Item, appresso il Cairo, fuori della città, è il campo dove nasce il balsamo, e e' viene di piccoli albucegli, che non sono più alti che alla spalla d'uno comunale uomo; e assomigliasi el legnio di questi alberi alle vite salvatiche. E in questo campo sono due fonte, delle quali ne fece una el nostro Signiore co' suoi piedi, sendo piccolo, quando giucava cogli altri fanciugli. Questo campo non è così ben serrato, che non si possa bene entrare, salvo che nel tempo che si ricoglie el balsamo; però che allora è guardato per modo, che niuno vi potrebbe entrare. Questo balsamo non cresce in altro luogo che in questo, e le piante che sono trapiantate altrove crescono, e mai non fanno frutto, e tagliasi la brocca de l'albucello con uno legnio acuto, o vero con uno osso acuto, perchè chi gli tagliassi foglie con ferro, ne corromperebe la virtù o natura. E le foglie di quelle non rendono odore niuno: e saracini chiamono questo legnio Cubth blaso; e 'l frutto che alquanto s'asomiglia alle cube, egli el chiamono Gubalze, e dicono e saracini, che il balsamo lavorato da' cristiani fruttifica, e mai non fruttifica se fussi lavorato per altri; e questo ànno loro più volte esprementato. E altri dicono, che 'l balsamo cresce in India, nel diserto dove Alesandro parlò agli alberi del sole e de la luna, ma io non l'ò veduto perchè io non vi fu' tanto innanzi, però che vi sono troppi pericolosi passaggi a andare. E sapiate che colui che non si intende bene del balsamo, debe ben guardare come lo compera, perchè di leggieri può essere ingannato, però che alcuni vendono una gomma terbentina, con la quale mescolano alquanto del balsamo per dare odore. Alcuni quocono il legnio, col frutto del balsamo, in olio, e dicono, che quello è balsamo. Altri fanno distillare chiodi di gherofani e di spigonardo e altre spezie odorifere, e chiamono quelo liquore, balsamo, in modo che ne sono ingannati molti gran Signiori, che si credono avere balsimo, e ànno nulla; però che e saracini el contrafanno per ingannare e cristiani; e questo ò io veduto e provato. E ancora gli speziali il sosfisticono[34] da capo, dove è ancora piggiore; ma acciò che voi non siate ingannati, vi insegnierò come voi il potrete provare e conoscere il vero balsamo. Voi dovete sapere, che il balsamo naturale è bene chiaro e di colore citrino e à forte grande odore, e si[35] l'è spesso o rosso o nero el è sosfisticato. Item, se voi mettete un poco di balsamo insu la palma della vostra mano e tenetela verso il sole, se sarà buono e fine, voi non poterete tenere nè sofferire la mano inverso il calore del sole. Item, pigliate un poco di balsamo insu nuna punta di coltello e toccatene el fuoco; se arde è buon segnio. Item, mettete un poco di balsamo in una scodella, dove sia latte di capra; se gli è buono, subito el latte si rappiglia. Item, mettete un poco di balsamo in un piattello d'ariento o in uno piccolo bacino pieno d'acqua chiara, e poi movete e mescolate forte l'acqua; che se 'l balsamo è vero e perfetto, l'acqua di nulla si conturberà; e se 'l balsamo è sosfisticato, l'acqua inturbidirà; e, sendo il balsamo fine, caderà al fondo del vaso al modo che fussi ariento vivo, perchè il balsamo fine, due volte più pesa che il sosfisticato. Ora, da poi che io v'ò parlato del balsamo, io vi parlerò delle cose che sono di là da Bambellonia oltre al fiume di Nair, verso il diserto, tra Africa e Egitto. Qui sono e granai di Ioseph, i quali lui fece fare pel governo delle biade per supplire agli anni di carestia; e sono di pietra molto ben murati, delli quali due sono grandi e alti a maraviglia, e gli altri non sono così grandi nè sì alti. Ciascun granaio à una gran porta per entrata, e sono alquanto alti da terra, perchè la terra è guasta e cascata dappoi che i granai erono fatti. Quivi dentro stanno molti serpenti. In questi granai, da lato di fuori, sono molte lettere intagliate di diversi linguaggi; e alcuni dicono che queste son tombe, che vuol dire sepulture antiche di gran signiori; ma questo non è vero, perchè comune fama è per tutto el paese, e da presso e da lungi, che questi sono i granai di Ioseph; e così è el parere di tutti quegli del paese, e ànno loro croniche per altre regione[36]. E se queste fussino sepulture, elle non sarebono vote dentro, e non arebono porte per entrare, nè non sarebono di tanta grandeza e alteza. Per la quale ragione non è da credere, che ciò sieno tombe. Quivi in Egitto sono diverse lingue e diverse lettere altrimenti che non sono altrove, e sì ve le discriverrò, come sono fatte e a che modo egli le chiamono, acciò che voi sappiate la diferenzia tra questi[37].
Prima ch'i' proceda più oltre, io vi vo' dinotare el viagio dove si va diritto a Babillonia, dove dimora il Soldano, el quale è a l'entrata d'Egitto, imperò che molte gente vanno in prima là, e poi al monte Sinai, e poi ritorneno per Gierusalem, come altre volte v'ò detto, perchè egli fanno prima el più dilungi peregrinagio, poi ritornono per lo più brieve, quantunque il più brieve sia il più degnio, cioè Gierusalem, perchè niuno altro peregrinagio può comparare a quello. Ma per più sicuramente e aconciamente fornire il lungo e il brieve, si va prima al più lungo, e poi al più presto. Ma chi volessi andare a Babillonia per altra via e più brieve che queste parti occidentali, che io ho di sopra ricordate e così d'altre parti propinque a quelle, vassi per la Francia e per la Borgogna e per Lombardia. Non è bisognio di nominare le città, nè le ville di questo camino, però che il camino è assai netto e sicuro e conosciuto da molte nazione e gente.
Molti porti sono, per li quali s'entra in mare: alcuni entrono a Genova e alcuni a Vinegia: questi passono per mare, per lo Adriano, chiamato il golfo di Vinegia, el qual divide da quella banda Italia da Grecia. Altri vanno a Napoli, alcuni a Roma e da Roma a Brondusio. Per questi luoghi s'entra in mare e per più altri luoghi, dove son porti; e vassi in Toscana per Campagnia, per Calabria e per Cicilia, la quale è grande isola e molto buona. In questa isola di Cicilia è un giardino verde e fiorito da ogni stagione, sì di verno come di state: questa isola circunda bene CCCº. L. miglia.
Al contrario[38] tra Cicilia e Italia non è altro che un piccolo braccio del mare, el qual si chiama il Farro di Messina. Cicilia si è tra el mare Adriano e el mare di Lombardia, e da Cicilia in Calabria non sono altre che VIII. leghe lombarde. In Cicilia è una maniera di serpenti e qua' conoscono e figliuoli ligittimi da' bastardi, perchè e padri loro, che vogliono vedere la pruova, lasciono andare le serpe intorno a' detti figliuoli; e se gli mordono, sono bastardi, e se non gli danno noia, sono ligittimi e di ligittimo matrimonio nati. E questo fanno molti per vedere se ànno figliuoli ligittimi o no. Item, in quella isola è il monte Ethna, el quale sempre arde, e chiamasi Mungibello e Vulcano, ove ardono due fuochi e gettono diverse fiamme e diversi colori; e per la mutazione di queste fiamme, sanno le gente del paese quando sarà carestia e buona derrata, freddo e caldo, umido e secco, e universalmente conoscono a che modo si governa il tempo di Italia: e questo Vulgano sono XXV. miglia, e dicesi che questa bocca è dello 'nferno.
Item, chi va per Pisa, come alcuni vanno, truova uno braccio di mare, per lo qual si va agl'altri porti di que' confini, e montasi in mare, e passasi per l'isola di Igioph, la quale è de' genovesi; e dipoi s'arriva in Grecia, al porto della città di Miroto, e al porto di Vallona, verso il porto di Durazo, el quale è del duca di Durazo. E da altri porti, per questa banda, si va infino in Gostantinopoli.
