Dedico questa seconda edizione della versione dell'Engels alla dolorosa memoria del mio diletto primogenito Salvatore, che, il 6 settembre 1900, mentre stava sotto le armi al campo di manovre di Sparanise, si toglieva la vita, vinto dall'angoscia di una contrastata passione d'amore. Animo delicatissimo, ardente, inebbriato di un ideale cui sbarravano il varco le spietate esigenze di una società che «non lascia fra uomo e uomo altro legame che il nudo interesse e l'arido pagamento a pronti»[1], egli trafiggeva, inconscio, di ferita insanabile, con una medesima arme, il cuore paterno e della povera madre, insieme col proprio; quasi documentando, col generoso sangue ribelle, il tragico vero che emana da questo libro: — amore, sogni di giovinezza, ogni più nobile anelito umano, tutto la ferrea necessità economica vince ed opprime. — Così affrettino i fati l'avvento di una società migliore, più benigna agli affetti e alle speranze dei figli, meno avara di conforti alle cupe desolazioni dei dannati a sopravvivere, dei genitori orbati, curvi ai sepolcri!
Pasquale Martignetti.
Benevento, dicembre 1900.