SPIRAGLI

il convento

Accoccolato a' piè della collina

s'assopiva sereno il buon convento:

noi no, chè dentro il suo cuor sonnolento

eravam come rondini a mattina.

Susurri e cinguettii l'ombra azzurrina

degli alti muri confidava al vento

quando, raccolto fra le palme il mento,

obliavam la paziente trina.

E chi aguzzava sguardi e fantasia

a spiar se giungesse il cavaliere

rapitore per qualche incerta via.

Foggiava ognuna a sè la finzione

più bella, e tutte con dita leggiere,

tesseansi ori o fiori di corone.