Poi si va per acqua infino a l'isola di Rodi e a l'isola di Crete, e dall'isola di Crete all'isola di Cipro; e così da Vinegia a Costantinopoli si va per la via diritta per mare, et èvvi circa 1880. miglia. E poi da Gonstantinopoli si va a Rodi per mare, et èvi 160. leghe; e da Rodi in Cipro si fa 500. leghe. Da Cipro, andando tutta via per lo mare, si lascia Ierusalem con tutto el paese dalla parte sinistra, e giugniesi infino in Egitto, e arivasi al porto di Damiata, il qual solea esere bello e forte. Dalla entrata d'Egitto da Damiata, si va in Alessandria, ch'è di sopra il mare; e in questa città fu dicollata santa Caterina, e quivi fu martorezato san Marco Evangelista, e quivi fu seppellito il corpo suo, ma lo imperadore Lione fece portare a Vinegia le sue reliquie. E quivi è ancora una chiesa bellissima di san Marco, tutta imbiancata senza pittura; e così sono tutte l'altre chiese che sono di cristiani imbiancate di dentro; però che e saracini l'ànno imbiancate per guastare le immagine e le istorie de' santi ch'erono dipinte. Questa Alesandria è lunga circa XXX. stadii, ed è larga X. stadii, e è bella e nobile città. Quivi el Nillo entra in mare, e in questa fiumana del Nillo si truova molte pietre preziose e assai legnio aloe, el quale è una sorte di legnio che viene dal paradiso terresto, e adoperasi in diverse medicine, e è assai caro. D'Alesandria si va a Bambillonia, dove dimora el Soldano, la quale è di sopra la diritta riviera del Nillo[39]. E questo è il più brieve camino che si faccia per andare diritto a Bambillonia. Perseverando, io vi mosterò la via di Bambillonia al monte Sinai, ove giace il corpo di santa Caterina. Partendosi d'Alessandria è bisognio passare il diserto d'Arabia, per lo quale Moisè v'andò e condusse il popolo d'Isdrael; e passasi allato al fonte che fece Moisè per la mormorazione del popolo non trovando acqua per bere. E poi si passa per lo fonte di Marach, di cui l'acqua era prima amara, ma e fanciugli di Israel gittorono dentro un legnio, e dipoi trovorono l'acqua dolce e buona per bere. Poi si va alla valle di Elim, nella qual valle sono dodici fonti: e quivi erono piante che portavono dattili, le quale trovò Moises e Alech e gli fanciugli di Israel. E da questa valle al monte Sinai non è più che una giornata, e chi vuole andare per altra via di Bambillonia, sì va per lo mare rosso, el quale è un braccio dello mare oceano. Per questo mare rosso passò Moisè a piedi sechi e il popolo d'Israel, quando erono perseguitati da Faraone Re d'Egitto. Questo mare può esere largo circa vi. leghe: qui si somerse Faraone con tutta la sua gente che si trovò con lui.
Questo mare non è punto rosso più degli altri mari, ma in alcuna parte v'è rena rossa, e per questo chiamasi mare rosso. Questo mare corre infino a' confini d'Arabia e di Palestina. Per questo mare si va più di quatro giornate; poi si va più innanzi pel diserto per infino alla predetta valle di Chelim, e di là si va al monte Sinai. E sapiate che per questo diserto niuno può andare a cavallo, perchè e cavagli non possono ben bere e mangiare, e però si passa con camegli, e quali truovono da bere e da mangiare, perchè mangiono rame d'albori e di bosco, e sofferiscono da bere due o tre dì; e quando e' truovono da bere, buono per tre dì: e questo non poterebono fare e cavagli.
Da Babillonia al monte Sinai sono XII. giornate e più e meno, sicondo el caminare; e conviene portare per questi diserti le vittuaglie oportune; ed è chiamato el monte Sinai, perchè è rosso e ardente, perchè Muises più volte su questo monte vide il nostro Signiore in forma di fuoco, e così il vidde nel bosco[40] del Rubo, el qual gittava fiamma e non ardeva. Quivi a piè del monte parlava Muises a Dio: quivi è una badia di monaci bene edificata colle porte di ferro per timore delle bestie salvatiche. Questo è un gran convento, e fanno li monaci bene a' pellegrini, e sono a modo di eremiti; e non beono vino se non ne' dì solenni, e sono molti divoti e poveri, spezialmente faccendo penitenzia e astinenzia assai.
Qui è la chiesa di santa Caterina, ove sono molte lampane ardente: egl'ànno assai olio d'uliva per ardere e per mangiare, e ànno per divin miracolo; imperò che e corbi e le cornachie e gli stornegli e gl'altri uccegli d'intorno si ragunono insieme una volta l'anno, e vanno là come se andassino in viaggio, e ciascun di loro porta oliva, o vero un ramo d'ulivo, a modo che volessino offerire, e quivi lo lasciono: e di questo e monaci ne fanno olio, che è gran miracolo. E poi che gl'uccegli, che sono universalmente sanza ragione, vanno a vicitare el corpo di questa gloriosa vergine, certo ben si doverebon gli uomini afaticarsi di cercarla. Item, dentro all'altare della detta chiesa è il luogo ove vidde Moises il nostro Signiore nel Rubo ardente; e quando e monaci entrono in questo luogo sì si scalzono, perchè il nostro Signiore disse a Moisè: iscalzati, perchè il luogo dove tu stai è terra santa. Questo luogo chiamono e monaci Bolzelrel, che vuol dire: ombra di Dio. E dallato dell'altare grande sono tre gradi, sopra li quali è la sepultura di santa Caterina; la quale è d'alabastro, dove giaciono l'ossa del suo corpo; e 'l proposto de' monaci mostra le reliquie a' pellegrini, e perquote l'ossa con uno istrumento d'ariento, e escene alquanto olio a modo di sudore; el quale non si asomiglia a olio nè a balsimo, anzi è più nero: e di questo alquanto ne donono a' pellegrini, per che non ve n'è gran quantitade. Dappoi mostrono el capo della detta santa col sudario, nel quale fu invilupato il suo santo corpo infino al monte Sinai; e poi mostrono el Rubo el quale arde sanza consumarsi, e nel quale el nostro Signiore parlava a Moisè, e molte altre reliquie.
Item, quando il proposto della chiesa muore, subito si estingue la sua lampana; e quando e monaci ànno eletto un altro che sia valente e sanza peccato, la lampana per divina grazia s'accende per lei medesima. E ciascuno di loro à una lampana e conoscono quando alcuno di loro deba murire, però che il lume si tramuta e fiorisce; e se non è degnio di lume, rimane morto. E altri dicono, che colui che canta la messa de' morti, dopo la messa, truova insu l'altare il nome di colui che debe esere proposto. E di ciò io li domandai, e non mi vollono rispondere alcuna cosa, infino a tanto che io dissi, che non mi dovessino ascondere le grazie di Dio e le gran cortesie che gli faceva, ma che doverebono publicare per fare le gente più divote. E a nascondere fanno male, sicondo il mio parere, imperò che e miracoli, che Dio à fatti e fa continuamente, son testimoni della sua possanza, come dice Davit nel psalmo: Mirabilia testimonia tua, Domine ec. Allora egliono dissono, che tutto ciò aveniva spesse volte. Nè più da loro possetti avere. E sappiate, che in questa badia non entrono mosche, nè mosconi, nè pulce, nè altre brutture per miracolo di Dio e di nostra Donna; imperò che tante e diverse maniere di mosche ci soleva esere, e davono tanto fastidio, che e monaci volevono abandonare il luogo; e già erono usciti di fuori, e montati in sul monte per partirsi del luogo. E allora la nostra Donna li venne incontro, e disse loro, che ritornassino, che più non vi troverebono mosche, nè altre brutture; e così ritornorono e monaci alla badia, e mai più non vidono simile brutture. Item, innanzi alla porta è la fonte dove Moisè percosse nel sasso e uscinne fuori acqua. E per questa badia si ascende per molti gradi al monte di Muisè; e quivi si truova prima una chiesa di nostra Donna, là dove incontrò e monaci che fuggivono per le mosche[41].
