ignare

Io mi ritrassi all'ombra d'un abete

e al tronco scabro m'appoggiai, rivolta

ad osservar quella leggiadra accolta

aprir del cuor le dolci ali segrete.

Avean movenze sì agili e discrete

ch'ogni grazia pareva in lor raccolta.

E poi che venner gaie alla mia volta,

le interrogai: — Perchè d'amar chiedete?

Sorriser tutte come a un sol richiamo,

ed una disse: — Lieta cosa è amare,

e se una gioia è amor, noi l'invochiamo.

Io insinuai: — Amore mente, affanna...

Sciamaron via e risero le Ignare

gridando: — Ah taci! È bello anche se inganna!