78% di glucosio, proporzione troppo esigua, da rendere il lambiccato stesso commercialmente asciutto anzichè dolce.

Il massimo di zucchero si trova nel lambiccato n. 57, con 15,72%, la media è di 9 3⁄4.

Acidità. — L'acidità totale, valutata in acido tartarico, può dirsi che nei lambiccati si mantenga in giuste proporzioni. Il massimo di 10.80‰ si riferisce a un lambiccato (n. 57) analizzato il 14 settembre, proveniente forse da uve non ancora ben mature.

Estratto secco. — Le materie estrattive sono determinate insieme allo zucchero e calcolate poi per differenza. Lo zucchero invero fa crescere sensibilmente la cifra del residuo netto di estratto per la difficoltà di evaporazione dei liquidi dolci, sciropposi, nella stufa a 100°. Per questa ragione le cifre relative all'estratto non hanno un valore intrinseco molto importante, come quelle dell'alcool, dello zucchero, dell'acidità e delle ceneri, tuttavia riescono utili per il confronto tra campioni diversi sottoposti all'analisi, purchè il metodo e il grado di diluizione adottati siano identici e costanti.

La media del residuo di estratto che si riscontra nei lambiccati napoletani è bassa in confronto a quella dei filtrati pugliesi, raggiunge appena i 2⁄3 della media relativa alla provincia di Lecce e la metà circa dell'altra relativa alla provincia di Bari, o, più precisamente, al circondario di Barletta.

***

Provincie di Lecce e di Bari. — I filtrati pugliesi furono tutti analizzati al momento stesso, o qualche giorno dopo, della preparazione. Essi, come vengono messi oggi in commercio, presentano la caratteristica di una forte densità, dovuta all'alta ricchezza zuccherina, e di materie estrattive.

Là dove i lambiccati di torre del Greco toccano il massimo di densità, comincia il minimo pei filtrati di Barletta, mentre quelli della provincia di Lecce occupano il posto intermedio.

I filtrati barlettani, di migliore stoffa, come si dice in pratica, e delle annate più favorevoli, o normali, presentano una densità compresa tra 1,07 e 1,114, ossia 9,50 a 15 gradi Beaumè, con una ricchezza zuccherina di 14,50 a 26% e con 1 a 6 gradi di alcool in volume.

La vendemmia 1900, cui si riferiscono le ultime 38 analisi del quadro innanzi riportato, fu ottima sotto il riguardo dei filtrati a Barletta, perchè, sebbene danneggiata in tutta la Puglia da una forte infezione peronosporica, non pochi vigneti delle primarie contrade, irrorati ripetute volte a tempo giusto, portarono l'uva a perfetta maturazione, in grazia del tempo splendido che si ebbe in fine settembre e principio di ottobre.

Nella provincia di Lecce invece i filtrati riescirono piuttosto scadenti, sempre a causa della eccezionale infezione di peronospora che distrusse gli 8⁄10 del raccolto, nè si verificò colà il gran movimento di filtrati brindisini e gallipolini che rappresentano tanta parte di questo prodotto nuovo dell'enologia meridionale.

L'acidità complessiva è pressochè negli stessi limiti tanto pei lambiccati napoletani che pei filtrati del Leccese; in quelli di Barletta scende invece di uno a due gradi circa.

Nell'estratto si osserva la scala ascendente che si nota pure nello zucchero, a cominciare dal Napoletano e finire a Barletta.

Le sostanze minerali dei filtrati pugliesi variano da 4 a 6 grammi per litro; pei lambiccati mancano ancora i dati relativi alle ceneri.

A complemento delle cifre e delle considerazioni esposte in questo capitolo facciamo seguire un ultimo specchietto nel quale sono ordinati i filtrati sottoposti ad analisi secondo la loro densità crescente e i rispettivi gradi alcoolico e zuccherino.

Densità dei filtrati dolci disposte in ordine crescente coi relativi gradi zuccherini e alcoolici

N. d'ordine Gradi Baumé Densità a 15° C. Zucch. % Alcool in volume %
 
Provincia di Napoli (lambiccati).
 