Dal più alto di questo monte medesimo è la cappella d'Elia profeta; e questo luogo si chiama Oreb, del quale la santa scrittura parla: Et ambulavit in fortitudine cibi illius usque ad montem Dei Oreb. E quivi dallato è la vite che piantò san Giovanni, e chiamasi Arzine Scaphis: e alquanto di sopra è la cappella di Moises, e il sasso dove Moises scampò la paura, quando vide il nostro Signiore a faccia a faccia: e in quello è dipinta la forma del suo corpo; imperò che si percosse così forte nel sasso, che tutto el corpo sì vi ficcò dentro. Quivi apresso è il luogo dove il nostro Signiore diede a Moisè gli X. comandamenti della legge, e ivi è la caverna ove dimorò Moisè XL. dì nel digiuno, e murì innanzi che entrassi nella terra di promissione; ma non si sa dove fussi soppellito. Da questo monte si passa una grande valle per andare a un altro monte assai più alto, dove santa Caterina dagli angioli fu soppellita. Item, in questa valle è una chiesa di XL. martori, dove spesso si canta la messa. E di questa valle, ch'è molto fredda, si monta la montagna di santa Caterina, la quale è molta più alta di quella di Muisè. Ivi, ove fu santa Caterina sepulta, non è chiesa nè cappella, ma ella vi fu già e fu distrutta, sì che ora non v'è altro che uno monticello di pietra diritto, nel luogo ove fu posta santa Caterina: e quello è il propio luogo, dove il nostro Signiore diè e X. comandamenti a Moisè.
E dove la vergine fu soppellita, dicono, che tutto è un luogo; ma e' si dee intendere, che non è un luogo, ma più luoghi, ma è in un paese, perchè l'un monte e l'altro è chiamato Sinai; ma una grande via è tra l'uno e l'altro e tra loro è una gran valle e profonda[42].
E poi, quando sono vicitati questi santi luoghi, si debe raccomandare a' prieghi de' detti monaci, e torre conmiato da loro; e egli donono a' pelegrini, i quali debono ritornare verso Gierusalem, vittuaglie per mangiare e per passare e diserti di Soria, e quali durano tre giornate o più. Ancora sappiate, che in quegli diserti abitano molti arabi, che si chiamano bedoini e ascopi. Questi son gente di cattiva condizione, e non ànno case, nè mansione[43], anzi stanno sotto tende e trabache, che e' fanno di pelle di cammegli e d'altre bestie. E quando egl'ànno mangiato, e' vanno cercando dove possino trovare acqua, come è sempre nel mare rosso e altrove, perchè questo diserto è molto difettoso d'acqua, e sì aviene che rade volte truovono acqua. E dove una volta truovono acqua, l'altra volta non la truovono, e per questo non vi fanno case, questa gente, murate. Egli non mangiono pane, salvo alcuni che stanno apresso ad alcune buone ville, che alcuna volta vanno là a mangiare: e questi tali quocono le lor carne e pesci in sulle pietre al sole. Questi son forti battaglieri e sono sanza numero, e sì cantono volentieri dietro alle bestie in pastura, e di nulla si curono della lor vita; e però non temono el Soldano, nè alcuno altro principe; e arebono ardimento di guerregiare con esso lui, se gli facessi cosa che gli dispiacessi; e molte volte ànno fatto guerra col Soldano, e massimamente nel tempo che io ero con lui.
Costoro portono in battaglia una gran targa, e invilupponsi la testa e 'l collo in un grande lenzuolo bianco, e in questo modo son bene armati; e egli son cattivi, malvagi e brutti e di perversa vita.
E quando sono passati questi diserti che si viene verso Ierusalem, allora si vede Bersabè la quale soleva esere molta buona e dilettevol villa: e ancora quivi sono di molte chiese. In quella villa dimorò Abraam gran tempo, lo quale fu patriarca. Questa villa edificò Bersabè, moglie d'Uria, della quale il Re David generò Salamone, el qual dopo David regniò XL. anni sopra e XII. tribi di Israel. Da Bersabè si va alla città de Ebron per due buone leghe, la quale altrimenti si chiama la valle di Mambre, e altri la chiamono la valle del pianto e di lacrime, perchè in questa valle Adam sì pianse Cº. anni la morte del figliuolo suo Abel, ucciso da Cain suo fratello. Ebron soleva esere la principal città de' filistei, e ivi abitavono Giganti, e qui fu la città sacra dotata della Tribù di Iuda. Et era così libera, che ivi riceveva ogni mal fattore d'altrove. In Ebron Iosue e Alaphe e li compagni vennono primamente per esplorare la terra e il modo di guadagnare la terra di promissione. Quivi in Ebrom regniò prima David sette anni e mezo, e in Gierusalem regniò XXXIII. anni e mezo. Quivi sono tutte le sipulture de' patriarchi, di Adam, Abraam, Isac e Giacob e delle loro moglie, Eva, Sarra e Rebecca. E lìe, nel descendere del monte e sopra questo, è una bella chiesa quadrata a modo d'un bel castello; e questa guardono e saracini molto bene, e è riputato questo luogo di gran riverenzia pe' santi padri che vi giaciono. Quivi non lasciono entrare cristiani, nè giudei, se non ànno di grazia speziale dal Soldano, perchè tengono e cristiani come cani, e dicono che non debono punto entrare in così santo luogo. Chiamasi questo luogo, ove giacciono, doppia spelunca, perchè giaciono l'uno sopra l'altro. E saracini chiamono questo luogo, nella loro lingua, haria fomba, che vuol dire luogo di patriarchi; e li giudei lo chiamono Arboch.
In questo medesimo luogo era la casa d'Abraam: qui sedea insu l'uscio quando egli vidde tre, e uno adoroe: di ciò testimonia la santa scrittura, dicendo: Tres vidit et unum adoravit. Qui ricolse Abraam gli angioli nel suo ostello.
E assai apresso di questo luogo è una cava nel sasso, ove dimorò Adamo et Eva, poi che furono cacciati del paradiso terreste. Qui generò figliuoli: ivi fu Adamo creato e formato, sicondo il detto d'alcuni, perchè questo luogo si soleva chiamare el campo di Damasco, però che era della signioria di Damasco; e di qua fu traslatato, sì come si dice, nel paradiso delle delizie. E di poi che lui fu cacciato del paradiso, in quel giorno che fu cacciato, in quello giorno aveva peccato. Quivi comincia la valle di Ebron, la quale dura infino a Gierusalem. Ivi comandò l'angiolo a Adam, che lui giacesse colla sua donna, e sì ingenerò Seth, della cui generazione nacque il nostro Signiore.
In questa valle è un campo fuori dei quale si cava una materia di terra, che trae al rosso, e chiamasi cambil, la qual si mangia e portasi a vendere in luogo di spezie, e mai si può tanto cavare di largo e di fondo, che a capo dell'anno truovasi piena la fossa per divina grazia. E da Ebron alla sepultura di Loth, figliuolo del fratello d'Abraam, sono due leghe. Assai apresso di Ebron è il monte di Mambre, dal quale la valle piglia nome. Quivi è uno albero di canna, che i saracini lo chiamono dirp, el quale era infino ad Abraam, e chiamasi Albore di Seth; e dicesi che questo albero era infino al cominciamento del mondo, e sempre portò foglie verde infino alla morte del nostro Signiore in sul legnio della ✠. Allora incominciò a seccare: il simile feciono tutti gli altri alberi che si trovorono al mondo: o che si secorono, o vero la midolla dentro si marcì; e da poi in qua son rimasi gli alberi secchi; onde ancora oggi molti se ne truovono.
Questi ànno una profezia, che un signiore, principe d'uccidente, guadagnerà la terra di promissione coll'aiutorio de' cristiani e farà cantar la messa sotto quell'albero secco; e poi questo albero porterà bianche foglie e frutto per divin miracolo; per lo qual miracolo molti saracini si convertiranno e eziandio giudei alla fede cristiana. E per questo è riputato quel legno di gran riverenzia e molto caro è custodito; e quantunque e' sia secco e sanza rami, non dimeno è virtuoso, però che chi ne porta un poco sopra di sè è liberato dal morbo caduco e il suo cavallo non si può riprendere[44]; e à molte altre virtù per le quale è tenuto prezioso. Da questa città d'Ebron si va aconciamente in un mezzo dì a Bethlem per bella via piana e dilettevole, che dura V. leghe.
Bethlem è buona città, piccola e stretta, fortificata intorno di buone fosse; e soleva esere chiamata Effrata, sì come dice el Salmista: Ecce audivimus eum in Ephrata. E è nel fine della città, verso oriente, una bella chiesa e la più graziosa del mondo, e à tre torre e uno campanile molto sottilmente fatto. Dentro alla chiesa sono XLIIIIº. colonne di marmo, e infra questa chiesa e la città è il campo fiorito; et è chiamato el campo fiorito, perchè essendo una damigella incolpata a torto di fornicazione, e dovendo essere arsa in quela piaza, e postovi spine e altre legnie, e andava la fanciulla piangendo e pregando il nostro Signiore che come ella era innocente, così gli piacessi d'aiutarla e farne dimostrazione presente el popolo. E acceso il fuoco, e lei entrata, subitamente tutto il fuoco si spense, e e' rami ch'erono accesi, tutti si convertirono in rosai rossi; e quegli altri rami che non erono ancora accesi, si convertirono in rosai bianchi, tutti caricati di rose, che prima non s'erono mai veduti rosai rossi in quel paese, sì che talmente[45] fu da Dio la fanciulla liberata: e però quela piaza, per questo, à nome Campo di fiore fiorito.
Item, dallato del corpo di questa chiesa, dalla destra parte discendendo per XII. gradi, è il luogo dove nacque il nostro Signiore, adornato molto nobilmente di marmo, ben dipinto d'oro e d'azurro e molti altri be' colori.
Quivi apresso a tre passi è il presepio del bue e dell'asino, dove Iesù Cristo nacque; e ivi apresso è il pozzo dove cascò la stella[46], la qual condusse i tre magi Re, cioè Guasparre, Baldassarre e Marchionne; e' giudei altrimenti gli chiamono in ebreo questi tre Re, Appollim, Anome e Damasus; e' greci gli chiamono Galgalath, Malghalath e Saraphi. Questi Re offerirono al nostro Signiore oro e incenso e mirra; e ivi non vennono per giornate, anzi vennono per divin miracolo, però che egliono si trovorono a una città in Giudea chiamata Cassar, la quale è dilungi da Bethalem LIII. giornate; e egli vennono in XIII. giorni, ed era el quarto dì che avevono veduta la stella quando e' si scontrarono in questa città di Cassar; e così di questa città furono in Bethlem in VIIIº. dì; e questo fu gran miracolo. Item, di sotto alla chiesa per XVIII. gradi, dalla parte destra, è 'l carnaio degli innocenti, dove giaciono l'ossa loro. Innanzi a luogo ove nacque el nostro Signiore è la sepultura di santo Ieronimo, il quale fu cardinale e traslatò la Bibbia e 'l Salterio d'ebraico in latino. Di fuori della chiesa è la panca sopra la quale si stava quando traslatò le dette opere. E apresso a questa chiesa, a VI. torse è una chiesa di santo Niccolò, dove nostra Donna si riposò dopo el parto, perchè ella aveva troppo latte nelle poppe; e quivi, sopra le pietre di marmo rosso, ancora sono le machie bianche per lo latte sopra di quello sparto: la magiore parte delle abitazioni di Bethlem sono cristiani. Ivi intorno a la città sono di belle vigne de le quali e cristiani fanno abundanzia di vino, perchè e saracini non lavorono vigne, però che non beono vino, perchè nel libro della sua legge, chiamato Alcorano, dato a loro per Macometto, e per altri chiamato Melhatus, e in un'altra lingua, Armeli, proibisce el vino. In questo libro Macometto maladisse ognuno che bee vino e tutti quegli che 'l vendono, per cagione che una volta gli fu aposto, che, essendo lui ubriaco, uccise uno eremita el quale molto amava; e però maladisse el vino e chi ne bee e chi ne vende. Ma questa maladizione torna sopra di lui, sì come dice David profeta: Et in verticem ipsius iniquitas ejus descendet. Item, i saracini non tengono porci, nè mangiono carne porcina, perchè dicono, che 'l porco è fratello de l'uomo, e che Dio el vietò nel vechio testamento; e ànno a dispetto ogni uomo che ne mangia. El simile nella terra d'Egitto e di Palestina, egliono non mangiono carne di porco, nè di vitella, nè di bue, salvo se non sono così vechi, che non possino lavorare; non perchè gli sia vietata, ma perchè e' n'ànno poca: egli nutricono e buoi solamente per arare la terra. Di quella città di Bethlem nacque David, el quale ebe LC. moglie, delle quale la prima fu nominata Michol; e avea CCCº. concubine. E da Bethelem a Gierusalem non è più che due leghe. De Bethalem, andando in Gierusalem, a meza lega è una chiesa, dove gli angioli anunziorono a' pastori la natività del nostro Signiore. In questa via è la sepultura di Rachel madre del patriarca Iacob, la quale dopo il parto di subito murì; e ivi Iacob suo marito la sotterrò. E pose Iacob XII. grande pietre sopra lei, in significazione che aveva avuto XII. figliuoli. In questo camino, di lungi da Gierusalem meza lega, aparve la stella ai tre Re, e quali avevono variata la via per Erode. In questo camino son molte chiese, per le quali si va infino in Gierusalem, città santa e ben posta fra le montagne, e non v'è riviere, nè fonte, ma vien l'acqua per condotto verso Ebron.
Ierusalem anticamente, infino al tempo di Melchisedech, fu nominata Gebul, e da poi, infino al tempo del Re David, fu chiamata Salem; il quale David compose questi due nomi insieme, e chiamolla Giebusalem; da poi venne Salamone, el quale la chiamò Gierosolim; da poi fu chiamata Gierusalem e è nel reame di Siria, il quale regnio ha molte province con grande richeze. Il simile è della terra de' giudei, e è chiamata Giudea, perchè Giuda Macabeo fu signiore di quel paese; e quel di verso oriente confina col paese di Arabia, verso el mezo dì, come la terra d'Egitto verso occidente con el grande mare verso Bissa, col reame di Siria, e col mare di Cipro. Item, in Gierusalem soleva esere un patriarca, e per lo paese molti arcivescovi e vescovi.
Intorno a Gierusalem sono queste città, cioè Ebron, a XII. leghe; Bersabè, a VIIII. leghe; Gierico, a VI. leghe; Ascalon, a XVII. leghe; Giaffo, a XVI. leghe; Ramata, a III. leghe; Bethlem, a due leghe[47]. All'incontro di mezo dì si è la chiesa di santo Carita[48] il quale fu abbate in quel luogo, il quale morendo fu grandemente pianto da' suoi monaci, e ora son dipinti amodo che pianghino, che è cosa piatosa a risguardare. Questo paese di Gierusalem è stato nelle mane di diverse nazione, e molte volte à portato el paese penitenzia per lo popolo che ivi abitava, perchè el paese è stato nelle mane di diverse persone e nazione, come sono giudei, assirii, persi, medii, turchi, tartari. Idio non sostiene lungamente il regnio de malvagia gente, nè di traditori, nè peccatori in questa santa terra, sia qualunque si voglia; e ànno tenuti gl'infedeli questa terra per ispazio di C.º e XXX. anni: se a Dio piacerà egliono non la terranno lungamente.