1 1.0125 2.78 7.40
2 1.0190 4.54 7.66
3 1.0233 6.30 7.17
4 1.0239 5.98 6.10
5 1.0266 6.43 7.57
6 1.0276 6.79 7.32
7 1.0287 6.70 7.40
8 1.0290 4.70 7.09
9 1.0296 6.93 6.55
10 1.0307 7.42 6.32
11 1.0331 7.75 5.39
12 1.0331 8.09 5.16
13 1.0333 8.00 3.55
14 1.0346 7.51 5.39
15 1.0352 7.46 6.71
16 1.0358 7.91 5.32
17 1.0359 8.00 5.63
18 1.0370 7.95 5.94
19 1.0375 7.72 3.82
20 1.0375 8.40 4.42
21 1.0379 9.00 3.76
22 1.0380 8.00 5.78
23 1.0390 9.00 5.32
24 1.0394 9.00 4.20
25 1.0408 8.06 5.47
26 1.0408 9.21 5.55
27 1.0423 9.09 4.12
28 1.0426 9.50 3.98
29 1.0427 9.25 5.39
30 1.0444 9.02 5.39
31 1.0444 10.42 4.63
32 1.0462 10.10 3.90
33 1.0470 9.50 4.27
34 1.0482 10.11 3.83
35 1.0490 9.34 4.71
36 1.0503 11.23 3.00
37 1.0508 10.52 3.62
38 1.0514 10 — 3.28
39 1.0510 12 — 4.12
40 1.0512 11.36 4.12
41 1.0523 11.11 4.78
42 1.0526 10.52 3.49
43 1.0530 11.23 4.42
44 1.0533 9.76 4.78
45 1.0542 11.11 3.98
46 1.0546 12.19 4.27
47 1.0548 13.07 5.78
48 1.0549 11.23 3.32
49 1.0549 11.50 3.07
50 1.0552 11.66 2.51
51 1.0552 13 — 4.12
52 1.0558 13.23 3.90
53 1.0567 13.18 3.42
54 1.0574 11.70 3.62
55 1.0575 10.99 4.78
56 1.0594 12.50 3.62
57 1.0594 13.00 3.62
58 1.0596 12.65 3.07
59 1.0599 13.89 3.55

N. d'ordine Gradi Baumé Densità a 15° C. Zucch. % Alcool in volume %
 
Provincia di Lecce (lambiccati).
 
1 1.0310 7.20 8.62
2 1.0523 10.10 6.40
3 1.0539 10.22 6.60
4 1.0545 11.05 4.45
5 1.0545 11.31 6.45
6 1.0709 12.84 3.38
7 1.0752 15.17 5.20
8 1.0892 16.20 2.80
9 1.0828 17.37 2.20
10 1.0912 16.40 1.05
 
Provincia di Bari (Filtrati rossi di Barletta).
 
1 1.0629 13.57 5.60
2 1.0679 14.84 5.80
3 1.0701 14.67 5.45
4 9.50 1.0701 15.57 4.49
5 9.60 1.0720 15.08 6.60
6 9.75 1.0720 15.18 5.99
7 9.50 1.0721 15.32 5.40
8 1.0731 16.05 4.44
9 9.75 1.0737 16.66 5.20
10 10.00 1.0752 15.32 5.40
11 1.0759 14.62 4.99
12 1.0769 13.97 6.20
13 10 — 1.0770 16.38 5.02
14 10.25 1.0782 16.10 4.41
15 1.0812 16.38 5.39
16 11 — 1.0835 17.26 3.42
17 11.25 1.0848 17.92 3.40
18 1.0868 17.28 3.60
19 11.65 1.0882 18.44 4.41
20 11.75 1.0888 17.98 3.83
21 1.0889 18.95 2.92
22 11.75 1.0899 18.26 4.10
23 1.0899 19 — 2.80
24 11.75 1.0891 18.41 4.20
25 12.00 1.0918 18.81 4.33
26 12.25 1.0921 18.62 4.30
27 1.0931 18.26 5.20
28 1.0970 19.38 1.22
29 1.0981 21.12 2.09
30 1.0990 19.00 1.47
31 13.00 1.1001 22.10 1.91
32 13.25 1.1018 21.64 4.20
33 1.1022 20.60 1.82
34 1.1039 19.80 2.80
35 14.75 1.1049 21.86 0.75
36 13.60 1.1049 22.27 4.00
37 14 — 1.1089 21.64 0.80
38 14.70 1.1149 25.68 2.29