E dovete sapere, che quando è l'uomo in Gierusalem, fa el primo pellegrinaggio a la chiesa del santo Sipolcro, la quale è fuori della città inverso le parte di Bisso, o vero settentrione; ma ella è male governata insieme colla città, ed è assai bella chiesa, ritonda e aperta di sopra, e intorno coperta di piombo; e inverso occidente è una bella torre, alta e fortissima, per mettere campane dentro; e in mezo della chiesa è uno tabernacolo a modo d'una piccola casella, con uno uscio piccolo e basso. E questo tabernacolo è lungo VIII. piedi e largo V. piedi, e non è gran tempo, che il santo Sepolcro era tutto iscoperto, sì che si potea tocare e baciare; ma perchè ogniuno che v'andava voleva avere un pezo di pietra, e per questa cagione l'à fatto il Soldano murare, sì che al presente non si può tocare e baciare. Ma ne la sinistra parte del tabernacolo, o d'alteza d'uno uomo, è una pietra grossa come il capo d'uno, la quale si è del santo Sepolcro; e questa pietra baciono e pellegrini. In questo tabernacolo non è alcuna finestra, ma vedesi con lampane.
Item, evvi una lampana che arde sempre innanzi al Sepolcro, ma el dì del venerdì santo si spegnie, e poi per sè stessa s'acende el dì della resurresione, a quell'ora propia che 'l nostro Signiore risucitò. Item, dentro alla chiesa, dalla destra parte, a presso del corpo della chiesa, si è il monte Calvario, dove fu posto il nostro Signiore in sul legno della croce. Quello monte è un sasso bianco e in alcuno luogo mescolato di rosso: el detto sasso è fesso, e quella fenditura è chiamata Golgota; e quivi è dove gocciolò el prezioso sangue delle piaghe del nostro Signiore quando egli fu posto e confitto in sulla santa crocie: e montasi a quello Golgota per gradi. Cavando dentro a questa fenditura fu trovato il capo d'Adamo, dopo il diluvio di Noè, in significazione che Adam cogli altri patriarchi dovevono essere liberati in questo luogo medesimo: e sopra questo sasso fece Adamo sacrificio al nostro Signiore. Ivi è uno altare, inanzi al quale giace Gottifredo di Buglione e altri Re cristiani, che ànno signioregiato Gierusalem. E ivi apresso, dove fu crocifisso il nostro Signore, è scritto in greco Otheos Basileon Ysimon Perseona Oragaze Sothias Gis; che vuol dire in latino: Hic Deus est rex ante sæcula noster, qui operatus est salutem in medio terræ: amen. Et in vulgare suona: Questo Dio è il Re nostro, el quale ha operato nel mezo della terra. Amen[49]. Item, sopra il sasso dove fu fatta la croce, è scritto nel sasso: Cios inst is basistor pisteos thois tesmosii[50]; che vuol dire in latino: Quod vides est fundamentum totius fidei huius mundi. E in vulgare suona: Quel che tu vedi, si è fondamento di tutta la fede di questo mondo. Quando il nostro Signiore fu morto, era d'età d'anni XXXIII. e mesi VI; e la profezia di David dice, che doveva esere d'anni XL; dove dice: Quadraginta annis proximus fui generationi huic ec. E totalmente, parrebbe ad alcuno, che la profezia non fusse vera; ma l'uno e l'altro è vero, però che si faceva allora l'anno di X. mesi, de' quali Marzo era el primo, e Dicembre l'ultimo.
Ma Giulio Cesere, imperadore de' Romani, vi fece agiugniere due mesi, cioè Gennaio e Febraio, e ordinò l'anno di XII. mesi, cioè CCCºLXV. dì sanza il bisesto, sicondo il corso del sole; e così tengono e cristiani, sì che essendo l'anno XII. mesi, lui non arebbe se non XXXIII. anni e tre mesi; ma dell'anno di X. mesi aveva XL. anni, come dice el profeta. Item, appresso al monte Calvario, dalla mano destra, è uno altare, dove è una colonna, alla quale el nostro Signiore fu flagellato e legato.
E ivi dallato sono IIIIº. pilastri di pietra, che sempre docciono acqua[51]; e dicono alcuni, che elle piangono la morte del nostro Signiore. E apresso di questo altare è uno luogo sotto terra XL. gradi a basso, dove fu trovata la vera croce, per lo 'ntelletto di santa Elena, là dove propio e giudei l'avevono celata. E ivi, ove fu trovata la vera croce, e' furono trovate l'altre due croce de' ladroni: e santa Elena la fece provare sopra un corpo morto, el quale, come ebe la croce sopra di sè del nostro Signiore, subito risucitò. E ivi apresso è il luogo dove e IIIIº. chiovi del nostro Signiore furono riposti, de' quali n'ebbe due confitti nelle mane e due ne' piedi.
E d'uno di questi chiovi ne fece fare Gostantino imperadore un morso per portare in battaglia; e per virtù di quel ferro lui vinse tutti e suoi nimici, e guadagniò tutta la terra d'Asia minore, cioè de' turchi, Arminia piccola e grande, di Suria, di Ierusalem, di Persia, di Arabia, di Mesopotamia, del reame delle alpe d'Egitto alto e basso, e tutte l'altre regione infino a Tiopia e India minore, che a quel tempo erono de' cristiani quasi tutte. E in questi confini erono molti eremiti, de' quali parla el libro della Vita de' santi padri; e ora son tutti de' saracini e de' pagani. Ma quando a Dio piacerà, come pe' peccati de' cristiani questo paese fu preso, così per la prudenzia loro sì si riguadagnerà coll'aiutorio di Dio. Item, nel mezo de la terra è un compasso, dove Ioseph di Barimattia apoggiò il corpo del nostro Signiore, poi che l'ebe levato di croce, e gli lavò le sue piaghe: e dicesi che questo compasso è propio nel mezo del mondo. Nella chiesa del santo sipolcro, in verso Bissa, è il luogo dove il nostro Signiore aparve a Maria dopo la resuresione, e ela pensava che fusse uno ortolano dal cordone[52]. In questa chiesa del santo sepolcro solevono esere calonaci de l'ordine di santo Augustino, e avevono un priore, ma el patriarca è a loro signore. E di fuori della chiesa, a man destra discendendo XVIII. gradi, disse il nostro Signiore a la sua madre: mulier, ecce filius tuus; e mostrogli santo Giovanni evangiolista. E dipoi venne a san Giovanni, e disse: ecce mater tua. E queste medesime parole disse insu la croce.
E per questi gradi montò il nostro Signiore quando portò la croce sopra sè; e di sotto a questi gradi è una capella, ove cantono messa preti indiani, ma non sicondo la nostra legge, ma sicondo la loro; che ogni volta che fanno el sacramento dell'altare, egliono lo fanno di pane, dicendo el Pater nostro con alcune altre orazioni, e le parole del sacramento, perchè egli non fanno alcune delle addizione fatte pel papa; ma assai divotamente cantono. E ivi apresso è il luogo dove, per lo portare della croce, essendo il nostro Signiore istracco, si riposò. Inverso la chiesa del santo sepolcro è più debole la città che non è altrove, pel gran piano che è tralla chiesa e 'l muro della città e fra la valle di Iosaffat, la quale toca le mura a modo d'una gran fossa. Di sopra della fossa della città si è la chiesa di santo Stefano, ove fu lapidato; e ivi dallato è la porta dorata, la quale non si può aprire. Per questa porta entrò el nostro Signiore el dì di pasqua d'ulivo insu nuno asino; e, quando volle lui andare al tempio, le porte s'aprirono verso lui; e ora appare ogni passo dell'asino in tutti i luoghi de' gradi, che sono di pietre durissime; e innanzi alla chiesa del santo sipolcro sono CCº. torse[53]. Inverso el mezo dì è el grande spedale di santo Giovanni, dal quale e cavalieri di Rodi ànno lor principio. Ivi dentro dal palagio di questo spedale sono CºLXIIII. pilastri di pietra, e nel muro del palagio, oltre a questi, ve ne sono LIIIIº. che sostengono la chiesa chiamata nostra Donna maggiore. E ivi, assai d'appresso, è un'altra chiesa, chiamata nostra Donna latina. E ivi Maria Cleofe e Maria Maddalena si scapigliorono, quando il nostro Signiore fu posto in croce. E di là dalla chiesa del santo sipolcro, verso oriente, è una bellissima casa ritonda, alta, coperta di piombo, e d'intorno vi sono grandissime piaze sanza case; ed è tutta la piaza lastricata di marmo bianco; e i saracini non vi lasciono entrare nè cristiani nè giudei, però che e' dicono, che così brutta gente non debono entrare nè tocare così fatto luogo. Ma io v'entrai, e altrove, dove i' volli, per la virtù delle lettere del Soldano, ne le quali era speziale comandamento a tutti e suoi sudditi, che loro mi lasciassino entrare dove che io volevo, e generalmente a fare quelo che io volevo, salvo cosa che fussi contro alla reale degnità del Soldano e della sua legge.
Ai suoi comuni servidori, che vogliono da lui grazia, egli non gli dona altro che un segno che porta inanzi al petto; al qual segnio e saracini fanno gran riverenzia non altrimenti che come noi facessimo al corpo di Cristo. Ancora sanza comparazione feciono magiore riverenzia alle lettere che io avevo, però che gli amiragli e' signiori a chi e' l'erono mostrate, prima che le ricevessino, sì si inginochiavono; poi le toglievono e mettevonle sopra la lor testa; e poi le legevono inchinati con gran riverenzia; e poi s'offerivono di fare ciò che piace al portatore di quelle. In quello tempio solevono già esere calonaci religiosi overo regolari con uno abate, a chi ubidivono. In questo tempio era Carlo magnio quando l'angiolo gli portò il prepuzio del nostro Signiore[54] el dì della circuncisione. Dipoi Carlo lo portò alla cappella d'Eris, dilungi da lì sette leghe. E dipoi Carlo calvo lo fece portare a Poitieros, e doppo fu portato a Chartres. Sappiate che questo non è il tempio che fece Salamone.
El tempio che fece Salamone non durò se non Me. Cº. e due anni, perchè Tito, figliuolo di Vespasiano imperadore di Roma, avendo tenuto lungamente l'assedio contro a Gierusalem per distrugere e giudei, però che avevono morto el nostro Signiore sanza licenzia dello imperadore, preso che ebe la città, arse e distrusse il tempio e uccise undici mila centinaia di giudei; e gl'altri prese e sì gli vendeva XXX. per un danaio d'ariento. E, dopo alcun tempo, lo imperadore Giuliano dette licenzia a' giudei di redificare lo tempio, perchè questo Giuliano, el quale era cristiano e fu monaco rinnegato, aveva e cristiani in odio. E quando ebono quasi fornito el tempio, per divina volontà, venne un tremuoto che guastò ciò che egli avevono fatto. Dipoi Adriano imperadore, che era di quegli di Troia, rifece la città di Gierusalem col tempio in quella medesima forma che prima l'aveva fatto Salamone; e non voleva che giudeo, nè altri vi dimorassi, salvo che' cristiani. Questo imperadore fece murare e serrar la chiesa del santo sipolcro apresso alla città, che prima era dilungi di fuori della città, e volle mutare el nome di Gierusalem, e chiamolla Elia, ma questo durò poco. Item, sappiate, che' saracini fanno gran riverenza a questo tempio, e dicono che 'l luogo è molto santo, e sì v'entrono scalzi, spesso inginochiandosi. E quando i mie' compagni e io vedemo questo, alora ci scalzamo, pensando che più tosto a noi si conveniva, che agli infedeli: di ciò avemo gran compassione.
Questo tempio è una nobile casa, tutta ritonda; ed è larga gumiti Lxiiiiº, e altrettanto lunga, e alta cubiti CCºXLVI; e è coperta di piombo, e à intorno pilastri di marmo. In mezo del tempio è uno staggio[55] alto XIIII gradi, e à d'intorno di buoni pilastri. Questo luogo chiamono Sancta Sanctorum. Ivi non entrono alcuni, se non prelati, che debon fare il misterio del sacramento, o vero il sacrificio; e quando ciò fanno, istà il populo intorno, partito in diverse stanze, sicondo la loro usanza; però che tutti venono a fare sacrificio. Questo tempio à quattro entrate, e sono le porte di cipresso bene intagliate; e dentro le porte d'oriente, disse el nostro Signiore Iesu Cristo: Qui è Gierusalem. E inverso la parte d'uno orto, dentro a le porte, è una fontana, ma non corre; de la qual parla la santa scrittura. Onde dice: Vidi aquam egredientem de templo. E da l'altra parte del tempio è uno sasso, el quale soleva esere chiamato Monachina; poi fu chiamato Betel, dove l'arca di Dio e le reliquie de' giudei erono riposte. Questa arca, insieme colle reliquie, Tito la fece portare a Roma dopo la struzione de' giudei.
In questa arca erono le tavole de' X. comandamenti e la verga di Muisè colla quale divise el mare rosso quando il popolo passava a secco, e con questa verga percosse il sasso, del quale uscì acqua, e della quale acqua fece assai miracoli. E era dentro in questa arca uno vaso d'oro pieno di manna, e di vestimenta ornata e il tabernacolo d'Aron, e una tavola quadrata d'oro con XII. pietre preziose, e una bossola di giaspis verde con sette figure dentro del nome del nostro Signiore, e uno altare d'oro e IIIIº. lioni d'oro, sopra e quali erono IIIIº. cherubini d'oro lunghi XII. spanne, e li movimenti de' segni del cielo con un tabernacolo d'oro e trombe d'ariento, e uno pane d'orzo, e tutte l'altre reliquie ch'erono innanzi la natività del nostro Signiore Iesù Cristo. Sopra questo sasso di Betel dormiva Iacob quando vide gl'angioli ascendere e discendere per una scala, e disse: Vere locus iste sanctus est, et ego nesciebam! Quivi tenne Iacob uno angelo tanto, che l'angiolo gli mutò el nome di Iacob in Israel. In quel medesimo luogo vide Davit uno angelo che tagliava el populo con una spada, poi misse la spada ne la guaina, tutta sanguinosa. E sopra questo sasso fu el nostro Signiore e predicò al populo; e di questo tempio cacciò el nostro Signiore quegli che vendevono e compravono. Sopra a questo sasso si nascose el nostro Signiore quando e giudei lo vollono lapidare: il sasso sì si aperse, e in questa fenditura sì si nascose, e qui alora discese una stella per illuminarlo. E sopra di questo sasso imparò la nostra Donna il suo salterio; e ivi perdonò il nostro Signiore alla femina ch'era presa in adulterio; e quivi fu il nostro Signiore circunciso; e quivi anunziò l'angiolo a Zacheria la concezione del suo santo figliuolo, santo Giovanni Batista; e ivi fermamente e primamente oferse Melchisedech pane e vino, in significazione del futuro sacramento. Sopra questo monte[56] si lasciò cadere David, pregando il nostro Signiore e l'angiolo che aveva veduto tagliare il popolo, che Idio avessi misericordia di lui e del popolo; e 'l nostro Signore esaudì il suo priego. Onde David volle ivi edificare el tempio, ma il nostro Signiore gliele vietò per uno angelo, però che aveva commesso tradimento, che, per cupidità della moglie d'Uria, e' fece uccidere el buon cavaliere: e però David diede a Salamone tutto quelo che aveva provveduto per fare il tempio, e così Salamone lo edificò. Poi pregò el Signiore e salvatore, che ognuno, che in quel luogo di buon quore pregassi il nostro Salvatore, fussi de' suoi giusti preghi, qualunque fussino, esaudito e aiutato e consigliato: e così Dio gli concedè.
E per questo el chiamò Salamone, il tempio di consiglio e aiuto di Dio. E di fuori della porta del tempio è uno altare, dove e giudei solevono offerire i lor tori[57], e ora e saracini sopra a quello altare ànno fatto uno oriuolo per vedere l'ore del dì a una bocca che v'è dentro l'altare. E in questo tempio fu morto Zacheria: e sopra alla cima di questo tempio fu portato il nostro Signiore per esere tentato dal nimico: e all'entrata del tempio, verso occidente, nella porta spaziosa, passando san Giovanni e san Piero feciono, per la grazia di Dio, el ratratto andare e uscire del tempio. E apresso di questo tempio è la immagine de Absalon molto bella, in una piaza grande e piana: in questo tempio solevono dimorare e cavalieri, che si chiamono del tempio; e questo fu el fondamento del suo ordine, sì che in questo tempio dimoravono; e al tempio del Signiore vi stavono gli chierici. Da questo tempio, inverso oriente CºXX. passi, o circa, nel canto de la città, è il bagnio del nostro Signiore; e in questo soleva entrare l'acqua del paradiso. E ivi dallato, è il letto di nostra Donna; e ivi apresso è la sepultura di Simeone; e fuori del chiostro del tempio, verso Bissa, è una chiesa assai bella, di santa Anna, madre di nostra Donna; ivi fu concetta nostra Donna: e inanzi a questa chiesa è un grande albero, che cominciò a crescere quella notte medesima; e di sotto a questa chiesa, discendendo per XXIII. gradi, giace Ioachino, padre di nostra Donna, in una sepultura di pietra; e ivi di sotto soleva giacere la sua moglie; ma santa Elena la fece portare a Gostantinopoli. In questa chiesa è una fonte a modo d'una citerna, chiamata Probatica pescina, la quale à V. entrate. In questa fonte si soleva bagniare ogni infirmità: ivi liberò, il nostro Signiore, il paraletico che era stato infermo anni XXXVIII, a cui disse: Tolle grabatum tuum et ambula: e ivi dallato era la casa di Erode.
Quivi assai apresso era la casa d'Erode, che fece uccidere gli innocenti. Questo Re Erode fu cattivissimo e crudelissimo, perchè fece prima uccidere la moglie, la quale molto amava; e per lo grande amore che le portava, dappoi che udì ch'ell'era morta, diventò pazzo, e stette pazzo gran tempo; e dipoi tornò nel primo senno, e poi fece uccidere due suoi figliuoli grandi, nati di quella sua moglie; e poi fece uccidere un'altra sua moglie con un figliuolo nato di lei; e dipoi fece uccidere la principale sua moglie, e sua madre propia; e simile voleva fare del suo fratello, ma egli murì dinanzi a lui di morte subitana. Questo Erode fece quanto male e' potè fare; essendo ammalato, a' confini della vita sua, lui mandò per la sua sorella e per tutti gli altri signiori del suo paese; e, quando e' furono venuti a lui, tutti gli fece imprigionare in nuna torre, e disse a una sua sorella, che sapeva bene, che niuno farebe pianto della sua morte, e che lui voleva, che ella giurassi, subito che fussi morto, facessi tagliare la testa a tutti quegli che lui aveva imprigionati, a ciò che a la sua morte tutto el paese facessi grandissimo pianto e lamento. E così fece Erode el suo testamento, e così murì. Ma la sorella non gli attenne cosa alcuna, imperò che, morto Erode, lei liberò costoro e mandògli alle loro stanze, e narrò loro l'ordine a lei dato per Erode, e non gli venne fatto come credea.
Ma sappiate che fra questo tempo furono tre Erodi, l'uno dopo l'altro, e furono di gran nominanza per la loro crudeltà; quel che fece uccidere gl'innocenti, di quello ò parlato; quello Ascalonites, che fece tagliar la testa a santo Giovanni Batista, fu Erodo Antipater; et Erode Agrippa fece uccidere santo Iacopo, e imprigionare santo Piero. Item, più oltre nella città si è la chiesa di santo Salvadore: ivi è il braccio sinistro di santo Giovanni Grisostimo, e la magior parte del corpo di santo Stefano; e da l'altra parte de la via, verso mezo dì, andando verso il monte di Sion, si è la chiesa di santo Iacopo, dove e' fu dicollato: e da questa chiesa, insino al monte Sion, sono C.XXV. passi; e ivi è una bella chiesa di nostra Donna, e quivi dimorò e quivi passò di questa vita. In questa chiesa soleva esere una badia di calonici; e di qui fu portata nostra Donna infino alla valle di Iosaphat. Quivi è la pietra per la quale passò nostra Donna per andare a Bethelem. Item, all'entrata di monte Sion, è una cappella nella quale el santo sipolcro fu coperto quando Ioseph vi misse dentro el nostro Signiore. Questa si è la pietra che vidono rivolgere le quatro Marie, quando loro vennono, il dì de la resurresione, al monumento, e trovoro l'angiolo che le disse, che 'l nostro Signiore era già risucitato da morte a vita; onde l'angiol disse: Surrexit, non est hic.
Qui nel muro, a lato a la porta, è una pietra de la colonna, a la quale il nostro Signiore fu flagellato; però che quivi fu la casa d'Anna, che a quel tempo era vescovo de' giudei. Ivi fu Cristo battuto, flagellato, ferito e vilmente trattato. In questo luogo medesimo il rinnegò san Piero tre volte inanzi che 'l gallo cantassi; e quivi è una parte della tavola sopra la quale cenò el nostro Signiore co' suoi apostoli, quando dette loro la propia carne e il propio sangue in forma di pane e di vino. E di sotto da questa cappella per XXXIII. gradi è il luogo dove il nostro Signore lavò e piei a' suoi apostoli, e ora è ivi el vaso ove era l'acqua, che quivi da lato a quel vaso fu soppellito santo Stefano. E ivi è l'altare ove udì la nostra Donna gli angioli cantar messa. Qui primamente, dapoi la resuresione, aparve il nostro Signiore agl'apostoli, sendo le porte serrate, e disse loro: Pax vobis; e più inanzi nel monte Sion aparve el nostro Signiore a san Tommaso appostolo, e sì gli fece tocare le sue piaghe, l'ottavo dì dopo la resuresione; in su que l'ora conobe el certo san Tommaso, e disse: Dominus meus et Deus meus! In quella medesima cappella, apresso de l'altare grande, stavono gli apostoli el dì de la Pentecoste, quando lo Spirito Santo discese in forma di fuoco. Qui celebrò el nostro Signiore la pasqua co' suoi apostoli: qui dormì san Giovanni sopra il petto del nostro Signiore Iesù Cristo, e, dormendo, vide molti segreti del nostro Signiore.
El monte di Sion è dentro la città, e la città è più forte da questo canto che altrove, però che a piè del monte è un bel castello forte, che fece fare el Soldano. Nel monte Sion furono sepulti il Re Davit e il Re Salamone e molti altri Re di Gierusalem; e ivi è il luogo dove e giudei volono gittare giù il corpo di nostra Donna, quando gl'apostoli lo portavono a soppellire nella valle di Iosaphat; e ivi è il luogo ove pianse san Piero teneramente, da poi che gl'ebe rinnegato il nostro Signiore.
Dalla cappella sopradetta, a una gittata d'una pietra, è un'altra capela dove il nostro Signiore fu giudicato a morte: e ivi, asai presso, è la casa di Caiphas. Da questa capela, per l'andare di Cº. e XX. passi, verso uriente, è una cava profonda, di sotto alla fossa, che si chiama la Galilea del nostro Signore. Item, ivi si nascose san Piero poi che rinnegò Cristo. Item, tra 'l monte di Sion e il tempio di Salamone, è i luogo ove il nostro Signore risucitò la giovinetta ne la casa di suo padre. Di sotto al monte di Sion, verso la valle di Iosaphat, è una fontana chiamata Natatoria siloe: ivi presso è el battesimo, ove fu lavato il nostro Signiore: ivi fece vedere il nostro Signore il cieco; e ivi fu sepelito Isaia profeta. Item, dietro a la Natatoria siloe, è una immagine di pietra anticamente lavorata, che fece fare Assalon, e così si chiama la immagine d'Assalon, ed è assai presso al Sambuco, dove Giuda s'impicò disperato, perchè aveva fatto tradimento contro al nostro Signore; ma sapiate che questo non è quell'albero propio a che s'apicò Giuda, ma è uno rinasciuto di quelle medesime radice del primo. Anco qui dallato v'era la sinagoga, dove lo vescovo de' giudei e gli farisei ragunavano e tenevano il loro consiglio; e quivi fu dove Giuda gittò i trenta danari in loro conspetto, dicendo, che egli aveva peccato a tradire el nostro Signore. Ivi allato fu la casa degli apostoli Filippo e Iacopo Alpheo. Da l'altra parte del monte Sion, inverso mezo dì, oltre alla valle, al gittare d'una pietra, si è Acheldemach, che vuol dire campo di sangue. Quivi furono trovati e XXX. danari, de' quali fu venduto el nostro Signore. In questo campo sono molte sepulture de' cristiani, però che ivi si solevono soppellire e pellegrini, e sono ivi molti oratorii e cappelle e romitorii, ove solevono dimorare eremiti. Di là, inverso oriente, a CCº. passi, V'è il sipolcro de lo spedale di san Giovanni, dove si solevano metter l'ossa de' morti. Item, da Gierusalem verso le parte d'occidente, a una lega, è una chiesa, dove nostra Donna si scontrò e salutò Lisabeth sua cugina, madre di san Giovanni Batista, che erono tuttadue gravide. E alora san Giovanni si mosse nel ventre de la madre, e fece riverenzia al suo Creatore, el quale lui non aveva ancor veduto. Di sotto l'altare di detta chiesa è il luogo dove Santo Giovanni nacque, e da quella chiesa a una lega è el castello di Emaus. Quivi ancora si dimostrò il nostro Signiore a duo discepoli, dopo la resurresione. Item, della parte di Gierusalem, a CCº. torse, è una chiesa, dove soleva esere la cava del lione.
E di sotto a questa chiesa, a XXX. gradi a basso, furono soppelliti XXII. martori nel tempo del Re Cosdroe[58], i quali i lione ragunò tutti in una notte per volontà di Dio e nascose in terra. Item, da Gierusalem è 'l monte di Gioglia a due leghe, molto bello luogo e dilettevole e dilicato. Ivi giace santo Samuel profeta in una bella tomba; e chiamasi quello monte di Gioglia, perchè dona letizia al core de' pelegrini che vanno per questo monte, perchè di qua vegono prima la santa città di Gierusalem e il monte Oliveto e anche la valle di Iosaphat apresso le mura della città, come io v'ò detto di sopra. Nel mezo di quela vale è un fiume, che è una piccola riviera, che si chiama el torrente di Cedron; e sopra questa riviera giaceva l'albero della croce a modo di passaggio: e ivi apresso è una fossata, ove è sotterato ora il piede della colonna ove fu primamente flagellato el nostro Signiore, però che in più luoghi lo flagellorono e vilanamente el trattorono.
Item, nel mezzo della valle di Iosaphat è la chiesa di nostra Donna, XLIIIIº. gradi sotto terra; e aveva nostra Donna anni LXXII. quando passò di questa vita: e da lato di nostra Donna è uno altare, dove el nostro Signore perdonò a Piero tutti i suoi peccati. Ivi da lato, inverso occidente, di sotto è uno altare e una fonte che viene dal fiume del paradiso; e sapiate che questa chiesa è molto bassa sotto terra e quasi tutta sotto terra, ma perchè Gierusalem è stata più volte distrutta, e le mura abattute, la valle è ripiena di terra, e così la terra è alzata, e la chiesa abbassata, e però è la chiesa bassa. E questo è ben credibile; e alcuni m'ànno detto comunemente, che da poi che la nostra Donna fu soppelita, la terra ivi d'intorno per sè stessa è caduta; e ancora dicono, che sanza dubio ela crescie tutta via. E in questa chiesa di nostra Donna solevono esere monaci neri, che avevono uno abbate. Assai apresso di questa chiesa si è una cappella allato, e sì è chiamata Gethsemani: ivi fu 'l nostro Signore baciato da Giuda: ivi fu preso da' giudei: ivi lasciò il nostro Signiore i suoi discepoli quando andò a adorare inanzi alla sua passione, e pregò, dicendo: Pater mi, si possibile est, transeat a me calix iste: e quando tornò, trovò e discepoli adormentati. E nel sasso dentro la cappella si vegono ancora e segni del dito del nostro Signiore a che modo lui s'apogiò colla mano al sasso, quando e giudei lo vollono pigliare. E di là inverso a mezo dì, al gittare d'una pietra, è una capela, dove el nostro Signiore gittò gocciole di sangue: è assai presso alla tomba del Re Iosaffat, dal quale la valle piglia el nome. Questo Iosafat fu Re di questo paese, e fu convertito per un romito, e fu valente uomo, e fece di molti beni. E di là, a uno tratto d'arco, verso mezo dì, è la chiesa ove santo Iacopo e Zacheria profeta furono sepolti. Item, al di sotto di questa valle è il monte Oliveto, ed è così chiamato, perchè ivi sono molti ulivi. Questo monte è più alto che non è la città di Gierusalem, e però di questo monte si può vedere quasi tutte le contrade di Gierusalem; e tra questo monte e la città non è altro che la valle di Iosaphat, la quale non è molto larga. Da questa montagna salì el nostro Signore in cielo el dì della Ascensione, e ancora si vede la forma del suo piè sinistro nella pietra: ivi è una bella chiesa, ove soleva esere una badia di monaci regolari.
E di qui a XXVIII. passi si è una pietra sopra la quale il nostro Signiore soleva sedere e predicare le sette opere della misericordia, dicendo: Beati pauperes spiritu: e ivi insegniò agli apostoli el Pater Nostro, e con lo propio dito lo scrisse nella pietra. E assai apresso è una chiesa di santa Maria Egiziaca, e ivi giace ella in una tomba. E di là, inverso oriente a III. tratti d'arco, è Bethfage, ove el nostro Signiore mandò san Piero e san Iacopo per trovare l'asina el dì di pasqua fiorita. Ivi salì sopra a l'asina e scese del monte. Inverso oriente è un castello chiamato Bethania: ivi dimorava Simone lebroso; ivi dette albergo al nostro Signiore, e dipoi fu battezato da gli apostoli e chiamato Giuliano; el quale dapoi fu fatto vescovo. E questo santo Giuliano è quelo che è da molti cristiani chiamato per buono albergo. In questo luogo perdonò el nostro Signiore a Maria Maddalena: ella ivi gli lavò e piedi colle propie lagrime, e colli propi capegli gli rasciugoe, e pianse e suoi peccati. Qui el nostro Signiore risucitò Lazero quatriduano, el quale era fratello di Maria Maddalena e di Marta. Ivi dimorava Maria Cleofe serva del nostro Signiore[59]. Questo castello è dilungi da Gierusalem una lega. Item, discendendo del monte oliveto è il luogo ove pianse il nostro Signore sopra Gierusalem: dallato è il luogo ove nostra Donna aparve a santo Tomaso dopo la sua assunzione e donògli la sacra sua cintola: e questo luogo è assai presso la pietra dove el nostro Signore sedeva spesso a predicare; e ivi propio, come si dice, sarà el giudicio, cioè el dì del giudicio. Item, apresso al monte Uliveto è il mare di Galilea, dove gli apostoli erono ragunati quando Maria Madalena li venne annunziare la resurresione del nostro Signiore. Nel mezo la via, tra il monte Uliveto e quel di Galilea, è una chiesa dove gli angioli nunziarono a nostra Donna la morte propia. Item, da Bettania a Gerico si à V. leghe. Ierico soleva esere una bella città e buona, ma ella fu distrutta, sì che ora non è altro che una piccola villetta. Iosuè prese questa città per divino miracolo, e per comandamento de l'angiolo maladisse chiunque la edificherà. Di questa città fu Zacheo, quello che salse sopra a uno albero secco moro per vedere el nostro Signore, però che per la sua piccoleza nol potea vedere fralle altre gente. Di questa città scampò Raab, la qual fu femmina comune solamente con quegli del suo lingnaggio, perchè ella si aveva nascosi e scampati di morte e messaggi di Israel; e di ciò n'ebe el merito come dice la Scrittura. Qui recipit prophetam in nomine meo, mercedem accipiet. Così fece ella, perchè ella profetezò a questi messaggi, dicendo: Novi quod Dominus tradiderit, vobis dabit terram hanc. E così poi Salomon, figliuolo di Nason, la tolse per moglie, e fu valente femina e serva di Dio. Item, chi vuole andare da Bettania al fiume Giordano, sì va per una montagnia diserta, ed è ivi apresso a una giornata.